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Il blogger Fouad Al-Farhan è stato liberato

FouadIl blog è anche un grande deposito di sogni: sogni di una vita diversa, migliore, più realizzata. Una vita libera e più felice.

Sostiene le speranze di libertà nei paesi dove talvolta la libertà è un optional, come è successo Fouad Al-Farhan, un blogger detenuto per 137 nelle prigioni saudite per il solo fatto di essersi rifiutato di scusarsi per aver scritto sul suo blog sulla corruzione e la mancanza di libertà in Arabia Saudita.

Grazie alle pressioni del Comitato per la protezione dei giornalisti degli Stati Uniti e al governo americano, ieri Fouad Al-Farhan è stato liberato.
Bentornato Fouad!

Il tempo e i sogni del blogger italiano

enricaNon so se questa striscia che ho messo ieri nel mio tumblr sia una risposta valida al bellissimo post sulla mancanza di tempo dei blogger di Giuseppe, ma ora che sono costretta all’immobilità, e quindi ho molto più tempo, mi rendo conto che c’è gente che blogg a (anche in tripla o quadrupla copia), Tumblr a (anche in gruppi chiusi), Twitter a, Jaiku a, Del.icio.us a, Flickr a, Facebook a, Second Life a, Linkedin a (vi piacciono i verbi fatti così?) e varie ed eventuali tutto il santo giorno. E quando dico tutto il santo giorno intendo che la trovo già bella attiva quando accendo il computer, mai prima delle 10, e la loro attività continua imperterrita e senza interruzione fino a quando lo spengo, questo periodo spesso dopo le 11 di notte. E forse continua, chi sa.

Prima non me ne ero mai resa conto, non seguivo per niente le vicende degli altri blogger, le mode, le conversazioni, non conoscevo la maggior parte dei blogger più conosciuti e non usavo neanche un aggregatore (che ho fatto pochi giorni fa e spesso mi scordo di leggere).

E nel tempo dedicato dei blogger non scordiamoci dei BarCamp, delle cene, delle birre, tutte cose più o meno istituzionali, e delle varie altre attività comuni riservate a pochi selezionati blogger d’élite. Quelle poi sono cose che molti fanno i chilometri, prendono treni e aerei per andarci, per esserci e, perché no, farsi riprendere dalle varie TV e dai fotografi della rete e magari accattare qualche link.

Il punto essenziale infatti è esserci per farsi vedere e, lo ribadisco, per prendere link e stare nei primi posti delle classifiche, o diciamo meglio in BlogBabel che, si sa, non interessa proprio nessuno ma non solo ogni due per tre se ne parla, e non solo quasi 13.000 blogger ci vogliono essere, ma ogni giorno ci sono richieste per entrare. E anche se non passa giorno che non venga vituperata e svilita, sminuita, non passa pure giorno che non ci sia chi si strappa i capelli e si straccia le vesti se il suo blog perde molte posizioni (cosa che, peraltro, ho provato con fastidio anch’io, specie per l’ingiusta punizione di Google).

Il punto è che bloggare è un’attività sociale, non è un attività in solitario, lo dicevo anche a Tatiana Bazzichelli, la giornalista di Internet Magazine, e più sei presente e più diventi in qualche modo autorevole, o se non altro riconosciuto.

E allora diventa come una droga: ti prende la smania di essere visto, di avere la tua corte (quanti ne vedo così!), di essere ascoltato, di contare qualcosa, tu che magari stai in una cittadina di provincia, non hai mai pubblicato prima d’allora e la tua firma l’hai messa solo nei biglietti di auguri collettivi fra colleghi (sapete, quelli quando si fa la colletta per comprare il regalo per nascite, matrimoni e pensionamenti), magari qualche giornalista importante dice oh quanto sei bravo e riesci a spuntare 3000 caratteri con gli spazi, e poi magari ti allarghi troppo e pensi di poter dire la tua su tutto, anche su quello di cui non ci capisci un accidenti: ma comunque qualcuno ti riconoscerà, sarai invitato a eventi sociali, presentazioni e aperitivi, se proprio sei furbo riuscirai a farti i tuoi ammiratori, a conquistare magari qualche passaggio alla RAI, a pubblicare un libro (ché ora un libro non si nega a nessuno), o sei hai delle vere qualità a cambiare lavoro e diventare davvero qualcuno.

Quindi Giuseppe ha ragione, come fa il blogger normale (quello che esce, sta fuori, lavora, magari ha una famiglia o una persona importante di cui prendersi cura, anche un cane o un gatto, o anche se non ha nessuno) a trovare il tempo per tutto? Dove trova il tempo libero?

Il fatto che non è tempo libero, il fatto è che per molti blogger questa attività è un investimento.

Perché? Come è possibile? Io azzardo delle risposte.

continua