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La dolcezza dello sguardo di un pandit

panditNell’anno accademico 1925-26 Giuseppe Tucci insegnò Lingua e letteratura italiana a Shantiniketan, nella scuola del premio Nobel Rabindranath Tagore. Lì a Shantiniketan divenne amico del direttore della scuola, il pandit Vidhushekara Bhattacarya. Così lo descrive Formichi quando lo venne a prendere alla stazione di Bolpur, vicino alla “Dimora della pace”:

..uno dei maestri più dotti e autorevoli. Macilento, incartapecorito, ad onta abbia di poco varcato i quarantacinque anni, potrebbe servire da eccellente modello a un pittore che volesse rappresentare il tipo di perfetto asceta. La dolcezza del suo sguardo è lo specchio fedelissimo della sua anima. (continua)

(foto)

Giuseppe Tucci a Vishvabharati, università della libertà e della gioia

British Empire (c) libraries.psu.eduVishvabharati, luogo “libero e felice”, il regno di freedom e ananda, la gioia. Fu in questa università internazionale, fondata da Rabindranath Tagore agli inizi del ’900, situata a Shantiniketan, nel Bengala Occidentale, che Tucci venne iniziato all’India. Infatti, fu Visiting professor di Lingua e Cultura italiana e probabilmente collaborò con la cattedra di cinese, dato che lo conosceva molto bene.
Leggete qui la sua meravigliosa avventura.

Vi stette per tutto l’anno accademico 1925-26. Fu chiamato dal suo maestro Carlo Formichi ed entrambi vi andarono come portavoce di Mussolini e in segno di amicizia fra il Premio Nobel Rabindranath Tagore, il massimo esponente del Rinascimento Bengalese, e il Duce. Il Fascismo aveva bisogno di consensi all’estero e, inoltre, aveva con l’India un nemico comune: l’Impero Britannico.

Tucci a Vishvabharati, incontro d’Oriente e d’Occidente, di studiosi, di insegnanti, di artisti, di scienziati, di lingue, di metodi, di studi, imparò a parlare in sanscrito, cosa che gli tornò utile perché era la lingua franca dei pandit, perfezionò il tibetano, imparò il metodo della discussione filosofica, migliorò il bangla o bengali, la lingua del posto, e imparò l’hindi. Più di tutto, fece amicizia con Tagore e altri importanti intellettuali, cosa di cui si servì anche in seguito.

Vishvabharati nel 1951 è stata dichiarata una delle università principali dell’India e da allora riceve in modo prioritario i finanziamenti del Governo.

Sapete poi che quando siamo andati a Londra agli inizi di gennaio ho scoperto che davanti a Buckingham Palace ci sono un bel numero di colonne disposte a semicerchio e su ognuna è inciso il nome di una nazione dell’ex-Impero Britannico? La mappa sopra l’ho presa qui e ne mostra l’estensione: davvero sui paesi dell’Impero non tramontava mai il sole!

Finalmente Giuseppe Tucci è partito per Shantiniketan

Bengala occidentale (c) WikipediaFinalmente Tucci (1894-1984), il più grande esploratore e orientalista del Fascismo, è partito per l’Asia. Ci rimarrà oltre cinque anni.
E’ andato a Santiniketan, in Bengala occidentale, chiamato dal suo maestro di sanscrito Carlo Formichi (1871 – 1943).

A fare che?

L’Asia, il Nazismo e il Fascismo II: Rabindranath Tagore in Italia - 1

Rabindranath TagoreCome sapete, io scrivo i post seriali. Ve ne indico qualcuno: quelli scopiazzati su Gyanendra e il Nepal (dal 7 novembre 2004, nascita di Orientalia4all), quelli controversi sulla Top100 (dal 14 novembre 2005 in poi), quelli popolarissimi su Lapo (dall’ 11 ottobre 2005), quelli su Milano e i suoi uomini (dal 22 agosto 2006), e così via, li potete cercare nell’archivio.

