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Youth Withouth Youth - Un'altra giovinezza di F. Ford Coppola

Giuseppe TucciStasera al cinema Umanitaria in via San Barnaba a Milano proietteranno il film Youth withotuh Youth, tradotto come Un’altra giovinezza.

Io l’ho visto l’anno scorso in Via Palestrina, un piccolo cinema all’antica con una saletta tenuta da due anziani coniugi cinefili che conoscevano a memoria tutte le storie dietro ai film e agli interpreti.

Questo film mi ha dato una fortissima emozione. Per me ha un significato e un gusto particolare. Infatti è una rielaborazione del romanzo rumeno di Mircea Eliade Un’altra giovinezza.

Il protagonista principale è Dominique Matei (la traduzione in inglese e l’introduzione del romanzo è stata scritta da Matei Calinescu). La cosa incredibile è che la ragazza di Dominique un certo punto (dopo aver subito uno shock!) parla in sanscrito. Chi è stato chiamato per capirla? Giuseppe Tucci, amico (nella realtà) di Eliade.

Nel film Tucci è stato definito come la maggiore autorità europea di sanscrito e di filosofia buddhista, che è vero.

E’ stato anche presentato anche come il presidente dell’IsMEO, che per decreto ora rischia la chiusura (grazie Berlusconi!), che invece al tempo del film, metà-fine anni Trenta, non fu. Infatti era presidente il fondatore dell’istituto, Giovanni Gentile, fino alla sua uccisione, nell’aprile del 1944, da parte di un gruppo partigiano.

Mi ha davvero emozionato vedere nel film il mio maestro straordinariamente simile a quello in carne e ossa, stesso stile ed eleganza, solo più alto, e stessa enorme cultura.

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Le piramidi d'Egitto fra Lucia Annunziata e Tronchetti Provera

EgittoOggi tutta cultura, prima un importante dizionario e ora uno studio approfondito sull’Egitto.

Geografia: Confina a nordest con Israele, a sud con il Sudan, a ovest con la Libia, è bagnato dal Mare Mediterraneo a nord e dal Mar Rosso a est. La sua popolazione è di 72 milioni circa di abitanti, soprattutto egiziani. Fiume principale il Nilo, che è il più lungo del mondo e permette due colture l’anno.
Politica e amministrazione: Capitale, Il Cairo. Città importanti Imbaba, Mallawi e altre.
Economia: Allevamento di bovini, ovini, caprini e altri animali. Produzione di frumento, mais, riso, pomodori, barbabietola. Giacimenti di idrocarburi, fosfato e così via. Produzione di energia idroelettrica soprattutto nelle centrali della diga di Assuan.
Industria: acciaio, ghisa, motocicli, filati di lana e tessuti.
Esportazioni: varie. Importantissimo è il canale di Suez che permette il passaggio di merci.
Cultura: gli egiziani erano un popolo antico che ha fatto le Piramidi d’Egitto.

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I film di Sharon Stone probiti in Cina

Sharon StoneGiovedì scorso, durante un’intervista, Sharon Stone si è lanciata in profondi commenti filosofici sul Karman della Cina:

Non sono felice su come i cinesi stanno trattando i tibetani perché penso che nessuno dovrebbe essere scortese verso un altro. E quindi il terremoto e tutto quello che è successo, io ho pensato, è quello il Karman? Che quando tu non sei carino allora ti succedono cose brutte?

Il karman è quella legge (adottata dal buddhismo e dall’induismo) per cui un’azione, o un pensiero, un sentimento ecc., generano un frutto, che può essere cattivo, buono o misto, a seconda della qualità dell’azione, del pensiero, del sentimento.

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Su Matt Mullenweg, l'inventore di WordPress

Mat MullenwegDopo 40 ore in piedi e 14 ore di aereo alle 1 di notte non accennava ad andare a letto.
Mi spiego.

Ieri sera sono stata a cena con un po’ di persone, cosa strana tutte simpatiche, fra cui Matt Mullenweg, l’inventore di WordPress.

Ha 24 anni, ha fatto solo due anni di college (prima materia: filosofia del linguaggio), sembra un ragazzo normalissimo della provincia americana timido con le donne, anche se non penso che abbia problemi a conoscerle.

Era arrivato alle 5:30 di mattina a Milano dagli USA e alle 1 di notte era fresco, riposato, sorridente, sprizzava energia da tutti i pori. Da San Francisco aveva fatto 14 ore di aereo ma sui mezzi lui non riesce a dormire neanche un minuto; e poi aveva avuto una giornata intensa di incontri e interviste. Certo, anche uno sguardo a Milano. In sunto, oltre 40 ore in piedi e attivo.

Allora mi chiedo: se io dormissi quanto lui, avrei qualche possibilità di diventare la 16esima persona più importante del Web?

Come fare carriera in politica

Ho letto con gran gusto le mirabolanti imprese culturali degli studenti che racconta Mitì in suo libro e in questo post, quelle in cui nonostante tutto “la stupidata talvolta piomba implacabile”.

