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Perché un libro su Giuseppe Tucci e Gentile, Mussolini, Andreotti?

Piccolo aggiornamento: il libro è n. 1 nella classifica di vendite su Amazon sezione Geografia, n. 3 su Ideologie politiche, n. 18 Biografie e Autobiografie e n. 305 nella categoria Bestseller.

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L'esploratore del Duce: Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini a Andreotti: Con il carteggio di Giulio Andreotti



Il primo libro dedicato a uno dei più importanti e misteriosi uomini di cultura italiani. Esploratore, archeologo, erudito, spia: Giuseppe Tucci viene “radiografato” da un’opera rigorosamente scientifica che si legge come un romanzo d’avventura.

(Guglielmo Duccoli, direttore de “L’Illustrazione Italiana”)

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: India, vietato il film Aarakshan

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. In India il film Aarakshan è stato vietato in tre stati, prima di tutto dal ministro Mayawati Kumari signora degli elefanti, per alcuni dialoghi contro la legge delle quote riservate alle classi svantaggiate (come le nostre famose e mai rispettate “quote rosa”) e i Dalit. E in India si apre il dibattito sul rapporto fra intellettuali e politica. Quello che ha sollevato tante questioni sul ruolo avuto nel fascismo di due giganti della cultura come Giovanni Gentile e Giuseppe Tucci.

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La stella alta e radiosa della riforma Gelmini

GelminiUna riforma che peggiora. Quella Gelmini, ovviamente. Altro che riforma Gentile, questa diventerà ancora più famosa.

C’è tempo per emendamenti e ripensamenti, ma le linee guida sono state pubblicate sul sito del MIUR.

Mi fermo solo su un punto, una cosa evidentissima anche per chi non segue la questione: i concorsi (vedi Nuove regole per il reclutamento) saranno determinati dai professori ordinari al 99,9%. Cioè dagli stessi personaggi che hanno completamente rovinato un sistema che, se funzionasse bene, sarebbe perfettibile ma ottimo, da fare invidia sotto molti aspetti a quello di altri paesi (USA in testa). Almeno per quello che riguarda la ricerca non applicata, cioè tutte quelle scienze non direttamente collegabili al mondo produttivo.

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Bagno politicamente corretto

Carenza e siccita’: la Commissione europea ha reso pubblico un rapporto dei due volti piu’ drammatici della risorsa idrica. Si tratta del dossier ’2012 Water Scarcity and Droughts – Policy Review’ [...] (ANSA)

Il bagno è di destra, la doccia breve è di sinistra.
Lavarsi a pezzi è extracomunitario.

Una pesca per la cultura: la Biblioteca di San Polo dei Cavalieri

Giuseppe TucciSe potessi partecipare lo farei, anche se è paradossale che una biblioteca viva, attiva e ben funzionante, che è veramente di servizio alla comunità anche con l’offerta culturale di mostre, conferenze e visite guidate, per finanziare le sue iniziative abbia bisogno di una pesca di beneficenza.

La Biblioteca comunale Giuseppe Tucci di San Polo dei Cavalieri, presso Tivoli (Roma), intolata al grande studioso che ha vissuto lì gli ultimi anni della sua vita, organizza delle giornate di raccolta fondi.

Ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, si può

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Il mio libro e il giardino Zen

libri volantiAl maestro Linji o Rinzai Gigen, tradizionalmente ritenuto il fondatore della scuola Zen Rinzai, chiesero se credesse all’Illuminazione istantanea. Lui rispose:

Per 40 anni ho studiato i sutra buddhisti e ho curato il giardino quando istantaneamente ho raggiunto l’Illuminazione.

Ecco, questo è quello che rispondo a chi mi chiede del mio ultimo libro, che sto rivedendo dopo le revisioni dell’editor — che grazie a Buddha sono leggere, ma pure ci sono.

E che poi dovrò corredare con bibliografie, nota alla lettura, indice biografico dei nomi e indice analitico generale, mappa di varie regioni in Asia, foto, qualche riproduzione del carteggio di Gentile e di quello di Andreotti. Mi pare tutto.

