Tag Archives: corea

Cinema e buddhismo: pensiero, riflessione, spiritualità

cinema e buddhismoSegnalo una rassegna di film legati al buddhismo che si terrà qui a Milano, vicino ai Bastioni di Porta Venezia, dal 29 giugno al 17 luglio. Io spero di poterci andare, anche perché i film saranno proiettati (intelligentemente) anche alle 21:30. Magari ci vediamo lì.

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Giappone, una risorsa su Fukushima e il nucleare

esplosione a FukushimaSu quello che sta succedendo in Giappone voglio segnalare un blog, riprendendo la tradizione di Orientalia di segnalare altri siti o post italiani e stranieri. Si intitola “L’era atomica da Hiroshima a oggi” ed è pieno di notizie e risorse agiornatissime e, sopratutto, di prima mano. Per esempio su Fukushima riporta il comunicato stampa originale del Nuclear Energy Information Service, poi l’account Twitter sulla situazione, i video live dal Giappone (in giapponese, ma le immagini sono chiarissime ed esplicative più di una tesi di laurea) e così via.

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Anno 2010 il leone ruggirà

oroscopoIeri ho comprato un giornale con l’oroscopo. Anche se Paolo Fox è insuperato, ecco come ho letto io il 2010 per tutti i segni. Non me ne vogliate se non vi piace, eh!
A proposito, ci credete?

Ariete: Coraggio rinnovamento e prospettiva. O cambiate o cambiate.
Toro: Note d’amore senza arrestarsi sensualità. Bene come al solito.
Gemelli: Vita trasformazione leggerezza. Mi va bene ché ho tanto in Gemelli io.
Cancro: Senza paure occasioni entusiasmo. Visto che il cancro di entusiamo non brilla.
Leone: Positività forza senza ostacoli. Finiti gli anni bui, sarà il re della foresta.

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Il Nobel per la pace a Obama: parole parole parole...

Barack ObamaA Barack Obama oggi hanno assegnato il Nobel per la Pace. In effetti, di parole di distensione internazionale ne ha dette tante, niente arimi nucleari a proposito della Corea e dialogo con l’Islam moderato a proposito dell’Afghanistan.

Però, se non erro, di fatto aumenterà il contingente di truppe in Afghanistan.

Come dice The New York Times, di parole tante, di fatti ancora niente, anche se sono passati solo nove mesi da quando si è insediato.

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Asia Maior: Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia

Come da tradizione, presento il nuovo volume di Asia Maior, un gruppo di asiatisti, studiosi e giornalisti, specializzati sul continente asiatico.

E’ appena uscito in libreria Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia, a cura di M. Torri e N. Mocci, Milano: Guerini e Associati, 2009. E’ bellissimo, tutto blu e, lo dico per chi compra i libri per le copertine, farà una bella figura vicino agli altri della serie, tutti in grigio. Soprattutto, è utilissimo per avere un quadro complessivo dell’Asia, questa sorella così vicina e importante eppure, nonostante tutto, così lontana per la maggior parte dei lettori, anche colti. Se lo volete acquistare il volume andate in libreria o scrivetemi perché la casa editrice, benché fosse in vendita sin dal 27 maggio, ancora non lo ha reso disponibile online.

Il volume copre gli avvenimenti del continente asiatico del 2008 con i saggi su Iran, Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, India, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka, Birmania, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Malaysia, Indonesia, Filippine, Cina, Coree e Giappone.

Il mio saggio è intitolato Le elezioni dell’assemblea costituente e i primi mesi di governo della Repubblica Democratica Federale del Nepal e lo potete leggere qui. Analizza il periodo preelettorale ed elettorale e la rivolta dei madhesi, chiedendosi se le elezioni siano state davvero libere e rappresentative, e i due problemi principali che sta affrontando il Nepal democratico: il terribile problema energetico, che ha portato il paese a interrompere la fornitura di energia elettrica ai cittadini ordinari, alle istituzioni e i servizi, per ben 16 ore al giorno; e il collocamento e la riqualificazione degli oltre 20.000 ex soldati maoisti, una situazione conflittuale che il 23 maggio 2009 ha portato al crollo del governo di Prachanda e alla nomina dell’attuale primo ministro Madhav Kumar Nepal.

Questa è la presentazione del volume Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia. Enjoy!

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Razzismo? No grazie, siamo a Milano

baklavaUn giocatore di un club di dilettanti del nord della Francia e’ stato condannato a 4 quattro mesi per insulti di stampo razzista. [ANSA]

Finalmente una bella notizia! In Francia un giocatore è stato sospeso per 4 mesi per comportamento razzista verso un altro giocatore del Senegal.

La bella notizia è che da noi non succede, perché in Italia non siamo assolutamente razzisti. Specie a Milano, con l’ordinanza che obbliga a tutti i proprietari di kebap a chiudere all’una di notte. Infatti, per par condicio, ora sono nel mirino anche le pizzerie d’asporto. Forse qui temono che dopo l’una il kebap si ricomponga, spiedo e tutto, e diventi una pericolosa arma per infilzare, e che la pizza possa venire spiaccicata sul viso da cittadini in vena di attacchi proditori.

