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La notte è finita

Anna FrankOggi si celebra il Giorno della memoria della Shoah.

Io ero una ragazzina un po’ troppo seria e mio padre, ex paracadutista della Folgore con le campagne d’Africa alle spalle, mi regalò un libro per farmi ritrovare il sorriso. Era Il Diario di Anna Frank, la ragazzina ebrea morta a sedici anni nel campo di Bergen Belsen.

Da allora, ogni volta che ho un problema all’apparenza insolubile o il mondo intorno a me mi sembra opprimente, alzo gli occhi al cielo e ripenso a una bellissima frase che ho letto nel diario (forse ora deformata dal tempo e dai ricordi):

Se puoi guardare il cielo senza timore ricordati che sei intimamente puro e tornerai comunque felice.

Grande Anna, dolce Anna, riesci ancora oggi a regalarmi la speranza e il sorriso.

Sosteniamo Berlusconi candidato al Nobel per la Pace 2010

BerlusconiE’ tutto vero, tutto. Il 30 aprile del 2009 a Roma è stato costituito ufficialmente il Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010! Io non lo sapevo ma ieri ho letto per caso un articolo (stupitissimo) di The New York Times e ho cercato in rete. Francamente mi sembrava una bufala.

Qualche nome a caso dei Nobel per la Pace passati: 1964 Martin Luther King; 1969 Organizzazione Internazionale del Lavoro; 1977 Amnesty International; 1979 Madre Teresa di Calcutta; 1989 Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama; 1991 Aung San Suu Kyi; 1999 Medici Senza Frontiere. Devo continuare o basta così?

Questo è l’inno per il Cavaliere che si intitola: La pace può. Notate per caso

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Caso Ballarò, faceva così anche il Duce

Duce tiene un discorsoFa molto parlare la cancellazione del programma Ballarò di stasera, in modo che la gente si butti a capofitto sullo speciale Porta a porta di Bruno Vespa sulla consegna delle prime villette ai terremotati d’Abruzzo.

Non posso fare a meno di notare: ma non faceva così anche il Duce? Quello di inserirsi in programmazioni radiofoniche per proclamare qualcosa lo faceva lui in tempo di guerra.

E anche quello di trasmettere cinegiornali osannanti, il Duce ha compiuto questa e quell’altra impresa meravigliosa, prima dei filmini Luce!

Così ora ci dobbiamo sorbire il programma sulla bravura del Capo per la ricostruzione dell’Abruzzo prima o al posto di altri programmi popolari.

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L'odissea del treno Milano-Bergamo: che schifo!

trenoFinalmente è finita la mia kermesse bergamasca, con alzataccia alle 5:30 , due ore e mezzo di treno al giorno, stress a fiumi e parole parole parole (ma senza promesse, almeno a me).

I punti veramente dolenti sono stati gli spostamenti, i viaggi sul treno dei pendolari Milano-Bergamo e l’autobus per l’università.

Mi sono lamentata che sul treno della tratta Milano-Bergamo ho trovato sempre i bagni rotti, chiusi o intasati, i vagoni molto sporchi, l’aria condizionata è rotta e i finestrini sigillati (per un’aria condizionata presunta). Due volte su otto hanno fatto ritardo. Ieri c’era un enorme scarrafone che passeggiava tranquillo vicino ai miei piedi (in sandali), mi sono abbassata e sotto al sedile c’era un covo di guerriglieri scarrafoni in pieno assetto! Sono scappata a gambe levate.

Una signora africana incinta è svenuta dall’afa umida (e sì che in Africa dovrebbe fare caldino), al che un gentile signore le ha detto: “perché non va nella carrozza con l’aria condizionata?” Io ero vicina per darle il mio thè e ho detto “ma allora andiamoci tutti!“, pensando però, ma perché lui non ci va? Mi sono incamminata con la signora nella direzione della carrozza condizionata ma il passaggio fra le carrozze era bloccato! Abbiamo aspettato e alla prima fermata volevamo scendere: le porte erano entrambe bloccate (da entrambi i lati)! Siamo andate dall’altro capo di corsa. Ma se scoppiasse un incendio, con porte di intercomunicazione, uscite e finestrini bloccati, che facciamo, moriamo tutti arrostiti?

