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Berlusconi dichiara: "Sono disposto a morire... non ho nessuna ambizione politica"

BerlusconiIl povero Berlusconi ci fa preoccupare un po’ tutti quanti. Infatti ha presentato un esposto al ministro della Giustizia in cui segnala “un’emergenza democratica” in merito all’inchiesta per corruzione.

Se da una parte sono sempre più stupita di come gira il mondo dei mainstream media, perché certe cose le immaginavo solo fra i blogger, allo stesso tempo chiedo a tutti che quest’anno si mandi una lettera a Babbo Natale con una preghierina per Berlusconi.

Io sono preoccupata e sono certa che lo siete tutti voi di buon cuore. Infatti l’ex premier avrebbe dichiarato durante un incontro con i giovani del circolo di Marcello Dell’Utri:

Sento che in questo momento in Italia non sono fungibile, quindi finché sarà necessario, finché non ci sarà qualcuno a cui passare il testimone, resterò qui per il mio Paese, disposto anche a morire. Non ho nessuna ambizione politica, tutto quello che faccio è per senso di responsabilità con il mio Paese…

Ho molta paura che questo accada. Ho molta paura che d’un colpo solo, magari investiti da un camionista pazzo rimasto senza benzina, se ne vada lui, o anche Prodi, la Moratti, Mastella, Storace o pure Sgarbi. E qualcun altro (si accettano nomi da raccomandare).

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Le lucine di Natale

Milan lightsOggi è Sant’Ambrogio. Stasera alla Scala c’era la prima di Tristano e Isotta. Immagino il foyer tutto splendente di luci ma, fuori, c’era un bel po’ gente e di animalisti che protestavano contro le sciure che continuano a mettere le pellicce. Io ero con la piccola Lili e non mi sono avvicinata tanto ma sorridevo fra me.

Difronte, al centro della galleria, la cupola era piena di luci stupende, migliaia, piccole piccole e azzure, che mandavano bagliori strani. Facevano un cielo stellato. Davvero suggestivo, tutti stavamo a naso in su a scattare foto col cellulare.

Da un’altra parte della città un’altra luce, quella del Dalai Lama. Non è stato accolto ufficialmente da nessuna alta autorità dello stato, dopo che la Cina ieri ha ricordato all’Italia i patti di amicizia bilaterale e ha ammonito di non sostenere in alcun modo “le attività separatiste della mafia del Dalai Lama“. Per lo meno ieri ha incontrato il Cardinale di Milano Tettamanzi, anche se il Papa non lo ha accolto.

Eppure, so che oggi la sua luce brillava forte e chiara. Ho incontrato alcuni tibetani con le tonache arancio sotto i cappotti, li ho fermati e gli ho chiesto se sono pronti per l’iniziazione e il loro sorriso era un’altra luce.

Poi sono andata al Castello Sforzesco, hanno chiuso la strada tutta intorno per la Fiera degli Oh bei! Oh bei! Si chiama così perché in passato – la consuetudine ha più di cent’anni – con questo grido si richiamavano i clienti per attirare la loro attenzione sui ‘bei’ prodotti in vendita sui banchi. Era pienissima di bancherelle, gente, luci da ogni parti.

Ma le luci che mi piacevano di più erano quelle che Meri, la portinaia di questa casa, ha messo l’altro ieri. Le ha comprate lei. Tutte colorate, le ha messe a ornare le colonne ai lati del corridoio di entrata.

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Gli USA da soli sul clima: e l'Italia da che parte sta?

greenIn Kenya, nel 24-27 gennaio 2008, si terrà la Global Greens Conference, preceduta, sempre in gennaio, dagli incontri di Global Young Greens, giovani attivisti che lottano per lo sviluppo sostenibile, ecologia, giustizia sociale, democrazia di base e pace, e African Greens, il partito dei verdi in Sudafrica. Questi sono i partiti verdi in tutta l’Africa.

La conferenza di Nairobi sul clima conclusa circa un mese fa ha seguito l’accordo di massima della convenzione ONU del 3-4 dicembre 2007 tenutasi a Bali. Anche in Australia la nuova guida laburista del paese ha appena detto sì alla ratifica del Protocollo di Kyoto, unico accordo salva-clima al mondo che fissa target di riduzione di emissioni di Co2 per i paesi industrializzati. Una scelta storica che lascia gli Usa senza alleati nella battaglia contro il trattato del ’97 anche se hanno espresso la volonta’ di cercare di raggiungere un nuovo accordo.
Ma le campagne del Nobel per la Pace 2007 Al Gore non contano niente? Intanto, il sito con il suo video sul clima “An inconvenient Truthè stato crackato da spammer.

Qui leggete sull’Italia (tutto l’articolo da www.lavoce.info):

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No Music Day, No Words Day

silenceLeggo che ieri è stato il No music day, un’iniziativa che dura cinque anni nel giorno precedente alla celebrazione di Santa Cecilia, patrona della musica. Vi sono tanti motivi per un giorno senza musica, ognuno può avere il suo.

Ne ha parlato anche l’International Herald Tribune e il Guardian Unilimited e l’ha osservato la BBC Radio Scotland.

Per me ieri è stato facilissimo non ascoltare la musica, neanche quella facile della radio, che mi distrae tanto: ho lavorato tutto il giorno sulle parole, circondata dal silenzio, e ho appena avuto il tempo di farmi un panino. Poi, qui a Torino pioveva, quindi la sera sono uscita di fretta a fare delle commissioni ma tutto era ovattato nel silenzio comunque, rotto appena dal ticchettio della pioggia sulle strade e sugli ombrelli. Poche auto in centro, poco caos. Niente musica.