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L'Italia, l'Asia e la felicità collettiva e virale

mappamondoStanotte sono tornata dal Roma dove ho trascorso un’intera giornata, dalle 9 alle 19:30, al Ministero degli Affari Esteri. Fra le altre cose, ho partecipato al seminario IL “GRANDE GIOCO” NELL’ASIA MAIOR, basato sul volume al quale ho contribuito con il saggio Il Nepal da monarchia a stato federale, sugli sviluppi del 2007 che hanno visto la fine della dinastia Shah e l’entrata nel dibattito democratico di consistenti forze sociali, negate e marginalizzate dal potere per quasi 200 anni.

Durante il seminario ho notato che circolava un senso di positività collettiva e contagiosa, un sentimento molto costruttivo e pratico. Felicità era vedere il sottosegretario degli Esteri con delega all’Asia Stefania Craxi, l’inviato speciale per l’Unione Europea per la Birmania, Piero Fassino, l’ambasciatore e ministro plenipotenziario Francesco Maria Greco e altri importanti politici e diplomatici italiani insieme agli ambasciatori di Cina, Corea, Thailandia (forse altri, ma questi erano in prima fila e non si sono mai mossi), consoli e, soprattutto, generali, che si occupavano insieme a noi dei problemi dell’Asia con competenza ed estrema apertura mentale.

Circolava una bella energia e una voglia e una capacità di capire e costruire.

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Il potere ha paura dei veri giornalisti (e un po' anche dei veri blogger)

journalistSe avete una decina di minuti fermatevi a pensare sul valore e la qualità della nostra informazione cartacea e televisiva. Credo che ci sia qualcosa da dire.

Uno stupendo articolo di Chris Hedges dice che i giornalisti televisivi che guadagnano 5 milioni di dollari non sono giornalisti: un vero giornalista fa paura al potere, non è un cortigiano del potere. Non viene invitato alle cene presidenziali né tiene i talk show, come succede in USA a Tom Brokaw (che seguivo spesso con NBC news) e Wolf Blitzer, ma viene temuto.

Ora mi chiedo: ma che credibilità di imparzialità e di inchiesta possono avere dei giornalisti televisivi tipo Emilio Fede? Non so il suo imponibile ma ricordo le sue domande mirate e precise a Berlusconi, con risposte del futuro Primo ministro nette e senza tentennamenti, come fosse tutto preconfezionato, sul TG4. Poco prima delle ultime elezioni.

Ecco io mi chiedo: ma quanti soldi prenderà Fede, ufficialmente o ufficiosamente, per fare il Fido, cioè scusate il Fede di Berlusconi? Che giornalista è, o è diventato? E quanti giornalisti come lui ci vengono propinati ogni giorno nelle tv, per esempio?

Da un bravo giornalista mi aspetto una notizia e/o un’opinione, eventualmente, non una comunicazione di servizio. Che non sia intruppato ma che sia una voce controcorrente anche quando è, ovviamente, all’interno di un gruppo editoriale di tendenze ben precise o al servizio di un padrone come Berlusconi (che a tutti gli effetti è il suo padrone, il suo datore di lavoro), o De Benedetti.

Un vero giornalista avrà certamente obiezioni da fare al suo datore di lavoro, domande scomode che gli altri, il volgo, non possono rivolgergli personalmente. Le notizie di agenzia, anche a pagamento (ché costano pochissimo al mese), le possiamo scaricare tutti in rete. Ma è questo che mi aspetto da un vero giornalista: che vada personalmente alla fonte, come chi fa cronaca o come gli inviati, dato che hanno il privilegio di essere pagati per accedere direttamente ai fatti o alle informazioni.

Hanno il privilegio di informarci: non mi aspetto che ci formino! Le idee vorrei formele da sola, magari con una pluralità di informazioni date da giornalisti credibili.

Mi aspetto che trovi quello che noi, da casa, non possiamo trovare, che veda con altri occhi, che lo veda da tutte le angolazioni possibili, che abbia orecchie occhi e un cervello che funziona anche quando lavora per qualcuno. Che almeno lo intervisti davvero, che lo stuzzichi sulle cose che gli danno più fastidio, le cose pubbliche, le cose che interessano a noi tutti e che servono alla gestione del pubblico o alla ricreazione del pubblico.

Sì, lo so, ho un’idea romantica del giornalista, utopica, e quando scrivo per i giornali o le riviste la seguo (come quando scrivo qui o faccio ricerca e scrivo di quella). Però ancora ne trovo in giro di giornalisti così e sono molto felice e orgogliosa di conoscerli. Spero presto di postare su questo blog il loro nome e le vicende che li hanno portati, proprio perché sono veri giornalisti, a essere licenziati in tronco dalle televisioni o dai giornali per i quali lavoravano: perché il potere, qualsiasi esso sia, legale o illegale, o il personaggio famoso, deve avere paura dei giornalisti. Se sono veri giornalisti.

Io farei una lista dei giornalisti uccisi per mano della mafia per esempio, quelli che ho linkato prima per intenderci, e li onorerei come dei soldati al fronte: perché la libertà di informazione e la libertà stampa di stampa sono diritti per i giornalisti e sono diritti inalienabili di tutti, della società, del mondo. Sono l’anima della vera democrazia: però perché questo diritto sia tale l’informazione e la stampa, appunto, devono essere liberi. E la libertà comincia proprio da chi esercita questa professione.

World Press United Nations General Assembly in 1991 as a day to celebrate the fundamental principles of press freedom; to evaluate press freedom around the world, to defend the media from attacks on their independence and to pay tribute to journalists who have lost their lives in the exercise of their profession.