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Che succede uomini? Rimedi...

Altre due donne violentate a Roma e La Spezia: che succede maschi?

E intanto da giugno si parla di castrazione chimica per gli stupratori…

Nell’aprile 2004 era già stata proposta la castrazione chirurgica o chimica per i pedofili e l’accelerazione dell’iter della legge contro la pedopornografia via Internet. Dal consigliere della Regione Lombardia di AN Gianni Prosperini e il consigliere comunale di AN Carla De Albertis.

Voi che ne pensate? Quotidiano.net aveva già fatto un sondaggio.
Leggete i risultati.

Sul nanopublishing e i blogobig nostrani

Carino Gianluca Neri che nel suo post NanoEconomy del 28 novembre 2005 riporta le mie parole senza citarmi (e ovviamente linkarmi), riprese dal mio Lettera aperta a Gianluca Neri. Anzi, sul mio “tu hai fatto i soldi, altra gente vuole farneâ€? ci ha scritto tutto il lungo punto 3 del suo post!

Fanno così i blogobig?

Dicevo che mi era stato simpatico, era stato gentile, ma alla luce dei fatti — perché sono i fatti che contano, che lasciano il segno — noto che non è molto “professionale”: in sunto, nel nostro mondo, il mondo di chi pubblica su carta stampata, è stato assai scorretto.

Senza polemica, per carità…:)

Se questa fosse una pubblicazione della Mondadori o di altre case editrici sarebbe costretto a mettere i nomi ai citata, se non altro per non fare la figura dello scrittore ignorante: ma visto che il Neri ha scritto su di un blog — pubblicazione, si sa, senza regole — e visto che il blog è (o era) il suo, tutto è permesso…

O no?

A che serve un blog2: 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Con la risoluzione 54/134 of 17 del dicembre 1999 l’Assemblea Generale dell’ONU ha fissato per il 25 novembre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.

Che possono fare i blog? Continuo il discorso che ho già fatto in “A che serve un blog”, circa un mese e mezzo fa. I blog possono fare molto: possono sensibilizzare, informare, avere, cioè, una funzione sociale.

E non pensare solo al documento CEI contro l’omosessualità dei seminaristi come ha fatto ieri Macchianera — che, in fondo, allo stato ci pensi lo stato, senza ingerenze: ma alla Chiesa ci pensi la Chiesa, che ha il diritto di decidere le sue regole! (E poi, suvvia, siamo seri: ma è pensabile che il Papa legittimi un gay nel seminario o una lesbica in un convento??? e anche, che io ne sappia, nessuno di noi è un seminarista gay o un’educanda lesbica: ma molti di noi siamo donne!)

Che possono fare gli amici blogger? Sensibilizzare la coscienza, l’opinione pubblica, aiutare questa giusta causa. Anche fra loro, cioè fra noi. Noi siamo opinione, noi abbiamo una coscienza, noi ci battiamo per le giuste cause (o le ignoriamo).
Quindi, pubblicare un post sul tema. Scriverci.

Perché ci sono ancora troppe forme di violenza contro la donna: quella statale, ovvia — basta vedere paesi come il Sudan, la Colombia, l’Afghanistan, il Nepal, di cui parlerò a parte, anzi, leggete le pagine di Amnesty International o scaricate i video – quella domestica — fra partner, verso le donne anziane e “scomode”, verso i bambini educati “da maschietti” prepotenti, ecc. — quella sul lavoro, perché non esiete solo la violenza implicita nei ricatti sottesi nelle profferte “amorose” di direttori e capi vari ma, anche, c’è una bella dose di violenza nella bassa percentuale dei seggi parlamentari dati alle donne, o nel famoso “tetto di vetro” che impedisce di fatto raggiungere i posti più alti nella carriera — per fare un esempio, quante donne Rettore di università ci sono in Italia?

E poi, siamo seri, ma proprio ieri parlavo di blog di donne: ma li avete visti? Prendete per es. la top100 famosa e andate a vedere i blog di donne: eccetto pochi come il gradevolissimo Placidasignora o il talvolta divertente Haramlik, o quelli contro le donne (= che sfruttano le donne, proponendo un’immagine avvilente e degradante) o quelli di donne che si sfruttano da sé… sono tutte immagini stereotipate del mondo femminile: la donna sexy (che poi sia mezza rifatta, sposata e madre di un bel bimbo come Selvaggia Lucarelli — sic dicunt — non importa), la donna simpatica-alternativa, un po’ baby e un po’ allegra (= che non rappresenta una sfida per il la virile mascolinità dei nostri uomini), la donna porca (= da usare, invece, che conferma questa virile mascolinità), ecc.: ma sono blog tutti fortemente caratterizzati al femminile, per come l’uomo vuole vederci. Come se noi avessimo solo un’anima, un’aspetto, una voce, una personalità, e non fossimo esseri umani completi, con un po’ di tutto: un po’ sexy,un po’ con un cervello ben oliato, un po’ simpatica, ecc.

