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Buon compleanno sorellina!

Charlie ManasTra oggi e domani Charlie Manas, la mia cana stupenda, che vedete in foto, compie 14 anni.

Non è perché un pomeriggio di 11 anni fa mi ha salvato da una brutta esperienza, saltando al collo di un tizio senza mollarlo, che la voglio festeggiare.

Non è perché mi ha aperto molte volte, a me perenne distratta, anche quando c’era solo il pomello e la porta si apriva da dentro.

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Cuore, cuore e ancora cuore

chiave del cuoreIo non ho nessun tipo di dubbio: il cuore vince sempre. Nel momento delle decisioni finali e delle scelte, quelle davvero importanti, apro la porta – che comunque spesso si apre anche da sola -, al cuore, che per me vuol dire anche intuizioni e sensazioni, e lo lascio occupare la mia vita.

Non ha mai sbagliato, anzi, gli sbagli più grandi li ho fatti solo quando ho mediato con il cervello e il ragionamento.

Quindi, senza esitazioni, rispondo qui alla domanda di Mitì se lasciar vincere il cuore o il cervello: nelle scelte importanti la chiave che apre tutte le porte è quella del cuore, e il cuore non sbaglia mai.
E secondo voi?

Importanti incombenze di Sant'Ambrogio

BambinelloFra oggi e domani preparerò il mio piccolo, meraviglioso Presepe. Sulla mensola sopra il camino, sotto la luce di una stella enorme con le lucine, fra tre pezzi di corteccia di un albero caduto nel parco vicino e sopra un piccolo letto di paglia.

Il mio Presepe è fatto da lui, lei e il piccolo che metterò la notte del 24 e poi il bue, l’asinello, tantissimi animali e qualche rametto delle piante appena potate sul terrazzo.

E’ tutto quello che ci vuole: i tre stanno per tutti, anche quelli che non ci sono più; il bambino che metto è un simbolo e una speranza; la luce della stella mi indica la strada e mi rallegra.
Per me questo è il Natale: persone che amo, speranza, gioia.

Natale d'amore, per i nostri fratelli animali

Charlie ManasCome sappiamo, qualche giorno fa in Nepal si è celebrata la cruenta festa in onore della dea Gadhimai, che si celebra ogni cinque anni e vede milioni di fedeli provenire anche dall’India.

In onore della dea vengono sgozzati fra i 250.000 e i 500.000 animali – alla faccia di chi dice che l’Induismo è una religione pacifica e non violenta -: bufali, capre, pecore, polli, uccelli e topi.

La scelta dell’animale dipende, ovviamente, dalle possibilità economiche del richiediente. Già, perché la tradizione dice che la dea vuole il sacrificio ma, in cambio, esaudirà il desiderio di chi lo compie. Purtroppo è una festa di stato perché viene finanziata anche dall’odierno governo, benché il Nepal ora sia laico e non più induista.

Io volutamente non ne ho voluto parlare, ho preferito rivolgere la mia energia e il mio amore a quelle povere bestie innocenti che vanno alla mattanza solo per esaudire i nostri desideri. A loro, in vista del Natale – che brutto regalare giacche di pelle e pensate se gli animali potessero rivoltarsi e portare addosso la pelle di un umano! – rivolgo il mio pensiero con il ringraziamento di Madre Teresa di Calcutta (che, come sapete, amo molto). E’ una delle cose più belle che ho letto questi ultimi tempi e mi ha ricordato il Cantico di Frate Sole di Francesco d’Assisi.

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Patrizia D'Addario lifestyle

La signora D’Addario faceva tutto solo per realizzare un progetto. Perché, come dice lei, per una ragazza sola è dura.

Povera D’Addario, a vederla qui pare un topolino timido e indifeso nella mani di una banda di gatti affamati. La cosa strana però è che lei ha sempre registrato tutto, con tutti. Fa pensare.

