Tag Archives: diritti umani

Posso riproporre?

Enrica GarzilliLeggevo prima WittgensteinUn altro caso di imbecilli che vanno a contestare aggressivamente…“. Ok, non sono Giuliano Ferrara, ma perché ci ho riso mezz’ora? Forse Luca non sa, però, che di imbecilli è pieno il mondo.

Comunque, passiamo a noi. Qui i preparativi fervono: non strappatevi i capelli, Blogbabel non è sparita e nonostante quello che spera qualcuno, che la vuole mettere nel dimenticatoio e si unisce in ridicoli gruppetti d’assalto verso la sottoscritta (che nel suo blog personale secondo loro non dovrebbe parlare del disservizio sperimentato con un servizio, senza alzare il solito coretto spennacchiato di proteste e di prese di distanza patetiche), beh, dicevo nonostante tutto le cose stanno procedendo benissimo, sono in vista delle cose stupende e delle funzionalità nuove. Insomma, stay tuned!

Una raccomandazione: a chi non va di usare Blogbabel non la usi. E chi non va di leggere il mio blog non lo legga, senza scrivermi in email o con messaggi diretti in Twitter, ché oltre tutto è assai maleducato da persone con le quali non ho mai avuto niente a che fare. Qui, si astenga per favore dai commenti volgari, offensivi, ecc., o che contengono pubblicità gratuita a se stesso, ché d’ora in poi li cancellerò ipso facto.

Boicottare o no le Olimpiadi? Il sondaggio online del Giornale Radio1

La RAI ha realizzato un sondaggio online se boicottare o no le Olimpiadi: l’85% delle persone ha detto che si dovrebbero assolutamente boicottare.

Raffaele Roselli, del Giornale Radio RAI 1, mi ha chiesto cosa ne pensavo, perché c’è questo divario fra la politica ufficiale e quello che pensa la gente, la censura, e il ruolo di Internet. D’altronde, anche riguardo l’Italia c’è molta differenza fra la politica fatta dai politici e l’opinione e il volere popolare.
L’intervista la potete ascoltare qui.

E intanto a Kathmandu una protesta contro la Cina

continua


La natura e la cultura

passerottiDue giorni fa, come sempre, ho messo le briciole della colazione sul davanzale del terrazzo davanti alla cucina, ché quelle della sera se le pappano all’alba.

Sono venuti due passerotti, becchettavano veloci ma non ce l’hanno fatta perché è venuto un tordo che li ha rincorsi, beccandoli. Loro sono volati via e lui ha mangiato tutto. Subito è arrivata una grande cornacchia che sbattendo le ali ha scacciato di proposito il tordo e ha finito il banchetto.

Questa è la natura: il più forte scaccia il più debole.

Ieri mattina ho messo dei pezzetti di mollica per le cornacchie, delle briciole per i tordi e la polvere delle briciole che rimane nella busta del pane per i passerotti. La cornacchia ha il becco molto grande e non riesce a mangiare le briciole piccole, il tordo ha il becco troppo grande per mangiare quelle minuscole. Così uccelli piccoli, medi e grandi mangeranno tutti senza problemi.

Questa è la cultura dell’uomo, che qualche volta aggiusta le cose a favore di chi è più debole.

Così dedico questo post a due miei solari amici, Mitì e Lawrence: loro sanno perchè.

Cina e Tibet

China freedom

Ieri la Cina ha ammesso nel paese 26 giornalisti stranieri considerati imparziali e selezionati dal governo.

Non possono girare liberamente ma sono condotti in visite collettive organizzate, accompagnati dalle solite guide che riferiscono anche alle autorità (come accade tuttora in Russia).

Infatti da giorni le forze armate cinesi circondano i maggiori monasteri di Sera, Drepung e Ganden, teatro principale dei disordini dei giorni scorsi, hanno tagliato l’acqua e l’elettricità e impediscono alla gente di portare il cibo al convento. Questa punizione collettiva porterà i monaci a morire di fame e di sete.

continua


Sesso al Grande Fratello, guai per Lina ma non per lei

Grande FratelloEcco, questa è lo notizia che mi mancava. In effetti l’ho letta da lui. Lina Carcuro si è lasciata prendere la mano, per così dire, e ha fatto sesso in diretta al Grande Fratello. E vabbé.

