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Due pesi e due misure: riflessioni sull'informazione

Questo post è solo un piccolo ripensamento sulla conseguenza della squallida vicenda a cui si riferisce Ludovico. Chi non la sa o non l’ha seguita può saltare questo post a piè pari, sarebbe solo una noia.

Lo Web 2.0 è nato per condividere e non per diffamare, per conversare e confrontarsi sui progetti e sulle idee. Questo in linea generale. E in linea generale voglio parlare del fare informazione.

Mi ha fatto molto piacere leggere parole come quelle di Marco e di altri/e, tutti quelli che mi hanno scritto in email o mi hanno chiamato, chiedendomi la mia versione dei fatti, o hanno commentato in modo critico e intelligente, mettendo in dubbio l’occulta natura di santo, che si prodiga indefessamente al bene degli altri senza ritorno alcuno, di un noto blogger. Li ringrazio di cuore.

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Febbre suina, i primi arresti

bambina tristeCon gran soddisfazione al giornale radio di stamattina ho sentito che durante la notte sono stati compiuti i primi tre arresti di pedofili per la condivisione su Internet di filmati pedopornografici e sadici. Fra loro una donna.

E chi sa che, ammalati come sono, in carcere non se ne vadano anzitempo.

Caso Veltroni, mobilitato anche Internet

VeltroniNotoriamente i giornalisti radio arrivano alla notizia dopo che è fresca di giorni, spesso stravolgendola un po’. In modo quasi impercettibile, ma sostanziale. Sarà la notoria fretta del giornalista.

E così è successo stamattina, quando su Rai2 hanno detto che una parte della base e una parte di Internet vuole le elezioni, cambiando un tantino quello che ha scritto La Repubblica:

Una posizione che sposa quella di un gruppo di ‘autoconvocati’ aderenti al Pd che stanno raccogliendo (su internet) consensi perchè l’assemblea disponga la convocazione delle primarie per una elezione piena del nuovo segretario.

Mi ha fatto sorridere che una parte di Internet, cioè un miliardo o due di persone al mondo, si interessi tanto alle sorti dell’italico PD, e mi ha reso

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La ragazza stuprata e il tunisino

La Repubblica titola:

Violentata ragazza di 15 anni: tunisino arrestato a Bologna

E il Corriere della sera:

Violenza sessuale: tunisino stupra ragazza di 15 anni a Bologna

Insomma, per i più grandi quotidiani italiani sembra più rilevante che il ragazzo sia tunisino (i giornali radio hanno detto “tunisino clandestino”) invece della violenza in sé. Vogliamo diminuirla? Vogliamo dare a questa nuova violenza delle connotazioni razziali?

Non ce l’ha. Questa è violenza sessuale e basta e chi la commette è un criminale, che sia tunisino o italiano. Capisco che in un titolo connotare un uomo della nazionalità fa più “colore”, ma diminuisce anche il fatto della violenza sessuale contro una donna, anzi, contro una ragazza minore.

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Pensierini sulla felicità

Enrica GarzilliFinalmente è giunta fra noi Caterina, la bimba di Tambu ed Estrellita. Benvenuta mia cara, e che chi comanda tutto ti preservi dalla malvagità e dall’invidia!

Pensando a lei pensavo alla felicità.
Io mi sveglio quasi sempre di buon umore e mi godo con gioia il mio tè, l’odore delle cane che mi stanno intorno, aspettando cibo e giochi, gli uccellini che becchettano quello che ho messo sul davanzale la notte prima, i miei olivi che fanno la guardia, implacabili, e il cielo che vedo dalla porta finestra della cucina. Mi godo addirittura le notizie del giornale radio.

Per me la felicità è indipendente da tutto e tutti, è uno stato interiore solamente mio ed è molto vicino alla serenità. E’ quando mi rifugio nel mio giardino, d’estate, con la porta ben chiusa e le mura alte, sotto un albero fronduto e il rumore dell’acqua della fontana.

Un’unica cosa mi turba davvero, quando le persone, gli animali o le piante che amo non stanno bene o quando so che una situazione causerà molta sofferenza a qualcuno, anche se non lo conosco.

Lo so, la mia felicità non dovrebbe essere affetta dai mali e dalle brutture, e neanche dalla gioia del mondo. Lo so, sono troppo attaccata alle mie sensazioni, dovrei essere più distaccata, ma io proprio non ci riesco a isolarmi del tutto.

Ognuno però ha una sua idea di felicità. Per Giuseppe per esempio la felicità è andare alla ricerca, raggiungere una vetta, andare in cerca di una nuova meta e così via, in un processo senza fine.

E per voi cos’è al felicità? Qual’è la vostra felicità?

Intanto lo chiedo a qualcuno di cui sono curiosa, qualcuno come Mitì, Mauro, Luisa, Andrea che mi ha fatto la foto, Enrico che mi sembra sempre di ottimo umore, Marco che mangia maluccio con le bacchette, ma fa delle foto stupende, Lia che si è convertita alla genovesità integrale, il Bubbo Grasso che è sempre bubbo e felice e, ovviamente, Luca, che della felicità è uno specialista.

E aspetto la vostra idea di felicità…

Rom, Chiesa, La Repubblica, i diritti dei popoli in via di estinzione e le leggi a tutela dei minori

zingariIeri notte sono andata a letto dopo il telegiornale e hanno parlato dei rom e della proposta di legge di identificare i loro bambini con l’impronta dei polpastrelli.

Stamattina mi sono alzata all’alba, ho acceso la radio e parlavano dei rom e della proposta di legge di identificare i loro bambini con l’impronta dei polpastrelli.

