Tag Archives: fascismo

Giornalismo di carta e blog II: sulla libertà degli scrittori e sull'amore

Rispondo qui a due miei illustri lettori, Alemaugil e Placida Signora l‘uno giornalista, l’altra scrittrice, che hanno commentato il post precedente. E li ringrazio del loro entusiasmo e della loro bella, radiosa positività, del loro ponderato ottimismo. Loro hanno, sullo scrivere anche di attualità, un bagaglio di esperienzia molto più profondo e vasto di me, è il loro lavoro e sanno di cosa parlano quando difendono il giornalismo cartaceo e la libertà dei professionisti che lo praticano.

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Ubuntu Linux 6.06 Christian Edition

Linux Bangalore 2002

Sto lavorando ma non posso fare a meno di riproporvi la notizia del collega buddhologo W.F. Wong:

Ubuntu Linux 6.06 Christian Edition!

E poi dite che il Buddhismo e il Cristianesimo non c’entrano con la tecnologia..

Questa è una recensione di Linux Today del 26 dicembre. Per capirci un po’ di più.

L’Asia, il Nazismo e il Fascismo III: Subhas Chandra Bose da Mussolini

Subhas Chandra Bose(1897-1945?) detto Netaji, fu l’eroe bengalese dell’indipendenza indiana propugnatore della lotta armata e antagonista di Gandhi. In Italia per lungo tempo fu chiamato l’eroe fascista ma, in realtà, come ha insegnato Renzo De Felice, bisogna uscire dalla mentalità eurocentrica e vederlo con gli occhi dell’India: in tutta l’India è considerato uno dei padri fondatori della Patria e il suo compleanno in Bengala è celebrato.

Bose fu mandato in Svizzera, ufficialmente per ragioni di salute. In realtà, l’Impero Britannico voleva allontanarlo dalla Patria.
Lui che fece? Ne approfittò per cercare consensi in Europa alla causa dell’India e, ovviamente, aiuti per l’esercito che voleva formare. Andò nella Germania nazista e venne anche in Italia. Nel 1933 – 1936 ebbe un incontro con Achille Storace e altri alti gerarchi fascisti e almeno quattro incontri con Mussolini. Ma chi accompagnò Subhas Candra Bose dal Duce?

BzaarCamp, insalata paesana ecc.

Charlie Manas (c) Enrica GarzilliSabato siamo andati al BzaarCamp qui a Milano, una conferenza autogestita su temi Internet degli stessi relatori, che si autopropongono. Siamo arrivati tardi, verso le 5, perché la mia sorellina preferita è stata operata d’emergenza e alle 9 di mattina già eravamo in clinica. Per fortuna che operavano anche di sabato, altrimenti ci avrebbe lasciato… Si è svegliata, l’abbiamo salutata — un minuto in tutto, il tempo di farle una coccola — e siamo andati via. Ma io sono stata sempre col magone, la prognosi è rimasta riservata fino a oggi. Quella della foto è proprio lei, Charlie Manas, la mia bellissima sorellina.

BzaarCamp era davvero carino, informale ma generalmente ben fatto. Quando siamo arrivati la metà della gente era andata via e questo, in qualche caso, è stato una fortuna. L’unica presentazione che ho ascoltato è stata quella di

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L’Asia, il Nazismo e il Fascismo II: Rabindranath Tagore in Italia - 1

Rabindranath TagoreCome sapete, io scrivo i post seriali. Ve ne indico qualcuno: quelli scopiazzati su Gyanendra e il Nepal (dal 7 novembre 2004, nascita di Orientalia4all), quelli controversi sulla Top100 (dal 14 novembre 2005 in poi), quelli popolarissimi su Lapo (dall’ 11 ottobre 2005), quelli su Milano e i suoi uomini (dal 22 agosto 2006), e così via, li potete cercare nell’archivio.

Continuo la vecchia e buona tradizione con i personaggi asiatici famosi che ebbero rapporti col fascismo e il nazismo. Il primo di cui ho parlato è Gandhi. Un altro quasi altrettanto famoso fu il Nobel bengalese per la letteratura 1913 Rabindranath Tagore (1861-1941), che venne due volte nell’Italia fascista. La storia delle sue due visite, di cui la seconda molto controversa, la devo fare per forza in qualche puntata perché è un po’ lunga. Se Gandhi era un uomo tutto di un pezzo, Tagore fu così multiforme e contraddittorio che non basterebbero dei libri interi per descriverlo. Mi proverò quindi a riassumerlo.

[...] grazie per quello che tu ci hai già dato, una preghiera per quello che tu devi ancora darci – scrisse Giuseppe Tucci a Tagore in occasione del suo compleanno, chiamandolo Gurudev, Maestro-dio — come lo chiamava anche Gandhi. Ma di Tucci e i suoi rapporti con Tagore dirò nel suo blog.

