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Milano e gli uomini di biblioteca I

Brigitte BardotOggi, come succede da quando è chiusa l’amatissima Sormani, sono andata alla biblioteca in Viale Tibaldi.

E’ una biblioteca rionale e, come in tutte, c’è la sezione dedicata ai bambini, che vengono regolarmente lasciati lì a guardarsi libri con figure e suoni di ogni tipo dalle mamme che fanno la spesa al supermercato di fronte. Quando va bene ridono e commentano a voce alta con gridolini di piacere, altrimenti corrono, sbattono, si rincorrono e, in genere, fanno tutto quello che fa un bambino quando è libero di fare tutto quello che vuole. Incluso piangere e fare a botte.

Ma dopo un po’ alzo la testa e vedo LUI! Mi guarda con fare ammiccante e predatorio. Mi colpisce: calzoncino bermuda da cui spuntano gambe un po’ bianchicce e spelacchiate, a dir la verità, sandalo alla moda tipo Birkenstock, ma una copia che ho visto anche al mercato di Viale Papiniano, camicia bianca a maniche corte a righine, e il volto… CHE volto! Occhi: occhiali e occhiaie, quindi non si vede; colorito: decisamente giallo-pallido; forma: a punta, fronte alta (i capelli recedono) ma con incipiente doppiomento; capelli: una grande chierica o pelata che dir si voglia, il resto color castano non-descript.

Mi sorride. Rimango colpita.
Dopo un po’ esco a bere un the. I bambini mi hanno rintronato.

Oggi si sta bene fuori eh? mi fa con aria ammiccante.
Uhm. Gli rispondo io, quasi ammiccante.
Non ti ho vista molto da queste parti… Ti posso offrire qualcosa qui?

Siamo davanti alle macchinette della Lavazza, quelle da 40 cent a consumazione. L’accento sul “qui” mi ha smontato. Se mai mi fossi montata prima, intendo.
Fingo di essere distratta e non aver sentito. Rientro.
Mi siedo. Dopo un secondo vedo qualcuno che si catapulta a fianco. Mi sono scordata di occupare il posto vicino! E’ LUI.

continua