Sviluppare solo una parte di sé, magari per stupire, farsi leggere e farsi linkare, non è anche questa una forma di violenza? Perché bisogna tagliare le altre parti, rinchiudersi, limitarsi. E poi le mie amiche si lamentano che i fidanzati o i mariti le vedono solo in un modo: per forza, glielo permettiamo noi!

Ma di questo ne riparlerò un’altra volta.
Oggi basti pensare che sarebbe ora di fare qualcosa di concreto per noi! Anche in piccolo, anche con un blog, con un post, perché ci sia fra noi un momento di riflessione personale.

Milano, senzatetto, terroni e vucumprà

Stamattina vado in banca qui in Piazza Risorgimento (per amor di patria non dico che banca è) a parlare col direttore che mi aveva chiamato. E’ uno nuovo, fresco fresco, tutto pimpante, subito mi chiede modesto se per entrare mi ha dato fastidio la sua moto (una grossissima e lucida parcheggiata proprio davanti alla porta della banca…), palestrato, capello appena brizzolato e belloccio.

Ma con fede al dito (lo dico per le Signore che fossero interessate).

Mentre ticchetta sul computer parla con tono ameno del più e del meno e commenta indignato che fuori, davanti ai giardini, ha visto dei senzatetto (ndr: 93.000 nel 1984-2004) che usano i cespugli come bagni pubblici.
Poi mi fa con tono saggio:

Il problema reale è che c’è un degrado sociale palpabile qui in centro.

Io ammicco comprensiva.

Ma la questione è che noi milanesi a posto siamo andati tutti via negli anni ’80-’90 e abbiamo lasciato il centro in mano ai terroni. E’ stato un grande sbaglio politico.

Che c’entra la politica mi chiedo?

Che vuol dire scusi?

L’ha visto anche lei, tutti questi vucumprà che spacciano, sporcano e vendono di tutto, non ci salviamo più! Abbiamo lasciato il posto ai terroni perchè qui da noi si sta bene, troppo bene, questo è il vero problema. Vengono qui, ci rubano i posti di lavoro e usano i nostri giardini come ha visto!

Io non rispondo, avevo le mie ragazze con me (Charlie Manas e Lili Soda, una artica e una greca:)) e un po’ loro e un po’, soprattutto, per lui, l’aria mi stava stretta. Stavo soffocando. Così ho rimandato le operazioni ad un’altra volta.

Comunque ho imparato che senzatetto = terroni = vucumprà.
Sono nel calderone di quelli che rubano spacciano e ti molestano con Scarp de’ tenis anch’ io, sono in buona compagnia. Con questo freddo un po’ di sovraffollamento ci voleva.
Grazie Signor Direttore, ora mi sento a posto, mi hai fatto la giornata!

Quando sono uscita la signora col grembiule (da donna di servizio) che spuntava dal cappotto, somala o eritrea, che aspettava fuori della sua porta, in fila, se n’era andata…

CIA e spam

Da un po’ ricevo mail come questa dalla CIA, che mi fanno stare molto male. Che ne sanno che guardo “certe cose”? Sì, mi sento a disagio.
Però almeno io non faccio come tanti che vado in biblioteca e le guardo, faccio tutto a casa.

Dear Sir/Madam,

we have logged your IP-address on more than 30 illegal Websites.

Important:
Please answer our questions!
The list of questions are attached.

Yours faithfully,
Steven Allison

++++ Central Intelligence Agency -CIA-
++++ Office of Public Affairs
++++ Washington, D.C. 20505

Anni fa la CIA usava mandare messaggi di “spam” telefonico ai soldati nemici in Iraq. Come facevano gli alleati americani quando sono venuti in Italia che lanciavano i volantini contro il Duce.
Ora mi spiano….!

La Cina, Bush e i diritti degli umani e degli animali

1) Agli inizi di dicembre 2004 la Cina ha cancellato la conferenza internazionale sui diritti dei lavoratori.

2) Dal 1992 gli appartenenti del movimento del Falun Gong sono sono vittime di persecuzioni, per la ragione primaria che un movimento religioso di massa di cui uno dei princìpi base è la riunione e la libera discussione su temi comuni è potenzialmente molto pericoloso per un sistema politico a base totalitaria, perché è incontrollabile (la stessa ragione per cui in un convento-ostello nel quale sono stata 15 giorni a Firenze le brave sorelle non volevano che noi “ospiti” parlassimo fra noi: perché ognuno pagava una cifra diversa, perché c’era un trattamento diverso, le camere erano di varie “categorie”, a seconda delle raccomandazioni e delle simpatie accordate dalla superiora, ecc. — NB: indovinate come era la mia cameruccia?:))
A Boston ogni anno ho conosciuto decine di profughi appartenenti al Falung Gong, ai quali era stato negato ufficialmente lo status di rifugiato politico, ma che erano ufficiosamente aiutati dal governo americano (per es. spesso entravano nei college gratis, erano facilitati a trovare un buon lavoro, e, ad Harvard, potevano insegnare senza conoscere una parola di inglese!).

