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Censimento 2011 in India e rom, il mondo diviso in caste

donne romNon si parla che dell’espulsione dei Rom dalla Francia (bellissime le slide su The New York Times).

La CNN lo definisce un popolo “non capito e perseguitato” in Europa. Vorrei però vedere cosa succederebbe se ci fosse un largo gruppo di persone che vivono prevalentemente di illegalità alle porte di una qualsiasi città degli USA.

Intanto in India sembra deciso che il nuovo censimento del 2011 – l’ultimo

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Non è che la Polverini diventa una santa, vero?

nullRenata PolveriniCome sapete fra pochissimo, a maggio, si terranno le prossime elezioni in Birmania. E’ un evento molto speciale perché le ultime elezioni multipartitiche si sono tenute nel 1951-1952, nel 1956, nel 1960 e nel 1990, quando Aung San Suu Kyi avrebbe dovuto guidare il governo, con le conseguenze che sappiamo: l’arresto.

Nell’agosto 2009 Aung San Suu Kyi è stata condannata a ulteriori 18 mesi di arresti domiciliari per aver violato i termini dell’arresto, che sarebbe scaduto quei giorni, ospitando John Yettaw. Guarda un po’, non potrà quindi candidarsi alle prossime elezioni. L’alta corte birmana ora ha respinto l’appello di scarcerazione e ha deciso che rimarrà agli arresti. Oggi ha presentato ricorso, come la Polverini.

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Milano, viale Padova: gli ispanici musulmani

Domenica pomeriggio sono andata in vale Padova a vedere i disastri. La via e la zona erano deserti, c’erano solo cartacce. Forse proprio il deserto e la calma inusuale erano lo specchio della battaglia fra i gruppi di neri e ispanici accaduta poche ore prima.

Stamattina presto ho ascoltato il telegiornale del 3 e tutti quelli locali disponibili. Roberto Jonghi Lavarini invocava la Legione straniera per “gestire l’ordine nei quartieri a rischio e mantenere i rapporti con le rispettive comunità etniche, culturali e religiose di appartenenza, insegnando loro come ci si deve comportare in un paese civile e democratico dove sono ospiti“.

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Carrefour segnalazione presenza nomadi

Sul sito Web della Carrefour, che in passato non ha certo brillato per atteggiamenti etici, è possibile segnalare la presenza di nomadi (servizio clienti, categoria principale –> informazioni punto di vendita, categoria secondaria –> presenza di nomadi).

Suona come le segnalazioni di ebrei durante il nazismo.

Pochi giorni fa sono andata a fare la spesa all’Esselunga. Arrivo alla cassa, mentre leggo una rivista una donna rom mi mette nel carrello delle bottiglie di alcolici e dei salumi. Me ne accorgo, li tolgo e lei li rimette un paio di volte, fino a che non la fanno uscire in mezzo alla gente che protesta – pare che lo faccia spesso. Fuori, mi segue per un bel tratto verso casa, appiccicata al mio zainetto.

Io la prepotenza e le intimidazioni non le sopporto, che vengano da rom, bianchi, neri o marziani. Il colore della pelle e l’occupazione sono irrilevanti.
Il problema esiste. Come esiste l’atteggiamento razzista della Carrefour.

Ne parlano fra gli altri Civati, Nouvelles Bruxelles, Daniele Sensi, Piovono Rane.

Zitta zitta la Lombardia approva la contestata legge sulla caccia

gufoLa regione Lombardia ha approvato a maggioranza la legge sulla caccia in deroga a sette specie non cacciabili di uccelli: Fringuello, Peppola, Storno, Prispolone, Pispola, Tordela, Frosone e Verdone. La legge, oltre tutto, va contro le disposizioni della Comunità Europea.

