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Il tempo e i sogni del blogger italiano

enricaNon so se questa striscia che ho messo ieri nel mio tumblr sia una risposta valida al bellissimo post sulla mancanza di tempo dei blogger di Giuseppe, ma ora che sono costretta all’immobilità, e quindi ho molto più tempo, mi rendo conto che c’è gente che blogg a (anche in tripla o quadrupla copia), Tumblr a (anche in gruppi chiusi), Twitter a, Jaiku a, Del.icio.us a, Flickr a, Facebook a, Second Life a, Linkedin a (vi piacciono i verbi fatti così?) e varie ed eventuali tutto il santo giorno. E quando dico tutto il santo giorno intendo che la trovo già bella attiva quando accendo il computer, mai prima delle 10, e la loro attività continua imperterrita e senza interruzione fino a quando lo spengo, questo periodo spesso dopo le 11 di notte. E forse continua, chi sa.

Prima non me ne ero mai resa conto, non seguivo per niente le vicende degli altri blogger, le mode, le conversazioni, non conoscevo la maggior parte dei blogger più conosciuti e non usavo neanche un aggregatore (che ho fatto pochi giorni fa e spesso mi scordo di leggere).

E nel tempo dedicato dei blogger non scordiamoci dei BarCamp, delle cene, delle birre, tutte cose più o meno istituzionali, e delle varie altre attività comuni riservate a pochi selezionati blogger d’élite. Quelle poi sono cose che molti fanno i chilometri, prendono treni e aerei per andarci, per esserci e, perché no, farsi riprendere dalle varie TV e dai fotografi della rete e magari accattare qualche link.

Il punto essenziale infatti è esserci per farsi vedere e, lo ribadisco, per prendere link e stare nei primi posti delle classifiche, o diciamo meglio in BlogBabel che, si sa, non interessa proprio nessuno ma non solo ogni due per tre se ne parla, e non solo quasi 13.000 blogger ci vogliono essere, ma ogni giorno ci sono richieste per entrare. E anche se non passa giorno che non venga vituperata e svilita, sminuita, non passa pure giorno che non ci sia chi si strappa i capelli e si straccia le vesti se il suo blog perde molte posizioni (cosa che, peraltro, ho provato con fastidio anch’io, specie per l’ingiusta punizione di Google).

Il punto è che bloggare è un’attività sociale, non è un attività in solitario, lo dicevo anche a Tatiana Bazzichelli, la giornalista di Internet Magazine, e più sei presente e più diventi in qualche modo autorevole, o se non altro riconosciuto.

E allora diventa come una droga: ti prende la smania di essere visto, di avere la tua corte (quanti ne vedo così!), di essere ascoltato, di contare qualcosa, tu che magari stai in una cittadina di provincia, non hai mai pubblicato prima d’allora e la tua firma l’hai messa solo nei biglietti di auguri collettivi fra colleghi (sapete, quelli quando si fa la colletta per comprare il regalo per nascite, matrimoni e pensionamenti), magari qualche giornalista importante dice oh quanto sei bravo e riesci a spuntare 3000 caratteri con gli spazi, e poi magari ti allarghi troppo e pensi di poter dire la tua su tutto, anche su quello di cui non ci capisci un accidenti: ma comunque qualcuno ti riconoscerà, sarai invitato a eventi sociali, presentazioni e aperitivi, se proprio sei furbo riuscirai a farti i tuoi ammiratori, a conquistare magari qualche passaggio alla RAI, a pubblicare un libro (ché ora un libro non si nega a nessuno), o sei hai delle vere qualità a cambiare lavoro e diventare davvero qualcuno.

Quindi Giuseppe ha ragione, come fa il blogger normale (quello che esce, sta fuori, lavora, magari ha una famiglia o una persona importante di cui prendersi cura, anche un cane o un gatto, o anche se non ha nessuno) a trovare il tempo per tutto? Dove trova il tempo libero?

Il fatto che non è tempo libero, il fatto è che per molti blogger questa attività è un investimento.

Perché? Come è possibile? Io azzardo delle risposte.

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La Foresta nera di Andrea

Foresta neraIeri sera è venuto a cena Andrea da Lugano. Carinissimo, ha raccontato della Svizzera e ha fatto davvero ridere con le multe proporzionali al reddito; e le ore sono volate.

Questo è il dolce che ha portato, una splendida Foresta nera: tanti strati di pan di Spagna al cioccolato con in mezzo la panna freschissima, ornati di riccioli di cioccolato. Dice che c’erano anche le ciliege al maraschino, non le ho sentite ma non faccio testo perché sono così vorace, quando mangio qualcosa che mi piace, che non analizzo molto.

