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"Nepal, stallo politico e lentezze nella realizzazione del processo di pace e di riconciliazione" di Enrica Garzilli

Godard field notebook_0 (1)Spero vi faccia piacere leggere il mio ultimo, breve articolo sulla situazione politica e sociale in Nepal nel 2012-gennaio 2013 (Asia Maior 2012).

Come sapete, 10 anni di guerra civile e la rivoluzione del 2006 hanno lasciato nel paese diversi problemi gravi ancora irrisolti. Prima di tutto l’impiego e la rilocazione delle migliaia di soldati combattenti dell’esercito rivoluzionario, una situazione potenzialmente esplosiva ma parzialmente risolta durante l’anno passato.

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L'abbraccio fra Egitto e Iran

Il nuovo presidente eletto Mohammed Mursi ha sottolineato il suo entusiasmo per l’ulteriore espansione dei legami con l’Iran e ha detto che le relazioni fra Tehran e il Cairo creeranno un bilanciamento strategico nella regione. (Fars News Agency) (grassetto aggiunto)

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Geopolitica: se l'Oceano Artico si scioglie (Cina, Russia, Canada e Giappone)

Le superpotenze asiatiche si stanno preparando all’apertura delle rotte dell’Oceano Artico dovuto ai cambiamenti climatici.

Lo scioglimento dei ghiacci ha effetti sullo sviluppo delle risorse come gas e petrolio e sull’ambiente. L’eventuale apertura di nuove tratte di navigazione ha delle conseguenze importanti non solo perché le distanze verso certi paesi, come il Giappone, si accorciano, ma perché nel più piccolo degli oceani non c’è pirateria (che come si sa è un fenomeno in aumento). E le superpotenze si stanno preparando concretamente all’eventuale apertura delle vie di navigazione a livello geostrategico, e non solo commerciale.

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Fra India e Cina non mettere il fiume

brahmaputraCina, un grandioso progetto che sta infiammando (di preoccupazione) l’animo degli indiani e dei bangladeshi e si preannuncia forirero di problemi. Se realizzato peggiorerà le già difficili relazioni fra India e Cina. Quest’ultima infatti, per ovviare alla siccità del Tibet, sta progettando la costruzione di 1,2 miliardi di dollari di centrali di energia idroelettrica sullo storico fiume conosciuto come Brahmaputra in India e Yarlung Tsangpo in Cina.

Ovviamente la Cina asserisce che il progetto non avrà alcun impatto sulla portata delle acque del fiume che, specie nella parte cinese, è paragonabile solo a quella del Rio delle Amazzoni. Il Brahmaputra nasce sul monte Kailash, sacro a buddhisti, induisti e bon, nel Tibet occidentale, meta nel 1935 di uno dei più famosi viaggi di Giuseppe Tucci.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Cina e Nepal stringono la morsa sul Tibet per il dopo Tenzin Gyatso

Il Fatto QuotidianoEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. I nuovi accordi che fanno temere ancora di più per i tibetani non solo della Cina, ma di quelli profughi in Nepal. Perché la Cina, dopo che il Dalai Lama Tenzin Gyatso non è più capo politico del popolo tibetano, teme ancora di più il successore. Come sarà la sua linea politica? Improntata al pacifismo e al dialogo, come Tenzin Gyatso, o militante?

NB: Mi scuso con i lettori per aver rimosso il post La Cina incontra il Nepal: il Tibet per 30 denari. I disguidi tecnici capitano nelle migliori famiglie – figuriamoci nella mia.

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Aung San Suu Kyi, un compleanno per la libertà

Aung San Suu KyiUna donna eccezionale. Bella, colta, forte, carismatica, resistente come un bambu e gentile come i gelsomini che intreccia nei capelli. Simbolo internazionale di libertà e di coraggio. Questa è Daw Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace 1991.

Domani compirà 65 anni. E li compirà ancora una volta agli arresti domiciliari. Dal 1990, quando fu eletta primo ministro alle elezioni generali come leader del partito della Lega Nazionale per la Democrazia, ha trascorso confinata in casa quasi 15 anni. Ieri l’ultimo appello di Aung San Suu Kyi alle nazioni democratiche di tutto il mondo: “usate la vostra libertà per promuovere la nostra“.

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La paura che si ascolti e che si parli

BerlusconiNel giorno in cui Sky in prima persona, come gruppo editoriale, e non per tramite dei rappresentanti sindacali, prende posizione contro la legge sulle intercettazioni e il divieto di diffondere i verbali giudiziari, Berlusconi fa un piccolo passo indietro ed elimina il carcere per i giornalisti dalle nuove norme all’esame dal Parlamento.

