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Clima in foto

Parlando dei cambiamenti di clima, sono appena uscite le stupende foto dei fulmini come immagini del mese del National Geographic. L”ultima, meravigliosa, è di New York.

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L'eclissi di luna rosa

eclissi di lunaStanotte dalla terrazza di casa ho visto alzarsi in cielo un bellissimo spicchio di luna rosa. Purtroppo le mie foto sono venute male ma guardate queste e queste, scattate da varie parti del mondo.

La luna non l’ho vista da sola. In un paio di ore ho ricevuto un sms dall’Australia, uno dall’Africa, uno dal Nepal, uno dall’India e due da Roma da parte di amici che commentavano e condividevano quella meraviglia con me.

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Holi in India, la festa


(Photo © Kevin Frayer/AP-All Rights Reserved)

In India si è celebrata Holi, la festa religiosa in cui la gente canta, balla e si getta addosso l’acqua colorata. Segnalo le meravigliose 45 foto del festival del blog del Sacramento Bee The Frame. Aggiungo anche queste da The Atlantic.

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India Gate, cinema indiano a Udine

Si terrà a febbraio la rassegna di cinema indiano India Gate a Udine. Sarà incentrata sul fotografo bengalese Subrata Mitra, uno dei più importanti direttori della fotografia del cinema indiano, che collaborò col grande regista Satyajit Ray dal 1955 al 1966.
Tutto il programma qui.

Come Folgore dal cielo: il PDL N. 1360 e gli eroi della Seconda guerra mondiale

fregio della FolgoreNon mi unisco al coro dello sdegno ma, al contrario, sono davvero contenta della proposta di legge dell’Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra a coloro che hanno partecipato alla Seconda guerra mondiale. Dovrebbero modificare delle frasi, emendare il testo, ma il succo della cosa, l’onorificenza, mi sembra un atto dovuto.

Il motivo è semplice. Mio padre, uno dei primi paracadutisti della Folgore, VII Battaglione, 21° Compagnia, è stato dal 25 luglio 1941 al 1943 in Africa orientale, ha vissuto per mesi in trincea ed è stato anche fatto prigioniero

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Richard Gere, mentre aspettiamo San Francisco

Ovunque nel mondo si sta facendo sentire sempre più forte un movimento di protesta dal basso — la gente, tutti noi — che obbliga anche i potenti della terra a cambiare strategie. Mentre quelli che protestano si stanno riunendo da stamattina presto a San Francisco, aspettando la fiaccola, George Bush rinnova l’appello alla Cina perché dia inizio a un dialogo con il Dalai Lama sullo status del Tibet e potrebbe non partecipare alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, l’8 agosto.

Il primo ministro britannico Gordon Brown, che il 20 marzo ha incontrato il Dalai Lama, ha già annunciato che non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi.

Nel video vediamo Richard Gere, che è buddhista da almeno 20 anni, che parla a favore dei tibetani, e alcune immagini dell’ex Tibet. Due notti fa altri 70 monaci del monastero di Ramoche, a Lhasa, sono stati portati via in una località sconosciuta dalle guardie della People’s Armed Police (PAP) e la Public Security Bureau (PSB).

Da una parte la più bieca repressione, dall’altra un movimento popolare che sta toccando i paesi occidentali. Sono certa che al passaggio della la fiaccola della discordia la protesta toccherà anche gli altri paesi.

Che dite, secondo voi riusciremo a fare qualcosa di concreto per sostenere la lotta dei tibetani? Riusciranno a ritornare liberi in un Tibet libero?

La fiaccola olimpica della discordia

torchI media non fanno che parlare della famosa fiaccola olimpica, la cui marcia ieri a Parigi è stata fermata da diciotto che protestavano. Il il solito giornale indiano si affretta a precisare gongolante che i diciotto sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. Fiaccola accesa, no fiaccola spenta; fatto di proposito, no a causa del tempo.

Responsabile della fiaccola è la Cina, che infatti l’ha trasportata per la Francia in autobus, invece di farla portare da un atleta. Praticamente, come fare l’amore per fotografia.

E intanto la Cina ribadisce che la fiaccola sarà portata attraverso il Tibet: un’altra scusa per intensificare le repressioni. E a San Francisco, per avvantaggiarsi sulle proteste contro fiaccola, hanno appeso delle enormi bandiere con “One World, One Dream. Free Tibet” and “Free Tibet ‘08” sul Golden Bridge. Questo sotto è il video.

Ok, va bene, la fiaccola è il simbolo e tutto: ma che ne dite di occuparci delle persone adesso? In Tibet continuano le proteste e la Cina continua a sparare contro laici e monaci (tre i feriti in condizioni critiche). Al monastero di Ratroe, in seguito alle proteste, sono state imposte restrizioni severe (che consistono di solito nell’isolamento, nella mancanza di acqua e di elettricità), e le suore sono sottoposte alla “rieducazione patriottica“.

Insomma, in questo sdegno popolare sacrosanto e giustissimo, in questa lotta per il simbolo, non è che ci scorderemo che stiamo lottando per delle persone e il loro diritto di autodeterminarsi nel loro paese, e non per una maledetta fiaccola che ormai rappresenta solo il diritto del più forte?

Chinglish, il cielo inglese a Beijing cade! Affrettatevi

foto sulla t-shirt in Cina (c) Tanuki.org Grandi preparativi in Cina per le Olimpiadi estive del 2008 a Beijing. Lo riporta l’autorevole Wall Street Journal: uno dei problemi più urgenti è la riforma della traduzione inglese degli annunci e le scritte in cinese di ogni tipo, da quelle dei posti di polizia “Reception of alien” alle scritte sui gabinetti pubblici “Deformed Person” e “Genitl Emen”, dalle aiuole nei parchi “Show Mercy to the Slender Grass” al cartello sotto gli impianti di risalita “Don’t make skies fall down!!!” (scritto proprio così:)).

E’ il Chinglish, la nuova “lingua” nata dall’unione di Chinese e English che tutti quelli che vanno in Oriente conoscono bene e che funziona per l’Hindi (Hinglish), per il Nepali, per il Thai, per il Giapponese (Japlish) e così via.

Quante risate ci siamo fatti sui menu indiani in Hinglish io e il Genio, o in Englali (è questa la contrazione di Engish e Nepali?) nei negozi nepalesi! Anche noi nel 1997 e nel 2000 abbiamo raccolto una lista di scritte miste molto carine, chi sa dov’è finita.

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