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L’Asia, il Nazismo e il Fascismo II: Rabindranath Tagore in Italia - 1

Rabindranath TagoreCome sapete, io scrivo i post seriali. Ve ne indico qualcuno: quelli scopiazzati su Gyanendra e il Nepal (dal 7 novembre 2004, nascita di Orientalia4all), quelli controversi sulla Top100 (dal 14 novembre 2005 in poi), quelli popolarissimi su Lapo (dall’ 11 ottobre 2005), quelli su Milano e i suoi uomini (dal 22 agosto 2006), e così via, li potete cercare nell’archivio.

Continuo la vecchia e buona tradizione con i personaggi asiatici famosi che ebbero rapporti col fascismo e il nazismo. Il primo di cui ho parlato è Gandhi. Un altro quasi altrettanto famoso fu il Nobel bengalese per la letteratura 1913 Rabindranath Tagore (1861-1941), che venne due volte nell’Italia fascista. La storia delle sue due visite, di cui la seconda molto controversa, la devo fare per forza in qualche puntata perché è un po’ lunga. Se Gandhi era un uomo tutto di un pezzo, Tagore fu così multiforme e contraddittorio che non basterebbero dei libri interi per descriverlo. Mi proverò quindi a riassumerlo.

[...] grazie per quello che tu ci hai già dato, una preghiera per quello che tu devi ancora darci – scrisse Giuseppe Tucci a Tagore in occasione del suo compleanno, chiamandolo Gurudev, Maestro-dio — come lo chiamava anche Gandhi. Ma di Tucci e i suoi rapporti con Tagore dirò nel suo blog.

Infatti Tagore, che proveniva da una famiglia di brahmini al servizio degli inglesi così ricchi da essere chiamati principi, colti, spirituali e via dicendo,

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Vittoria della democrazia: il Nepal non è più induista! Non è più di Gyanendra!

Gioia a Kathamndu. (c) Shruti Shrestha Il Parlamento del Nepal ha appena passato la storica risoluzione che ha trasformato l’unico paese induista del mondo in paese laico! Da paese religioso a paese secolare, dopo che la Costituzione del 1990 lo aveva dichiarato induista, svantaggiando di fatto tutte le etnie — oltre 60 riconosciute dalla Costituzione del 1990 — che non seguivano quella religione: metà dei newari e i tibetani che sono buddhisti e altri, come i seguaci della religione Bon-po e gli sciamani.

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Gyanendra e Internet: libertà in Nepal? Però con Bush..

George BushInternational Nepal Solidarity Network, un blog democratico, è stato sbloccato. Come ci dice la Federation of Nepalese Journalists. In Nepal era mirrorato dal luglio 1995 e proabilmente, come altri siti bloccati dal colpo di stato del re e l’esercito del 1° febbraio 2005, era ospitato su un server indiano o thailandese.

Re Gyanendra Bir Bikram Dev Shah aveva anche fatto chiudere le due maggiori agenzie di notizie del paese e aveva sostituito la Commissione Asiatica per i Diritti Umani in Asia con sede a Kathmandu con una nominata da lui! Ora la sede centrale asiatica di base a Hong Kong è un po’ arrabbiata e reclama a gran voce, guarda un po’, che il re venga detronizzato: che la Monarchia costituzionale si trasformi, insomma, in Repubblica parlamentare.

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Gyanendra? No grazie! G. P. Koirala PM in Nepal

Gente felice per le strade di Kathmandu - (c) The HinduE così stamattina l’ottantaquattrenne G P Koirala ha prestato giuramento come Primo Ministro del nuovo Governo del Nepal. Non era presente nessun altro partito dell’Alleanza dei 7 o SPA. Erano presenti il Principe Paras Bir Bikram Shah Dev (che ammirate nel post precedente), il Capo dell’Esercito Pyar Jung Thapa, che è l’esercito del re, e il Giudice Supremo Dilip Kumar Poudel, totalmente asservito al re.

Koirala venerdì ha dichiarato che presto si terranno le elezioni per l’Assemblea Costituente, quello che chiedevano i Maoisti e l’ala più a sinistra del popolo. Nel suo discorso al Parlamento ha detto, rivolgendosi ai Maoisti:

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Nepal, Gyanendra e la prima riunione del Parlamento

Paras Bir Bikram Shah DevOggi la prima riunione della Camera Bassa del Parlamento nepalese dal 22 maggio 2002, quando re Gyanendra Bir Bikram Shah Dev lo ha sciolto. E’ formata infatti da 205 membri eletti direttamente dal popolo.

Ma sta succedendo quello che avevo già scritto nel dicembre 2005 in un articolo scritto per Asia Major: oltre un milione di persone si è riunita a Kathmandu fuori Narayanhiti chiedendo l’Assemblea costituente, una rivendicazione dei Maoisti e dei partiti più di sinistra, e sta assaltando il Palazzo, mettendo in pericolo la vita stessa del re e del suo dispotico e viziatissimo figlio, il Principe ereditario Paras.

Che ti avevo detto Gyanendra quando ancora eri potente? O lasci subito il paese o presto farai una brutta fine.

Podcast sull'India e sul Nepal

I primi podcast in italiano sull’India e sul Nepal. Quello sull’India è stato anche il primo podcast femminile, fatto da me e da Ludovico, che ha iniziato il podcast in Italia.

India: scaricatelo qui per sentirlo in mp3 oppure leggete su Qix
Contenuto: La vita di chi, come me, ha vissuto, ha lavorato e ha studiato con gli indiani — pagata in Rupie! E ancora i computer, la gente, la terra, il monsone, il Buddhismo e l’Induismo, l’amore.

