Mozambico, dalla dominazione portoghese alla dipendenza dalla Cina su Il Fatto Quotidiano è il primo articolo del reportage di Enrica Garzilli. Il Mozambico è il paese dove è attivissima la Comunità S. Egidio, per intenderci, fondata dal ministro Riccardi.
Altri altri due articoli (altri ne seguiranno), che potete leggere cliccando sotto al primo, si intitolano Mozambico, un paese con poche regole in cerca di un’identità nazionale e L’Italia in Mozambico: organizzazioni umanitarie e affari sui giacimenti di gas.
A proposito di quest’ultimo, mi ha fa specie leggere qualche commento che parla dell’Eni come di sfruttatori, colonialisti ecc. L’Eni non è un ente di beneficienza e lo Stato italiano non è uno stato assistenziale – o solo asistenziale – dei paesi africani, è ovvio. Ma possibile che ai rivoluzionari nostrani non viene in mente che con lo sviluppo dei giacimenti di gas ci guadagna l’Italia, e soprattutto l’Eni, ma ci guadagna anche il Mozambico? E che se il paese avesse le capacità tecnologiche e organizzative di farlo da solo, senza l’aiuto di paesi stranieri, lo farebbe? Di seguito l’articolo.
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Una notizia sensazionale dall’Iran.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica sta per pubblicare una relazione secondo cui il paese è pronto per l’uso non civile, leggi bomba atomica e uso militare, dell’energia nucleare.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sui nuovi danni scoperti sui bambini esposti a radiazioni della centrale di Fukushima Dai-ichi. E fortuna che qualcuno dice che il nucleare non fa male!
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Daiichi- Fukushima. E’ noto che sia in Giappone sia negli Stati Uniti i governi hanno sottostimato il pericolo delle conseguenze dei guasti all’impianto nucleare.
Ora un nuovo allarme viene da Hiroaki Koide, uno dei maggiori esperti giapponesi di misurazione di radiazioni e di sicurezza nucleare presso l’Istituto di ricerca sui reattori dell’Università di Kyoto, da sempre critico di come il governo e la TEPCO hanno gestito il disastro.
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L’Africa è pronta per un boom di risorse rinnovabili, che entro il 2020 cresceranno da 3,6 miliardi di dollari a 57 miliardi di dollari. Grazie anche agli investimenti stranieri (immagino che la Cina si stia leccando i baffi) nelle infrastrutture energetiche.
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Neanche a dire Fukushima. E’ stata appena scoperta una discarica segreta di materiale radioattivo che deriva dai resti ancora non sigillati della centrale di Daiichi.
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In Svezia Richard Handl è stato arrestato perché deteneva materiale nucleare in cucina – radio, uranio ecc. Ha detto che stava cercando di dividere l’atomo in casa. Cosa stupefacente ma non troppo, ha comprato tutto su Internet!
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Fukushima, tragedia dimenticata. Rilevate nuove sacche di radiazioni letali. Con un video terrificante.
Dedicato a tutti quelli che ancora pensano che a Fukushima la contaminazione non sia stata così alta. Invece nell'impianto non ancora sigillato sono state rilevate sacche di radiazioni che uccidono nel giro di pochi secondi.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Prime probabili conseguenze di Fukushima sulla salute dei bambini nella città di Koriyama, a 50 chilometri dalla centrale.
Mentre Veronesi insiste: peccato non sfruttare il nucleare. Non c’è nessun pericolo. In fondo a Fukushima ci sono stati solo due morti.
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Cina, un grandioso progetto che sta infiammando (di preoccupazione) l’animo degli indiani e dei bangladeshi e si preannuncia forirero di problemi. Se realizzato peggiorerà le già difficili relazioni fra India e Cina. Quest’ultima infatti, per ovviare alla siccità del Tibet, sta progettando la costruzione di 1,2 miliardi di dollari di centrali di energia idroelettrica sullo storico fiume conosciuto come Brahmaputra in India e Yarlung Tsangpo in Cina.
Ovviamente la Cina asserisce che il progetto non avrà alcun impatto sulla portata delle acque del fiume che, specie nella parte cinese, è paragonabile solo a quella del Rio delle Amazzoni. Il Brahmaputra nasce sul monte Kailash, sacro a buddhisti, induisti e bon, nel Tibet occidentale, meta nel 1935 di uno dei più famosi viaggi di Giuseppe Tucci.
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