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I have a dream today...

I have a dream today

Era il sogno di Martin Luther King Jr.: una realtà senza barriere razziali.
C’è riuscito, più o meno.

Perché le le fantasie vissute creano la realtà (vedi il Sonny di I, robot). Non c’è dicotomia. Sotto ogni realtà, brutta o bella che sia, c’è una fantasia che l’ha creata, l’ha spinta, ci ha spinto ad attuare la realtà.

Ci sono persone che proiettano le fantasie brutte su altri, come su un grande schermo. Al limite estremo vediamo Hitler: dicono fosse paranoico, con fantasie ossessive e persecutorie. Beh, che ha fatto? ha fatto esattamente questo, si è messo in testa che una certa categoria di persone dovesse essere perseguitata altrimenti perseguitava la società tedesca, per cui si sentiva responsabile.

E Madre Teresa di Calcutta?
Anche lei sin da piccola aveva un grande sogno, una fantasia: diventare missionaria. Fu mandata in India. Dopo oltre 18 anni di lavoro, durante il viaggio in treno da Calcutta a Darjeeling, da ebbe la “chiamata nella chiamata”: ebbe un sogno. Dio le chiese di prendersi cura dei più poveri, dei più reietti, degli abbandonati.
Da lì cominciò a fondare un nuovo ordine religioso e il resto, tutto il favoloso resto che tutti conosciamo.
Realizzò il suo sogno (o il sogno di Dio).

Di sé, disse che era la matita nelle mani di Dio.

Fantasie. Anche l’amore è una fantasia. Uno si può sentire libero in un rapporto pur essendo legatissimo, o sentirsi imprigionato pur facendo allegramente i cavoli propri. Non è una percezione legata ad una fantasia?

continua


Crema per il viso

C’è una crema stupenda per il viso che si chiama Veraloe della Victor Philippe.
L’ho scovata in un supermarket naturista vicino alla biblioteca di Porta Venezia qui a Milano. Volevo una crema che nutre, non unge, profuma poco ma profuma di buono e non costa molto. Ne uso a chili sul viso e sul collo, specie dopo la piscina…

Già perché ogni martedì e giovedì vado a perfezionarmi a nuoto (cioè tento di non bere tutta l’acqua della piscina in una volta) dalle 8 alle 9 di sera nella stupenda piscina Cozzi in Viale Tunisia. Vasca da 33,33 metri progettata dal mitico Luigi Secchi nel 1934, al tempo era la più grande piscina d’Europa, e una vasca piccola. Col surplus che la sera si allenano i tuffatori.. Certo, il personale, con alla testa il direttore, è assolutamente “statalizzato” cioè perlopiù lassista, non-professionale, ecc. ma gli istruttori sono eccellenti e gentili e le donne non se la tirano più di tanto. Col surplus che la sera si allenano i tuffatori.. Ci sono i corsi di GAG per glutei addome e quelli di acqua-gym che sono stracolmi di femmine, ovvio.

Unico neo: la sera c’è un simpatico impiegato nord-africano che entra a togliere le grucce e ripulire il pavimento quando noi ci spogliamo. Entra anche nelle docce!
Quando sono andata inviperita a protestare, dopo che ho sbattuto fuori l’indaffaratissimo simpaticone, la cassiera (che si è spacciata per “facente le veci del direttore” ah ah) prima mi è quasi saltata al collo (era una brunetta brutta, acida e malinconica, forse non molto amata) ha gracchiato per artoparlante un proclamo generale che sembrava il Duce in persona: negli spogliatoi era proibitissimo circolare nudi e quindi tutti potevano entrare. Poi ha citato il comma xy del regolamento comunale: ma come, tu povera scema non lo conosci? Infine mi ha detto che siamo a Milano, dove non si fanno discriminazioni razziali! Ahaha mi sono rotolata per terra dal ridere.

La mattina dopo ho parlato della faccenda al direttore (quasi irragiungibile, ovvio, l’ho raggiunto dopo oltre un’ora perché era sempre in riunione… ah! mi sembra il mio avvocato..) che prima ha provato a fare il duro, poi a dirmi che non capisco il regolamento, poi che la mia era una sensibilità eccessiva e altre amenità. Quando me l’ha messa giù che avrebbe-cambiato-le-cose-ma-certo-ci-voleva-del-tempo gli ho risposto che avrei scritto all’Assessore allo Sport e ai maggiori giornali. Quel punto ha cambiato tono, diventando mellifluo e strascicato, e mi ha pure dato il suo numero di cellulare, dichiarandosi “disponibilissimo”. A fare che? Ti illudi Direttore dei miei stivali perché non solo sei un idiota, un politicante di mezza tacca, un finto milanese — che è il massino dell’imbecillità! — ma un vero mostro!
Insomma, sono da provare sia la crema che la piscina…

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