Purtroppo la notte ho ascoltato il telegiornale

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Sconvolgente dichiarazione del pm anti logge De Magistris

De MagistrisRepubblica titola in prima pagina:

La Procura generale di Catanzaro ha avocato l’inchiesta “Why Not” sul presunto uso illecito di finanziamenti pubblici di cui era titolare il pm Luigi De Magistris. Nell’inchiesta sono coinvolti, tra gli altri, il presidente del consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella – iscritto nel registro degli indagati – che ha chiesto il trasferimento di De Magistris.

Su RAI2 intorno alle 7 ho sentito la sconvolgente dischiarazione di De Magistris

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Il giornalismo addormentato

Sapete la notizia del saccheggio e della distruzione, in Iraq, dei siti archeologici mesopotamici dei Sumeri e dei Babilonesi, che ho dato nel post di ieri mattina (o, meglio, ieri notte — perché era l’alba)?
Spiritual seeds mi ha segnalato che La Stampa ne parla stamattina.

Ma non erano i giornali che dovevano dare le notizie estere in anteprima? I blog non fanno solo chiacchiericcio?

Confrontate il mio titolo, “La morte della storia o l’altra faccia della guerra“, col titolo de La stampa, “L’altra guerra in Iraq: ci rubano la storia“. Sono potenti e meravigliose coincidenze linguistiche, non credete? Dare un titolo doppio semanticamente e morfologicamente simile!

Ogni tanto mi chiedo, specie per quello che riguarda le notizie dall’Asia e quelle culturali: noi, i giornali, che ce li compriamo più a fare? Anche i blog dei giornali, che li apriamo a fare?
La maggior parte dei blogger sta in flirt permanente con i giornalisti che hanno un blog, sperando nell’articoletto su carta stampata, nella citazione o, almeno, nel link.

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Riotta risponde, copyright e lavoro

TG1Qualche giorno fa ho ricevuto un bel cartoncino beige con la riposta di Gianni Riotta, direttore del TG1.

Antefatto. Come sapete, il 21 luglio sono stata intervistata per telefono dal giornalista Vincenzo Mungo in merito all’elezione del presidente dell’India Pratibha Patil. La registrazione, mi ha detto, sarebbe dovuta andare in onda la mattina seguente su RAI1 sul giornale radio delle 8 e delle 8:40, ma così non è stato. In compenso, al TG1 (in TV, quindi) della notte stessa dell’intervista una giornalista, mentre sullo sfondo passavano le immagini di Pratibha Patil, diceva esattamente le cose che avevo detto io un paio di ore prima,

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Io programmo?

Non solo ioProgrammo è un favoloso mensile di software che pubblica delle chicche — news, tutorial, implementazioni, codici di gestione e cose così — davvero stupende, ma ci collaboro io!
Il numero di settembre si apre con il mio articolo

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Pioggia fredda

rainE’ stato già detto da più parti ma lo ripeto. Piove tantissimo con una pioggia fredda, c’è sciopero dei mezzi qui a Milano, mi aspetta da fare un editing pesante di quasi 1000 pagine (circa 2 Kg), mi aspetta un articolo storico rimandato da 2 anni, mi aspettano i cambi editoriali e assai bizzarri della bibliografia di un altro articolo di sanscrito rimandato da oltre 3, mi aspetta da mettermi d’accordo per un contratto per un libro che non ho firmato da 1 e mezzo, mi aspetta il famoso video ché devo provare le cose che mi hanno detto, mi aspetta da scrivere agli autori di un altro libro che sto curando e sono tutte primedonne capricciose, devo telefonare ad una donna molto difficile per intervistarla prima che se ne vada per sempre, in sovrappiù non posso andare in biblioteca perché piove troppo per trascinarmi dietro il trolley con carte e computer.

Le cane chiamano, le micie saltano (anche sul tavolo), il merlo fuori chiede di continuo molliche (è un ospite graditissimo ma piove!) e se esco e prendo anche una sola goccia d’acqua mi ammalo. E ogni tanto c’è qualche fulmine sparso che fa paura a tutte noi cinque, cane, micie e la sottoscritta. E infatti loro stanno tutte nascoste in vari punti della casa. Io faccio outing ma disperato. :)

Insomma, è una giornata così così per tutte noi cinque donne. Non so perchè. E penso con una punta di invidia a chi in questo momento se ne sta bello al caldo in un paese caldo…

p.s. Ho scordato che dovrei leggere una 45ina di papers accademici già approvati, fare le prime correzioni e mandarli agli editor e convincerli a lavorare. Che è la cosa più difficile.

(foto)

Gino Strada via dall'Afghanistan e nuovo esperimento nucleare in India

Indian pacifistChe dire di Emergency che se ne va dall’Afghanistan? A parte le varie spaccature, le discussioni fra partiti e così via, utilissime per chiarirsi le idee, per la crescita della democrazia, per capirci un po’ di più della nostra politica estera, ma assai inutili, o anche dannose, per un’organizzazione umanitaria. Secondo lo statuto Emergency è una ONG/ONLUS che ha per scopo il Life support for civilian war victims, quindi ha bisogno dei patti fra la diplomazia internazionale per agire, per operare, per interagire coi locali, e ha bisogno dei fondi. Ha bisogno di appoggi ufficiali sia all’interno del paese dove è nata che nei paesi dove opera.

E’ cominciato tutto ufficialmente intorno al 30 marzo 2007, quando Strada ha dichiarato a Repubblica che “Il governo italiano è responsabile di tutto ciò

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