Il fatto è che l’Ordine dei medici le vuole applicare delle sanzioni (lei è medico) per aver violato l’etica professionale.

Ma come, dico io, avevo un medico di base che in barba a tutti i regolamenti teneva aperto lo studio esclusivamente tre ore la mattina, e basta (per riprendere il bambino da scuola, questa la pia scusa), e proprio davanti al Palazzo di giustizia qui a Milano, e lo studio era sempre affollatissimo di avocati, giudici e donne di servizio dei suddetti. Quando gliel’ho fatto notare, un giorno che era particolarmente rabbiosa e veloce e mi ha spinto via con largo anticipo sulle tre ore (sempre per il bambino), mi ha sbattuto fuori e mi ha “ricusato” come paziente. L’Ordine dei medici, che ho informato della situazione, ha taciuto e tace tuttora.

Qui per del sesso in diretta, perdipiù oscurato dalla TV, l’Ordine dei medici fa tanto scalpore. Sesso improprio, oltre tutto!

Libera stampa in libera Cina

PressPer tutti quelli che invocano una stampa più “imparziale” rispetto alla questione tibetana: come si fa a essere imparziali se la Cina ha cominciato a espellere i giornalisti stranieri dal 16 marzo?

Finalmente il Ministro degli esteri francese sembra essersene accorto. Lo ha detto a quello cinese che gli ha risposto che la decisione è dettata da questioni di sicurezza.

In ogni caso, anche se questo è solo un blog (e quindi ho il privilegio di poter essere parziale) molti cinesi hanno commentato il mio post Il video della protesta in Tibet: Lhasa domata ma la Marcia del ritorno ricomincia e mi hanno segnalato questo video. Dovrebbe dimostrare l’efferata violenza dei tibetani e la malvagità calcolatrice della stampa occidentale, in special modo tedesca, che manipola le immagini.

Lascio a voi giudicare il video. Lascio sempre a voi giudicare se l’annessione e l’occupazione violenta di una nazione sovrana e indipendente come il Tibet da parte della Cina, e la cacciata dal paese di tutti i giornalisti, non giustifichi degli eventuali episodi di “parzialità” da parte della stampa.

Queste Olimpiadi s'hanno da fare II

null

Queste Olimpiadi s'hanno da fare

China/Tibet

Stop! Metti via quella luce fino a che non ripuliamo questo disordine!

(vignetta di Tenzin Dhonyoe, un tibetano che vive a Toronto di questo).

Tibet, il punto della situazione: satyagraha o guerrilla?

Una parte dei tibetani vuole la completa indipendenza e secondo i giornalisti della BBC News, che sono riusciti a evadere i posti di blocco, la protesta si è estesa oltre i confini dell’odierno TAR, la Tibetan Autonomous Region che include parte dell’ex-Tibet indipendente. Da notare che i dimostranti di questo video non hanno armi, urlano e vanno a cavallo! Sembra però che usino i bastoni per danneggiare e diano fuoco per le strade. Contro di loro sono spiegati decine di carrarmati di militari e camionette della polizia armati di tutto punto e anche le forze speciali.

Per tutti quelli che negano la violenza della Cina o che la giustificano con motivi economici, queste sono delle foto inviate dal monastero di Kirti al Free Tibet Campaign. Sono molto crude. Qui l’articolo e le foto. Altre immagini su Free Tibet Campaign.

Ieri i cinesi hanno dichiarato che 100 tibetani si sono spontaneamente arresi e che il Dalai Lama avrebbe orchestrato tutto, mentre quest’ultimo chiede un’investigazione internazionale per stabilire la verità.

Mentre il governo cinese non vuole testimoni tibetani o occidentali e ha allontanato anche la stampa, le organizzazioni dei tibetani chiedono l’aiuto e la presenza internazionale. La Cina è membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, quindi da quel versante non si potrà fare niente, ma rimane l’azione dell’Unione Europea. Teoricamente, vi sono anche delle NGO sovranazionali come Amnesty Internationa, anche se escludo in modo categorico che siano ammesse nel paese, né ora né mai.

