Tag Archives: hacker

For the lulz Havittaja mette fuori uso il sito della Cia

Ancora un attacco al sito della Cia da parte di Havittaja, un hacker del gruppo di Anonymous, il secondo del 2012 dopo quello di febbraio. Lo ha annunciato lo stesso Havittaja sul suo sito Twitter e ne ha detto il motivo.

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Tibet, si moltiplicano le auto immolazioni - si moltiplicano le iniziative in Italia

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle nuove autoimmolazioni in Tibet. Una strage di monaci e civili anche donne. Sulla mozione della Regione Lazio e la riposta della Cina. Sulle iniziative a New York, in Olanda, a opera di un hacker, in India e in Italia, in vista della ricorrenza del “Giorno della rivolta”, il 10 marzo 2012.

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Julian Assange e la vendetta. Per tutto il resto c'è Mastercard

Operazione VendettaE cominciata la guerra informatica per difendere Assange.

I crackers americani per rivalsa hanno reso impossibile l’accesso a Mastercard.com. Provateci, non va.

L’azienda infatti non permette più che si facciano donazioni a Wikileaks. Lo dice un tweet della Reuters. I pirati sono tornati e l’operazione di chiama Operation Payback, cioè Operazione Vendetta.

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Onore a repentaglio

Ora, che Pasteris fosse un rompiscatole, in senso buono (direi anche ottimo), lo sapevano già tutti, ma che fosse anche malevolo non lo sapevo. Da come uno si comporta in Rete si capiscono tante cose..

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Se Google lascia la Cina 2

Google in CinaSecondo The Wall Street Journal davvero Google potrebbe lasciare la Cina, spalancando le porte del mercato a Microsoft, che ha già assunto tre concorrenti.

A conferma di questo il fatto che Kai-Fu Lee, il presidente fondatore di Google China, a settembre dell’anno scorso ha lasciato bruscamente Google, in disaccordo con la politica aziendale. Ma sarà vero? Google si lascerà togliere dalle mani un mercato enorme e in espansione come la Cina solo per motivi ideologici?

Cyberwar, scoppia la guerra informatica fra la Cina e l'Occidente

uomo cinese con computer Una relazione della NATO pubblicata venerdì riporta che il numero di attacchi al Congresso e alle agenzie governative USA è cresciuto in modo smisurato, fino a 1,6 milioni al mese. Il livello di allarme è alto e anche gli uffici europei sono stati allertati. Lo riporta il Times. Pare insomma che la Cina abbia deciso di carpire in tutti i modi i segreti dell’Occidente.

Gli Stati Uniti però non stanno con le mani in mano e hanno messo in campo l’Office of Cyber Security, fondato l’anno scorso, ed è sceso in campo il generale supremo, il cosiddetto cyber zar, Howard Schimidt.

Insomma, si sta scatenando una vera e propria guerra informatica. Ma siamo sicuri che gli attacchi vengano da cracker governativi e non da privati che usano i dati per rivenderli a nazioni nemiche fra loro? In fondo il capitalismo porta come conseguenza la voglia spasmodica di fare un mucchio di soldi a tutti i costi, anche quelli della sacra patria. Se poi la patria è di qualcun altro, meglio ancora.

Dopo Google, l'India

Chinese hackers are believed to have attempted to penetrate India’s most sensitive government office in the latest sign of rising tensions between the two rival Asian powers, The Times has learnt. M. K. Narayanan, India’s National Security Adviser, said his office and other government departments were targeted on December 15, the same date that US companies reported cyber attacks from China. (The Times)

E così sembra che anche i computer del governo dell’India abbiano subito degli attacchi da parte dei cracker cinesi. Ovviamente la Cina nega tutto. Motivo? Le relazioni diplomatiche con gli USA, che dopo l’accordo sul nucleare sono molto buone, molto migliori di quanto siano mai state.
Ma davvero la Cina sta facendo terrorismo informatico?

Se Google lascia la Cina

Google in CinaGoogle has said it will end the controversial censorship of its search service in China and risk being thrown out of the world’s most populous internet market, following what it claimed were Chinese-based attempts to hack into its systems and those of other international companies.

Bell’articolo sul Financial Times. Pare infatti che il grande Goolge abbia minacciato di lasciare la Cina in seguito ad attacchi al suo sistema di posta, Gmail, da parte di hacker, o meglio cracker cinesi, che avrebbero attentato anche ad altre 20 aziende nella finanza, media e altri settori.

Google è il primo motore di ricerca in Cina dopo Baidu, che ironicamente martedì scorso è stato attaccato dai cracker iraniani, che hanno lasciato sul sito la bandiera dell’Iran e altri simboli con le parole “Iranian Cyber Army”.

Sembra insomma che Google lotti per la libertà di espressione, il diritto alla privacy e così via.

Io ho una visione un po’ meno idealistica di questa vicenda, tenendo anche conto che Google ha cercato in tutti i modi di compiacere la Cina attribuendole su Google Maps dei territori che questa contende all’India.

Secondo me Google ha fatto questo can can, tanto che Hillary Clinton è intervenuta, perché al momento i costi per difendersi sono più alti che in altri paesi e la bilancia rischi-benefici propende per i rischi, con poco ritorno economico. Se i cracker cinesi, che non è detto che siano governativi, riuscissero a entrare in Gmail, la credibilità della privacy di Google crollerebbe e ci sarebbe un’enorme perdita di immagine.

Credo poi che questi attacchi avranno due maggiori conseguenze:

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Stacktrace acquistata da Slashdot?

SlashdotSono commossa e orgogliosa di annunciare che Stacktrace, la rivista aperiodica di resistenza informatica diretta da Antonio Cangiano con un team tutto italiano di straordinari programmatori, ha ricevuto una consistente offerta di acquisto da parte di Slashdot.

Antonio sta valutando seriamente questa proposta “che non si può rifiutare”. Probabilmente, quindi, qualcuno di noi lascerà la collaborazione alla rivista, e qualcun altro la comincerà.

Grazie a tutti per averci seguito e stay tuned, qualunque cosa accada altri progetti sono in vista dai ragazzi (e ragazze) di Stacktrace.

Il coccige recuperato per quando l'hacker suona il campanello

In tempo, si spera, perché l’anchorman informatico Vittorio Pasteris conduca l’incontro di BlogBar del 25 marzo 2009: quando l’hacker suona il campanello.

Quando: mercoledì 25 marzo 2009 alle ore 18.00
Dove: Fnac di Torino
Ospiti: Vincenzo Costantino di Symantec e Roberto Emanuele di Bakeca. Conduce Vittorio Pasteris.

In bocca al lupo Vittorio!

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