Tag Archives: fuoricasta

India, il leader dei naxaliti Kishanji torturato e ucciso

India, questa notte il leader dei comunisti naxaliti Kishanji è stato trovato morto in una foresta del Bengala occidentale, a Burishole.

I naxaliti secondo il governo indiano sono terroristi. In realtà sono perlopiù agricoltori e appartenenti a gruppi tribali e fuoricasta.

continua


Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: India, vietato il film Aarakshan

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. In India il film Aarakshan è stato vietato in tre stati, prima di tutto dal ministro Mayawati Kumari signora degli elefanti, per alcuni dialoghi contro la legge delle quote riservate alle classi svantaggiate (come le nostre famose e mai rispettate “quote rosa”) e i Dalit. E in India si apre il dibattito sul rapporto fra intellettuali e politica. Quello che ha sollevato tante questioni sul ruolo avuto nel fascismo di due giganti della cultura come Giovanni Gentile e Giuseppe Tucci.

continua


India, i 60 elefanti del primo ministro Mayawati Kumari

elefanti di Mayawati

India, Luknow. Vedete questa sfilza di 60 elefanti giganteschi in arenaria? In mezzo, anche se non si vede, circondata dagli animali, c’è Mayawati Kumari, il primo ministro dello stato più popoloso dell’India, l’Uttar Pradesh. Gli elefanti sono un memoriale che il ministro ha fatto costruire sulle rive del fiume Gomti, un tributario del Gange. La signora Mayawati, che è una Dalit, cioè una fuoricasta o intoccabile – ex intoccabile, diciamo meglio, dato che l’intoccabilità è stata ufficialmente bandita dal paese -, i pariah insomma, quelli che Gandhi chiamò Harijan, l’ha fatto costruire per onorare la memoria dei grandi intoccabili del passato come Ambedkar. Dice lei. Prezzo dell’opera: oltre 225 milioni di sterline.

continua


Ottimo giornalismo: The New York Times e la violenza in India

GandhiUn esempio di ottimo giornalismo, l’articolo del NYT Violence in India Is Fueled by Religious and Economic Divide sulla violenza scoppiata in Orissa i giorni scorsi, scritto da due corrispondenti dall’India, Hari Kumar da Tiangia e Heather Timmons da New Delhi.

I giornalisti commentano i fatti verificando e chiedendo alle fonti senza lanciarsi in presentazioni ideologiche, come troppo spesso succede in Italia, dove i fatti sono distorti ad hoc. Chi studia professionalmente l’India queste cose le conosce già ma dubito che la massa degli utenti le conosca.

L’articolo mette in luce che, paradossalmente, la causa della violenza sono i servizi offerti dai missionari cristiani alle classi più disagiate, incluso i Dalit, quelli che un tempo erano chiamati intoccabili o pariah e che Gandhi chiamò Harijan, figli di Dio, e di cui già nell’ottobre 2006 facevo notare la conversione di massa.

Le tensioni fra induisti, musulmani e cristiani sono sempre state presenti, ma con i cristiani sono aumentate proprio per il decollo dell’economia.

Il governo infatti è troppo spesso assente e i missionari offrono un buon servizio scolastico che include l’insegnamento dell’inglese, essenziale per chiunque ambisca a un lavoro nel business o nell’IT.

Le vecchie leggi anticonversione rendono illegale l’uso della forza, le lusinghe o i benefici per indurre la gente a convertirsi al cristianesimo. Gli attivisti induisti affermano che i cristiani spesso hanno infranto la legge ma i cristiani dicono che le conversioni sono volontarie.

Il punto che si deduce è che non è assolutamente la paura dell’illegalità che monta gli animi degli induisti più radicali ma la loro paura che i cristiani, grazie a un’educazione scolastica più adeguata, siano avvantaggiati nel trovare un buon lavoro.

Ancora una volta, bravo NYT! L’argomento è molto sensibile e poteva essere politicamente difficile, specie sotto elezioni, ma l’ha trattato in grande stile.

Uno sguardo al Nepal

Child labourSecondo uno studio, ancora invariato, del marzo 2005 del Jagaran Media Center di Kathmandu sui Dalit, i fuoricasta e i gruppi etnici o tribali, cioè circa il 20% della popolazione del Nepal:

1) l’80% di loro vive sotto il livello di povertà;
2) il loro reddito medio annuo è di $ 39.6;
3) la loro parte di terra coltivabile è dell’1%;
4) l’alfabetizzazione delle donne Dalit è del 3.2 %;
5) l’aspettativa di vita è di 52 anni;
6) il 70% dei Dalit è malnutrito;
7) solo il 43% dei bambini Dalit di 12-13 anni è vaccinato (contro il 60% degli altri bambini nepalesi)

Ricordiamocene, ogni tanto.

India: Conversione al Cristianesimo e al Buddhismo di migliaia di Dalit

Sabato 14 a Nagpur, in India, nella ricorrenza del compleanno di Ambedkar, migliaia di Dalit o Intoccabili si sono convertiti in massa al Buddhismo e al Cristianesimo, nonostante le leggi restrittive che limitano e rendono assai difficile abbandonare dell’Induismo per abbracciare queste religioni.

Motivo? La discriminazione sociale a cui sono sottoposti i Dalit, detti anche Fuoricasta, Pariah o Intoccabili. In barba a chi dice che la religione non è anche un fenomeno di identità culturale e sociale!

India: gli Intoccabili o Dalit in lutto per Kanshi Ram

Dalit womanIl 9 ottobre, per un infarto cerebrale, è scomparso a Delhi, all’età di 72 anni, Kanshi Ram, detto il “Messia degli Intoccabili”. La sua scomparsa è una grande perdita non solo per i 250 milioni e più di fuoricasta o Dalit che vivono in India, ma per tutti i negletti e i diseredati della terra, per tutti quelli che credono nella dignità umana e nei diritti fondamentali dell’uomo.

Kanshi stesso era nato intoccabile, benché avesse avuto modo di studiare e poi di lavorare sin da giovane per il governo. Nel 1970 aveva formato la All India Backward and Minority Employees Federation, dando ai Dalit una identità politica. Aveva cominciato coll’unire le forze dei Dalit per il voto nel 1981 e nel 1984 aveva fondato il Bahujan Samaj Party (BSP), che ha per simbolo un elefante: un animale molto forte, paziente, che lavora moltissimo, ma che non dimentica. Col BSP, un partito basato sulla casta, i Dalit avevano acquisito una voce politica e un reale accesso al potere.

continua