Resta l’impianto fortemente illiberale del testo, che per la prima volta si spinge a limitare, sia la possibilità per i magistrati di controllare i telefoni a scopo di indagine, sia il diritto dei giornali e delle tv di informare sui risultati delle inchieste (La Stampa).

La proposta di legge sulle intercettazioni che è al vaglio del Parlamento rimane assolutamente incomprensibile se si pensa che Berlusconi e il suo governo hanno fatto della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata il fiore all’occhiello, e quasi ogni giorno si leggono le meravigliose avventure della cattura di qualche mafioso o lo smantellamento di qualche clan.

Bene, le restrizioni peseranno anche nelle indagini contro mafia, ’ndrangheta, camorra, sacra corona unita. Nonostante le rassicurazioni del ministro Maroni, Armando Spataro (video), Procuratore aggiunto di

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Libri all'indice: Sonia Gandhi perseguita Il sari rosso

Sonia e Rajiv GandhiUna vicenda non proprio edificante fra Javier Moro, autore di Il Sari rosso, e Sonia Gandhi. Dove a fare una figuraccia è Sonia.

Il Sari rosso, che ho comprato tempo fa, è un libro scorrevole, molto romanzato, molto interpretativo, che racconta la storia di Sonia Gandhi e, attraverso lei, anche un po’ quella del marito (insieme nella foto) e della suocera Indira.

Non contiene verità nascoste, il materiale è abbastanza reperibile, non è basato su interviste originali alla famiglia – perché i Gandhi si sono sempre rifiutati di concederle – ma certamente merita di essere letto da chi non conosce la storia della potentissima Sonia Maino, presidente del Partito del Congresso, e, in parte, della dinastia Gandhi, quella che ha influenzato più profondamente la storia dell’Asia meridionale.

Non alleandosi né dalla parte della Nato né dell’URRS, ai tempi della Guerra fredda, l’India di Jawaharlal Nehru ha compiuto una scelta che l’avrebbe portata molto vicina ad altri paesi che sarebbero stati chiamati del Terzo mondo, una definizione che non ha niente di spregiativo, come di solito si crede, ma rappresenta la “terza via” e un’alleanza fra la maggior parte dei paesi in via di sviluppo, neutrali e non allineati: America meridionale e centrale, India, Stati Arabi e Sudest asiatico. Una scelta importante per i futuri rapporti regionali, che ha messo al centro del mondo politico per la prima volta l’India e i Gandhi, che hanno dato alla nazione ben tre primi ministri – Jawaharlal Nehru, la figlia Indira Gandhi e suo figlio maggiore Rajiv – e politici di primissimo piano come, appunto, Sonia.

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L'intervista che mancava: Mohammed Hafiz Saed, il jihad in Italia e la guerra nucleare India-Pakistan

Hafiz Muhammad SaeedCi sono servizi giornalistici di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno, con grande risparmio di soldi e carta, e servizi indispensabili.

Leggete sull’ultimo numero di L’Espresso quello che dice a Francesca Marino il pakistano Hafiz Muhammad Saeed, professore al dipartimento di Studi islamici all’università di Lahore, fondatore dell’organizzazione umanitaria Jama’at-ud-Da’wah, considerata una copertura per il gruppo militante islamico Lashkar-e-Taiba (LeT), cioè l’Esercito dei Giusti. Il LeT ha stretti legami con Al Qaeda e cellule sparse in tutto il mondo, sembra anche a Brescia.

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Il Marocco che aiuta l'Europa

donna marocchinaChi lo avrebbe mai detto? Un’altra immagine – forse stereotipata – dei nostri vicini africani cade. Pare che dei risultati del primo summit Unione Europea-Marocco che si è tenuto a Granada, fatto per l’importanza strategica e geopolitica del paese, che è anche il punto di transito per l’emigrazione del continente verso i paesi occidentali, chi ne beneficerà di più sarà la Spagna, la nazione eurpea che ha più sofferto la crisi economica (qualcuno ne sarà contento).

E’ stato deciso che fra EU e Marocco vi saranno relazioni politiche più strette con lo stabilimento del meccanismo di consultazione a livello ministeriale, che ci sarà l’integrazione di un mercato unico sulla base della cooperazione settoriale e una graduale adozione da parte del Marocco dell’insieme delle leggi della Comunità europea.

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