Tag Archives: comunità europea

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: cambiamenti climatici, il pianeta si salverà?

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sui risultati della conferenza mondiale delle Nazioni Unite a Durban sui cambiamenti climatici e riscaldamento globale.

Perché ancora i politici degli Stati Uniti non si rendono conto se il gioco della supremazia nel mondo li farà vincere ancora, sarà una sconfitta anche per loro.

continua


Riciclando la tecnologia l'Europa vince

bandiera europeaNonostante il pessimismo di Umberto Eco, l’articolo economico di fondo del 26 aprile del Newsweek di Stefan Theil, Why Europe Will Win, spiega perché l’Europa stia lottando contro la crisi economica globale molto meglio degli USA e persino del Giappone, e la sua crescita incida molto di più sui paesi del mercato emergente – quelli del BRIC, Brasile India Russia e Cina - e anche sull’Europa orientale e sui paesi dell’OPEC, cioè quelli che esportano il petrolio e detengono i 2/3 delle riserve mondiali, che hanno grandi capacità di spesa.

Henning Kagerman, ex-CEO della SAP, la più grande azienda europea di software, afferma che in Europa piuttosto che inventare nuove tecnologie

continua


Zitta zitta la Lombardia approva la contestata legge sulla caccia

gufoLa regione Lombardia ha approvato a maggioranza la legge sulla caccia in deroga a sette specie non cacciabili di uccelli: Fringuello, Peppola, Storno, Prispolone, Pispola, Tordela, Frosone e Verdone. La legge, oltre tutto, va contro le disposizioni della Comunità Europea.

Le deroghe di caccia – ricorda la LIPU – sono uno strumento eccezionale, da utilizzare in via straordinaria e non certo ogni anno, come invece, ininterrottamente dal 2004, fa la Lombardia e qualche altra regione italiana. Il che è valso al nostro Paese una procedura di infrazione europea ormai prossima alla condanna da parte della Corte di Giustizia.

Si tratta di un’illegalità così palese da aver spinto lo stesso Presidente Formigoni, pochi mesi or sono, alla forte iniziativa di una delibera con cui impegnava la Giunta lombarda a chiudere definitivamente
l’illegale stagione delle deroghe: in altri termini, mai più caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti.

continua


Il laureato

Che GuevaraIeri ho portato fuori in cortile delle piante, per farle stare all’aria ma all’ombra.

C’era Miguel, il portinaio che in agosto sostuisce Meri (donna fine e gentile che ha una laurea in economia, parla alla perfezione il russo, l’inglese, il francese e l’italiano, oltre all’albanese e una mezza dozzina di lingue slave). Ex clandestina.

Con mio sommo stupore Miguel ha staccato un paio di foglie, le ha guardate con una lente che teneva nel cassetto e mi ha detto che per la troppa acqua stavano venendo dei funghi. Mi ha mostrato il puntino bianco in mezzo a delle minuscole macchie scure, sul retro della foglia.

Ieri ho scoperto che Miguel è agronomo laureato, ha un Master in trattamento organico delle infezioni delle colture e diversi corsi di specializzazione. Prima di venire qui lavorava in Perù per dei progetti finanziati dalla Comunità Europea.

continua


Ma chi è questo Mastella?

Clemente MastellaDicono che Mastella protesti per la diaria data dall’Europarlamento. Ma forse non sa, o non vuole sapere, che 295 euro al giorno come rimborso spese, più un extra legato alla durata del viaggio e alla distanza fra casa e aeroporto, non sono molti, senza dubbio, ma ci rientra benissimo in albergo 4* convenzionato con l’Europarlamento più il cibo. Anzi, ci avanza qualcosa.

Certo, dovrà prendere l’aereo in classe economica ma, considerando che c’è un’agenda precisa, comprandolo, come tutti, in anticipo, ci rientra benissimo anche con quello. Anche perché per due o tre giorni di permanenza e presenza in Parlamento il biglietto è comunque uno, mentre la diaria è doppia o tripla. Certo, dovrà essere lì e partecipare alle sedute. Lavorare, insomma.

