Forever young in Mozambico
Parlavo con una conoscente che ha compiuto 38 anni e già si sente vecchia e ripensavo a un famoso gruppo di musica e danza marrabenta del Mozambico.
Vedete una delle cantanti e ballerine del gruppo in questo video?
Parlavo con una conoscente che ha compiuto 38 anni e già si sente vecchia e ripensavo a un famoso gruppo di musica e danza marrabenta del Mozambico.
Vedete una delle cantanti e ballerine del gruppo in questo video?
Prime analisi ufficiali dei dati del censimento dell’India, che vede una popolazione di 1.028.737.436 persone e una percentuale di maschi ancora maggiore di quella delle femmine.
Come sapete, questo indica un indice di sviluppo generale (che non è solo quello economico) basso per i problemi che colpiscono il genere femminile come il fenomeno, ben noto in India, della preferenza assoluta dei figli maschi sulle femmine non solo per le cure in generale ma anche per quello che riguarda il cibo, le cure mediche e la scolarizzazione. Quello che è veramente allarmante è la tendenza in crescita del suicidio degli agricoltori.
Anche su Matteo Renzi ho scritto in tempi non sospetti (intendo dire, non solo su Penati). Precisamente il 23 febbraio 2009, commentando uno scoop del Time che, scoprendo la perla rara, lo definiva addirittura “un nuovo Obama”. Ve lo ripropongo qui.
Il video su Youtube invece non lo troverete più. E’ stato rimosso. In effetti il buon Renzi ci faceva la figura, come si dice, del pirla.
Fortuna che, previdente, ne ho fatto un sommario nel post.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle prime elezioni dal 2005 dell’Arabia Saudita. Sui media come nell’agenda politica, le prime amministrative del regno dal 2005 sono passate totalmente inosservate. Anche tra la popolazione (quella maschile, unica abilitata al voto), che ha disertato le urne. E così ai seggi si sono presentati “solo parenti e amici”.
Aggiornamento delle 13: La donna dell’Arabia Saudita condannata alle 10 frustate è stata perdonata del re Abdullah bin Abdul-Aziz al Saud. Quanto è magnanimo!
In Arabia Saudita a una donna è stata inflitta la punizione di 10 frustate per una colpa inaudita: ha guidato una macchina.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sempre a proposito del diritto di voto passivo e attivo alle donne in Arabia Saudita. Spinto da pressioni nazionali e internazionali, e temendola protesta del movimento “Rivoluzione delle donne saudite” e soprattutto il boicottaggio delle elezioni, il re Abdullah bin Abdul-Aziz Al Saud ieri alle 14 ha annunciato che le donne voteranno alle prossime elezioni (che non si sa quando si terranno).
Dal 2012 garantito però il diritto di diventare membri del Consiglio della Shura. La protesta degli intellettuali sauditi è partita dai blog. L’annuncio internazionale delle dichiarazioni del re è partito da Twitter. La macchia nera e informe che vedete in foto è un gruppo di donne.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sull’assurda situazione delle donne in Arabia Saudita che non potranno né votare né farsi votare nelle prossime elezioni del 29 settembre (e certo che in genere nel mondo le donne non è che siano trattate bene eh). Il presidente della commissione elettorale però ha detto che voteranno in un futuro – non meglio specificato.
Il motivo? Perché dal 2005- data delle prime ed ultime elezioni – a oggi ancora non sono state costruiti degli spazi separati per votare per uomini e donne, in osservanza alla legge islamica per cui i due sessi non possono mischiarsi (non sia mai!).
Anche nel 2005 le donne non avevano votato. Il motivo? Perché molte non avevano le carte di identità. Vedremo la prossima volta che scusa troveranno.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano.
Ancora persecuzioni dei dissidenti in Arabia Saudita, un paese governato da una monarchia assoluta dove i diritti umani, i diritti civili e le libertà fondamentali, specie per le donne – alle quali è stato ancora negato il diritto di voto -, non sono contemplati (nella foto, donne saudite).
Ho già parlato di Mayawati Kumari, il bizzarro primo ministro dello stato dell’Uttar Pradesh, di quando ha proibito la proiezione del film Aarakshan e di quando si è fatta costruire un memoriale costituito da 60 giganteschi elefanti in arenaria. Nella foto la vedete con la famosa ghirlanda fatta di banconote da 1000 Rupie.
Ora si scopre, grazie al mai troppo osannato Wikileaks, che la celibe signora ex maestra ora a capo del Bahujan Samaj Party, il terzo partito dell’India, ne ha combinata un’altra delle sue.

C’è chi dice che l’Islam sia una religione rispettosa dei diritti umani. In Pakistan però, come in tante altre nazioni musulmane, e addirittura in Cambogia che è a magigoranza buddhista, la violenza sulle donne è rampante e spesso impunita. Gli uomini la chiamano “punizione per motivi d’onore”.