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Fini e Franceschini amici per la pelle

Fini e FranceschiniDa La Repubblica:

E’ certo – osserva però il presidente della Camera – che il governo deve essere consapevole che nel Parlamento nessuno vuole limitare il diritto-dovere di governare che una maggioranza ha, nel momento stesso in cui dal responso delle urne risulta tale. Al tempo stesso, nessuno da parte del governo può pensare di non doversi confrontare con il Parlamento, perchè questo prevede la nostra Costituzione, e quindi nessuno può pensare di esautorare il Parlamento dal diritto-dovere che ha di controllare, di emendare se lo ritiene, di approvare o respingere un provvedimento del governo

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Il piacere di Berlusconi

BerlusconiBerlusconi piace ancora agli elettori? Vediamo due testate autorevoli.

21 luglio, La Repubblica: Silvio Berlusconi perde 4 punti secchi in 60 giorni e va sotto il 50%. [...] Per la prima volta da quando è al governo (maggio 2008) la fiducia in Silvio Berlusconi scende sotto il 50%.

22 luglio, (Il Giornale): Così secondo il sondaggio realizzato tra giovedì e venerdì della scorsa settimana [...] la luna di miele con gli elettori non pare affatto finita. Oscilla tra il 68 e il 69%, infatti, la loro fiducia espressa nei confronti del presidente del Consiglio, dodici punti sopra rispetto al gradimento che ottiene l’esecutivo nel suo complesso (56-57%).

Notate qualcosa?

Il jihad su La Repubblica è donna

Leggo sulla prima pagina di La Repubblica l’articolo di fondo di Renzo Guolo sul rapimento del soldato statunitense Bowe Bergdahl:

Il nuovo volto della jihad

La redazione di un giornale serio quando tratta gli Esteri potrebbe, una volta per tutte, leggere un libro di qualche studioso sull’Afghanistan, sul fondamentalismo islamico o su Al-Qaeda e prendere nota che jihad in italiano è maschile? Il jihad, il jihad!

Un euro a testa e su Facebook si fa la festa a La Repubblica

BerlusconiE poi c’è chi non vede la connessione fra il diritto di cronaca di cui parlavo e gli attacchi di Berlusconi alla stampa che gli è contraria, ai “media catastrofisti”.

E’ nato su Facebook il primo gruppo per comprare una pagina di pubblicità su La Repubblica, proprio per dare una risposta concreta alle parole di Berlusconi. I membri si autotassano di un euro e comprano una pagina per pubblicare una lettera aperta a Silvio Berlusconi, firmata da tutti coloro che si iscrivono al gruppo e pagano la quota.

Questo penso sia il primo tentativo di pubblicità social, davvero partecipativa, organizzato su Facebook. Io mi sono iscritta perché, in linea di principio, ogni attacco alla stampa va denunciato e penalizzato, ma prima di aderire pagando voglio vedere questa lettera. Diffido molto delle crociate.

La crociata laica dei cattolici

Bossi e BerlusconiIn altre nazioni se i politici vengonomeno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perche’ tanta diversita’ in Italia? L’autorita’ senza esemplarita’ di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. E’ pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non puo’ pretendere una ‘zona franca’ dall’etica.

Mi fa specie che in questo paese la voce più forte e chiara contro il comportamento di Berlusconi sia quella di Famiglia Cristiana, che a più riprese si è dimostrata più a sinistra della sinistra. Questo è il punto: non se il premier sia sano o malato, come dice La Repubblica, perché l’arroganza che sfoggia pubblicamente anche frequentando ragazze di 55 anni più giovani di lui dimostra che, se mai, malate sono le donne e i loro genitori, ma il fatto che non può sfuggire a un comportamento etico. Un rappresentante del popolo non può pretendere una zona franca dell’etica, anche se asserisce di non aver mai pagato una ragazza, mentre la D’Addario lo esorta ad andare dai giudici.

Mi sembra ovvio che si cerchi di destabilizzare il governo Berlusconi con questa questione tutto sommato secondaria (ma non irrilevante) della moralità e dell’etica, come è stato fatto, mutatis mutandum, con Al Capone, messo in carcere per evasione fiscale e non perché faceva parte di una potente banda criminale; il problema vero, però, è che, ammesso che gli italiani si stanchino presto e definitivamente di Berlusconi, grazie a lui e alle sue alleanze si è formata una gestione amministrativa di centrodestra in quasi tutta Italia.

Insomma, anche se l’imperatore fosse deposto, e con lui la sua corte, che ne facciamo degli amministratori della Lega Nord, per esempio, diffusi in tutta Italia? Se magicamente scomparissero, con chi li rimpiazziamo? La gente li ha votati, questo è il problema.

