Tag Archives: donne

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: La cultura dello stupro in India (e a Bergamo)

Ieri ho pubblicato questo sui recenti fatti di donne violentate in India, e a Bergamo. E sulle reazioni in India, e a Bergamo. Non c’è poi tanta differenza fra il civilissimo nord Italia e Delhi! E in entrambi i luoghi la donna è in pratica ritenuta corresponsabile di reato. Di un meschino infamante reato: se si vestisse in modo appropriato, se non uscisse da sola dopo le 9 di sera, ecc.

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Afghanistan, Iraq e Pakistan: i costi della guerra

Non sto parlando di vite umane, di civili morti, di feriti, di popolazioni o militari danneggiati psicologicamente, di risorse distrutte, di scuole e di vie di comunicazione e interrotte, di città distrutte, di fabbriche chiuse, di campi inagibili i minati, di ricadute economiche nelle zone di guerra e nelle nazioni da dove partono i soldati. Sto parlando del prezzo in soldi e basta.

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Gender, Social Change and the Media

E’ stato appena pubblicato il volume collettaneo Gender, Social Change and the Media, che tratta argomenti ancora non investigati relativi alle sfide che le donne stanno affrontando in Nepal seguito agli enormi e rapidissimi cambiamenti che stanno avvenendo in seguito alla Rivoluzione del 2006 e la caduta del regime autoritario.

Johannes Dragsbæk Schmidt and Torsten Rødel Berg (eds.), Gender, Social Change and the Media, Aalborg/Delhi: Rawat Publications, 2012. Pp. 240. ISBN 978-81-316-0513-4. Rs. 695 / US$ 45 (hardback).

L’articolo di Enrica Garzilli si intitola “The Interplay between Gender, Religion and Politics, and the New Violence against Women in Nepal”, cioè “L’interazione fra genere, religione a politica e la nuova violenza contro le donne in Nepal”.

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Egitto, la legge del sesso dell'addio

In Egitto crescono le proteste da parte delle donne per la legge che sta per approvare il Parlamento che permette ai mariti di avere rapporti sessuali con la moglie fino a 6 ore dopo la morte.

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Afghanistan, 150 donne - o forse 171

Notizia allarmante, ma non sorprendente, della Reuters: 150 ragazze di un liceo del nord dell’Afghanistan ieri sono rimaste avvelenate, sembra dopo aver bevuto acqua intenzionalmente contaminata. La colpa pare che sia dei talebani, che ovviamente si oppongono all’istruzione femminile. Dico sembra e pare perché su quello che scrivono i giornali, anche i migliori, ci metto sempre la tara.

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La vita delle mogli di Osama bin Laden

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla vita in Pakistan delle tre mogli dell’amato Osama bin Laden. Ora, mi dite come ha fatto la più giovane di loro a stare per oltre 11 anni, sposarsi e partorire almeno tre dei suoi figli in un ospedale pubblico, senza documenti validi e senza residenza?

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I valori delle donne

Si è conclusa la 56esima Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne (CSW) nel mondo. Il 15 marzo c’è stato l’incontro conclusivo. Che però non ha concluso niente. Infatti non è stato raggiunto alcun accordo sulle misure da adottare per promuovere e difendere i diritti umani delle donne, in nome della difesa dei “valori tradizionali”.

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Diritti umani: no la croce no (il turbante e il burqa sì)

Opinabile sentenza della Corte europea. Due cristiane britanniche hanno rivendicato il diritto di poter esporre la croce sul petto sul luogo di lavoro e la Corte glielo ha negato.

Anzi, i datori di lavoro possono anche licenziare i dipendenti che insistono nell’indossare la croce.

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Cina e Tibet, autoimmolazioni e propaganda

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle nuove autoimmolazioni di monaci tibetani teenager (3 in 6 giorni!) e sul video con la canzone patriottica d’amore per l’esercito fatto girare dalla Cina quando il vicepresidente Xi Jinping è andato in visita in Usa.

Dal che si deduce che le donne tibetane che vivono a Lhasa sono felici di avere le truppe cinesi di occupazione in casa e sono addirittura radiose mentre lavano le divise dei soldati. Enjoy!

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India: Rani Jethmalani di Warlaw, grandi donne se ne vanno

Questa è una notizia che non avrei voluto dare.

La mia carissima amica Rani Jethmalani, avvocato di fama e attivista in India, se ne è andata il 31 dicembre. Il 1 gennaio, quando ho acceso il cellulare, è stata la prima notizia dell’anno. Mi aveva scritto un assistente del padre Ram Jethmalani, forse il più grande penalista indiano ed ex ministro, uno dei pochi politici indiani che ha osato criticare apertamente (e legalmente) Rajiv Gandhi, e con lui l’italiano Ottavio Quattrocchi, per lo scandalo Bofors. Qualcosa come diversi milioni di dollari ottenuti grazie alla corruzione.

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