Le deroghe di caccia – ricorda la LIPU – sono uno strumento eccezionale, da utilizzare in via straordinaria e non certo ogni anno, come invece, ininterrottamente dal 2004, fa la Lombardia e qualche altra regione italiana. Il che è valso al nostro Paese una procedura di infrazione europea ormai prossima alla condanna da parte della Corte di Giustizia.

Si tratta di un’illegalità così palese da aver spinto lo stesso Presidente Formigoni, pochi mesi or sono, alla forte iniziativa di una delibera con cui impegnava la Giunta lombarda a chiudere definitivamente
l’illegale stagione delle deroghe: in altri termini, mai più caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti.

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Il laureato

Che GuevaraIeri ho portato fuori in cortile delle piante, per farle stare all’aria ma all’ombra.

C’era Miguel, il portinaio che in agosto sostuisce Meri (donna fine e gentile che ha una laurea in economia, parla alla perfezione il russo, l’inglese, il francese e l’italiano, oltre all’albanese e una mezza dozzina di lingue slave). Ex clandestina.

Con mio sommo stupore Miguel ha staccato un paio di foglie, le ha guardate con una lente che teneva nel cassetto e mi ha detto che per la troppa acqua stavano venendo dei funghi. Mi ha mostrato il puntino bianco in mezzo a delle minuscole macchie scure, sul retro della foglia.

Ieri ho scoperto che Miguel è agronomo laureato, ha un Master in trattamento organico delle infezioni delle colture e diversi corsi di specializzazione. Prima di venire qui lavorava in Perù per dei progetti finanziati dalla Comunità Europea.

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Aung San Suu Kyi e il profumo della libertà

Aung Suu KyiNon c’è da sorprendersi che Daw Aung San Suu Kyi, leader della democrazia in Myanmar da 14 anni agli arresti domiciliari (negli ultimi 20) e fervente buddhista, sia stata condannata a tre anni di lavori forzati per aver violato i termini degli arresti ospitando John Yettaw. Immediatamente la sentenza è stata commutata a ulteriori 18 mesi di arresti domiciliari.

Non c’è da soprendersi, però dispiace. L’americano Yettaw è stato punito con 7 anni di prigione, incluso 4 anni di lavori forzati. The New York Times ci ricorda che il prossimo anno si terranno le prime elezioni dal 1990, quando i militari annullarono la vittoria del partito di Aung San Suu Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia.

Quando si terranno le elezioni quindi Aung San Suu Kyi sarà agli arresti domiciliari. I militari però dicono che il suo recente processo è stato puramente di carattere penale e non è politico. E se lo dicono loro abbiamo tutte le garanzie.

Diritti umani, non si uccidono così anche i cavalli?

Un collega indiano ha inviato questo video scioccante, da vedere solo se uno ha molto stomaco ed è maggiorenne a causa delle scene di particolare violenza.

E’ stato girato da alcuni membri del Tehrik-i-Taliban Pakistan, l’organizzazione studentesca militante che racchiude i gruppi talebani, e riprende l’uccisione di alcuni uomini accusati di fare la spia per il Pakistan e gli Stati Uniti.

Io ne ho visto solo metà e mi è bastato. Ho pensato subito a come i musulmani uccidono gli animali nella festa di Id al-Kabir perché le persone sono uccise nello stesso modo.

La retorica buonista che permette che certe atrocità siano commesse in Italia sugli animali, perché bisogna rispettare anche le cose più aberranti della religione islamica, penso sia la cosa più idiota e retrograda che si possa fare. Da oscurantismo feudale. Non mi interessa il rispetto delle diversità, non mi interessa l’ascolto dell’altro e così via, se questo significa commettere atti ignobili, raccapriccianti o violenti sui propri simili o sui nostri fratelli animali. In nome dell’Islam o di qualsiasi altro credo.

Ci sono dei diritti fondamentali che vanno rispettati, siamo in un paese cosiddetto civile dove vige lo stato di diritto e le minoranze e i minori — e gli animali sono dei perenni minori — sono tutelati per legge. Non dobbiamo scordarlo mai.