Infatti Tagore, che proveniva da una famiglia di brahmini al servizio degli inglesi così ricchi da essere chiamati principi, colti, spirituali e via dicendo,

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L'Asia, il Nazismo e il Fascismo I: la visita di Gandhi a Roma

Gandhi in RomeChe pasticcio e che mancanza di gusto la storia di circa una settimana fa del ristorante Hitler’s di Mumbay, con tanto di simbolo della svastika sopra! Che è un antico simbolo solare, non c’è dubbio — non è uncinata come quella nazista — ma che, abbinata all’insegna, è assolutamente impropria, a dir poco, e non lascia adito a dubbi. Come se non bastasse, il poster di Hitler troneggia sulla vetrina e i camerieri indossano una maglietta con la svastika sul petto. Qui sono tutte le foto.

Ma gli indiani non hanno mai disprezzato del tutto Fascismo e Nazismo europei degli anni Venti-Quaranta. Comincerò quindi col dire che Gandhi, di cui ho fatto mio l’augurio per il 2006:), venne a Roma al ritorno dalla Tavola Rotonda di Londra. Voleva vedere il Papa, che però non lo ricevette, ma il 12 dicembre del 1931 si incontrò per oltre venti minuti, invece, con un entusiasta e generoso Mussolini, che aveva bisogno di consenso all’estero e di personaggi importanti che “legittimassero” il Fascismo e assecondassero le sue mire espansionistiche e imperialiste, di cui aveva già parlato in diversi discorsi. Anche Gandhi aveva bisogno di appoggi internazionali ed era ovvia l’ostilità di Mussolini alla Corona Britannica, che col sistema delle colonie in Asia teneva sotto un pugno di ferro, addolcito da qualche riforma, anche l’India. Insomma, Mussolini e Gandhi avevano un nemico comune.

Fu ricevuto a Palazzo Venezia — oh, quell’indiano mezzo nudo col buffo dhoti, seguito dalla capretta sui pavimenti di marmo! — e a Villa Torlonia Mussolini

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La causa del Libano e gli arabi e i musulmani

Ho letto in giro diversi post sulla causa Libano Israele: giusta, per carità! Tutti si sentono libanesi, la causa umanitaria e così via. Ma a livello inviduale magari è un altra cosa.

Quando vivevo in India il giorno uscivo, stavo sempre in giro. Bungalow Road, dove vivevo, di fronte all’Università di Delhi dove c’era il mio dipartimento di sanscrito, è una via larga e piena di alberi, all’estremo nord della città. Ma è totalmente vuota di negozi, bazar, persone.

Solo qualcuno che vende tre cosucce per terra dal suo orto, all’angolo di un block. E ovviamente il baracchino dei kulfi, il gelato al pistacchio a cono, grasso e verde pistacchio appunto, così saporito, quasi salato.
E il bravo furgoncino dell’acqua minerale e della bibita al mango, giallo-arancione e tinta che sa di caramella. Ne prendevo poche perché costavano 2 rupie. Il bus ne costava una. Per dare l’idea.

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Ronaldo e la Coppa del Mondo 2006

Ronaldo è uscito dall’ospedale, dice che ormai sta bene anche se è ipocondriaco.

Certo, se uno come lui, che è così giovane è imbambolato, in sovrappeso e mezzo pelato — e spesso misteriosamente malato — lo hanno messo come attaccante del Brasile nella World Cup 2006, allora per tutti noi c’è speranza!

A voi, uomini di mezza età con fisici asciutti e cervello pronto, chi sa che vi riserva il destino??:)

Nepal su Modem, alla Radio Svizzera

Parlo domattina a Modem, trasmissione della RTSI (Radio Televisione della Svizzera Italiana) di approfondimento sul Nepal domattina 25 aprile 2006 alle 8:30-9 , insieme ad altri due ospiti.
Mi ha chiamato stamattina uno scintillante giornalista, Marcello Fusetti, credo che sia il conduttore.
La trasmissione si intitola Re di picche: Nepal. Ancora scontri tra la polizia ed i manifestanti
Parleremo di Gyanendra, delle condizioni storiche che hanno portato a questo, della situazione politica e poi, beh, ascoltateci.

Potete ascoltare la trasmissione in streaming o scaricarla come podcast (qui il feed), oppure se siete in Svizzera o nel nord Italia sintonizzarvi sulle frequenze della Rete Uno RTSI. Il programma verrà replicato anche domani sera sulla Rete Due alle 19.30.

Ora telefono ai miei amici nepalesi del governo per sentire il loro punto di vista sulla situazione.

NB: la Radiotelevisione svizzera in lingua italiana trasmetteva regolarmente programmi di qualità di antifascisti durante tutto il ventennio e ha ospitato intellettuali antifascisti in esilio come Gaetano Salvemini, Gaetano Salvadori, il Nobel Romain Rolland, il Nobel Rabindranath Tagore (che però è stato ospitato anche dall’URSS e da Mussolini perché politicamente aveva le idee un po’ confuse), ecc. Solo per darvi un’idea della qualità delle trasmissioni.

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