Come fa pensare che la D’Addario dice che a Bari le hanno chiesto “loro” di candidarsi nelle liste di «La Puglia prima di tutto». Sembra quasi che il piano del governo sia stato quello di invadere il paese con veline, escort e modelle, dandogli posti politici e amministrativi, e tenersi i posti chiave per comandare e decidere in assoluta libertà.

Ma, in fondo in fondo, anche che i topolini così sprovveduti non sono..


(via Vittorio Pasteris)

Leandro libero

Snow in Milan, January 7 2009Stamattina alle 8, quando mi sono alzata, ho visto che la neve aveva piegato di nuovo fin quasi a terra i rami di Leandro, l’oleandro rosa che sta sul terrazzo di casa e che vedete in foto. Così mi sono bardata di tutto punto e sono andata, sotto un cielo spettrale color grigio scuro, a liberare lui e le altre 78 piante.

Sì lo so, ci sono mille altre cose importantissime nel mondo di cui parlare, ci sono mille altre cose per cui preoccuparsi, come la guerra senza fine in Medio Oriente, o di cui lamentarsi, come l’ennesimo articolo sulla fine dei blog (perché, poi, non si sa), ma credo che prima di tutto bisogna prendersi cura di quello che ci sta intorno, quello che abbiamo scelto, quello che ci siamo presi l’impegno di amare e curare e da noi si aspetta amore e cura.

Stamattina, per me, qui davanti alla Passione, c’era Leandro e gli altri

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Se li amiamo davvero: San Silvestro per cani, gatti e uccelli

CharlieSì, sto parlando della notte dell’ultimo dell’anno per i nostri fratelli da proteggere e di cui prendersi cura: cani, gatti e uccelli che stanno in casa, ma anche gli animali nelle stalle.

La notte di San Silvestro, per tradizione, si sparano petardi e botti vari, oltre ai fuochi d’artificio. Si sa quanto siano pericolosi per l’uomo, ma pochi sanno quanto siano pericolosi per loro.

Infatti questa notte vivono momenti di angoscia assoluta a causa dei botti, che provocano ogni anno, solo in Italia, la morte per infarto di almeno 500 cani e altrettanti gatti in età avanzata.

Noi abbiamo due cane, Lili e Charlie (nella foto), che soffrono tutta la notte: per loro questi rumori improvvisi, tuonanti e scopiettanti sono un segnale di pericolo assoluto, una minaccia per la loro vita. Si nascondono in fondo alle scale, al buio, tremano o piangono per ore.

Ma la cosa più brutta, ed evitabilissima, è quando escono. I ragazzini, ché guai a dirgli qualcosa che un nugolo di genitori inveisce e ti maltratta come fossi una criminale che “osa” chiedere ai loro sacri figli di smettere, lanciano “per gioco” sotto i loro musi, o comunque vicino a loro, petardi e moraretti. Oltre a scappare terrorizzate, le mie cane dopo non sono volute più andare in quel parco o in quella strada, mai più mai più.

Sono ormai due i parchi o i giardini qui in centro a Milano (e non ce ne sono tanti) dove non possono più andare, quello di Porta Venezia e quello Fratelli Bandiera, e a nulla vale essere fermi e costringerle perché è terrore puro e irrazionale, e non si supera in alcun modo.

Vi prego, dite ai vostri figli o ai vostri alunni di non sparare i mortaretti per la festività di San Silvestro. Date un segnale di civiltà e di buon senso insegnando loro a rispettare e prendervi cura dei loro amici tutti i giorni dell’anno, e non solo quando fa comodo.

Di seguito trovate il decalogo per cani e gatti fatto circolare dall’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, AIDAA, per questi giorni di festa. In questo periodo l’associazione renderà attivo il “telefono amico AIDAA” nelle giornate del 31 Dicembre e 1 Gennaio, dalle 9 alle 20, fornendo gli indirizzi utili dei pronto soccorsi e ambulanze veterinarie nei maggiori centri d´Italia e raccogliere segnalazioni su animali scomparsi e animali vaganti per le strade: sportelloanimali_at_libero.it, oppure 392-6552051.

