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Corea del Sud, muore il dittatore Kim Jong-il e il paese è a una svolta

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: La fine del “caro leader” Kim Jong-il. Dittatore nel mondo, padrone in patria. Sabato scorso è morto Kim Jong-il, il “caro leader”, il “leader supremo”, il “generalissimo” della Repubblica Democratica Popolare di Corea. Ha governato in modo dispotico un paese chiuso socialmente ed economicamente, tenendo il resto del mondo a distanza con un programma atomico a scopo bellico culminato con il primo test nucleare del 2006. Mentre circa due milioni persone muoiono tutt’ora di fame.

Secondo i biografi a due mesi già parlava, nei tre anni di università ha scritto 6 opere e non meno di 1500 libri e subito dopo è diventato un campione assoluto di golf. Era anche un architetto e un direttore cinematografico geniale.

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Asia Maior 2010: Ripresa economica, conflitti sociali e tensioni geopolitiche in Asia

L’ultimo volume di Asia Maior è stato appena pubblicato con il titolo di Ripresa economica, conflitti sociali e tensioni geopolitiche in Asia, a cura di M. Torri e N. Mocci, Bologna: Odoya. Il volume esamina le principali vicende politiche, sociali ed economiche del 2010 di 18 paesi asiatici. Io tratto la Repubblica Federale Democratica del Nepal nell’articolo “Nepal, la difficile costruzione della nazione: un paese senza costituzione e un parlamento senza primo ministro”.

A breve sul sito di Asia Maior potrete leggere gratuitamente tutti i saggi.
Quello di Enrica Garzilli sul Nepal, come tutti gli anni, su quello dell’Asiatica Association.

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La Cina dopo i Giochi olimpici

ChinaLa Cina neo-imperiale?
I giochi olimpici appena conclusi hanno dato lustro a Pechino e legittimato a livello internazionale il ruolo di Cina come superpotenza a fianco delle altre superpotenze, USA e Giappone in testa. All’interno hanno rinvigorito la nuova strategia di compromesso o di «società armoniosa» ribadita dal XVII Congresso del partito comunista cinese e da Hu Jintao, indispensabile per continuare a esercitare il monopolio politico.

Una società armoniosa, ma non tanto
Infatti, negli anni passati il miglioramento generale delle condizioni di vita ha legittimato delle condizioni di non totale libertà della popolazione, ma è stato anche la molla propulsiva di istanze sovversive, che sono fonte di gravi instabilità politica all’interno del paese. La Cina ha al suo interno molte forze perturbatrici dell’«armonia globale» o «società armoniosa», come viene chiamata, cioè le proteste sociale che da anni scuotono le campagne, le aree urbane disagiate e le zone minererie del Nord-est, la rivolta dei vari gruppi etnici per l’indipendenza del TAR, la Regione autonoma tibetana, e quella degli uiguri della Regione autonoma dello Xinjiang, il movimento di massa del Falun Gong.

Le istanze interne e la politica internazionale: il Darfur
Queste istanze, potenzialmente o dichiaratamente rivoluzionarie, hanno reso sempre più difficile per il governo di Pechino convincere le potenze occidentali che l’enorme sviluppo economico che sta attraversando il paese sia davvero pacifico. La Cina, inoltre, ha avuto anche pesanti critiche da parte degli altri paesi non solo per la sostanziale soppressione delle libertà civili al suo interno, ma anche per un comportamento contrario alle norme internazionali, come l’ottenimento delle materie prime da paesi in via di sviluppo come quelli africani, e in particolare il Sudan, teatro del conflitto armato del Darfur.

La Cina sale sul podio della vittoria
L’impossiblità reale di esercitare una qualunque pressione sul governo cinese da parte delle altre nazioni, se si eccettua il richiamo ai diritti umani di Bush, ha ribadito la sostanziale marcia vittoriosa della Cina sul podio internazionale e il completo superamento del tentativo della politica di contenimento e di isolamento del paese da parte delle altre superpotenze. Alle violazioni dei diritti umani e ai commenti internazionali sono sempre seguite le stizzite dichiarazioni del governo di Pechino, che invitava a non occuparsi dei suo affari interni, mentre la preparazione dei giochi continuava senza sosta.

Gli antefatti: la Cina nel panorama internazionale
Facciamo un passo indietro. Nel settembre 2007 si è tenuta una grande esercitazione navale nella Baia del Bengala a cui hanno partecipato gli USA, l’India, il Giappone, l’Australia e Singapore. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe, di fronte al Parlamento indiano, ha parlato di «bordo esterno del continente euroasiatico», una specie di confine ideale che delimitava i loro paesi, grandi potenze democratiche, ed escludeva la Cina.

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