Continuo la vecchia e buona tradizione con i personaggi asiatici famosi che ebbero rapporti col fascismo e il nazismo. Il primo di cui ho parlato è Gandhi. Un altro quasi altrettanto famoso fu il Nobel bengalese per la letteratura 1913 Rabindranath Tagore (1861-1941), che venne due volte nell’Italia fascista. La storia delle sue due visite, di cui la seconda molto controversa, la devo fare per forza in qualche puntata perché è un po’ lunga. Se Gandhi era un uomo tutto di un pezzo, Tagore fu così multiforme e contraddittorio che non basterebbero dei libri interi per descriverlo. Mi proverò quindi a riassumerlo.

[...] grazie per quello che tu ci hai già dato, una preghiera per quello che tu devi ancora darci – scrisse Giuseppe Tucci a Tagore in occasione del suo compleanno, chiamandolo Gurudev, Maestro-dio — come lo chiamava anche Gandhi. Ma di Tucci e i suoi rapporti con Tagore dirò nel suo blog.

Infatti Tagore, che proveniva da una famiglia di brahmini al servizio degli inglesi così ricchi da essere chiamati principi, colti, spirituali e via dicendo,

continua


Ronaldo e la Coppa del Mondo 2006

Ronaldo è uscito dall’ospedale, dice che ormai sta bene anche se è ipocondriaco.

Certo, se uno come lui, che è così giovane è imbambolato, in sovrappeso e mezzo pelato — e spesso misteriosamente malato — lo hanno messo come attaccante del Brasile nella World Cup 2006, allora per tutti noi c’è speranza!

A voi, uomini di mezza età con fisici asciutti e cervello pronto, chi sa che vi riserva il destino??:)

Duce = Buddha

C’era un tempo in cui Mussolini fu paragonato da intellettuali italiani del tempo nientemeno che all’Illuminato, al Buddha!

L’indologo Kalidas Nag (1892-1966) era stato studente prima del Nobel per la Letteratura Rabindranath Tagore a Vishvabharati (India) e poi dell’orientalista Sylvain Lévi a Parigi.
Quando nell’ estate del 1921 Nag venne a Roma, fu subito accolto dal nostro orientalista di Regime, Carlo Formichi (1871 – 1943) che, ben sapendo che il governo non finanziava i congressi e i viaggi di studio all’estero, non perdeva l’occasione di incontrare gli studiosi stranieri in visita in Italia.
Formichi gli presentò i suoi amici, il grande orientalista e suo allievo GiuseppeTucci (1994-1984), il sinologo e matematico Giovanni Vacca e il chimico Helbig. Dal novembre 1921 Formichi e il suo allievo, Tucci cominciarono a corrispondere regolarmente con Nag.

Nel ’23 Nag tornò in Italia direttamente dall’India e fu ospite di Formichi.
Nag passò lunghe ore a recitare le poesie di Tagore e a cantare le sue canzoni per Formichi e per le sue molte sorelle, a parlare del Poeta.
Così Formichi pian piano si persuase che Tagore era “il più grande uomo del mondo”? e sperò “devotamente”? di poterlo incontrare almeno una volta in vita, prima di morire. Formichi affermò che Tagore era nientemeno che la reincarnazione di Buddha!

Ma l’accostamento al Buddha non era poi così assurdo ai quei tempi: anche l’orientalista Giuseppe De Lorenzo (1871-1957), nel suo libro Oriente ed Occidente del 1931, paragonò Mussolini al Buddha sulla base di un discorso da lui tenuto nel 1902 e ricordato nella famosa biografia Dux, pubblicata nel 1926 da una delle amanti di Mussolini, Margherita Sarfatti (1880-1891).

Mussolini soldato valoroso, giornalista e redattore originale, devoto padre di famiglia (si escludono le corna che metteva perché, al tempo, erano un fatto scontato, anzi, un onore), contadino che mieteva coi braccianti e borghese che andava in vacanza in Versilia, potente taumaturgo e… Buddha!

Mi sembra decisamente troppo anche per un pallone gonfiato come lui…