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Prepraratevi al peggio e non accettate provocazioni

Piazza Navona scontriStanotte a Matrix ho dovuto dare ragione alla maleducata rappresentante del PdL (qualcuno mi dica il nome per favore, ché lo aggiungo), che non la finiva mai di schernire gli altri politici e interromperli mentre parlavano (specie l’unica altra donna presente) trattandoli da mentecatti: la riforma Gelmini non è una vera e propria riforma, è solo un decreto di applicazione della finanziaria. Non ha toccato il cuore del problema, cioè la riforma del sistema scolastico e universitario. Che si farà in seguito.

Al di là delle sue argomentazioni, mi chiedo che credibilità può avere una signora che parla di educazione, rispetto e valori e si comporta con i suoi colleghi politici in questo modo antidemocratico, aggressivo e impositivo.
A parte il fatto che tentava continuamente di spostare il dialogo sul falso problema del grembiule e del voto in condotta (che approvo) e non sui tagli ponderosi e progressivi a scuola e università (e, come ho detto, alle biblioteche pubbliche). Voglio dire, cà nisciuno è ffesso.

A vedere le riprese degli scontri di Piazza Navona di ieri ho dovuto dare ragione anche al rappresentante della destra, Teodoro Buttiglione, che ha detto che probabilmente qualcuno ieri voleva il morto. Così si giustificherebbe una mano pesantissima, quella auspicata da Cossiga per intenderci, su studenti e docenti.

Quindi, dopo la legge 133/08 sul taglio dei finanziamenti pubblici per la scuola e l’università e il decreto legge 137/2008* (testo completo in nota, diventato legge), prepariamoci al peggio che verrà. Alla riforma vera a propria!

Mi è stato chiesto da diverse persone, anche in privato, la traduzione del paragrafo dell’articolo Risparmio tagliagola che ha pubblicato Nature, il prestigioso settimanale internazionale di scienza e medicina, commentando la legge 133/08. Parole molto dure e molto precise.

Il governo Berlusconi può pensare che i provvedimenti draconiani sul budget siano necessari, ma i suoi attacchi alla ricerca italiana di base sono miopi e stolti. Il governo ha trattato la ricerca solo come un’altra spesa da tagliare, quando infatti è più un investimento per costruire un’economia della conoscenza del 21esimo secolo. In realtà, l’Italia ha già accettato questo concetto firmando l’agenda di Lisbona 2000 dell’Unione Europea,** in cui gli stati membri si sono impegnati ad aumentare il budget per la ricerca e lo sviluppo (R&D) al 3% del loro prodotto interno lordo. L’Italia, un paese del G8, ha una delle spese più basse del gruppo per il R&D – ad appena 1,1%, meno della metà di quella di paesi paragonabili come Francia e Germania.

* Decreto Legge n. 137/2008 [Gelmini]
“Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008

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Sciopero perché la biblioteca non si tocca!

Biblioteca BraidenseIeri sono stata alla magnificente Biblioteca Nazionale Braidense, qui a Brera. Se c’è una cosa che funziona bene a Milano, oltre alla sanità e ai mezzi di trasporto pubblici, sono proprio le biblioteche pubbliche: tante, efficienti (specie se paragonate ad altri uffici), mediamente collaborative con gli utenti.

C’era sciopero e un’aria di smobilitazione triste, tantissimi studenti dell’Accademia, insieme ai docenti, per i corridoi e nel cortile. Ho ascoltato un po’ in giro, erano tutti preoccupati per la legge Gelmini ma tutti pacati, assolutamente “normali”. Dei facinorosi di cui parla il partito al governo non ho visto traccia.

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Salva l'America, per l'Italia c'è ancora tempo

Approvato dal Senato americano il piano salvataggio per la crisi finanziaria. Ora tornerà alla Camera, dove era stato bocciato, e poi da Bush per la firma finale.

Il governo Berlusconi per salvare l’Italia ha approvato il piano della Gelmini che taglia i fondi alla scuola pubblica e all’università.

E’ come dire che il Napoli rialza la testa e la squadra del Ponte San Giovanni non entra neanche in promozione.

Ombre cinesi, il kit sicurezza in regalo da Maroni

SupermanIl ministro dell’Interno Maroni ha già firmato il decreto che concede superpoteri ai sindaci, che diventano come degli sceriffi in città.

A me sembra che con questa storia della sicurezza e dell’insicurezza stiano passando cose molto gravi per il futuro di un paese, e in specie per l’innovazione, come i tagli al budget per la ricerca previsti dalla nuova finanziaria (di cui hanno parlato pochissimo tutti i giornali ma che le università conoscono bene). Come se tutto questo parlare e fare decreti per la sicurezza fosse un’ombra cinese che ti fa sembrare una cosa per nascondertene un’altra.

Proiettano le nostre paure sul muro per nascondere i giochi di mano, come verranno usati i soldi pubblici. Sarà un omaggio alla location delle Olimpiadi, non so.

