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La ragazza stuprata e il tunisino

La Repubblica titola:

Violentata ragazza di 15 anni: tunisino arrestato a Bologna

E il Corriere della sera:

Violenza sessuale: tunisino stupra ragazza di 15 anni a Bologna

Insomma, per i più grandi quotidiani italiani sembra più rilevante che il ragazzo sia tunisino (i giornali radio hanno detto “tunisino clandestino”) invece della violenza in sé. Vogliamo diminuirla? Vogliamo dare a questa nuova violenza delle connotazioni razziali?

Non ce l’ha. Questa è violenza sessuale e basta e chi la commette è un criminale, che sia tunisino o italiano. Capisco che in un titolo connotare un uomo della nazionalità fa più “colore”, ma diminuisce anche il fatto della violenza sessuale contro una donna, anzi, contro una ragazza minore.

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Su Eluana, dalla parte di Rutelli, per la democrazia

babyNon parlo a favore del PD. Su ogni singolo fatto o decisione ho la mia posizione, la mia idea non ideologizzata, non aprioristica, e penso che mi adeguerei a una posizione di partito o di gruppo solo se facessi politica (forse).

A me Rutelli non piace particolarmente da quando, a Roma, politico rampante, si faceva fotografare mentre girava la città in bicicletta e, svoltato l’angolo, c’era l’auto blu con autista che l’aspettava. L’ipocrisia è una delle poche cose che disprezzo.

Però sul caso Englaro concordo con lui: non si può tenere un atteggiamento di partito sulle questioni bioetiche.

Ha rilasciato una bella intervista a La Repubblica, cauta ma chiara, in cui spiega anche perché dissente dalla posizione della maggioranza del suo partito, ribadendo la sua posizione da uomo libero e distinguendo fra cure e alimentazione/idratazione.

Così ho pensato che mi è sembrata francamente aberrante la massa di blogger che accusa qualcuno di non essere democratico perché non concorda con le decisioni del padre di Eluana Englaro. O di essere di destra, o di non capire perché non è medico.

Le questioni bioetiche riguardano tutti, specie quelle sulla vita e sulla morte. Perché tutti possiamo permettere la vita, dando alla luce un figlio, ed è certo più del sole che tutti moriremo. Queste sono riflessioni e decisioni che meno di tutti possono prendere i medici per gli altri. Giustamente, come dice sempre mia sorella, aiuto anestesita, i medici dovrebbero essere soprattutto o solo dei tecnici che lavorano per migliorare la vita.
Il punto quindi è sempre: qual’è il confine fra la vita e la morte?

Fra i blogger serpeggia una posizione: se sei pro-morte di Eluana sei di sinistra, se sei pro-vita sei di destra o vuoi l’ingerenza della Chiesa cattolica nella vita pubblica (vedi il diagramma di flusso di Luciano Giustini). Sono rimasta davvero stupita dell’ideologismo puerile di queste posizioni: per rientrare nella categoria “sinistra” bisogna sbandierare certe posizioni pre-confezionate anche su questioni morali o etiche?

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Minacce temibili

La Repubblica, lunedì 26 gennaio, prima pagina, su Berlusconi:

E sulle intercettazioni il presidente del Consiglio ha aggiunto: “Espatrio se esce il mio nome”.

Oh, sta’ a vedere che è la volta buona!

(Ma poi chi ci mettiamo? Tiriamo a sorte sul meno peggio?)

La Repubblica degli errori

La RepubblicaTitolone di oggi: Riforme, Berlusconi ai democratici: “Dialogo solo con divorzo da Di Pietro”

Ma quanto mi dà fastidio che il quotidiano più letto d’Italia scriva il titolo con un errore ortografico? Che copi o che dia notizie incomplete o inesatte non mi disturba più di tanto, ma questi errori stupidi ed evitabilissimi sono imperdonabili. Mi sanno di sciatteria, di mancanza di rispetto per il lettore, di menefreghismo.
Fortuna che il giornale online è gratuito.

Immigrati, siamo messi molto male ma non diciamo cavolate

black womanNon mi dite che a Rosarno, ridente comune in provincia di Reggio Calabria, c’è la Mafia. E non solo. C’è la Sacra Corona Unita, c’è la ‘Ndrangheta, c’è la Camorra e varie ed eventuali organizzazioni criminali transnazionali. Che news! E che scandalo!

Più di tutto, però, c’è la convenienza e la connivenza della gente comune, quella perbene insomma. Che sugli immigrati africani ci specula, facendoli lavorare per 20 euro al giorno in nero. Chi italiano lavorerebbe così? Ma loro sono illegali e devono piegare la testa. Fino a che Carlo Ciavoni, solerte giornalista di La Repubblica, si decide a intervistarli.