Decalogo per i cani:

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Il mostro di Montauk e la falsa lettura della Bibbia

MonsterChi sa perché, a vedere questa foto di un povero animale deforme, strano incrocio fra un rapace e un cane, e a sapere che sarebbe stato trovato su una spiaggia di Montauk, a Long Island, fuori del Plum Island Animal Desease Center (una struttura del governo americano che in teoria si occupa di malattie animali), sono portata a credere che la foto sia vera.

Se anche fosse un fotomontaggio, già il fatto che si possa credere senza fatica che lo strano essere sia il frutto di un esperimento genetico mal riuscito mi sembra agghiacciante, perché so che nel campo dell’ingegneria genetica i veri mostri siamo noi, a cominciare da quando abbiamo clonato la povera pecora, Dolly.

Chi sa se un giorno un qualche essere più intelligente di noi, venuto da un’altra galassia, si divertisse a fare esperimenti clonandoci, mischiando i nostri geni in modo da generare dei mostri, provando su di noi delle medicine con effetti tossici o letali o sottoponendoci a torture di ogni tipo in nome della scienza e della ricerca: ci piacerebbe?

Ecco, a chi fa questo tipo di ricerca, a chi l’autorizza, a chi la finanzia, a chi contribuisce, a chi è d’accordo, farei provare le stesse identiche cose.

Oltre tutto, dato che di solito sono paladini del pensiero laico e laicista, forse non sanno che questo è il frutto più becero di un’etica fondata sull’interpretazione della Bibbia che pone all’inizio la creazione dei più umile, per finire con quella l’uomo. Per questo, dato che è gerarchicamente più in alto, assegna un valore superiore all’uomo, che avrebbe il diritto di disporre di tutto quello che sta più in basso, esseri inanimati, piante e animali.

In nome di questa gerarchia il pianeta si sta rovinando irrimediabilmente, cani, gatti e altri animali domestici ogni estate sono abbandonati e uccisi a migliaia e non è così improbabile la creazione di un essere come quello di Montauk. Ma non chiamiamolo mostro, perché i veri mostri siamo noi.

...e anche del cane, del gatto e delle foche

DogLeggevo su Il punto di vista della quaglia del profondo dialogo che si instaura fra il cacciatore e il suo target, che si trasforma in business. Purtroppo Gaspar non ci rivela la fonte di questa dotta citazione, per commentarla opportunamente:

…creare occasioni di dialogo tra voi e il vostro target e trasformare i dialoghi in opportunità di business; siamo pronti ad innovare la vostra comunicazione, accompagnandovi lungo un percorso unico ed entusiasmante.

Ho vissuto in campagna (campagna vera, non villa di campagna) per diversi anni e lo posso testimoniare: non solo la quaglia non è d’accordo, ma neanche i cani e i gatti. I cani da caccia erano rinchiusi, a digiuno da almeno 12 ore e in tre o quattro, in gabbie strettissime messe nel bagagliaio dell’auto chiuso, in modo che una volta liberi fossero arrabbiati, corressero di più e se la prendessero di più con la preda. Non so se fossero d’accordo sul dialogo.

Poi, se non c’era selvaggina intorno, i cacciatori si divertivano a sparare ai gatti, quelli selvatici e quelli domestici. E neanche i gatti erano assolutamente d’accordo.

Fino a qualche secolo fa cacciare era una necessità. Ora in Occidente non è che un danno per tutti. L’unica consolazione è che ogni tanto qualcuno ci rimette di persona. Altro che la pia storiella che nessuno ama la natura più dei cacciatori! Perché, gli animali non fanno parte della natura?

Il risveglio del micio

L’ho visto da lei e non ho resistito, è troppo carino!

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