Oltre tutto mi chiedo cosa farà di questo superpotere un giullare come Sgarbi, per esempio, che da giugno è sindaco di Salemi (in Sicilia), che non ha mai perso l’occasione per usare la politica come un suo palcoscenico privato, come fosse un professionista del cabaret.

Anzi, quasi quasi glielo chiedo nel suo spazio ufficiale su Myspace.

E a proposito di ombre cinesi, quel burlone di Calderoli, per sostenere la sua tesi sul federalismo, in una lettera ha attribuito un Nobel per l’Economia a un certo Wuhan. Però non esiste nessun premio Nobel con questo nome! Ombra cinese o crassa ignoranza?

Che c'è dietro a Montezemolo, De Bortoli e Draghi? (II parte)

Ho già raccontato il setting del discorso di Ferruccio De Bortoli, Direttore responsabile de Il Sole 24 Ore. Ho letto che la sua nomina è stata fortemente voluta dal presidente della Confindustria, quel burlone di Luca Cordero di Montezemolo per cui i sindacati “rappresentano solo i fannulloni della pubblica amministrazione.” Quando l’ho ascoltato mi chiedevo cosa ci fosse di comune fra i due, e pure con Mario Draghi, governatore di Bankitalia, e ora lo so. Sembra che si copino l’un l’altro su molti punti.

Nel suo discorso del 15 maggio De Bortoli ha parlato della crescita dell’economia italiana e del PIL italiano del 2%, dell’uso del cosiddetto tesoretto inferiore a quello dell’Europa, del deciso peggioramento del livello di vita (che scoperta grandiosa!) e del fatto che questa finanziaria ha superato di molto la correzione di Maastricht. Che ci farà Prodi col disavanzo?

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Naked Conversations, politica e cultura: a che serve un blog n. 5

Pomposo invito al Centro Studi Americani (attenti ad aprire il loro sito perché non scrolla neanche dopo 20 minuti, io l’ho dovuto chiudere) di Roma da parte dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America per la presentazione del libro di Shel Israel e Robert Scoble Naked Conversations.

Tutto infatti era nudo, cioè povero: l’invito è arrivato per emai, con un bel risparmio sul biglietto stampato, i partecipanti erano solo 25 (contati), compreso gli studenti di americanistica precettati, non c’era controllo per entrare e non c’era neanche un piccolo rinfresco alla fine, e sì che fra gli invitati c’era chi era venuto da fuori. Io c’ero perché avevo due altri impegni per me importanti, uno la sera e uno la mattina dopo, e mi aspettava una bellissima cena con un’amica, ma se avessi fatto il viaggio solo per la presentazione, povera me!

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Provincia di Milano e sicurezza: e la Finanziaria 2006?

Giuliano Amato (c) Senato Ieri sera, tornando dalla mia amata biblioteca Sormani, sono rimasta incastrata per buoni 10 minuti sul marciapiede di Via Corridoni fra vigili, agenti della sicurezza in borghese, polizia armata fino ai denti e servizi di scorta con occhiali scuri che circondavano i politici VIP e le loro auto e si parlavano coi microfoni. Sembrava un’operazione di massima sicurezza e i carabinieri bloccavano le entrate delle strade a traffico e pedoni, però io sono entrata da una stradina — non mi ero accorta di niente — e, dico la verità, quando mi hanno chiesto con fare sospettoso i documenti ma non mi hanno fatto aprire il trolley porta-computer (bello rigonfio di libri, carte e pennarelli, oltre al computer) mi hanno fatto davvero ridere!:)

Non potevo neanche andare per strada col mio bel trolley. Davanti al bruttissimo Centro Congressi della Provincia c’era uno schieramento di forze dell’ordine che facevano un disordine terribile, parlavano in codice,

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Pornotax su Internet: e i blog e i siti porno? Grazie Santanchè

La finanziaria 2006 è stata approvata.
Fra i provvedimenti, una pornotax del 20%, che è dovuta “da chi vende o noleggia materiale pornografico, inclusa anche la messa a disposizione di tale materiale tramite Internet o canali televisivi” (dal Corriere.it).

Mi chiedo: e i blog porno? E i pornositi?

Il dilemma che qualcuno si è posto su chi dovrebbe pagare, se i produttori o i consumatori di porno, mi sembra un finto dilemma. Chi paga le tasse sulla prostituzione “dal vivo” in paesi come l’Olanda o la Germania, dove è pragmaticamente legalizzata? In gran parte paga chi sfrutta le donne e, in parte minore, le donne stesse: insomma, il datore di lavoro e il lavoratore. Non certo chi usufruisce della prestazione: quello già paga la donna e quindi, in parte, paga le tasse.
E’ come per chi compra una qualsiasi merce.

Il provvedimento, alla luce del fatto che in Italia lo sfruttamento della prostituzione e la pornografia “libera” sono vietati secondo la legge n. 269 (1998) del Codice Penale, è corretto.
Chi fa soldi su quest forma di sfruttamento delle donne, che paghi almeno le tasse!

Ma mi chiedo: come farà la Guardia di Finanza a controllare? Istituiranno un numero verde per le segnalazioni?

In sunto: come verrà implementata la legge?

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