L’unica cosa che non mi convince, però, è quando il giornalista fa parlare il portavoce degli immigrati:

Se venite in Ghana, nel mio paese, siate certi che non vi tratteremmo così” dice con orgoglio Edward, 27 anni, di Accra, che si elegge a portavoce. “Se ci devono far vivere come animali in gabbia [...]“

Non mi convince perché è falsa. In molti paesi dell’Africa, anche quando noi europei non andiamo lì a cercare fortuna ma ad aiutare, non siamo trattati meglio. Mutatis mutandis, s’intende.

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McCain contro i blogger, non è quello che dovrebbe essere il giornalismo: e La Repubblica "scopre" i blog

Pare che lo staff di McCain sia arrabbiato con i blogger e abbia detto:

bloggare è nemico del giornalismo.[...] I giornalisti sono per lo più giovani, cinici, liberal e ossessionati dai blog.

Lo afferma Robert Draper, che spiega anche come e perché gli sia stato permesso di pubblicare l’articolo, visto che lavora nello staff repubblicano.

Anais Ginori, inviato in USA e autore dell’articolo La staff di McCain contro i blogger “Stravolgono le nostre posizioni” (!) su La Repubblica di oggi, afferma:

I blog sono la vera novità di questa elezione 2008, tanto da creare un circuito alternativo e parallelo alla campagna elettorale “ufficiale”. Un circuito alimentato non soltanto da supporter o avversari politici, ma anche cronisti “on trail”, che viaggiano insieme ai candidati. Aggiornamenti online immediati, che permettono di conoscere in diretta tutti i dettagli di un comizio: dichiarazioni, reazioni, affluenza.

La Repubblica dà un’altra notizia che non lo è perché arriva con qualche annetto di ritardo: nel 2004 non si parlava d’altro! Anche Montemagno teneva un interessante 2004 US Elections, dove parlava moltissimo di blog ed elezioni. Dava anche la lista dei blog politici premiati dallo Washington Post. Peccato che il suo blog sia durato solo tre mesi, fino all’elezione di Bush.

Appello: Saviano santo subito

SavianoLa Repubblica ha lanciato un appello per Saviano, minacciato dalla camorra per il suo libro Gomorra, a cui potete aderire firmando in fondo alla pagina.

L’appello è promosso dai Nobel Dario Fo, Rita Levi Montalcini, Gunter Grass, Orhan Pamuk, Michail Gorbaciov, Desmond Tutu e hanno già aderito Betty Williams, Lech Walesa, Pérez Esquivel, Renato Dulbecco, Elie Wiesel, John Coetzee, Medici Senza Frontiere e così via.

Oddio, a dirla tutta però nella foto Saviano sembra un terrorista kamikaze islamico.

Lo strisciante razzismo di La Repubblica

Quasi quasi dò ragione a un mio affezionato lettore cinese, Liu zb. Ora anche La Repubblica ci si mette a fare sottili ma importanti discriminazioni razziali, di quelle che scivolano dentro senza che neanche ce ne accorgiamo.

Roma, cinese malmenato da un gruppo di ragazzi italiani.

Questo il titolo. Solo che gli italiani sono “ragazzi italiani”, il cinese è solo un “cinese”. Niente “uomo cinese” o ragazzo cinese”: è cinese e basta. Come se la sua appartenenza razziale fosse l’unica cosa che ha. I ragazzi italiani, invece, sono prima di tutto dei ragazzi.

Sono queste le affermazioni striscianti e pericolose dei giornali che, senza volerlo — o, peggio ancora, per fare più sensazione, per fare più notizia — passano come messaggio a un largo numero di lettori e rafforzano il sentimento di discriminazione razziale. E fortuna che La Repubblica è un giornale di sinistra!

Rom, Chiesa, La Repubblica, i diritti dei popoli in via di estinzione e le leggi a tutela dei minori

zingariIeri notte sono andata a letto dopo il telegiornale e hanno parlato dei rom e della proposta di legge di identificare i loro bambini con l’impronta dei polpastrelli.

Stamattina mi sono alzata all’alba, ho acceso la radio e parlavano dei rom e della proposta di legge di identificare i loro bambini con l’impronta dei polpastrelli.

E’ un tam tam mediatico molto contradditorio: La Repubblica di un’ora fa parla del “silenzio della Chiesa”, mentre sia il giornale radio 2 di stamattina all’alba, sia La Repubblica di Torino parlano di preoccupazione per i diritti degli immigrati e dei rom espressa dal cardinale Poletto. Oppure il cardinale non è Chiesa?