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Dialogo fra grandi

BuddhaMi intrometto nel discorso di due alfa-pensatori, Mantellini e Gilioli, per suggerire qualcosa anche io. Lo dico, ça va sans dire, in spirito di amicizia e di fratellanza perché, come dice Buddha:

Vale più un asino vivo che un dottore morto

L'esercito di Internet unito con Free Burma


Free Burma!

Domani, 4 ottobre 2007, i blogger di tutto il mondo si uniranno per sostenere la lotta di liberazione di Myanmar/Birmania col Free Burma!, una campagna su Internet alla quale hanno già aderito 3097 blogger.

Che dobbiamo fare? Domani non dobbiamo scrivere nessun post ma mettere nei nostri blog un semplice banner con le parole Free Burma!
Taglia e incolla nel tuo blog i vari banner da questa pagina.

Anche su Facebook c’è un gruppo di supporto del movimento, c’è un canale su Twitter e non manca un gruppo su Flickr.

E qui c’è la pagina di Google con tutti i siti, i gruppi di discussione, i video, i feed e altro per sostenere civili e monaci nella lotta. Qui c’è il wiki ufficiale.

E’ ovvio che la giunta militare di Myanmar se ne fregherà delle nostre voci ma, sotto la pressione di un movimento di opinione mondiale, le nazioni vicine, specialmente l’India,

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Email particolari da Facebook e il libro di Flickr

Da un bel po’ mi sono iscritta a Facebook e ogni tanto ricevo messaggi da amici. Qualche giorno fa, però, ho ricevuto due email da due ragazzi sconosciuti che hanno il mio stesso cognome, Antoine da Parigi e Luis dal New Jersey. Vogliono sapere se facciamo parte di un’unica famiglia. Antoine mi ha anche detto che suo padre è orfano e non sa assolutamente niente dei suoi avi paterni.

E poi dicono che i social network non sono utili. Servono anche al ricongiungimento familiare!

Da giorni mi era stato anticipato via email e oggi ho ricevuto un regalino da Yahoo!, un bel libro su carta patinata con le più belle foto di Flickr di tutto il mondo scattate il 5 maggio 2007. Sapete tutti che nel marzo 2005 Flickr è stata comprata da Yahoo!

Un pensiero davvero originale per lanciare Flickr.com in sette nuove lingue, fra cui l’italiano.

Caldi esercizi dal Giappone - 1

AikidoOggi, in questa calda e splendente giornata di luglio, comincerò i miei esercizi interattivi di giapponese. Di lingua, intendo, non di Aikido, anche se forse ne avrei più bisogno, visto la gente che circola in giro (anche se lui è andato in Giappone per praticare Aikido per altri motivi). Gli esercizi sono stati presi in prestito anni fa online da amici dell’altra parte del globo.

Ci sono anche altri corsi gratuiti online, che includono gli alfabeti Hiragana, Katakana e i Kanji, i caratteri cinesi, ma i vantaggi del mio corso sono tanti: sono esercizi graduali e “reali” in cui parli subito con un signore in carne ed ossa che incontri di persona all’areroporto e ti prende la valigia, e io apprezzo la gentilezza, ti accompagna in macchina, e con questo caldo la bici mi fa sudare davvero troppo, cominci a fare conoscenza con estrema semplicità e con rispetto e sei costretto a presentarti e rispondere alle domande in tempo reale, a ripetere le frasette 1000 volte fino a che tutto non diventa automatico. Senza pensarci su troppo, che è il mio difetto in tutte le cose della vita, un po’ a pappagallo, come fanno i bambini, cioè associando situazioni e linguaggio al volo, che è il miglior metodo per imparare una lingua. Divertendosi perché è una sfida continua, quando ascolti la voce che dice le cose e devi ripeterle nello stesso modo.

Tutto con situazioni semplici stando in un ambiente vero, anzi, più reale che in Second Life. Anzi, chi è che sa se ci sono dei corsi di giapponese in Second Life?

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"La festa londinese degli hacker" su Apogeonline, market, marketing e libertà di stampa

Matthew Cachmore Non voglio farle pubblicità ma stamattina su Apogeonline è stato pubblicato l’articolo La festa londinese degli hacker, scritto da Enrica Garzilli. Include le interviste che ha fatto a Chad Dickerson, Senior Director di Yahoo! Developer Network e Matthew Cashmore, Development Producer per la BBC, che hanno organizzato l’Hack Day di Londra, sullo scopo e il significato dell’evento e su quello che le aziende si aspettavano da questo grande sforzo economico e organizzativo e dai 300 hacker giovani, aitanti e forti.

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