Se pensate d mandare qualche file con segreti di Stato a Wikileaks beh, non fatelo (almeno per un po’): Julian Assange ha detto che Wikileaks smetterà di pubblicare file riservati e il fondatore si dedicherà a cercare fondi “in modo più aggressivo”.
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Wikileaks dal 24 aprile ha cominciato a rilasciare documenti sui prigionieri del carcere di Guantanamo Bay, quello che Obama nel 2009 aveva detto di voler chiudere entro l’anno.
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Sapete di Wkileaks, vero? The Hindu ha cominciato a pubblicare i documenti relativi a India, Pakistan, Tibet, Cina ecc. e anche sugli attacchi di Mumbai ecc.
Commovente il documento del 2008 Dalai Lama che scongiura gli USA a convincere la Cina ad ascoltarlo e iniziare un vero dialogo. Inutilmente, ovviamente.
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Se uno si chiama Julian Assange si può. Infatti ha firmato un contratto da 800,000 $ con Alfred A. Knopf, la sua casa editrice americana, e 325,000 £ con Canongate, quella inglese, per scrivere la sua autobiografia.
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The Guardian, uno dei pochi giornali al mondo a riportare i documenti di Wikileaks, ci informa che quando in agosto Julian Assange è andato a letto con Miss A, in Svezia, gli si è rotto il preservativo e, nonostante che lei cercasse di prenderne un altro, proprio non c’è riuscita.
Lui ha continuato imperterrito e, dice Miss A, è stato il peggior sesso che avesse mai avuto, e anche violento (senza specificare che tipo di violenza fosse). Allora per provare se, continuando, Assange sarabbe migliorato, Miss A ha dormito con lui ancora per una settimana.
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Il nostro è un paese ben strano. Abbiamo un governo che ha vinto sul filo di lana della fiducia. Ma con soli tre voti di scarto non può governare, e quindi quelli che hanno votato hanno dato la fiducia a un qualcosa che neanche sapevano. Come sarà formato il nuovo governo Berlusconi?
Abbiamo un presidente dellla Camera dei deputati, Fini, che non è super partes, come dovrebbe essere per il ruolo, ma è contro lo stesso governo che serve. E che è di destra e sta all’opposizione insieme ai partiti di sinistra.
Abbiamo un ministro dello stato, Bossi, che però vuole dividere lo Stato. Che si scaglia contro Roma ma lavora per Roma e prende dei bei soldi da Roma. Che odia la politica di Roma che rappresenta il suo governo, quello stesso che lui rapprenta e da cui riceve onori e onorario. Che si scaglia contro il nepotismo ma ha fatto entrare in politica il figlio, immeritatamente, e sta preparando il secondo.
C’è un razzismo strisciante che si fa sempre più largo. Eppure ieri dei Rom
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Pare che i Rom, o nomadi o zingari, come venivano chiamati un tempo in Italia, siano sgraditi anche in Olanda.
Che sta pensando di fare quello che ha fatto Sarkozy: rimandarli in Romania o Bulgaria.
O almeno così asserisce il pastore della Chiesa Riformata Olandese e membro del Parlamento, la signora Mirjam Sterk.
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Qualche giorno fa la CNN scrive che da noi i rom non sono capiti e sono perseguitati e fa una tirata etica sulla discriminazione contro il gruppo etnico più popoloso d’Europa. Dimenticandosi di dire che in USA persino gli immigrati illegali, anche se non commettono crimini, vanno in carcere diretti.
Ora la CNN mette a paragone, anche giustapponendo le immagini, quelli che protestano per il progetto della moschea vicinissima a Ground Zero e i simpatizzanti nazisti. E come pro-nazista mette la figura del prete cattolico Charles Coughlin, che il 20 novembre 1938 fece alla radio un discorso anti-semita e difese la violenza nazista (dice la CNN, perché io vorrei sentirlo).
Il Time ci aggiunge il carico. La foto di padre Coughlin è presa dalla
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Non si parla che dell’espulsione dei Rom dalla Francia (bellissime le slide su The New York Times).
La CNN lo definisce un popolo “non capito e perseguitato” in Europa. Vorrei però vedere cosa succederebbe se ci fosse un largo gruppo di persone che vivono prevalentemente di illegalità alle porte di una qualsiasi città degli USA.
Intanto in India sembra deciso che il nuovo censimento del 2011 – l’ultimo
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Come sapete fra pochissimo, a maggio, si terranno le prossime elezioni in Birmania. E’ un evento molto speciale perché le ultime elezioni multipartitiche si sono tenute nel 1951-1952, nel 1956, nel 1960 e nel 1990, quando Aung San Suu Kyi avrebbe dovuto guidare il governo, con le conseguenze che sappiamo: l’arresto.
Nell’agosto 2009 Aung San Suu Kyi è stata condannata a ulteriori 18 mesi di arresti domiciliari per aver violato i termini dell’arresto, che sarebbe scaduto quei giorni, ospitando John Yettaw. Guarda un po’, non potrà quindi candidarsi alle prossime elezioni. L’alta corte birmana ora ha respinto l’appello di scarcerazione e ha deciso che rimarrà agli arresti. Oggi ha presentato ricorso, come la Polverini.
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