E’ uno schifo, protesto pubblicamente con le Ferrovie. Visto che nessun impiegato è passato e non ho potuto parlare a viva voce con un bigliettaio, un capotreno o chi sia. Solo l’Alta velocità e gli Eurostar sono decentemente efficienti e puliti, questi sono treni degni dei musulmani del Moplah, ammassati nelle carrozze e mandati alla morte dall’Impero Britannico nel 1921. Noi, cittadini di questo paese, siamo sotto una potenza imperiale o in democrazia?

E’ uno schifo, in otto viaggi ho trovato sempre e solo questa situazione sulla Milano Bergamo (per qualsiasi tragitto) e ieri ero davvero furiosa: se fosse successo qualcosa nella carrozza io la signora, e il suo bambino, saremmo rimaste intrappolate come topi mandati a morte.
E’ uno schifo, davvero! Ferrovie, che diamine fate lì? Perché vi ho dato 4.20 eu a viaggio, per arrivare tardi a condizioni di schifo e pericolo?

E finisco con gli autobus a Bergamo: quelli per l’università, il fantomatico 5B, passa ogni 45 minuti, quindi se non puoi aspettare o vai a piedi o paghi il taxi. Alla biglietteria ufficiale una ragazza scocciatissima dà indicazioni sbagliate (dalla pensilina 0 non parte il 5 e il tabellone con l’orario è staccato, visto che le faceva fatica dirmi lei l’orario di partenza)! Bergamo, che fai anche tu? Servizi zero, eh! Oltre tutto, dato che sei tanto leghista, l’efficienza dove sta? Metti una ragazza bergamasca alla biglietteria solo per staccare il biglietto e dartelo come se le facesse schifo, e ti dà a mezza bocca indicazioni sbagliate sui bus?

Ricettario fascista: i fagiolini senza fagiolini

Donna di BoccasileSapete che a breve dovrebbe uscire la mia ultima fatica (è proprio il caso di dirlo, dopo quasi nove anni di lavoro!), un libro che parlerà anche della politica culturale fascista e i sogni del Duce in Asia, vero?

Per questo da un po’ di tempo raccolgo libri del Ventennio rari o preziosi. Uno di questi si intitola Ricettario fascista: “Chi mangia troppo deruba la patria”, di Sandro Bellei (Ferlandia Predappio, s.d.). Contiene ricette molto semplici e assolutamente da provare, specie in tempi di crisi.

Questa è una ricetta del tempo di guerra, quando c’era la tessera annonaria ed era difficilissimo procurarsi anche i beni più elementari come il pane, che veniva venduto al mercato nero. Si intitola I fagiolini senza fagiolini.

Quando si preparano gli spinaci si taglia la parte lunga del gambo, si lessa, si strizza bene e si condisce in olio. Sembrano proprio dei fagiolini.

Carina, vero? Spero che questa ricetta stramba, facilissima, faccia piacere a Mitì, che elargisce ricette prelibate, ai Corona’s, che sono un po’ smandrappati ma propongono qualche piatto serio, e a Ninocucinasanteramo, un signore non più in erba che si diletta con cibi italiani (spesso siciliani) e spagnoli rivisitati.

(nella foto, una pubblicità dell’olio Badino di Gino Boccasile, il pubblicista del Regime)

Venti fascisti in Eurasia: Russia e Iran

Iran bombMentre qui a Milano le ronde fasciste con l’aquila sul berretto hanno rimpiazzato i Guardian Angels in rosso che più di una volta mi hanno scortato sulla metro, la riflessione oggi non può essere che su due grandi, potenti nazioni del continente euroasiatico, che stanno radicalizzandosi in una visione fascista e antioccidentale (e, innanzi tutto, anti-americana): la Russia e l’Iran.

