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#ijf12 - sul giornalismo

No, quest’anno non ci sono andata per limiti oggettivi di tempo e tempi ma vi propongo due cose assolutamente carine. Non so se conoscete quel giornalista di nome Filippo Facci. No? Beh, guardatelo in questo video che sta spopolando in Rete. Grazie a Internet ora finalmente è famoso! Ne sarà entusiasta.

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Leggo per vivere - Edigita e gli ebook

leggereE leggo per scrivere.
Per me leggere è vitale e la domenica, quando qualcosa non va, mi preparo e vado alla Mondadori del centro, secondo piano. Porto un libro o compro un libro, prendo qualcosa da bere e sprofondo in una poltrona. Qualche volta mi addomento, ché la notte leggo fino a tardi. Ma la verità è che dormo perché mi sento serena, protetta dai libri e da chi va a comprarli o solo a sfogliarli. L’ambiente fuori è come il mio ambiente interiore, e così mi sento in pace. Prendo in mano un libro e depongo elmetto e corazza.

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Should I buy an iPad?

iPad
(via Quasi.dot)

L’ho visto a Perugia in mano a giornalista americano e ho subito pensato: ma quanto è grande e ingombrante! Però poi ho seguito il tracciato sopra e ho scoperto che devo averlo, prima o poi.

#ijf10 Ultimo giorno: giornalismo in crisi

giornalista in crisi
Ieri mentre prendo un tè al bar dell’hotel Brufani aspettando il gran finale del Festival Internazionale del Giornalismo e lo sbarco della signora Noemi Letizia a Milano sento un vociare concitato.

Tizio, un giornalista che scrive per una nota testata americana, distinto più di un professore di Harvard e accompagnato da consorte in sobrio tailleur blu, circondato da altre tre persone, discute animatamente con il barista perché aveva offerto da bere e il ragazzo gli aveva chiesto di firmare il foglio con l’elenco delle consumazioni.

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#ijf10: Io pago, tu paghi, egli paga: il futuro dei modelli di business delle news

Oggi al Festival Internazionale del Giornalismo per il Journalism Lab, coordinato da Vittorio Pasteris, la tavola rotonda Io pago, tu paghi, egli paga: il futuro dei modelli di business delle news, con Marco Di Gregorio, direttore di c6.tv, Marco Formento, direttore dei servizi digitali alla De Agostini Editore, Enrica Garzilli, direttore delle riviste IJTS e JSAWS dell’Asiatica Association, Antonio Rossano, presidente dell’Associazione Pulitzer, Roberto Zarriello, autore di Penne Digitali.

#ijf10 Perugia, ore 17, sala Lippi dell’UniCredit Banca di Roma.
Spero di incontrarvi lì, così finalmente ci conosceremo di persona.

#ijf10 Festival Internazionale del Giornalismo 2010, Perugia

IJFImmancabile l’appuntamento con il Festival Internazionale del Giornalismo (ijf) che si terrà da mercoledì 21 a lunedì 26 a Perugia. Una città stupenda, un’organizzazione che l’anno scorso era miracolosa e tanti appuntamenti imperdibili come quello sul Giornalismo di precisione, cioè alla ricerca di un verità verificabile, con dati precisi e raccolti con una metodologia scientifica.

Potete seguire l’ijf su La Stampa, che sarà media partner del festival con articoli e video sul sito e con una sezione speciale, su Facebook e su Twitter con il tag #ijf10. Durante i cinque giorni doppio appuntamento quotidiano con il Journalism Lab curato da Vittorio Pasteris. Domenica il Mediacamp, a cui tutti possono partecipare. E poi libri, mostre, conversazioni e il primo flash mob della mia vita – sì, mi sento come una bambina con un giocattolo nuovo.

Sabato pomeriggio prenderò parte alla tavola rotonda Io pago, tu paghi, egli paga: il futuro dei modelli di business delle news, ci vediamo lì?

La fame della Cina

contadino cineseLa fame della Cina, ma di terre!

Non contenta di aver occupato l’ex Tibet, che è stato completamente colonizzato dalle famiglie cinesi “invitate” ad emigrare e dalla cultura, imposta sin dai tempi della Rivoluzione culturale, la Cina ha chiesto al Kazakistan, un paese dell’Asia centrale appartenente all’ex URSS grande come l’Europa, ma di soli 16 milioni di abitanti, di permettere ai contadini cinesi di usare ben un milione di ettari di terra per la coltivazione. Con il conseguente trasferimento di coloni cinesi.

Bolat Abilov, vice segretario del partito di maggioranza Otan, ha risposto che se per ogni ettaro lavorassero 15 contadini, significherebbe che per un milione di ettari arriverebbero dalla Cina ben 15 milioni di cinesi. Se fra i 15 cinesi ci fosse la nascita di un bimbo, in 50 anni ci sarebbero in Kazakistan ben 50 milioni di cinesi!

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