Razzismo, Milano riesuma una legge fascista

Metrò di Milano, veto al marocchino: “Non può lavorare, rischio attentati” di Massimo Pisa

MILANO – Non solo non poteva partecipare, in quanto privo di cittadinanza italiana, al bando Atm per fare l’operaio al reparto manutenzione. Essendo anche marocchino, i rischi erano anche altri e molto gravi. E dunque è un bene che il Regio Decreto del 1931, contestato dalla difesa di Mohamed Hailoua e messo pubblicamente in dubbio dallo stesso presidente dell’azienda Elio Catania, abbia messo certi paletti (La Repubblica).

Che dicevo io che Milano non è razzista?

(Per chi voglia sbizzarrirsi a leggere parte del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 “Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” (in pdf)

Art. 124: Gli stranieri, eccettuati gli italiani [non regnicoli], non possono esercitare alcuno dei mestieri indicati nell’articolo 121 senza licenza del Questore.
Art. 121: [Salve le disposizioni di questo testo unico circa la vendita ambulante delle armi, degli strumenti atti ad offendere e delle bevande alcooliche, non può essere esercitato il mestiere ambulante di venditore o distributore di merci, generi alimentari o bevande, di scritti o disegni, di cenciaiolo saltimbanco, cantante, suonatore, servitore di piazza, facchino, cocchiere, conduttore di autoveicoli di piazza, barcaiuolo, lustrascarpe e mestieri analoghi, senza previa iscrizione in un registro apposito presso l'autorità locale di pubblica sicurezza. Questa rilascia certificato della avvenuta iscrizione.

L'iscrizione non è subordinata alle condizioni prevedute dall'art. 11 né a quella preveduta dal capoverso dell'art. 12, salva sempre la facoltà dell'autorità di pubblica sicurezza di negarla alle persone che ritiene capaci di abusarne.
É vietato il mestiere di ciarlatano] (1).)

Le elezioni in Europa e la nomea di Noemi

Come dicevo, sembra che in Europa la destra estrema sia aumentata. Normale, in tempi di recessione economica. In Italia il Partito delle Libertà è diminuito ma i partiti razzisti aumentano e anche i verdi aumentano.

Come a dire che l’Europa si avvia a diventare un paradiso in terra governato da brutta gente.

Sia La Repubblica sia il Corriere della Sera, per distinguersi come al solito, pubblicano le foto di donna Letizia al voto (il Corsera le mette fra quelle dei “big al voto”!).

La signora è andata a votare col sorriso da telecamere, messa su fino nei minimi particolari, rossetto freschissimo e capelli fatti un secondo prima, come se fosse a una comparsata TV. Forse ingenuamente ma mi chiedo: crede di avere una bella nomea che si presenta con un’aria così spavalda?

Noemi Letizia

La Repubblica vince il Nobel dell'anno di giornalismo

Noemi LetiziaÈ confermato quel che Veronica Lario ha rivelato a Repubblica (3 maggio): il premier “frequenta minorenni”. Noemi, nell’ottobre del 2008, quando riceve la prima, improvvisa telefonata di Berlusconi ha diciassette anni, come Roberta, l’amica che l’ha accompagnata a Villa Certosa. La circostanza rinnova l’ultima domanda: quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio? (da La Repubblica)

Siamo seri: se a un uomo (di potere, ma anche qualunque) di 72 anni piace la ragazza di 17 anni che vedete nella foto a lato, significa che è malato?

Le impronte di La Repubblica

Da Nello Del Gatto, che da New Delhi segue le elezioni indiane per l’ANSA:

“L’effetto Rampini”, quel processo per il quale uno scrive cazzate su un luogo pur non avendoci mai messo piede, si estende, come per un effetto chimico o fisico anche al suo giornale, a Repubblica. Ieri c’è stato il primo turno elettorale nel paese e Repubblica on line ha pensato bene di fare un fotoracconto. Peccato che le quattro righe contendono una cazzata madornale. In India gli elettori non vengono riconosciuti tramite le impronte digitali, ma tramite un tesserino elettorale con foto. [...]

Caso Veltroni, mobilitato anche Internet

VeltroniNotoriamente i giornalisti radio arrivano alla notizia dopo che è fresca di giorni, spesso stravolgendola un po’. In modo quasi impercettibile, ma sostanziale. Sarà la notoria fretta del giornalista.

E così è successo stamattina, quando su Rai2 hanno detto che una parte della base e una parte di Internet vuole le elezioni, cambiando un tantino quello che ha scritto La Repubblica:

Una posizione che sposa quella di un gruppo di ‘autoconvocati’ aderenti al Pd che stanno raccogliendo (su internet) consensi perchè l’assemblea disponga la convocazione delle primarie per una elezione piena del nuovo segretario.

Mi ha fatto sorridere che una parte di Internet, cioè un miliardo o due di persone al mondo, si interessi tanto alle sorti dell’italico PD, e mi ha reso

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