Nepal:Su RTSI (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana), il podcast di Modem curato da Marcello Fusetti in Mp3 che si ascolta anche via Internet
Contenuto: Gyanendra e la crisi nepalese, le reazioni popolari, le NGO, gli aiuti internazionali, un po’ di storia del Nepal.

Gyanendra ristabilisce la Camera Bassa del Parlamento in Nepal!

Re GyanendraQuesto è il testo del discorso che Re Gyanendra Bir Bikram Shah Dev ha pronunciato il 25 aprile, cioè oggi, qualche ora fa. In sunto: ristabilisce la Camera Bassa del Parlamento per venerdì 28 alle ore 13 a Sansad Bhawan, Singha Durbar, in Kathmandu. Sopra è come appariva il re in televisione.
Lo aveva sciolto il 22 maggio 2002 e si era arrogato poteri quasi assoluti col colpo di stato del 1 febbraio 2005.

April 25, 2006 02:40 IST

Beloved Countrymen,

Convinced that the source of State Authority and Sovereignty of the Kingdom of Nepal is inherent in the people of Nepal and cognizant of the spirit of the ongoing people’s movement as well as to resolve the on-going violent conflict and other problems facing the country according to the roadmap of the agitating Seven Party Alliance, we, through this Proclamation, reinstate the House of Representatives, which was dissolved on 22 May 2002, on the advice of the then prime minister in accordance with the Constitution of the Kingdom of Nepal-1990.

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Nepal su Modem, alla Radio Svizzera

Parlo domattina a Modem, trasmissione della RTSI (Radio Televisione della Svizzera Italiana) di approfondimento sul Nepal domattina 25 aprile 2006 alle 8:30-9 , insieme ad altri due ospiti.
Mi ha chiamato stamattina uno scintillante giornalista, Marcello Fusetti, credo che sia il conduttore.
La trasmissione si intitola Re di picche: Nepal. Ancora scontri tra la polizia ed i manifestanti
Parleremo di Gyanendra, delle condizioni storiche che hanno portato a questo, della situazione politica e poi, beh, ascoltateci.

Potete ascoltare la trasmissione in streaming o scaricarla come podcast (qui il feed), oppure se siete in Svizzera o nel nord Italia sintonizzarvi sulle frequenze della Rete Uno RTSI. Il programma verrà replicato anche domani sera sulla Rete Due alle 19.30.

Ora telefono ai miei amici nepalesi del governo per sentire il loro punto di vista sulla situazione.

NB: la Radiotelevisione svizzera in lingua italiana trasmetteva regolarmente programmi di qualità di antifascisti durante tutto il ventennio e ha ospitato intellettuali antifascisti in esilio come Gaetano Salvemini, Gaetano Salvadori, il Nobel Romain Rolland, il Nobel Rabindranath Tagore (che però è stato ospitato anche dall’URSS e da Mussolini perché politicamente aveva le idee un po’ confuse), ecc. Solo per darvi un’idea della qualità delle trasmissioni.

Nepal: origini della crisi, Gyanendra e storia

Agli inizi del 2003 ho pubblicato l’articolo “Strage a palazzo, movimento dei maoisti e crisi di governabilità in Nepal” su L’Asia prima e dopo l’11 settembre: Asia Major 2002, pubblicato dal Il Mulino. L’ho scannerizzato per il mio amico, il giornalista Michele Novaga, che mi ha gentilmente segnalato l’articolo di Bultrini su Repubblica nei commenti al post precedente Gyanendra cede il potere al popolo del Nepal, e altri giornalisti della Radio Svizzera o di Rai2 Sat, e anche di Radio Popolare, che ogni tanto mi intervistano sul Nepal.

L’articolo è stato il primo in Italia ad offrire un’analisi politica delle condizioni attuali del Nepal, una panoramica storica delle cause sociali ed economiche che hanno portato alla situazione attuale, e un’analisi geopolitica.

Capitoli: 1. Premessa 2. Massacro a Narayanhiti: la versione ufficiale e le reazioni 3. Alcuni problemi secolari: le etnie e l’accesso al potere, l’ambiente e la povertà 4. Dal processo di induizzazione del Nepal al dispotismo dei Rana 5. La fine della Ranarchia, la costituzione dello Stato indù e la divisione del potere 6. Le rivendicazioni dei maoisti 7. La “guerra del popolo” e le iniziative del governo 8. La dichiarazione dello stato di emergenza — BIBLIOGRAFIA

Questo è l’articolo: copertina, 1, 2-3, 4-5, 6-7, 8-9, 10-11, 12-13, 14-15, 16-17, 18.

Nel dicembre 2002 concludevo l’articolo scrivendo:

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Gyanendra cede il potere al popolo del Nepal!

Sarà vero? Il Re Gyanendra Bir Bikram Shah Dev ha dichiarato di voler ridare il poter al popolo. Purtroppo United We Blog!, il blog dei partiti democratici nepalesi, non è aggiornato, ma sembra che il re voglia rimettere il potere nelle mani del popolo, dopo giorni e giorni di coprifuoco giorno e notte a Kathmandu e una vera insurrezione popolare in tutto il paese, nonostante le morti, le sparizioni e gli abusi dei diritti civili, che si sono intensificati negli ultimi mesi. Specialmente da quando ha dichiarato che vuole indire di nuovo le elezioni, agli inizi di aprile, nonostante il suo colpo di stato del 1 febbraio 2005.
Ma sarà vero? Neanche il popolo nepalese ci crede tanto: e i disordini e i rally di protesta continuano…

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