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La triste fine del Museo Civico di Arte Orientale di Trieste

testa di Buddha del GandharaCircolano indiscrezioni secondo cui il Museo Civico di Arte Orientale di Trieste chiuderà.

Il museo è situato nel bellissimo Palazzetto Leo di Via San Sebastiano 1 e offre in mostra non solo collezioni e oggetti d’arte orientale, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali, testimonianze di vario tipo e reperti di carattere etno-antropologico provenienti da tutta l’area asiatica, in particolare dalla Cina e il Giappone e acquisiti dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste a partire dalla seconda metà del XIX secolo.

Il museo ospita al primo piano la sezione “Trieste e l’oriente” e la sezione Gandhara, di cui ho parlato più volte, al secondo piano la sezione Cina e al terzo e quarto piano la sezione Giappone.

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Rimedio contro il trapano dei fondamentalisti

Buddha distruttoE’ successo in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti e nell’indifferenza della stampa internazionale: il 15 ottobre scorso dei militanti islamici pro-talebani hanno distrutto con il trapano elettrico il più grande e antico Buddha esistente scolpito nella roccia, dopo quelli già distutti di Bamiyan nel 2001. Gli hanno sfregiato il volto. E’ accaduto nel Pakistan nord-occidentale, nella valle dello Swat.

Ma non è successo in sordina, no: da giorni gli archeologi, i politici e le persone di cultura

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Libri, Arte del Gandhara e snobberia

Ho passato giovedì scorso in uno dei luoghi che amo di più al mondo, la sala di lettura al secondo piano della biblioteca Sormani, qui, nel centro a Milano.

Mi metto seduta col mio computer e i miei libri ad uno dei tavoli appositi.
Questi, in realtà, sono delle scrivanie per due persone, una difronte all’altra, che per mancanza di posti hanno sdoppiato. Così ci stiamo in 4 col risultato, non sempre del tutto sgradevole, che sei costretto a “fare amicizia” col vicino di tavolo, dato che scrivendo con libri e comp in uno spazio di circa 50 cm. di gomitate se ne danno molte…

Beh io non è che mi accorga molto di chi ho vicino, di solito il piacere di studiare e di scrivere, piacere che colgo raramente (non più di 2-3 volte a settimana) col tipo di vita che faccio, supera tutto, ma sento che c’è un soffio vitale accanto a me, mi illudo che abbia sempre un’anima decente e un alito non troppo puzzolente e ciò mi basta..:)

Io piazzo i miei libri di traverso o per lungo, anche perché davanti, appoggiato al divisorio del tavolo, tengo aperto, a mo’ di santino gigante e di ispirazione, il magnifico volume della UTET di un mio professore passato a miglior molti vita anni fa, lo storico dell’arte Mario Bussagli.
Il libro si intitola L’Arte del Gandhara e parla della nascita dell’immagine del Buddha nella regione del Gandhara, nel nord dell’India che ora è diventato Afghanistan.
(A proposito, se volete vedere un po’ di sculture e oggetti d’arte del Gandhara visitate Gandhara. Ritual Art Objects and Sculptures. Li vendono anche all’asta, casomai vi interessasse. A me sì ma non me lo posso permettere..)

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