E’ un tam tam mediatico molto contradditorio: La Repubblica di un’ora fa parla del “silenzio della Chiesa”, mentre sia il giornale radio 2 di stamattina all’alba, sia La Repubblica di Torino parlano di preoccupazione per i diritti degli immigrati e dei rom espressa dal cardinale Poletto. Oppure il cardinale non è Chiesa?

Io sulla questione ho una mia idea. Premetto che prendere le impronte solo dei bimbi rom mi ha fatto pensare immediatamente alla Stella di David che spiccava sulle fasce o sui vestiti che erano costretti a indossare gli ebrei. Non sono d’accordo, assolutamente.
Però però…

Vado spesso a fare la spesa all’Unes di viale Premuda. All’entrata, a destra, seduta per terra, c’è una signora rom di 30-35 anni che ha sempre una bambina per chiedere l’elemosina. Insiste insiste e mette avanti la bambina (le femmine ispirano più tenerezza) sporca, cenciosa, lamentosa, a chiedere soldi. La sera entra e li cambia con quelli di carta. Sono dalle 80 ai 120-30 euro al giorno perché le bimbe rendono.

Quando fa freddo e la gente va più veloce le bambine sono due, una lattante in braccio e una più grandicella: e le entrate sono assicurate.

Il fatto è che le bambine sono sempre diverse: una volta ho chiesto alla signora come mai e lei mi ha risposto ridendo che ne ha tante. Tante? In un paio di anni ne ho contate almeno 15, e chi sa quante altre me ne sono sfuggite. Tutto è possibile, però credo assai poco che siano davvero le sue.

Penso piuttosto che tutte le bambine del gruppo siano usate per l’elemosina, questo penso. E più di una volta qualche ricca signora si è offerta di pagare l’educazione per qualcuna di loro. Una ricca vedova che abita qui davanti era disponibile per due: e per educazione intendo tutto, secondo la concezione della “Milano béne”, dai vestiti alle scuole private, le vacanze, lo sport e così via.

La signora rom si è sempre rifiutata.
Sono venuti un paio di volte i carabinieri, chiamati da qualche cliente che ha visto una piccola piangere a lungo al freddo. Hanno parlato, la signora se ne è andata (lasciando baracca e burattini nell’Unes! Stracci, cartoni e una scopetta per pulire per terra, la mattina prima di sedersi!). Poi è tornata subito.

Ecco, il mio pensiero si riassume in questo: le leggi a tutela dei diritti dei minori e contro lo sfruttamento, come contro lo sfruttamento degli animali (che sono a tutti i livelli “minori”), ci sono. Possibile che l’altro Natale abbia chiamato la polizia municipale per far prendere e svegliare un cinghialino, sonoramente e chimicamente adormentato, in mezzo a corso Vittorio Emanuele, e siano intervenuti prontamente con tanto di veterinario, e le leggi a protezione dei bambini non siano fatte rispettare?

Ecco, la mia proposta è: che siano rispettate le leggi a tutela dei minori e contro lo sfruttamento e l’accattonaggio. Se i bambini non sono più fonte di illecito reddito non sarà più conveniente per i vari gruppi che li usano metterli al mondo come conigli e buttarli per strada a chiedere l’elemosina o a lavare i vetri. E dietro ogni bambino ci sono genitori, clan e/o racket. Che ci risalgano, che le forze dell’ordine facciano rispettare le leggi prendendo chi le infrange.

La mamma rom con le sue bambine viene sempre lasciata lì, mi hanno detto, anche dai vigili e dalla polizia. Penso che non sarebbe poi così difficile prenderla e tenerla in stato di fermo per sfruttamento di minore. Come succede in tanti paesi occidentali un po’ più civili del nostro in termini di diritti umani.

Poi, se vogliamo dichiarare i rom una minoranza in via di estinzione e applicare norme che li aiutino e preservare la loro cultura — lingua, modo di vita, usi e tradizioni — ben venga: ma che la loro cultura non sia buttare in mezzo alla strada i loro piccoli, sporchi cenciosi e piagnucolosi, a chiedere i soldi per i genitori o per il clan.

E oltre tutto, questo clan che dà loro in cambio?

Riotta risponde, copyright e lavoro

TG1Qualche giorno fa ho ricevuto un bel cartoncino beige con la riposta di Gianni Riotta, direttore del TG1.

Antefatto. Come sapete, il 21 luglio sono stata intervistata per telefono dal giornalista Vincenzo Mungo in merito all’elezione del presidente dell’India Pratibha Patil. La registrazione, mi ha detto, sarebbe dovuta andare in onda la mattina seguente su RAI1 sul giornale radio delle 8 e delle 8:40, ma così non è stato. In compenso, al TG1 (in TV, quindi) della notte stessa dell’intervista una giornalista, mentre sullo sfondo passavano le immagini di Pratibha Patil, diceva esattamente le cose che avevo detto io un paio di ore prima,

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Lettera aperta a Gianni Riotta? Ma no!

Ho mandato la raccomandata
a Riotta, sciagurata,
ma non l’ho poi pubblicata.

Il mistero si è svelato
ché Andrea l’ha rivelato
poi Gennaro l’ha spiegato.

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Domani su questo blog la lettera a Gianni Riotta, Direttore del TG1

Oggi ho inviato una raccomandata AR al Direttore del TG1 Gianni Riotta, visto che le mie due email del 22 e del 23, spedite alla direzione RAI1 e poi a lui, contenenti questa stessa lettera, non sono state recepite.
In sunto: ancora non ho avuto risposta.

Domani su questo blog potrete leggere la lettera che gli ho spedito. E’ noto che Riotta è un uomo molto sensibile alla Blogosfera e certamente, appena ne avrà modo, mi risponderà.

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