E poi forse non sa che per un consulente dell’ONU o un dipendente di agenzia che non sia arrivato ai gradi superiori la diaria è 156 euro al giorno (viaggio a parte, in economica eccetto per che voli superiori alle 6 ore effettive). E anche per un rappresentante legale della Comunità Europea, lo posso dire a ragion veduta, anche per andare all’estero.

Voglio dire, Mastella si considera migliore dei suoi colleghi europei o di un dipendente di un’agenzia ONU? E’ probabile che abbia accumulato dei soldi prima: se ha delle esigenze particolari, che li spenda! Oppure attinga ai 5.700 euro al mese che prende come europarlamentare, visto che pare che gli il 50% ciurca degli italiani dichiari al fisco meno di 15.000 euro complessivi di reddito (il 25% dei lavoratori autonomi), mentre l’80% dei contribuenti dichiara meno di 26.000 euro.

Certamente, molti mentono al fisco: ma proprio stamattina ho sentito un tecnico di laboratorio universitario amico mio, lavora da 15 anni sia lui sia la moglie, hanno due figli e percepiscono in toto 2100 euro netti al mese (incluso gli straordinari e la tredicesima). Sono entrambi statali e non rubano al fisco. Stavano uscendo per andare ai saldi dell’IKEA per finire di arredare l’appartamento, dopo 12 anni che ci vivono.
Come la mettiamo, signor Mastella?

E-gov 2012, la nuovissima cura di Brunetta vecchia di tre anni

BrunettaCominciamo l’anno con una notizia davvero nuova, che porrà l’Italia in testa a tutti i paesi dell’Europa e dell’Asia. Il ministro della fannullonaggine Brunetta, infatti, ha trovato una cura per rilanciare l’economia italiana:

[il] piano «e-gov 2012»: un vero e proprio salto di qualità nell’utilizzo delle tecnologie informatiche già in possesso delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali per migliorarne le prestazioni, ridurre i tempi di attesa di una pratica e garantire il massimo accesso possibile a cittadini e imprese.

Vuole potenziare le tecnologie informatiche e l’implementazione del sistema pubblico di connettività, che oggi consente alle amministrazioni centrali di comunicare online, perlomeno dal lato dell’offerta pubblica di servizi. In soldoni: dare vita o sviluppare l’e-governance o e-government (che sembra che non siano la stessa cosa).

continua


E' Veltroni che dice bugie o le dice Berlusconi?

Italian flagMentre secondo Reporters Sans Frontieres in un anno l’Italia è scesa dal trentacinquesimo al quarantaduesimo posto per la libertà di stampa, sulla manifestazione di sabato ci sono ancora pareri contrastanti sia nei nostri media, sia sulla stampa internazionale.

Veltroni dice che è stata un grande successo e le immagini dall’alto del TG1 mostravano una piazza gremitissima. Sembravano le folle oceaniche del Ventennio. Al TG2 dicevano che però il Circo Massimo, senza contare il palco e gremito all’inverosimile, può contenere non più di 300.000 persone.

Veltroni ha dichiarato che è stata la piu’ grande manifestazione di un partito che si sia svolta da molti anni a questa parte in Italia. Berlusconi, Calderoli e Gasparri hanno dichiarato che è stata un flop: questo paese ha un’opposizione assolutamente antidemocratica, che non ha un séguito popolare.

Veltroni insiste sul carattere pacifico e ordinato della manifestazione, Berlusconi dichiara che non si può dialogare con questa opposizione bugiarda e guerrafondaia. E intanto si permette a Cossiga di dire nefandezze come quelle di venerdì scorso: ché Di Pietro ha ragione e io l’ho già detto, o è tocco o è delinquente. E’ un vero e proprio inno alla violenza di Stato, e pensare che è stato un nostro presidente della Repubblica.

continua


Il Dalai Lama e la posizione dell'Europa e dell'India sul Tibet (e la posizione di alcuni blogger)

Dalai LamaIeri sono stata al computer ad aspettare le notizie dal Tibet fino all’1 di notte ma dall’est è arrivato un silenzio preoccupante. Una calma piatta, forse dovuta anche alla mancanza di informazioni dirette.
Dove saranno stati portati i monaci e gli studenti che a centinaia, dai vari monasteri intorno a Lhasa, sono stati caricati sui camion militari?

