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La notte dei cristalli

nazi crossLa notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, 70 anni fa precisi, i nazisti compirono un famoso pogrom contro gli ebrei. Uccise 91 persone, rase al suolo dal fuoco 267 sinagoghe, devastati 7500 negozi, circa 30.000 deportati nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen. Il primo atto della grande tragedia.
Grazie Alessandro per avercelo ricordato.

Barack Obama e il sogno di Gandhi

ObamaI sogni del neo-eletto Obama non sono certo di basso livello ma ora comincia la realtà, la quotidianità.

Su di lui si appuntano le speranze di ripresa economica dell’America e le speranze di democrazia di mezzo mondo. Specialmente, le speranze di pace in Medio oriente, dopo decenni di guerre e tentativi di normalizzazione.

Tutti il mondo si aspetta che Obama faccia sì che il vento di democrazia, di standard morali e di libertà civili torni a soffiare più forte sui paesi di influenza americana. E’ praticamente un’impresa titanica, ma penso che dopo Bush non si possa che fare di meglio.

Oggi The Hindu riporta che Gandhi è stato la fonte di ispirazione per Obama. In realtà sin dal 23 febbraio 2008 questi ha rilasciato un’intervista a India Abroad, il più vecchio giornale degli indiani residenti in America (riportato da innumerevoli quotidiani, fra cui The Times of India), in cui ha dichiarato:

Nella mia vita ho sempre visto Mahatma Gandhi come una fonte di ispirazione, perché lui incarna il tipo di cambiamento che può essere fatto quando la gente comune si riunisce per fare cose straordinarie.

E il 24 agosto Madonna ha paragonato McCain a Hitler e Obama a Gandhi.

Il 2 ottobre, giorno della commemorazione di Mahatma Gandhi, Obama ha poi fatto un discorso (completo), molto bello e molto convincente, sulla necessità che l’America torni ad avere il primato morale (position of moral leadership) che ha avuto nei suoi giorni migliori e ha parlato a lungo di Gandhi e di come la sua forza sia stata la gente che gli era dietro, che lui è riuscito a riunificare e catalizzare:

[...] L’importanza di Gandhi è universale. Innumerevoli persone nel mondo sono state toccate dal suo spirito e dal suo esempio — la sua vittoria a sua volta ha ispirato una generazione di giovani americani per spazzare via, in modo pacifico, un sistema di aperta oppressione che è durato per secoli, e più recentamente ha portato a morbide rivoluzioni in Europa orientale e ha estinto l’apartheid in Sud Africa. Nelson Mandela, il Dalai Lama, il Dr. Martin Luther King, Jr. hanno parlato del loro grande debito verso Gandhi.

Il suo ritratto è appeso nel mio ufficio per ircordarmi che il vero cambiamento non verrà da Washington, verrà quando la gente, unita, lo porterà a Washington.

History on demand: i media al tempo di Mussolini

MussoliniSia ben chiaro: non faccio nessuna allusione col presente. E questo solo per una ragione: Berlusconi è un Presidente del Consiglio liberamente eletto dai cittadini, anche se si può obiettare che i media sono in larga percentuale nelle sue mani, e quindi non vedo somiglianze di base con Mussolini, che i media li controllava da dittatore e da giornalista che conosceva benissimo il potere della propaganda.

Voglio solo dire che sul blog Giuseppe Tucci ho pubblicato il primo post su Mussolini e i media. Si comincia anche a delineare, e mi sembra che si segua bene attraverso il menu a destra, la politica culturale fascista in Asia e la vita e le imprese dei personaggi, protagonisti del Ventennio, che furono vicini a Tucci o intorno ai quali lui orbitò.

Solo per fare qualche nome, Giovanni Gentile, Aldo Capitini, Subhas Chandra Bose, Fosco Maraini (di cui ho spiegato la questione della rivalità con Tucci), Achille Starace, l’imperatore Hirohito, Gandhi, Nehru, Hitler, Mircea Eliade, Julius Evola e, in seguito, Giulio Andreotti (di cui pubblico lo stralcio di un suo discorso su Tucci) e altri.

Fatemi sapere, per favore, cosa ne pensate e, soprattutto, cosa vorreste leggere.