Vi racconto la mia. Ho fatto una lunga supplenza di filosofia in un liceo classico di un paesino del Lazio (per pietà buddhista non dico il nome). Per interessarli (5 mesi sono lunghetti e la filosofia non era proprio al vertice dei loro interessi) ho tenuto un piccolo corso monografico sul concetto di bene nei vari filosofi. Questo il risultato:

In un’interrogazione: Il concetto di bene in Kant.
Risposta serissima: Tutto è bene ciò che finisce bene.

Ora lui è assessore al comune di Roma.

Libera stampa in libera Cina

PressPer tutti quelli che invocano una stampa più “imparziale” rispetto alla questione tibetana: come si fa a essere imparziali se la Cina ha cominciato a espellere i giornalisti stranieri dal 16 marzo?

Finalmente il Ministro degli esteri francese sembra essersene accorto. Lo ha detto a quello cinese che gli ha risposto che la decisione è dettata da questioni di sicurezza.

In ogni caso, anche se questo è solo un blog (e quindi ho il privilegio di poter essere parziale) molti cinesi hanno commentato il mio post Il video della protesta in Tibet: Lhasa domata ma la Marcia del ritorno ricomincia e mi hanno segnalato questo video. Dovrebbe dimostrare l’efferata violenza dei tibetani e la malvagità calcolatrice della stampa occidentale, in special modo tedesca, che manipola le immagini.

Lascio a voi giudicare il video. Lascio sempre a voi giudicare se l’annessione e l’occupazione violenta di una nazione sovrana e indipendente come il Tibet da parte della Cina, e la cacciata dal paese di tutti i giornalisti, non giustifichi degli eventuali episodi di “parzialità” da parte della stampa.

L'ultimo video della BBC sul Tibet

E’ la polizia nepalese che brutalizza i dimostranti. Qui c’è il video di un giorno fa dove il Dalai Lama parla su quello che sta succedendo in Tibet.
E intanto aspettiamo le notizie.

Tibet, pesante repressione: ma i blog parlano

Lhasa
Questa sopra è la foto dei carrarmati cinesi a Lhasa.

La Cina ha dato l’ultimatum ai protestanti e ha imposto il blackout delle informazioni. I giornalisti non sono ammessi nel paese, Internet è controllato e Youtube proibito, la stampa cinese e pro-cinese sta diffondendo articoli e comunicati di questo tenore: si sa da fonti interne che è in atto una violenta repressione ma la stampa non sa esattamente cosa accade e come. Il 14 marzo sono uccise almeno 80 tibetani a Lhasa, ma il mondo non deve sapere. Il motivo ufficiale è che sono questioni interne alla Cina.
Ma il Tibetan Poeple’s Uprising Movement rivolge un appello perché la violenta repressione si fermi e chiede l’intervento internazionale.

Le proteste in Tibet continuano e oggi il Dalai Lama ha detto al New York Times che non può fare niente per fermarle e che è sicuro che la Cina reagirà con il terrore e la violenza brutale.

A mezzanotte scade l’ultimatum di resa totale della Cina. Dal sito dell’Amministrazione centrale tibetana oggi il Kashag, cioè il Consiglio, ha diramato questo Appello urgente. Chiede che le nazioni spingano la Cina a fermare la brutale repressione e che il consiglio delle Nazioni Unite mandi i delegati perché la situazione non si deteriori ulteriormente.

L’intenzione della Cina è chiara: repressione all’interno e silenzio all’esterno, per far scendere una cortina di silenzio e omertà su tutto, in modo che la stampa internazionale taccia e la questione tibetana non costituisca più un problema. Non si sa, non si vede, e la Cina ha mano libera.

Ricordo con terrore quello che disse Deng Xiaoping durante Tiananmen: Uccideremo 200.000 persone per 20 anni di stabilità.

In effetti, per la stabilità interna il governo cinese a Tiananmen ha massacrato circa 3000 cinesi di etnia Han, cinesi al 100% insomma, senza contare i feriti e quelli giustiziati e torturati in seguito. Cosa sarà capace di fare con i tibetani?

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Il video della protesta in Tibet: Lhasa domata ma la Marcia del ritorno ricomincia

Questo è il video della CNN della protesta del 14 marzo a Lhasa. Si notano due cose: i monaci portati via a forza sono assolutamente pacifici, nonostante quello che ha detto la stampa cinese, e alcuni militari sono di razza indiana, pakistana o diosacosa, ma non cinese e non tibeto-mongola.

Il motivo credo sia che i cinesi sono in larga parte (segretamente) buddhisti, e anche fra i nepalesi c’è percentuale consistente. Difficile per loro mettersi contro i fratelli.
Così, con gruppi etnici di altre culture, la brutalità è assicurata.