Lo so, lo so che ora i libri si costruiscono a tavolino in massimo un anno:

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Oggi è il giorno dei giorni dell'America, il giorno del trionfo e Veltroni e Berlusconi che fanno? Ci litigano su

Veltroni BerlusconiOggi è il gran giorno, il giorno radioso dell’insediamento ufficiale di Obama, il primo uomo nero importante che non gioca sul vittimismo, l’uomo che ha unito in modo unanime le resistenze di bianchi, neri, gialli, sudamericani, l’uomo che unisce i cuori in un unico anelito di rinnovamento e di speranza. E a casa nostra che succede? Berlusconi e Veltroni ci litigano su e si rimbeccano.

E’ cominciato tutto il 13 gennaio. Berlusconi dichiara che non sarebbe andato alla cerimonia di insediamento di oggi, come se un vescovo di provincia potesse scegliere se andare alla cerimonia di insediamento del Papa:

“Non sono andato a quello di Bush e quindi non andrò neanche a quello di Obama”, ha detto il premier parlando con i cronisti in via del Plebiscito. “E poi – afferma sorridendo – io sono un protagonista e non una comparsa…”.

Bello sforzo, alla cerimonia sono invitati solo gli ambasciatori! Tradizionalmente, i capi di stato e di governo verranno invitati nei giorni successivi e voglio vedere se il Cavaliere non correrà come un razzo.

Il buon Veltroni, che dalla batosta elettorale non ha imparato niente, che fa? Oggi torna a criticare il premier Silvio Berlusconi, fingendo di non conoscere la questione d’etichetta, solo per sentirsi importante e non farsi mettere nel dimenticatoio dai media. Come i bambini che vogliono stare al centro dell’attenzione a tutti i costi.

E’ possibile che il governo italiano non sia in grado di farsi rappresentare da nessuno dei suoi ministri?

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Il compleanno di Gandhi: gentile ma in tutta fermezza

GandhiIl 2 ottobre 1869, in un umile paese di pescatori del Gujarat, nasceva Gandhi.

Il suo pensiero e la sua idea, basati su una vita semplice e aderente alla verità, al nocciolo delle cose, costi quello che costi, sono validi allora e validissimi oggi, quando la corsa sfrenata al lusso, al potere e alla visibilità, con nuovi mezzi di sfruttamento e con nuovi metodi di manipolazione, rischia di distruggere il nostro stesso pianeta.

Gandhi è stato il pensatore che più mi ha influenzato nella vita, con la sua ricerca di coerenza assoluta e il suo sorriso aperto a tutti. Quando Luca ha chiesto quale pensiero, quale ricerca, quale biografia o visione ci hanno spinto a contribuire alla costruzione del futuro, ho pensato istintivamente a lui e in suo onore ho pubblicato questo pezzo su Ispirazione del Sole 24 Ore.

Mahatma Gandhi (1869–1948) ha cambiato il corso della storia di miliardi di indiani, e anche il mio. Padre dell’indipendenza dell’immensa nazione, Gandhi, come sospeso in una prodigiosa ambiguità fra il mistico e il pratico, ha fatto conoscere al mondo il concetto di Satyagraha, cioè il non compromesso, l’adesione assoluta — senza smarrimenti e senza svabature romantiche — a un principio ritenuto fermamente valido.

Il Satyagraha si attua mediante la disobbidienza civile alla legge, lo sciopero pacifico, la sospensione di ogni attività, l’arresto della vita della nazione. Ma non fu un concetto astratto: se ne ebbe la dimostrazione nella Marcia del sale, a Dandi, dove il 6 aprile 1930, violando la legge del monopolio britannico, Gandhi estrasse per primo il sale dal mare. Fu un’audacia che commosse e spinse come un fiume in piena l’India intera; e la ribellione non violenta si estese a macchia d’olio in ogni parte del paese.

