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Credere a un paese di clown

ItaliaIl nostro è un paese ben strano. Abbiamo un governo che ha vinto sul filo di lana della fiducia. Ma con soli tre voti di scarto non può governare, e quindi quelli che hanno votato hanno dato la fiducia a un qualcosa che neanche sapevano. Come sarà formato il nuovo governo Berlusconi?

Abbiamo un presidente dellla Camera dei deputati, Fini, che non è super partes, come dovrebbe essere per il ruolo, ma è contro lo stesso governo che serve. E che è di destra e sta all’opposizione insieme ai partiti di sinistra.

Abbiamo un ministro dello stato, Bossi, che però vuole dividere lo Stato. Che si scaglia contro Roma ma lavora per Roma e prende dei bei soldi da Roma. Che odia la politica di Roma che rappresenta il suo governo, quello stesso che lui rapprenta e da cui riceve onori e onorario. Che si scaglia contro il nepotismo ma ha fatto entrare in politica il figlio, immeritatamente, e sta preparando il secondo.

C’è un razzismo strisciante che si fa sempre più largo. Eppure ieri dei Rom

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Tra Fini e Berlusconi metti Bocchino

Italo Bocchino

Lo strappo tra Fini e Berlusconi in realtà è avvenuto quando il secondo ha scoperto che Bocchino è un parlamentare e non un punto del programma. (via)

Bocchino sul suo blog rilancia la politica di Fini: meno tasse e meno spesa pubblica. Ma non era la promessa elettorale di Berlusconi? Che fa, sfotte?

Sta crollando il primo impero rivisitato e scorretto

Fini BerlusconiFini il fuorionda delle polemiche (Il Corriere della Sera)

Fini è fuori onda (Libero)

Fini-Berlusconi scontro finale (La Stampa)

Finimondo (L’Unità)

Fini esonda (Il Riformista)

Fini capo dell’opposizione (Il Fatto Quotidiano)

Questi alcuni titoli dei giornali di carta sulla vicenda Fini-Berlusconi (video integrale di La Repubblica), mentre Di Pietro commenta senza troppi errori “Oggi sta crollando il primo impero rivisitato e scorretto”.

Come direbbe il saggio: quod non potuit PD potuit alleati.

Fini e Franceschini amici per la pelle

Fini e FranceschiniDa La Repubblica:

E’ certo – osserva però il presidente della Camera – che il governo deve essere consapevole che nel Parlamento nessuno vuole limitare il diritto-dovere di governare che una maggioranza ha, nel momento stesso in cui dal responso delle urne risulta tale. Al tempo stesso, nessuno da parte del governo può pensare di non doversi confrontare con il Parlamento, perchè questo prevede la nostra Costituzione, e quindi nessuno può pensare di esautorare il Parlamento dal diritto-dovere che ha di controllare, di emendare se lo ritiene, di approvare o respingere un provvedimento del governo

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