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Lo stile e le unghie Zen di Steve Jobs

Un secondo libro su Steve Jobs scritto dal biografo ufficiale Walter Isaacson, già lanciato nella sfera luminosa del best seller, che ribadisce quello che già si sapeva: quanto il suo design sia stato influenzato dal minimalismo Zen.

In realtà dicono che Jobs sia stato influenzato anche dall’architettura modernista Eichler (1900-1974), il costruttore californiano delle famose villette a schiera molto “basiche”, economiche, funzionali e semplici ma molto ben disegnate.

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Guru Steve Jobs e Zen

Steve Jobs, il geniale creatore di Apple e trasformatore di Pixar, ieri ha annunciato ufficialmente le sue dimissioni da CEO dell’azienda. Niente da dire, Steve ha rivoluzionato il nostro modo di concepire un computer e la nostra cultura – e quindi ha rivoluzionato il nostro modo di vivere.

Ecco le cinque frasi migliori di Steve Jobs. La prima è sullo stile. E’ universale ed è stata già detta, con qualche lieve modifica, dai grandi maestri di arte Zen – fra le più belle materie che abbia mai studiato.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: India, l’attivista Anna Hazare digiuna contro la corruzione

Il Fatto QuotidianoEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché in India c’è chi è disposto a morire per ripulire la classe politica dalla corruzione.

E la gente comune, gli studenti, i fashion designer e persino le star di Bollywood e di Tollywood sostengono la campagna.

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Con la Ferrari a Tuscan City, sorseggiando un buon vino: l'India ha fame di lusso

Tuscan CitySecondo le previsioni dell’International Monetary Fund, confermate dalla Reserve Bank of India, il PIL dell’India si attesta al +8.4% nell’anno fiscale 2010-11 e aumenterà al 8.5% nel prossimo. L’India, quindi, cresce.

Con la crescita economica cresce una classe medio-alta che vuole circondarsi di cose belle come quelle che fino ad ora erano alla portata solo dei divi di Bollywood e dei politici (che, non si sa perché, in tutto il mondo sono ricchi). Un gruppo di persone che può spendere e vuole stare bene.

Qual’è la capitale del bello e del design internazionale? L’Italia. L’India poi ha relazioni ottime col nostro paese sin dai tempi di Mussolini, e gli indiani ci amano da molto prima che comparisse all’orizzonte Sonia Gandhi. Non poteva mancare quindi l’esportazione o la joint venture di tre prodotti tipici italiani, per cui siamo famosi in tutto il mondo: la Ferrari, i vini e la casa in Toscana.

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Parla dell'India con Rampini

Federico RampiniIeri notte, come spesso faccio, ho visto la trasmissione Parla con me, condotta da Serena Dandini. Una trasmissione piacevole e divertente, intelligente ma leggera, colorata – non mi piacciono gli studi televisivi da designer miminalista, tutti freddi e spogli, anche se fanno tanto “intellettuale” – e, soprattutto, abbastanza breve: un’intervista a un personaggio e via.

Per questo non ho né condiviso né capito l’attacco alla Dandini di Aldo Grasso sul Corriere della Sera. Oltre tutto, penso che una recensione anche negativa fatta con questi toni si possa tranquillamente evitare, sia per i libri sia per le trasmissioni. E l’accenno alla sua età mi è sembrato un po’ di basso livello, lo devo dire.

Ieri era la volta dell’intervista a Federico Rampini, che stimo e leggo con piacere. Asciutto come sempre, parlava del suo ultimo libro Slow Economy. Rinascere con saggezza. Tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall’Oriente. Si è presentato asceticamente vestito con una camicia blu di Cina allacciata con alamari, ovviamente cinese. Molto in tema, molto appropriato devo dire.

Rampini ci ha dato una bella lezione sulla frugalità quotidiana della gente in Cina, ha raccontato della sua assistente cinese che non buttava via neanche l’acqua del riso (ma non lo cuociono in pochissima acqua, coperto, ché poi s’asciuga come in India?).

Ma ho fatto un salto sul sofà quando, se non sbaglio (era tardi), ha detto che in Cina, come in India, il divario fra i tanto ricchi e i poveri è minore che in Occidente.

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Listible Beta version

Che carino Listible, il modo veloce di prendere risorse in rete.

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Si cambia vestito: il nuovo layout

Vi piace questo nuovo layout?
Di base è quello disegnato dall’architetto Ludovico, che ha un sacco di blog e programma un sacco di cose — per es. Lightpress che usiamo al posto di WordPress è suo, con la collaborazione di Jerome — insomma è molto creativo (ma i soldi con le sue idee li fa fare sempre agli altri perché a lui i soldi gli schifano…!:)).

Poi ci ho aggiunto a destra i link ai miei libri e i miei articoli. Ora ci attaccherò qualche pagina, così se soffrite d’insonnia potete risparmiare sui sonniferi, aprire il comp e pescare un po’ a casaccio (specie fra gli articoli): sonno è assicurato.

Metterò anche il link all’Asiatica Association Onlus, che si occupa di promuovere e diffondere le culture asiatiche, informare sui diritti umani in Asia, e molto altro, e che pubblica i primi e-journals accademici della rete (1994-1995), l’International Journal of Tantric Studies e il Journal of South Asia Women Studies, libri e quant’altro.

Ho spostato invece alcune cosucce di poca utilità, molto usate negli altri blog. Perché Ludovico è pignolo e preciso e ha un suo gusto ben definito, inossidabile, molto stylish, ma io ho un gran senso spaziale (i vuoti e i pieni, per intenderci) e in due ci integriamo a meraviglia. E poi a me piace il colore e la varietà e la vita bicolor, che amavo prima, ora mi annoia.

Flickr sta più in basso; e ho lasciato tutto lungo il post Wake Up! Useful Sources Regarding the Earthquake in South Asia, dove dò l’elenco della lista di risorse e mezzi di aiuto per il Kashmir e il Pakistan disastrati dal terremoto.
Perché? Perché è utile e se questa voce può sensibilizzare qualcuno su qualcosa, perché no?

Insomma, ho messo in risalto quello che mi sembrava rilevante, pur nell’ottica di un design più moderno e, credo, più elegante.
Che è quello che mi aspetto dall’architetto: combinare funzionalità e funzioni col design e con l’insieme (cioè, in questo caso, il contesto: chi scrive e, soprattutto, chi legge, l’ambiente, la cultura, la storia).

Mi dite quello che ne pensate di questo vestito nuovo?

p.s. fra poco compilerò un piccolo dizionario di parole inusitate, desuete o dialettali che ho messo nei miei post e che non tutti conoscono.