Io sulla questione ho una mia idea. Premetto che prendere le impronte solo dei bimbi rom mi ha fatto pensare immediatamente alla Stella di David che spiccava sulle fasce o sui vestiti che erano costretti a indossare gli ebrei. Non sono d’accordo, assolutamente.
Però però…

Vado spesso a fare la spesa all’Unes di viale Premuda. All’entrata, a destra, seduta per terra, c’è una signora rom di 30-35 anni che ha sempre una bambina per chiedere l’elemosina. Insiste insiste e mette avanti la bambina (le femmine ispirano più tenerezza) sporca, cenciosa, lamentosa, a chiedere soldi. La sera entra e li cambia con quelli di carta. Sono dalle 80 ai 120-30 euro al giorno perché le bimbe rendono.

Quando fa freddo e la gente va più veloce le bambine sono due, una lattante in braccio e una più grandicella: e le entrate sono assicurate.

Il fatto è che le bambine sono sempre diverse: una volta ho chiesto alla signora come mai e lei mi ha risposto ridendo che ne ha tante. Tante? In un paio di anni ne ho contate almeno 15, e chi sa quante altre me ne sono sfuggite. Tutto è possibile, però credo assai poco che siano davvero le sue.

Penso piuttosto che tutte le bambine del gruppo siano usate per l’elemosina, questo penso. E più di una volta qualche ricca signora si è offerta di pagare l’educazione per qualcuna di loro. Una ricca vedova che abita qui davanti era disponibile per due: e per educazione intendo tutto, secondo la concezione della “Milano béne”, dai vestiti alle scuole private, le vacanze, lo sport e così via.

La signora rom si è sempre rifiutata.
Sono venuti un paio di volte i carabinieri, chiamati da qualche cliente che ha visto una piccola piangere a lungo al freddo. Hanno parlato, la signora se ne è andata (lasciando baracca e burattini nell’Unes! Stracci, cartoni e una scopetta per pulire per terra, la mattina prima di sedersi!). Poi è tornata subito.

Ecco, il mio pensiero si riassume in questo: le leggi a tutela dei diritti dei minori e contro lo sfruttamento, come contro lo sfruttamento degli animali (che sono a tutti i livelli “minori”), ci sono. Possibile che l’altro Natale abbia chiamato la polizia municipale per far prendere e svegliare un cinghialino, sonoramente e chimicamente adormentato, in mezzo a corso Vittorio Emanuele, e siano intervenuti prontamente con tanto di veterinario, e le leggi a protezione dei bambini non siano fatte rispettare?

Ecco, la mia proposta è: che siano rispettate le leggi a tutela dei minori e contro lo sfruttamento e l’accattonaggio. Se i bambini non sono più fonte di illecito reddito non sarà più conveniente per i vari gruppi che li usano metterli al mondo come conigli e buttarli per strada a chiedere l’elemosina o a lavare i vetri. E dietro ogni bambino ci sono genitori, clan e/o racket. Che ci risalgano, che le forze dell’ordine facciano rispettare le leggi prendendo chi le infrange.

La mamma rom con le sue bambine viene sempre lasciata lì, mi hanno detto, anche dai vigili e dalla polizia. Penso che non sarebbe poi così difficile prenderla e tenerla in stato di fermo per sfruttamento di minore. Come succede in tanti paesi occidentali un po’ più civili del nostro in termini di diritti umani.

Poi, se vogliamo dichiarare i rom una minoranza in via di estinzione e applicare norme che li aiutino e preservare la loro cultura — lingua, modo di vita, usi e tradizioni — ben venga: ma che la loro cultura non sia buttare in mezzo alla strada i loro piccoli, sporchi cenciosi e piagnucolosi, a chiedere i soldi per i genitori o per il clan.

E oltre tutto, questo clan che dà loro in cambio?

Vita più, vita meno: la Cina dei grandi giornali

ChinaLa Repubblica parla di 14.866 morti ufficiali e oltre 50.000 dispersi, il Corriere di quasi 15.000 morti e circa 40.000 dispersi. Per Il Giornale i morti sono 15.000 e i dispersi 70.000. La Stampa: 12.000 morti ufficiali (ma forse 2000 in più).

L’enormità della tragedia è la stessa, ma fra i numeri ci sono qualche migliaio di vittime e circa 10.000-30.000 dispersi di differenza. E’ la stessa Cina quella di cui parlano? E possibile che quando si guarda un paese così grande a così grande distanza, questa differenza non conti? Mi pare che ci sia poco rispetto per questa catastrofe e che potrebbero almeno riportare le note di agenzia o dei giornali cinesi: almeno vengono da loro.

E poi, come si vede con i racconti del grande pellegrino buddhista cinese Hsuan-Tsang, quando nel VII secolo descrisse l’India e l’Asia centrale, i giornali cinesi hanno un grande merito: non ornano di orpelli inutili una tragedia che, per quanto è grande, non ha bisogno di ulteriori parole. Riportano i dati, parlano di cifre, dei soccorsi e di quello che sono riusciti a fare concretamente. Hanno una grande tradizione di scrittura concreta e fattuale, li sto apprezzando molto.

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