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Lezioni di stile da Berlusconi

BerlusconiChe signore Berlusconi, affermare delle cose di Biagi che lui non può più smentire o controbattere!

Ripropongo il video con l’intervista e le parole del grande giornalista sul perché Berlusconi entrò in politica. Al tempo, Berlusconi poteva smentire Biagi. Strano: invece di rispondere allora (forse perché non poteva?) ha scelto di vendicarsi adesso infangando la memoria di Enzo Biagi quando lui non può più difendersi.

Ecco quello che ha detto Biagi a WideAngle:

Io considero Berlusconi un politico come dire… di accatto (?) perché è entrato in politica perché questo gli ha permesso di attraversare un momento di crisi personale, lo dico perché me lo ha detto lui, ha detto… che doveva entrare in politica perché lo facevano saltare per aria e che avrebbe avuto anche delle noie di tipo giudiziario.

Berlusconi si è confermato dello stesso, inimitabile stile di sempre: buono per la politica interna, ottimo per la politica estera. Mi ricordo quando scoppiò il caso dell’accusa di nazismo a un parlamentare tedesco, io ero a Helsinki, accesi il telegiornale nazionale coi sottotitoli in inglese ed era la notizia di apertura! Il giorno dopo non avevo il coraggio di guardare in faccia i miei colleghi e affrontare i loro sorrisetti.

Io non parlo neanche delle scelte di politica estera di Berlusconi, o di quelle economiche, o delle sue leggi ad hoc, o della riforma dell’università che l’ha sfasciata ancora di più e dei fondi per la ricerca decurtati: basta il suo stile per non fidarsi più di quest’uomo, perché ci declasseremmo ancora di più a livello internazionale.

Uno che si vendica per i suoi giochi politici su chi non c’è più, lo vogliamo?
Quando ero bambina sentivo sempre delle storie dei becchini di Napoli che toglievano i denti d’oro ai morti: Berlusconi è peggio, Berlusconi vuole togliere la dignità a un morto.

(sapendolo, sarei pronta ad attribuire il fotomontaggio sopra)

Lo vogliamo ancora? (Dove Biagi dichiara che Berlusconi gli disse di entrare in politica per sfuggire alla giustizia)

Il bravo Pier Casini — chiamiamolo Pier e basta che qui a Milano fa tanto figo, evoca Pierre Casiraghi e i ranghi dell’alta nobiltà unita ai soldi — ha i dubbi sulle alleanze e dichiara che Cuffaro sarà ancora candidato (!), e che Veltroni e Berlusconi stanno facendo un’alleanza segreta. Si preparino gli elettori, loro crederanno che sono alternativi invece no, hanno fatto un accordo.
Insomma, fanno tutti un po’ schifo (meno Pier e Cuffaro, immagino).

E su questo non ci piove.

continua