Tag Archives: la stampa

Tremonti fa tremare la Casta: cominciamo dal menu del Senato

continua


It's still Eurozone, isn't it?

EurozoneE’ appena uscito un bel report sull’economia europea dello Stratfor Global Intelligence, un settimanale di geopolitica internazionale, intitolato Germany, Greece and Exiting the Eurozone di Marko Papic, analista del continente euroasiatico e Associate Director all’European Union Center of Excellence dell’Università del Texas ad Austin, Robert Reinfrank, docente alla Southern Methodist University in Texas e Peter Zeihan, anche lui analista allo Stratfor.

L’articolo rimarca la forza finanziaria e produttiva della Germania e i problemi delle nazioni del sud, incluso l’Italia. Il nodo gordiano è che da una parte gli stati della fascia mediterranea devono operare dei

continua


#ijf10 Festival Internazionale del Giornalismo 2010, Perugia

IJFImmancabile l’appuntamento con il Festival Internazionale del Giornalismo (ijf) che si terrà da mercoledì 21 a lunedì 26 a Perugia. Una città stupenda, un’organizzazione che l’anno scorso era miracolosa e tanti appuntamenti imperdibili come quello sul Giornalismo di precisione, cioè alla ricerca di un verità verificabile, con dati precisi e raccolti con una metodologia scientifica.

Potete seguire l’ijf su La Stampa, che sarà media partner del festival con articoli e video sul sito e con una sezione speciale, su Facebook e su Twitter con il tag #ijf10. Durante i cinque giorni doppio appuntamento quotidiano con il Journalism Lab curato da Vittorio Pasteris. Domenica il Mediacamp, a cui tutti possono partecipare. E poi libri, mostre, conversazioni e il primo flash mob della mia vita – sì, mi sento come una bambina con un giocattolo nuovo.

Sabato pomeriggio prenderò parte alla tavola rotonda Io pago, tu paghi, egli paga: il futuro dei modelli di business delle news, ci vediamo lì?

A Milano e oltre: passaggio in India

sadhuSe questi giorni a Milano avete voglia di fare qualcosa di insolito andate al Circolo della Stampa, in corso Venezia 16, nel pieno centro di Milano.

Oltre tutto è un bellissimo palazzo, scintillante di luci, caldo e accogliente, con un bel bar per ristorarsi dalle fatiche dell’intelletto.
Ecco qualche idea:

Venerdì 11 dicembre ore 14.30
Incontro-dibattito organizzato dall’Istituto di Ricerca e Dialogo Interculturale per l’uscita del libro “L’Anello della Repubblica” di Stefania Limiti. Una scoperta per caso. Un servizio segreto di cui nessuno ha mai saputo nulla, la cui esistenza è emersa di recente dagli archivi del Viminale.

Martedì 15 dicembre ore 18.30
Presentazione del libro “Wall street: la stangata” di Gianfilippo Cuneo e Fabio Tamburini. Baldini Castoldi Dalai Editore.
Relatori: gli autori, Guido Rossi, Francesco Micheli, Corrado Passera.

Se poi siete stanchi di partecipare a tante cose intelligenti, ad aprile andate in India e tuffatevi nelle sacre acque del Gange. Un viaggio d’eccezione nei siti più belli dell’India settentrionale accompagnati da un operatore culturale speciale, Marco Restelli, giornalista e studioso di sikhismo.

continua


Sta crollando il primo impero rivisitato e scorretto

Fini BerlusconiFini il fuorionda delle polemiche (Il Corriere della Sera)

Fini è fuori onda (Libero)

Fini-Berlusconi scontro finale (La Stampa)

Finimondo (L’Unità)

Fini esonda (Il Riformista)

Fini capo dell’opposizione (Il Fatto Quotidiano)

Questi alcuni titoli dei giornali di carta sulla vicenda Fini-Berlusconi (video integrale di La Repubblica), mentre Di Pietro commenta senza troppi errori “Oggi sta crollando il primo impero rivisitato e scorretto”.

Come direbbe il saggio: quod non potuit PD potuit alleati.

Iniustitia mafiae diplomis professororum

PROFESSORESgominata in Sicilia e Calabria l’organizzazione criminale che aveva creato un giro d’affari sul business dei «diplomi facili». Sette arresti e 12 istituti scolastici siciliani e calabresi sequestrati [...].