Purtroppo ieri la protesta a Lhasa è stata domata dai militari ma venerdì è scoppiata in un’altra città del Tibet, Xiahe nella provincia del Gansu, dove circa 4000 tibetani si sono riuniti vicino al monastero di Labrang. Il New York Times riporta che ieri i residenti, raggiunti al telefono, hanno detto di sentire colpi di fucile o esplosioni.

Fra le brutte notizie una notizia positiva: ieri la Marcia del ritorno in Tibet è ricominciata. Mentre i 101 tibetani che l’hanno iniziata il 10 marzo sono ancora in prigione, 44 persone, in prevalenza monaci (con alla testa uno che tiene il cartello Grazie India con le foto di Gandhi e il Dalai Lama), sono partiti ieri mattina alle 10 da Dehra, dove gli altri dimostranti sono stati arrestati.

Hanno dichiarato che se anche questa marcia fosse fermata, ci sarebbero altri monaci pronti a ripartire per raggiungere il Tibet. In effetti i tibetani in esilio hanno solo un modo di lottare: questo. L’altro sarebbe di farsi uccidere nelle proteste o negli scioperi della fame e della sete, cosa che comunque credo sia inutile e non spingerebbe assolutamente le nazioni del mondo a protestare ufficialmente presso la Cina e chiudere le relazioni diplomatiche e commerciali.

Il Dalai Lama ripete che i cinesi facendo così in realtà nuocciono a sé stessi e fanno del bene ai tibetani, aumentando il loro Karman positivo. E in effetti quello che mi stupisce non è la prepotenza cinquantenaria dei cinesi e il sopruso che subiscono i tibetani, ma la sostanziale indifferenza del resto del mondo. Come se i diritti umani potessero essere dimenticati perché la Cina è grande, è tanta ed è molto forte economicamente.

Dal mondo sul Tibet

Tibetan protesterTibet a Dharamsala: Il governo tibetano in esilio fa sapere che i morti a Lhasa sarebbero 30.

Sui diritti umani dice:

Oltre 1.200.000 persone sono state uccise come diretta conseguenza dell’occupazione del Tibet. Oggigiorno è molto difficile incontrare una famiglia tibetana che non abbia almeno un suo membro ucciso o imprigionato dal regime cinese.

Cina: Intanto i media cinesi stanno sferrando un pesante attacco al Dalai Lama, accusandolo di incitare alla violenza e al terrore.

Italia: Lunedì 17 marzo a Roma ci sarà una fiaccolata silenziosa davanti all’ambasciata cinese. E’ l’iniziativa messa in campo da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro la repressione cinese e per incitare le parti al dialogo, associandosi al Dalai Lama.

Infatti Tenzin Gyatso si appella alle autorità cinesi perchè rispondano con il dialogo e una soluzione pacifica al profondo risentimento del popolo tibetano, occupato dal quasi 50 anni.

Sembra anche che ieri nelle sue preghiere il Dalai Lama abbia anche ricordato lo sciopero della fame e della sete condotto da Marco Pannella per il rispetto della parola data e per il Satyagraha Mondiale per la Pace, la resistenza non violenta, che è stato lanciato nei giorni scorsi.

Che Sua Santità, che è prima di tutto un capo religioso oltre che un capo politico, e per di più di una religione che aborrisce ogni forma di violenza, danno o turbamento a un essere vivente, si appelli al dialogo e alla pace, è giusto, fa il suo lavoro, compie la sua missione.

Ma che i tre maggiori sindacati si associno a un capo religioso e incitino al dialogo, mettendo in atto una folkloristica fiaccolata silenziosa, mi pare una bella ipocrisia: intanto sono associazioni di lavoratori, e quindi laiche, forse potrebbero far sentire la loro voce un po’ più forte e chiara; e poi il dialogo non toglie il fatto di una terra occupata e annessa con la forza e 1.200.000 di morti (senza contare quelli dispersi, torturati, messi in prigione senza giusta causa). Che dialogo ci può essere fra chi subisce e chi mette in atto questo tutto questo? Non è che per caso anche Cgil, Cisl e Uil vanno con i piedi di piombo per gli interessi economici che anche l’Italia ha in Cina?

Olimpiadi: Il vicepresidente tedesco dell’International Olympic Committee Thomas Bach dice che boicottare i Giochi olimpici sarebbe sbagliato. Ma guarda un po’.

Nel febbraio 2006 il presidente Jacques Rogge, durante di giochi olimpici invernali di Torino, si rifiutò di incontrare il Lama Palden Gyasto, che insieme a Sonam Wangdu e Tamding Choephel, avevano cominciato lo sciopero della fame per protestare contro l’assegnazione delle Olimpiadi 2008 a Beijng.

Per aver protestato contro l’occupazione del Tibet da parte della Cina, il lama Palden è stato messo in prigione e orrendamente torturato dall’età di 27 anni. E’ miracolosamente uscito di prigione all’età di 59: è stato in campo di concentramento 33 anni.

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