La notizia di oggi è che Gordon Brown e il principe Carlo accettano di vedere il Dalai Lama in UK, contro gli ammonimenti della Cina. Però secondo il sito ufficiale del governo tibetano in esilio (a Dharamsala, in India) gli arresti arbitrari continuano, 600 monaci sono stati portati da Lhasa alla capitale del Sichuan e la Cina sta militarizzando tutti confini per impedire a chiunque di entrare. Certamente per impedire anche che entrino armi dall’esterno, oltre alle persone.

Mi chiedo se metteranno tutti nei lager, come hanno fatto con i rappresentanti del Falun Gong.

La strategia tibetana è chiara: creare tanti focolai insurrezionali in diverse aree del paese, del vero Tibet (che è più grande della regione con amministrazione cinese ma “autonoma” che è diventata oggi, il TAR) e affermare il loro diritto all’indipendenza. Questa dei giochi olimpici è l’unica occasione perché la comunità internazionale si occupi della questione tibetana, e arrivare a delle trattative con la Cina adesso vanificherebbe lo sforzo attuale, i morti e le violenze.

La Cina isola e militarizza completamente la regione ai confini e nelle città e i monasteri dove la protesta è più attiva; mette in prigione o fa sparire quante più persone possibile, portandole anche in altre parti del paese, quindi divide la resistenza; riduce al silenzio la stampa perché impedisce ai giornalisti stranieri di lavorare, di entrare, di vedere e quindi di riportare le notizie all’estero e terrorizza chi li aiuta (anche gli autisti dei taxi che li trasportano).

Tutti i segnali dicono che la Cina è pronta

continua


Il Dalai Lama e la posizione dell'Europa e dell'India sul Tibet (e la posizione di alcuni blogger)

Dalai LamaIeri sono stata al computer ad aspettare le notizie dal Tibet fino all’1 di notte ma dall’est è arrivato un silenzio preoccupante. Una calma piatta, forse dovuta anche alla mancanza di informazioni dirette.
Dove saranno stati portati i monaci e gli studenti che a centinaia, dai vari monasteri intorno a Lhasa, sono stati caricati sui camion militari?

Prima di vedere la situazione in Cina, voglio dire due parole ad alcuni amici blogger. Ho letto dei post su blog e su tumblr con un’ironia pesante sulla supposta moda che farebbe scrivere molti del Tibet, come prima della Birmania o di tutte le crisi ed emergenze che ci sono al mondo. E questo, l’ironia sulla questione tibetana, fatta in nome di un supposto beneficio economico che l’Occidente avrebbe a comprare prodotti cinesi. Voglio rispondere solo con qualche nota, anche se ci sarebbe moltissimo da dire.

1) Il diritto di informazione: un blog fa anche informazione e la fa molto più in fretta di un TG o di un giornale di carta. Qualche volta anche meglio perché io per esempio mi occupo di questa parte dell’Oriente da 20 ani, un giornalista deve per forza occuparsi di tutto: se è agli Esteri, spazia dalla Russia all’Australia, l’Africa, la Cina e i rapporti dell’Europa con l’estero. Che avrei studiato/insegnato a fare le scienze orientali se non mi occupassi anche della situazione contemporanea? La storia passata serve a capire meglio il presente e a immaginare realisticamente il futuro.

2) Sull’economia e i vantaggi di comprare cose a poco prezzo prodotte in Cina rispondo alcune parole di Fabio: la delocalizzazione è un furbo escamotage per sfruttare il lavoro in condizioni inimmaginabili, con il risultato di impoverire la produzione qui. Ritengo criminale che un effimero aumento della ricchezza di pochi vada a far buttare al vento decenni di conquiste sociali. Adesso gli operai, entro una generazione anche gli impiegati. Forse prima. Il resto seguirà velocemente.

Ecco, a comprare dei prodotti a basso prezzo in paesi come la Cina, ma anche com l’India o il Nepal, prima di tutto non si sa come vengono prodotti e a quel prezzo umano lì, sul posto. Io ho visto come venivano fatti i tappeti nel nord dell’India, per esempio, con i bambini che lavorano 12 ore al giorno per salari da fame, e non credo che comprarli per risparmiare sia una soluzione valida per un Occidente civile.

Inoltre qui non si produce più, a causa dell’alto costo, lì sì. E qui che facciamo, togliamo lavoro agli operai, poi agli impiegati, e poi? L’outsourcing ha i suoi prezzi economici e sociali.

continua


Avanti

Indietro