Il nuovo affare di Murdoch

hijraA Chennai (Madras) sono cominciate le riprese televisive del primo talk show a puntate Ippudikku Rose (Yours, Rose) condotto da un transessuale e The New York Times ci scrive sopra un bell’articolo.

E allora? Gli hijra sono sempre esistiti e agli inizi del 2007 in Nepal sono stati addirittura riconosciuti ufficialmente. Quella degli hijra è una casta speciale di transessuali, eunuchi e androgini che si comportano e vivono da donna, si sposano fra loro e hanno delle regole castali strettissime di endogamia e di lavoro. Si dedicano alle arti e per vivere vengono chiamati a danzare nei matrimoni. Elargiscono benedizioni ma se sono esclusi dalle cerimonie, o se non vengono invitati e non pagati, rendono l’evento immediatamente infausto.

E’ vero, molti si prostituiscono e la sacralità che era loro attribuità nei testi, per essere loro né solo uomo né solo donna e quindi un po’ entrambi, non cè più. Ma c’è un aspetto della vita che sia ancora sacro sotto il sole?

Nei film gli hijra sono stati sempre oggetto di ridicolo o sono stati rappresentati come malvagi e questa è la prima volta che un transessuale è il conduttore di uno spettacolo. Sono sicura che Rupert Murdoch, il proprietario del canale televisivo che produce il programma con Rose, ha fiutato l’affare, come fece con i famosi falsi diari di Hitler, e farà centro anche stavolta.

L'Asia, il Nazismo e il Fascismo I: la visita di Gandhi a Roma

Gandhi in RomeChe pasticcio e che mancanza di gusto la storia di circa una settimana fa del ristorante Hitler’s di Mumbay, con tanto di simbolo della svastika sopra! Che è un antico simbolo solare, non c’è dubbio — non è uncinata come quella nazista — ma che, abbinata all’insegna, è assolutamente impropria, a dir poco, e non lascia adito a dubbi. Come se non bastasse, il poster di Hitler troneggia sulla vetrina e i camerieri indossano una maglietta con la svastika sul petto. Qui sono tutte le foto.

Ma gli indiani non hanno mai disprezzato del tutto Fascismo e Nazismo europei degli anni Venti-Quaranta. Comincerò quindi col dire che Gandhi, di cui ho fatto mio l’augurio per il 2006:), venne a Roma al ritorno dalla Tavola Rotonda di Londra. Voleva vedere il Papa, che però non lo ricevette, ma il 12 dicembre del 1931 si incontrò per oltre venti minuti, invece, con un entusiasta e generoso Mussolini, che aveva bisogno di consenso all’estero e di personaggi importanti che “legittimassero” il Fascismo e assecondassero le sue mire espansionistiche e imperialiste, di cui aveva già parlato in diversi discorsi. Anche Gandhi aveva bisogno di appoggi internazionali ed era ovvia l’ostilità di Mussolini alla Corona Britannica, che col sistema delle colonie in Asia teneva sotto un pugno di ferro, addolcito da qualche riforma, anche l’India. Insomma, Mussolini e Gandhi avevano un nemico comune.

Fu ricevuto a Palazzo Venezia — oh, quell’indiano mezzo nudo col buffo dhoti, seguito dalla capretta sui pavimenti di marmo! — e a Villa Torlonia Mussolini

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La causa del Libano e gli arabi e i musulmani

Ho letto in giro diversi post sulla causa Libano Israele: giusta, per carità! Tutti si sentono libanesi, la causa umanitaria e così via. Ma a livello inviduale magari è un altra cosa.

Quando vivevo in India il giorno uscivo, stavo sempre in giro. Bungalow Road, dove vivevo, di fronte all’Università di Delhi dove c’era il mio dipartimento di sanscrito, è una via larga e piena di alberi, all’estremo nord della città. Ma è totalmente vuota di negozi, bazar, persone.

Solo qualcuno che vende tre cosucce per terra dal suo orto, all’angolo di un block. E ovviamente il baracchino dei kulfi, il gelato al pistacchio a cono, grasso e verde pistacchio appunto, così saporito, quasi salato.
E il bravo furgoncino dell’acqua minerale e della bibita al mango, giallo-arancione e tinta che sa di caramella. Ne prendevo poche perché costavano 2 rupie. Il bus ne costava una. Per dare l’idea.

continua


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