Oltre duecento, tra ispettori, dirigenti, organizzatori, docenti, personale amministrativo, collaboratori, le persone denunciate [...]. Pagavano dai 3 mila ai 5 mila euro per l’ottenimento di un diploma di scuola secondaria. A seconda del prezzo pagato veniva concesso anche di costruire false carriere scolastiche ad hoc.. (La Stampa)

In Sicilia si dice che ci siano delle lauree facilissime, come quella di una ridente università di una ridente cittadina costiera dove finiscono gli studi, con gran profitto, dei brillanti medici che per troppa scienza sono respinti agli esami sia a Roma, sia in un paio di altre accademie dello stivale. Ora La Stampa denuncia questo scandaletto dei diplomi ma non nota una cosa evidentissima.

Non è che voglio fare i conti alla mafia o altre organizzazioni criminali, per carità – che, peraltro, mi sembra che non paghino tutte le tasse – ma se una famiglia per un diploma taroccato da 3000 Eu e con quei soldi bisogna pagare tutta una serie di persone, quelle dell’organizzazione, gli istituti, i dirigenti, gli ispettori e così via, mi dite quanto rimane per i docenti? Alla fine della fiera, se prendono 300 Eu è grasso che cola!

In sunto: vi pare giusto che un povero professore sia sfruttato così dalla criminalità organizzata?

(NB: ho usato il latino dato l’argomento alto)

Libertà di stampa ristretta

libertà di stampa
L’ultima mossa del partito di Berlusconi contro la libertà di stampa è stata presentata al Senato: è un Disegno di legge per modificare l’articolo 21 della Costituzione. Lo firma il senatore Andrea Pastore (Pdl), Presidente della commissione bicamerale per la semplificazione della legislazione. Presentato il 9 settembre scorso ma rilanciato il 30 settembre con l’aggiunta delle firme di 40 senatori, compresa quella del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga, il ddl modifica, l’articolo 21, nell’ultimo comma: “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume” dovrebbe essere integrato con “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza.

Lo denuncia l’associazione milanese Libertà e Giustizia (20 uomini illustri nella direzione e nel comitato dei garanti, fra cui un morto, e solo 4 donne). Ne parla La Repubblica e altre testate. Oggi manifestazioni in tutta Italia.

Cambiare la Costituzione è un fatto gravissimo e questo è un vero e proprio attacco alle libertà civili. La frasetta “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza” è una piccola aggiunta che ha il valore esatto delle postille, delle piccole aggiunte al testo o delle note scritte in fondo ai contratti delle polizze assicurative sulla vita – e lo dico a ragion veduta: tutto bene nel testo, ma la piccola aggiunta o la nota ne stravolge tutto il senso e ti frega.

Per dirla esplicitamente, con un esempio: in effetti, le varie vicende

continua


L'asse post-elezioni

Mussolini e HitlerMa perché quando ho letto questo (il grassetto è mio) ho avuto l’impulso irrefrenabile di fuggire a gambe levate? Basta leggere un po’ di storia.

L’asse, che altri chiamano la dipendenza, di Berlusconi e Bossi, ha già sollevato in passato qualche mugugno all’interno del centrodestra, e anche stavolta ne solleverà. (Marcello Sorgi su La Stampa).

Vecchio e nuovo giornalismo: ma la gente che ha recepito del giornalismo online?

Ce l’ho fatta, sono andata all’incontro Vecchio e nuovo giornalismo a confronto. L’evoluzione digitale dell’informazione.

continua


Vita più, vita meno: la Cina dei grandi giornali

ChinaLa Repubblica parla di 14.866 morti ufficiali e oltre 50.000 dispersi, il Corriere di quasi 15.000 morti e circa 40.000 dispersi. Per Il Giornale i morti sono 15.000 e i dispersi 70.000. La Stampa: 12.000 morti ufficiali (ma forse 2000 in più).

L’enormità della tragedia è la stessa, ma fra i numeri ci sono qualche migliaio di vittime e circa 10.000-30.000 dispersi di differenza. E’ la stessa Cina quella di cui parlano? E possibile che quando si guarda un paese così grande a così grande distanza, questa differenza non conti? Mi pare che ci sia poco rispetto per questa catastrofe e che potrebbero almeno riportare le note di agenzia o dei giornali cinesi: almeno vengono da loro.

E poi, come si vede con i racconti del grande pellegrino buddhista cinese Hsuan-Tsang, quando nel VII secolo descrisse l’India e l’Asia centrale, i giornali cinesi hanno un grande merito: non ornano di orpelli inutili una tragedia che, per quanto è grande, non ha bisogno di ulteriori parole. Riportano i dati, parlano di cifre, dei soccorsi e di quello che sono riusciti a fare concretamente. Hanno una grande tradizione di scrittura concreta e fattuale, li sto apprezzando molto.