Tag Archives: de felice

Perché un libro su Giuseppe Tucci e Gentile, Mussolini, Andreotti?

Piccolo aggiornamento: il libro è n. 1 nella classifica di vendite su Amazon sezione Geografia, n. 3 su Ideologie politiche, n. 18 Biografie e Autobiografie e n. 305 nella categoria Bestseller.

continua


Le rivoluzioni che non piacciono

rivoluzione fascistaBerlusconi promette in tre anni la “rivoluzione liberale“.

Appena l’ho letto ho pensato subito che ci manca una bella mostra a suggellare il glorioso cambiamento e poi è uguale, ma in peggio.

Chi sa se avrà uno pure lui storico del calibro di De Felice a immortalarlo con un bel libro?

Le castronerie di Fabrizio Cicchitto: la grande battaglia della cultura di Berlusconi

Sul Corriere della Sera Aldo Cazzullo intervista Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, che dice:

La sinistra è sconfitta anche perché la sua egemonia è stata smontata pezzo a pezzo, sul terreno di una grande battaglia culturale. E oggi c’è un’egemonia berlusconiana.

Berlusconi però ha combattuto la battaglia con una superiorità schiacciante di mezzi.

La battaglia si è combattuta anzitutto con i libri.

Quali libri?
Il lavoro di storici come Perfetti. [...]

Innanzi tutto Francesco Perfetti, allievo di Renzo De Felice, faceva lo storico quando ancora Berlusconi portava la borsa a Craxi, e rivestiva il ruolo di alto funzionario del Ministero degli Affari Esteri anche con Prodi e con i governi precedenti. Il suo orientamento politico niente ha a che vedere con Berlusconi: è infatti dichiaratamente monarchico.

E poi, ma siamo davvero sicuri che la battaglia di Berlusconi si sia combattuta “anzitutto con i libri”? Ma sicuri sicuri?

Si apre l'archivio storico del Corriere

Corriere della SeraPoco fa scorrevo il giornale e ho visto il titolo che mi ha fatto saltare. Dato che sto finendo l’editing di un libretto di 1200 pagine, foglio più foglio meno, che riguarda la politica culturale del Fascismo e oltre (fino al 1984) verso l’Asia (dall’ottimo Renzo De Felice in poi) con domenti inediti (di Gentile, Andreotti e altri grandi politici) e stavo appunto cercando qualcosa nell’archivio di una Fondazione (questo è quello che faccio ogni giorno), mi sono tuffata sulla ghiottissima notizia.

Ho cercato “Mussolini”. Infatti Il Corriere della Sera ha una lunga storia con il regime: inizialmente è contro, poi ha cominciato a fare donazioni al Duce per enti e istituti, quindi collabora. Il Corriere nel corso di 20 anni ha avuto un atteggiamento contraddittorio.

Tutta felice mi metto in cerca e poi mi sono resa conto che gli archivi vanno dal 1992! Se la notizia quindi è eccellente perché mette a disposizione gratis un grande strumento, la domanda che mi pongo è: dal 1992 è già storia? Cosè la storia? Perché il 1992 è un passato recente, ancora neanche digerito. Neanche scritto. Non è stato studiato fino in fondo il Fascismo, per esempio la politica culturale, l’architettura e così via, figuriamoci 15 anni fa.

A me hanno insegnato che “la storia” è un periodo sul quale abbiamo documenti e storiografia, delle certezze. Gli articoli del passato così recente, quasi ancora non scritto, fanno informazione. C’è una bella differenza fra storia, informazione, comunicazione.

Insomma, questo archivio storico è minuscolo; o forse sono solo rimasta delusa dal lasso di tempo decisamente troppo corto de Il Corriere.

L’Asia, il Nazismo e il Fascismo III: Subhas Chandra Bose da Mussolini

Subhas Chandra Bose(1897-1945?) detto Netaji, fu l’eroe bengalese dell’indipendenza indiana propugnatore della lotta armata e antagonista di Gandhi. In Italia per lungo tempo fu chiamato l’eroe fascista ma, in realtà, come ha insegnato Renzo De Felice, bisogna uscire dalla mentalità eurocentrica e vederlo con gli occhi dell’India: in tutta l’India è considerato uno dei padri fondatori della Patria e il suo compleanno in Bengala è celebrato.

Bose fu mandato in Svizzera, ufficialmente per ragioni di salute. In realtà, l’Impero Britannico voleva allontanarlo dalla Patria.
Lui che fece? Ne approfittò per cercare consensi in Europa alla causa dell’India e, ovviamente, aiuti per l’esercito che voleva formare. Andò nella Germania nazista e venne anche in Italia. Nel 1933 – 1936 ebbe un incontro con Achille Storace e altri alti gerarchi fascisti e almeno quattro incontri con Mussolini. Ma chi accompagnò Subhas Candra Bose dal Duce?

L'Asia, il Nazismo e il Fascismo I: la visita di Gandhi a Roma

Gandhi in RomeChe pasticcio e che mancanza di gusto la storia di circa una settimana fa del ristorante Hitler’s di Mumbay, con tanto di simbolo della svastika sopra! Che è un antico simbolo solare, non c’è dubbio — non è uncinata come quella nazista — ma che, abbinata all’insegna, è assolutamente impropria, a dir poco, e non lascia adito a dubbi. Come se non bastasse, il poster di Hitler troneggia sulla vetrina e i camerieri indossano una maglietta con la svastika sul petto. Qui sono tutte le foto.

Ma gli indiani non hanno mai disprezzato del tutto Fascismo e Nazismo europei degli anni Venti-Quaranta. Comincerò quindi col dire che Gandhi, di cui ho fatto mio l’augurio per il 2006:), venne a Roma al ritorno dalla Tavola Rotonda di Londra. Voleva vedere il Papa, che però non lo ricevette, ma il 12 dicembre del 1931 si incontrò per oltre venti minuti, invece, con un entusiasta e generoso Mussolini, che aveva bisogno di consenso all’estero e di personaggi importanti che “legittimassero” il Fascismo e assecondassero le sue mire espansionistiche e imperialiste, di cui aveva già parlato in diversi discorsi. Anche Gandhi aveva bisogno di appoggi internazionali ed era ovvia l’ostilità di Mussolini alla Corona Britannica, che col sistema delle colonie in Asia teneva sotto un pugno di ferro, addolcito da qualche riforma, anche l’India. Insomma, Mussolini e Gandhi avevano un nemico comune.

Fu ricevuto a Palazzo Venezia — oh, quell’indiano mezzo nudo col buffo dhoti, seguito dalla capretta sui pavimenti di marmo! — e a Villa Torlonia Mussolini

continua


Che fine ha fatto Giuseppe Tucci?

Che fine ha fatto il blog storico-biografico — bella definizione di Totanus — su Giuseppe Tucci?

E’ solo che non ho tempo, tutto qui. Anche domani vengono a mettere a punto l’aria condizionata, le Piante richiedono almeno un’ora al giorno, le Bestie hanno sempre le loro esigenze, e il mio lavoro procede come un treno, talvolta rallentato e talvolta come un Eurostar puntuale, ma sempre, ogni giorno, domeniche incluse, almeno 8-10 ore.

Così il resto langue. Tutto qui. Ma il prossimo anno c’è una sorpresa..