In Russia queste idee, propugnate da Aleksandr Dugin, stanno prendendo sempre più piede nel governo, nei media, nelle università e fra la gente comune. Importanti rappresentanti della società russa sono affiliati al suo Movimento Internazionale Eurasiatico, che proclama la “missione russa in Europa e nel mondo del 21esimo secolo“. Idee dichiaratemente imperialiste: in pratica, il movimento vuole che la Russia diventi una seconda Roma.

Sull’argomento vi consiglio due lavori principali: l’eccellente studio di Aleksandr Dugin: A Russian Version of the European Radical Right? di Marlene Laruelle e i lavori di Andreas Umland, specie la tesi di dottorato (tutto nella sua pagina).

A proposito dell’Iran, le elezioni appene avvenute — che hanno visto un’affluenza alle urne impensabile in Occidente — la riconferma del presidente Mahmoud Ahmadinejad alla guida del paese e la conseguente ondata di repressione verso i maggiori esponenti politici e i media, compreso il Web, e il problema del nucleare, vi consiglio due eccellenti articoli: il post di Marco Restelli, giornalista a tutto tondo, specializzato sull’Asia con particolare riguardo alla storia dei Sikh e Bollywood; e l’editoriale su Avvenire di Riccardo Redaelli, professore di politica, storia del Medio Oriente e geopolitica all’Università Cattolica di Milano, specializzato sull’Iran e socio fondatore, come me, di Asia Maior.

E se proprio volete capire tutto, ma proprio tutto sull’Iran contemporaneo, comprate il suo libro, appena uscito per i tipi della Carocci editore. Riccardo non scrive basandosi solo sui documenti su carta e su Internet: lui va a viene da questo meraviglioso e difficile paese. Non sta in un hotel 5 stelle per 7 giorni e poi scrive il suo bel libro, ma ci lavora. Ha una conoscenza profonda, continua e di prima mano dell’Iran. E sa parlare, spiegare, rendere semplice — senza banalizzare — idee, storie e concetti così affascinanti, così complessi e così apparentemente lontani da noi.

L'asse post-elezioni

Mussolini e HitlerMa perché quando ho letto questo (il grassetto è mio) ho avuto l’impulso irrefrenabile di fuggire a gambe levate? Basta leggere un po’ di storia.

L’asse, che altri chiamano la dipendenza, di Berlusconi e Bossi, ha già sollevato in passato qualche mugugno all’interno del centrodestra, e anche stavolta ne solleverà. (Marcello Sorgi su La Stampa).

Razzismo, Milano riesuma una legge fascista

Metrò di Milano, veto al marocchino: “Non può lavorare, rischio attentati” di Massimo Pisa

MILANO – Non solo non poteva partecipare, in quanto privo di cittadinanza italiana, al bando Atm per fare l’operaio al reparto manutenzione. Essendo anche marocchino, i rischi erano anche altri e molto gravi. E dunque è un bene che il Regio Decreto del 1931, contestato dalla difesa di Mohamed Hailoua e messo pubblicamente in dubbio dallo stesso presidente dell’azienda Elio Catania, abbia messo certi paletti (La Repubblica).

Che dicevo io che Milano non è razzista?

(Per chi voglia sbizzarrirsi a leggere parte del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 “Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” (in pdf)

Art. 124: Gli stranieri, eccettuati gli italiani [non regnicoli], non possono esercitare alcuno dei mestieri indicati nell’articolo 121 senza licenza del Questore.
Art. 121: [Salve le disposizioni di questo testo unico circa la vendita ambulante delle armi, degli strumenti atti ad offendere e delle bevande alcooliche, non può essere esercitato il mestiere ambulante di venditore o distributore di merci, generi alimentari o bevande, di scritti o disegni, di cenciaiolo saltimbanco, cantante, suonatore, servitore di piazza, facchino, cocchiere, conduttore di autoveicoli di piazza, barcaiuolo, lustrascarpe e mestieri analoghi, senza previa iscrizione in un registro apposito presso l'autorità locale di pubblica sicurezza. Questa rilascia certificato della avvenuta iscrizione.

L'iscrizione non è subordinata alle condizioni prevedute dall'art. 11 né a quella preveduta dal capoverso dell'art. 12, salva sempre la facoltà dell'autorità di pubblica sicurezza di negarla alle persone che ritiene capaci di abusarne.
É vietato il mestiere di ciarlatano] (1).)