3) Questi giorni il TG nazionale fa un tam-tam sulle atrocità commesse dai cinesi sugli animali da pelliccia (e mi domando perché far vedere certe cose in un programma per tutti, senza suggerimenti per il limite d’età, come fanno coi film! E’ infinitamente più violento e cruento di un film, o di un morto di mafia..)

Infine, agli inizi di questo anno, gli USA protestano perché in Cina vengano ristabiliti i diritti umani. Al che, il 3 marzo 2005 la Cina risponde agli USA:

A) son cavoli nostri
b) e voi allora che fate? — e giù montagne di notizie sulle violazioni commesse dagli USA a casa loro)

Ma nonostante tutto pochi giorni fa gli USA, paladini della libertà e dei diritti umani, stringono accordi economici con la Cina. Che gli interessi economici per Bush valgano più dei milioni di persone private delle libertà fondamentali e dei miliardi di animali torturati?

Che questi interessi economici valgano più del Tibet, un paese invaso e annesso dagli anni ’50? Distrutto nell’elemento più fondamentale di un popolo, l’identità culturale e sociale? Dove il Dalai Lama, capo politico e spirituale e altri milioni di persone sono state costrette a fuggire (a Dharamsala, in India, dove vivono oltre 8.000 rifugiati, e altrove)?

Pochoi giorni prima del viaggio a Beijing il Congresso ha “costretto” Bush a mettere in agenda con la Cina la questione del Tibet.
E che ti fa Bush? Alla luce di questi ben noti fatti, assicura i cinesi che il Dalai Lama non vuole un Tibet indipendente!

Insomma, questa storia delle libertà civili per l’America non è altro che una bufala. In America vale, almeno fino ad un certo punto: ma che il più potente stato del mondo se ne faccia garante all’estero, ancora ce lo deve dimostrare.

E ci deve ancora dimostrare che la “guerra preventiva” in Iraq sia stata fatta per ristabilire queste libertà e liberare un popolo dal dittatore: per il Tibet, paese brullo e inospitale, montagnoso, senza risorse economiche, gli USA non hanno mai speso una parola e, certamente, non hanno mai preso le armi!

Anzi, raccontano che il Dalai Lama sia felice dell’esilio e non si sogni nemmeno di liberare il Tibet dagli invasori! E Bush poco prima di partire per la missione cinese si è scagliato contro il “regime totalitario” in Siria, che ha una popolazione dell’1/100 di quella della Cina.

Insomma Bush, quante bufale ci racconti???

Dove va l'Asia? SAARC e la dichiarazione di Dakka

A Dakka (capitale del Bangladesh) il 12-13 novembre si è tenuto un nuovo summit della South Asian Association for Regional Cooperation (SAARC) che ha dato vita ad una nuova dichiarazione.

La SAARC fu fondata l’8 Dicembre 1985 dai capi di stato del Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan e Sri Lanka con lo scopo di lavorare insieme in uno spirito di amicizia, fiducia e comprensione, al fine di accellerare il processo di sviluppo sociale ed economico.

Come mai nel testo della Costituzione Europea del 29 ottobre 2004 non si trovano le parole amicizia, fiducia e comprensione?

Modello 740

Ieri tornando a casa in tram un ex-fisiatra del San Raffaele ci ha avvicinato e ci ha chiesto se eravamo di MI.

Lui ha detto ovviamente sì (da 2500 generazioni).
Io ovviamente sono stata zitta — avrei potuto dirgli “che non si vede? sono una sciura coi colpi di sole (250 Eu a botta!) arrogantella col sorriso falso…”. Ma ho taciuto, ebbene sì, tanto è self-evident che sono del nord.

Così ho fatto atto di penitenza e seguìto i consigli che mi dà Luciano Giustini in Lapo e gli altri”. (Sono stata brava Luciano?:) ma guarda che ti ho risposto in “A che serve un blog?” e tu no! Ma dimmi, mandi gli emissari? Una certa Cindy anonima mi ha insultato per difenderti. O sono i tuoi ammiratori…?:) O forse solo i tuoi lettori…)
Ma veniamo al dunque. Il tizio si è dimesso dall’ospedale per pagare meno tasse (e guadagnare 10 volte tanto, dico io), così ci ha spiegato il 740 per un milanese, un napoletano e un palermitano:

1) il 740 per un milanese è un modello di tasse

2) per un napoletano non vado così forte

3) per un palermitano non conosco quel calibro…

Cina, Internet e Buddhismo

Sono contenta di annunciare che l’università di Beijing ha lanciato il primo sito cinese per lo studio dei manoscritti sanscriti e la letteratura buddhista.