L’Ahimsa o non-violenza e l’autodisciplina, la coerenza totale all’ideale del Satyagraha, cioè la resistenza passiva — i due cardini della lotta che guidò l’India contro il colonialismo — furono realizzati non attraverso un gelido controllo su se stesso, covando nell’animo il rancore, ma attraverso l’amore e, a livello etico, attraverso la reciproca tolleranza, un principio che fa sì che ognuno di noi accetti le differenze nel modo di pensare e di vivere dell’altro.

In Italia poi, ispirati da Gandhi, vennero Claudio Baglietto, morto di stenti in terra straniera per non obbedire al regime fascista, Aldo Capitini, cacciato da Giovani Gentile dalla Normale di Pisa per non aver firmato la sua aderenza al credo politico vincente e per un eccentrico vegeterianismo, e lo stesso Gentile, che nel 1930 aveva sì scritto la prefazione all’autobiografia di Gandhi, ma non immaginava certo il potere rivoluzionario delle idee del piccolo grande indiano.

Ecco, questo libretto, l’Autobiografia di Gandhi — Storia dei miei esperimenti con la verità, in edizione economica da 1000 Lire, ha cambiato profondamente la mia vita: una coerenza gentile, ma “in tutta fermezza”, ai propri ideali, alle proprie idee, a quello che si sa giusto, alla propria verità interiore, limando e cesellando la propria vita per togliere via tutto il superfluo. Lo comprai molti anni fa, lo comincia a leggere di malavoglia, solo per saperne un po’ di più su di un autore che studiavo, e poi lo lessi e lo rilessi tante altre volte. Mi sembrava che il Mahatman parlasse proprio a me. La vita e l’esempio di Gandhi e il suo stile asciutto e essenziale — stile di vita e di scrittura — che rispecchiava il suo modo di essere e vivere, sono, a parer mio, i più grandi ispiratori, creatori e innovatori di tutti i tempi. Sicuramente i miei.

E’ questo il più grande pensatore del secolo scorso, un ometto che osò far visita a Mussolini mezzo nudo e portando nelle sale sfarzose di Palazzo Venezia, si dice, il suo arcolaio e la sua capretta, un ometto per cui la lotta più faticosa di tutta la sua vita fu quella per mantenere il celibato — cosa che non gli riuscì mai — che imparò dai suoi stessi errori e dalle cadute con sempre rinnovata energia. Un grande uomo. Ha fatto conoscere all’Occidente un nuovo metodo di vita e di pensiero, l’assoluta aderenza a se stessi, “gentile ma con fermezza”. Ha rivoluzionato il modo stesso di pensare dell’Occidente: un modo che era valido nel periodo buio delle dittature — ed è tanto più valido oggi.

History on demand: i media al tempo di Mussolini

MussoliniSia ben chiaro: non faccio nessuna allusione col presente. E questo solo per una ragione: Berlusconi è un Presidente del Consiglio liberamente eletto dai cittadini, anche se si può obiettare che i media sono in larga percentuale nelle sue mani, e quindi non vedo somiglianze di base con Mussolini, che i media li controllava da dittatore e da giornalista che conosceva benissimo il potere della propaganda.

Voglio solo dire che sul blog Giuseppe Tucci ho pubblicato il primo post su Mussolini e i media. Si comincia anche a delineare, e mi sembra che si segua bene attraverso il menu a destra, la politica culturale fascista in Asia e la vita e le imprese dei personaggi, protagonisti del Ventennio, che furono vicini a Tucci o intorno ai quali lui orbitò.

Solo per fare qualche nome, Giovanni Gentile, Aldo Capitini, Subhas Chandra Bose, Fosco Maraini (di cui ho spiegato la questione della rivalità con Tucci), Achille Starace, l’imperatore Hirohito, Gandhi, Nehru, Hitler, Mircea Eliade, Julius Evola e, in seguito, Giulio Andreotti (di cui pubblico lo stralcio di un suo discorso su Tucci) e altri.

Fatemi sapere, per favore, cosa ne pensate e, soprattutto, cosa vorreste leggere.

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