O Marte o morte! I fascisti su Marte guidati da Barbagli

Gustosissimo video sui fascisti che vincono i mostri su Marte, guidati da Barbagli. D’altronde, se Mussolini sognava di sostituirsi all’Impero britannico in India, magari con gerarchi in fez che andavano su e giù per le coste del Malabar, come ho scritto nel mio ultimo libro (pazienza..), perché non i gerarchi su Marte?

Berlusconi e il discorso del Parlamento

MussoliniStamattina ascoltavo le notizie di Berlusconi, che vorrebbe avere più poteri come presidente del Consiglio e vorrebbe snellire e ridurre il numero dei parlamentari (e pensavo ai discorsi di Brunetta contro i fannulloni dello Stato), e ho rabbrividito. Ho pensato subito ai discorsi di un altro personaggio che, come Berlusconi, era molto fattivo e voleva “snellire” il numero dei Deputati.

Berlusconi:

“la legislazione va cambiata, perche’ il presidente del Consiglio non ha nessun potere”, “tutti i poteri ce li ha il Parlamento, che pero’ e’ pletorico”. Ma per snellire il Parlamento e “arrivare a questo ci sara’ bisogno di un disegno di legge di iniziativa popolare, perche’ non si puo’ chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale”. Spesso i deputati “passano le giornate solo a schiacciare il bottone e questa e’ la pura realta’. Le assemblee pletoriche sono inutili e a volte anche controproducenti”.

Dall’articolo di Mussolini “Navigare necesse“, pubblicato sul Popolo d’Italia il 1° gennaio 1920:

Al di là e al di sopra degli schiamazzatori parlamentari o comiziaioli, ci sono in ogni nazione, alcune centinaia di migliaia di persone che lavorano.

Sempre Mussolini, dopo il Primo discorso al Parlamento quando era già Presidente del Consiglio, il 17 novembre 1922, ribattendo alla Camera dei deputati:

Il mio linguaggio aveva riferimenti precisi e concreti nettamente individuali. Si trattava di questa Camera, di tutto quello che ognuno di noi ha tante volte rilevato con disgusto. Era logico che io dicessi a questa Camera: o ti adatti alla coscienza della nazione, o devi scomparire!

La Camera dei Deputati aveva sollevato obiezioni dopo il discorso di Mussolini del 16 novembre 1922, in cui avocava pieni poteri per unificare la nazione, pacificare gli spiriti e superare la crisi economica.

Credo che quello che ha detto Berlusconi, che lui dovrebbe avere più potere e che il Parlamento dovrebbe essere ridotto, sia gravissimo. Io non so cosa voglia il popolo italiano, ma è bene che si sappia che di questo passo ci ritroveremo un altro Mussolini, ma senza le sue cose positive.

Senza l’introduzione della sanità e della prevenzione pubblica, perché Berlusconi ha cercato di smantellarla potenziando le cliniche private; senza le otto ore lavorative di Mussolini, perché con il governo Berlusconi se non ne lavori almeno un paio di più al giorno, spesso gratis, sei licenziato; senza i piani architettonici ben fatti, perché da quando è tornato Berlusconi è tutto un costruire, abusare e alzare, tanto poi c’è il condono; senza le sovvenzioni alla cultura superiore, perché senza fondi non si fa ricerca né si insegna; senza il sostegno all’arte, perché ora quello che viene supportato è l’arte di arrangiarsi. E così via, la lista è davvero lunga.

Rimarrà l’uso della forza in nome della sicurezza nazionale; il restringimento delle libertà civili in nome della pacificazione degli animi e la fattività, senza troppe polemiche (leggi, dibattiti); lo sprezzo, in politica estera, delle altre nazioni. E fin qui tutto paro e preciso a Mussolini. E rimarranno le donnine che girano a Palazzo, e questo è lievemente diverso: Mussolini le usava e le mandava via, dopo un periodo più o meno lungo, e mai si è sognato di dar loro degli incarichi politici o amministrativi; Berlusconi, invece, chi sa.

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