Sì perché, per chi non lo sapesse, la Cina — tanto e giustamente vituperata per l’invasione del Tibet o, come alcuni dicono, l’annessione (perché il Tibet secoli fa era parte del territorio cinese; anzi, ora che ci ripenso la mia famiglia possedeva la costa salernitana, qualche centinaia di anni fa… Ora me la riprendo, anzi, la invado!) — è per metà di religione buddhista.
E, ovviamente, l’Armata rossa, prima di abbattere migliaia di monasteri in Tibet in nome della Rivoluzione Culturale (che cominciò ufficialmente nell’agosto 1966, quando la Cina aveva già annesso il Tibet da circa 16 anni) — prese decine di migliaia di rotoli (o scroll) della religione lamaista, rotoli antichissimi e preziosi, e li riportò in patria.

A Beijing è conservata la più antica (e, quindi, la più preziosa) raccolta completa dei libri sacri tibetani del Tanjur e del Kanjur. Hanno cominciato a pubblicare i 50 volumi del Tanjur, la cosiddetta “Enciclopedia del Tibet”, dal 1993 e sono ancora in corso di pubblicazione.
Infatti prima erano tenuti segreti, anzi, diciamo segregati: erano inaccessibili, perché anche un libro può essere pericoloso per una sistema non proprio democratico (e chi l’ha detto che la Santa Inquisizione ora, in Italia, non esiste più? Io sto terminando un libro e mi trovo costretta ad applicare una specie di “censura preventiva”…)

Ma la Cina non può più stare ferma, stare isolata. Secondo una ricerca che va dal 2000 al 2005, ci sono circa 103 milioni di cinesi che usano le broadband connection e il mercato è in continua espansione. Dal 2003 c’è stato un incremento del 41%, specie fra i giovani maschi.

La ricerca, una delle poche fatta applicando un rigoroso metodo statistico, ha anche messo in evidenza che la larga maggioranza dei maschi cinesi crede che i siti con contenuti pornografici o violenti debbano essere controllati, mentre solo il 7,6% crede che il contenuto politico vada controllato!

Insomma, Internet sta aiutando a rendere il mondo non solo più inter-comunicante, ma più democratico! Speriamo, un giorno, anche meno violento e degradante.

E qui, alla Markle Foundation di NYC, potete scaricare metodi e risultati della ricerca su Internet e Cina (in PDF, 1.9 MB).

Una nuova community editoriale italiana: IoScelgo!

Grazie Alberto! Che con Enrico ha fondato IoScelgo, una community editoriale italiana.

Lo stavamo aspettando da quando Ludo due giorni fa ha proposto un cappello sotto cui mettersi, in vista delle prossime elezioni: per avere un minimo di voce in capitolo. Che poi è quello che succede regolarmente negli USA. Lui proponeva:

una comunità/aggregatore di blog di sinistra o (usando gli stessi termini americanizzanti usati da Toqueville) democratici, specialmente in vista delle prossime elezioni.

Io sono stata entusiasta all’idea ma Alberto ha commentato: aspettate, abbiamo in serbo una sorpresa per voi!

Scruto e controllo e, così, poco fa leggo l’annuncio di Alberto:

L’idea è di creare una community editoriale che si confronti su temi politici, utilizzando gli strumenti dei blog (trackback, tags, ping, ecc), ma consentendo anche a chi non ha un blog di segnalare link, aggiungere tag e partecipare. Insomma, una specie di piccolo technorati dedicato alla politica italiana, se mi passate il paragone un po’ forzato. Non aspettatevi la luna. Partiamo con i piedi per terra, cerchiamo di fare una cosa che funzioni.

L’idea è brillante, anche se forse un po’ diversa da come la intendeva Ludo, almeno da quanto ha scritto (e pure io, da come la imamginavo).
Voglio dire, mi sembra una comunità editoriale collaborativa. E, fin qui, benissimo.

Ma è di sinistra? Nel senso ampio del termine, ma sempre di sinistra intendo, come opposta a destra: una riformista/rivoluzionaria e l’altra conservatrice.
Che idea proponi Alberto?

A parte che già il fatto che sia una comunità così aperta e collaborativa è di sinistra…

Io, in ogni caso, aderisco con entusiasmo (se mi volete:)).
E il fatto che tu sia coi piedi ben piantati per terra Alberto, con sano realismo, mi fa pensare molto bene anche della tua idea.

Come diceva il buon vecchio Gramsci: il pessimismo dell’intelligenza, l’ottimismo della buona volontà.
E qui di buona volontà ne abbiamo davvero tanta!

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