E ora ditemi se questa non è atrocità e barbarie.

Voglio aggiungere che ho pensato molto se mettere o no questo video nel blog e ancora non so se ho fatto bene. Io penso che sia educativo anche se, come me, sono certa che molti lo vedranno solo a metà. Spero di spiegare meglio quello che ho voluto dire riguardo gli animali e la festa di Id al-Kabir (perché come atrocità e illegalità sugli umani la cosa è ovvia ed evidente).

Più in generale, è giusto mettere su un mezzo di diffusione così potente e capillare come Internet un video, una canzone, un testo così forte e scioccante? L’informazione va fatta a ogni costo e con ogni mezzo? Quando bisogna fermarsi, se bisogna fermarsi?

Attenzione! Il video contiene scene di violenza, non si è certi della loro corrispondenza al vero, ma anche se tale contenuto fosse simulato la sua visione è inappropriata ad un pubblico minore di anni 18 o sensibile alla visione di atti di barbarie. Viene linkata la fonte, ossia il video, al solo a scopo di critica e nel rispetto del diritto di informazione. Se clicchi su questo avviso, per visualizzare il video, dichiari di essere maggiorenne e di aver compreso che il materiale che consulterai potrà urtare la tua sensibilità.

Ma noi non staremo zitti! Il video delle torture

Nepal Buddhist nunnyL’ultimo grave fatto accaduto in Cina contro i monaci è di qualche ora fa. La polizia della città di La’gyab, nella provincia di Qinghai, ha arrestato 95 monaci, colpevoli di aver guidato una rivolta di 4000 persone contro una stazione di polizia dopo che un monaco è scomparso.

Era tenuto prigioniero per aver rimosso la bandiera cinese nella stanza principale del monastero, il 10 marzo 2009. La polizia afferma che il monaco si è ucciso, saltando nelle acque del fiume vicino. Il corpo non è stato ancora trovato. La popolazione invece pensa che sia stato ucciso.

Intanto in rete circola il primo video che testimonia da vicino le brutalità e le torture dei cinesi contro i tibetani e contro un ragazzo cinese che ha osato proteggere un monaco isolato, durante la rivolta di Lhasa. Il ragazzo è morto in seguito alle torture, in seguito alle quali hanno dovuto operarlo per rimuovere due chili di carne bruciata e in necrosi dal suo corpo, ma senza esito positivo.

Il video è molto pesante e se non avete stomaco non guardate. Non inquadra la città o i carri armati, inquadra persone legate imbavagliate e picchiate a terra, inquadra un uomo torturato bruciato e mutilato e l’operazione che ha subito. E questo per chi dice che i buddhisti non si ribellano o che la Cina non ha commesso illegalità ma ha solo “difeso” parte del proprio territorio nazionale, l’ex Tibet.

Non oso pensare a quello che staranno facendo adesso ai 95 monaci arrestati.

Ci ricordiamo benissimo dell'America

American flagNon mi piace la demagogia e non mi piacciono le prese di posizione puramente ideologiche. Non mi piace la tassa sugli immigrati ma ricordo benissimo che se volevi risiedere in USA, ma senza avere un lavoro regolare (contratto e tutto), oltre undici anni fa, dovevi dimostrare di possedere, depositata in una banca americana, una somma consistente (mi pare fosse 250.000 USD, ma potrei sbagliarmi) che ti garantisse da vivere, e una fissa dimora (che poteva anche essere un albergo, se potevi permettertelo, ma dove realmente ti potessero trovare) o un’appartamento di tua proprietà. Che in USA paga tasse salate.

Oppure dovevi studiare, sempre dimostrando di essere iscritto (pagando le tasse quindi) e di avere soldi sufficienti per l’anno di studi, con una somma consistente depositata in anticipo. L’idea è che devi non solo avere soldi, ma pagare le tasse per usufruire dei benefit sociali degli americani.

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