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Un milione di telefonate con Google Voice in Gmail chat

Le telefonate dagli Stati Uniti col servizio Google Voice in Gmail costano 0,02 dollari al minuto, meno di Skype quindi, e pare che nelle prime 24 ore di servizio siano state oltre un milione.

Basta mettere come lingua l’inglese e istallare Google Chat Voice. Io l’ho provato con l’India e va stranamente bene. Peccato che le telefonate gratuite siano solo fra Canada e Stati Uniti, anche se a qualcuno in UK il servizio ha funzionato, e che i paesi serviti siano pochini. Questi sono i prezzi.

Il video ufficiale è carinissmo, ovviamente.

Se Google lascia la Cina

Google in CinaGoogle has said it will end the controversial censorship of its search service in China and risk being thrown out of the world’s most populous internet market, following what it claimed were Chinese-based attempts to hack into its systems and those of other international companies.

Bell’articolo sul Financial Times. Pare infatti che il grande Goolge abbia minacciato di lasciare la Cina in seguito ad attacchi al suo sistema di posta, Gmail, da parte di hacker, o meglio cracker cinesi, che avrebbero attentato anche ad altre 20 aziende nella finanza, media e altri settori.

Google è il primo motore di ricerca in Cina dopo Baidu, che ironicamente martedì scorso è stato attaccato dai cracker iraniani, che hanno lasciato sul sito la bandiera dell’Iran e altri simboli con le parole “Iranian Cyber Army”.

Sembra insomma che Google lotti per la libertà di espressione, il diritto alla privacy e così via.

Io ho una visione un po’ meno idealistica di questa vicenda, tenendo anche conto che Google ha cercato in tutti i modi di compiacere la Cina attribuendole su Google Maps dei territori che questa contende all’India.

Secondo me Google ha fatto questo can can, tanto che Hillary Clinton è intervenuta, perché al momento i costi per difendersi sono più alti che in altri paesi e la bilancia rischi-benefici propende per i rischi, con poco ritorno economico. Se i cracker cinesi, che non è detto che siano governativi, riuscissero a entrare in Gmail, la credibilità della privacy di Google crollerebbe e ci sarebbe un’enorme perdita di immagine.

Credo poi che questi attacchi avranno due maggiori conseguenze:

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Da Pune, prima di andare a letto: il gusto indiano

Non riesco a leggere la posta, non ho Explorer 5.5, voglio ringraziare Olipal e Alemaugil dei commenti, la luce e’ appena andata via e Gmail mi ha tolto la possibilita’ di invitare, giusto perche’ me lo hanno chiesto in tre qui alla reception! Quindi saluto tutti e vado a nanna.

Domani ho la prova di lettura della conferenza sul lap di un professore del posto che mi chiesto di copiare il file sul computer dell’universita’ (fossi matta!), visita all’universita’ con la mia giovane guida indiana, Sunil, che diventa avvocato fra 6 mesi, e sortita al bazar per i libri introvabili. Certo, se c’e’ anche qualche bello scialle meglio.

Ho la pancia piena di gulab jamun alla rosa presi in un baracchino per strada e di frutta presa dal cestino argentato sul tavolo della camera. Il cestino e’ di vimini, fatto da un anziano signore qui fuori che lo intreccia per strada, accoccolato per terra, pero’ per il gusto indiano e’ povero e brutto, cosi’ lo hanno rivestito tutto quanto di carta stagnola…:)

Qui a Pune sembra tutto quasi moderno, pero'...

Dopo 32 ore di viaggio..
Sono stravolta, ma la gioia di stare qui e’ enorme. Sto scrivendo dal pc che sta nella hall dell’albergo (ho la connessione in camera gratis ma non ho il mio lap), anche questo gratis, usano tutti Yahoo e ho 3 persone davanti che aspettano di essere invitate a Gmail. Me lo hanno chiesto come fosse una cosa rara e preziosa.

L’India da qui sembra quasi moderna, pero’ ci sono sempre gli slum (qui il censo degli slum in India aggiornato al 2001) e sempre i poverissimi che dormono per terra. Molte auto Tata, qualche Suzuki e qualche Ford, molte vecchie Fiat trasformate in taxi, una miriade di moto e scooter che sgusciano da tutte la parti. Sono 32 gradi e le dupatte delle ragazze svolazzano allegre, anche sotto lo scroscio di pioggia calda di prima.

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