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Matteo Renzi in tempi non sospetti (ma il video per fortuna l'ha rimosso)

Anche su Matteo Renzi ho scritto in tempi non sospetti (intendo dire, non solo su Penati). Precisamente il 23 febbraio 2009, commentando uno scoop del Time che, scoprendo la perla rara, lo definiva addirittura “un nuovo Obama”. Ve lo ripropongo qui.

Il video su Youtube invece non lo troverete più.  E’ stato rimosso. In effetti il buon Renzi ci faceva la figura, come si dice, del pirla.

Fortuna che, previdente, ne ho fatto un sommario nel post.

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La "buffonaggine" di Berlusconi

Il primo ministro italiano, comunque, è impenitente. Come qualsiasi esperta canaglia di scuola, ha una scusa per ogni cosa.

Il signor Berlusconi è sempre grande con le sue battute di spirito. Ma la sua buffonaggine sta diventando debole con il resto dell’eurozona.

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Ma che fai, lavori?

Parliamo sempre di lavoro, mancanza di lavoro, giovani senza lavoro e così via. Intanto, per cominciare, sento moltissimi ragazzi che vanno via per il ponte. Giovani disoccupati, intendo. E allora dico come Nanni Moretti (per quanto lui non mi piaccia): Ma a te, chi te l’ha fatto questo?

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano nella nona giornata mondiale contro la pena di morte

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla pena di morte. Qualche dato, qualche considerazione. E l’intervista a Riccardo Noury, rappresentante di Amnesty International Italia, che dice che in Italia “le persone si innamorano di un caso, come quello Sakineh (la donna giudicata colpevole di adulterio in Iran e condannata a morte per lapidazione e a cui nel 2010, diventata un caso internazionale, è stata commutata la pena in 5 anni di prigione – ndr) ma si scordano le 470 impiccagioni per reati comuni e reati politici nel 2011. Se si fa un sondaggio dopo che è scoppiato un caso il 60% degli italiani è contro la pena di morte, se si fa un sondaggio dopo un delitto efferato il 60% è per la pena di morte. I sondaggi non sono molto attendibili”.

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Pakistan, gli Stati Uniti usano il jazz per migliorare le relazioni politiche

La notizia è troppo carina: gli Stati Uniti hanno approvato un budget di spesa nell’ambasciata in Pakistan per finanziare il jazz, con il fine di migliorare le relazioni internazionali. Voglio dire, immaginate gli spettacoli jazz in Pakistan? Jazz session in piccoli locali fumosi, e fin qui ci sta, alcolici a manetta, e questo in Pakistan è proibito (almeno in pubblico), ore tarde, anzi, albe, e questo in Pakistan è superproibito (almeno per ascoltare musica occidentale), ammiccamenti e giochi vari fra maschi e femmine (e questo in Pakistan è impensabile).

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Il Re di Giorgio Prosperi - Roma, 4 - 12 ottobre 2011

Ricevo e faccio circolare con piacere l’invito a un’opera teatrale del regista Giorgio Prosperi, autore e sceneggiatore teatrale e televisivo (Rai Storia e Rai 2). Se siete appassionati di teatro o di storia è un appuntamento da non perdere.

L’opera si intitola “Il Re” e sarà rappresentata a Roma. E’ un dramma storico carico di valenze morali. Protagonista assoluto è il re Carlo Alberto di Carignano, colui che ebbe dai sui stessi sudditi l’appellativo non proprio lusinghiero di “re tentenna”.

La storia del “re tentenna” è esemplare e attuale e forse dovrebbe essere presa a esempio da molti nostri politici.

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Il fiuto per la politica: Penati ci fa penare

Filippo Penati‘s affair. A beneficio di chi non credeva che io non ho mai sopportato Penati, quello che ho scritto su di lui il 12 dicembre 2009, quando l’alta borghesia milanese “di sinistra” proclamava compatta e plateale il suo amore per il buon politico. Cosa che mi ha fatto immediatamente dubitare del politico stesso, of course. Nel post originale commenti di Marcello Saponaro (consigliere regionale del PD) e Alberto Biraghi, fiero detrattore di Penati quanto sostenitore di Pisapia. E di altri.

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Gheddafi: come api, come locuste

GheddafiVi state sbagliando, siete impegnati in una battaglia e non sapete a cosa andate incontro quindi ritiratevi e fuggite. La nostra gente è capace in un solo giorno di dare battaglia nel Mediterraneo e capace di muoversi contro l’Europa.

Ieri Gheddafi ha pronunciato questo discorso per radio. Ha continuato che i suoi soldati in Europa possono essere “come api, come locuste” e farà guerra a “case, uffici e famiglie”. Secondo lui il suo esercito può spargersi dappertutto con la potenza distruttrice di un insetto vorace.

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Vittorio Arrigoni, Staying strongly Human

Vittorio Arrigoni nel video di Al Jazeera. Vittorio, dell’International Solidarity Movement (ISM), parla poco poco prima che fosse rapito e ucciso a Gaza.

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Gli Internet provider rimuoveranno i siti?

Non sembra vero, ma lo è. E fortuna che Internet è considerato anche dall’Onu un diritto umano. Via Vittorio:

Tutto era cominciato a marzo 2011 in una maniera tranquilla quando L’Autorità garante per le comunicazioni (l’Agcom) aveva pubblicato delle linee guida per un possibile provvedimento con un successivo coinvolgimento degli addetti ai lavori e dell’opinione pubblica per rispondere a una consultazione aperta.

Poi però la situazione è velocemente cambiata con una delibera in lavorazione da parte della stessa Agcom che permetterebbe di intimare agli Internet Service Provider di rimuovere contenuti attraverso una semplice procedura amministrativa sulla base di segnalazioni dei detentori dei diritti, senza passare attraverso l’autorità giudiziaria.

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