Prima di vedere la situazione in Cina, voglio dire due parole ad alcuni amici blogger. Ho letto dei post su blog e su tumblr con un’ironia pesante sulla supposta moda che farebbe scrivere molti del Tibet, come prima della Birmania o di tutte le crisi ed emergenze che ci sono al mondo. E questo, l’ironia sulla questione tibetana, fatta in nome di un supposto beneficio economico che l’Occidente avrebbe a comprare prodotti cinesi. Voglio rispondere solo con qualche nota, anche se ci sarebbe moltissimo da dire.

1) Il diritto di informazione: un blog fa anche informazione e la fa molto più in fretta di un TG o di un giornale di carta. Qualche volta anche meglio perché io per esempio mi occupo di questa parte dell’Oriente da 20 ani, un giornalista deve per forza occuparsi di tutto: se è agli Esteri, spazia dalla Russia all’Australia, l’Africa, la Cina e i rapporti dell’Europa con l’estero. Che avrei studiato/insegnato a fare le scienze orientali se non mi occupassi anche della situazione contemporanea? La storia passata serve a capire meglio il presente e a immaginare realisticamente il futuro.

2) Sull’economia e i vantaggi di comprare cose a poco prezzo prodotte in Cina rispondo alcune parole di Fabio: la delocalizzazione è un furbo escamotage per sfruttare il lavoro in condizioni inimmaginabili, con il risultato di impoverire la produzione qui. Ritengo criminale che un effimero aumento della ricchezza di pochi vada a far buttare al vento decenni di conquiste sociali. Adesso gli operai, entro una generazione anche gli impiegati. Forse prima. Il resto seguirà velocemente.

Ecco, a comprare dei prodotti a basso prezzo in paesi come la Cina, ma anche com l’India o il Nepal, prima di tutto non si sa come vengono prodotti e a quel prezzo umano lì, sul posto. Io ho visto come venivano fatti i tappeti nel nord dell’India, per esempio, con i bambini che lavorano 12 ore al giorno per salari da fame, e non credo che comprarli per risparmiare sia una soluzione valida per un Occidente civile.

Inoltre qui non si produce più, a causa dell’alto costo, lì sì. E qui che facciamo, togliamo lavoro agli operai, poi agli impiegati, e poi? L’outsourcing ha i suoi prezzi economici e sociali.

continua


BarCamp Turin o Pune India? Questo è il dilemma..

Mentre qualcuno si chiede di cosa parlerà al prossimo BarCamp che si terrà a Torino il 2 dicembre, io quel giorno sarò in India come uno dei 25 delegati della Comunità Europea alla conferenza “‘The role of the State in a liberalized economy” in seno al progetto Poros. La conferenza è sponsorizzata dalla CE, organizzata dall’EPLC (European Public Law Center) e dal Ministero della giustizia indiano e vari altri enti e organi nazionali e sovranazionali, fra i quali l’Indian Law Society (ILS) Law College di Pune.

Parlerò il 2 dicembre e il titolo della mia relazione è “Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens.” Parlerò anche dei blog, del ruolo che hanno nel processo democratico. Dico la verità? Ho studiato tanto! Mentre sul processo democratico e dei rapporti fra stato e cittadino me ne occupo, se pure non in modo continuo, da un po’ di anni (diciamo 15), di Web 2.0 no. Così ho letto, letto, letto e mi sono fatta spiegare un po’ di cose da Ludovico. Sapete che ho capito? Che siamo circondati dalla tecnologia! Viviamo in un oceano, un marasma di tecnologia e non ce ne accorgiamo neanche più. Fa parte della nostra vita di ogni giorno. Almeno qui, in Occidente.

Da oggi, quindi, comincerò a fare il resoconto delle mie giornate indiane, dei giudici, degli avvocati e dei ministri, dei luoghi, dei computer (cercherò di fare la presentazione in PowerPoint) e.. dell’organizzazione! Parlare dell’”organizzazione” indiana è la parte più difficile, insieme al fatto che starò in viaggio, fra volo e standby, 32 ore esatte all’andata, un po’ più al ritorno.

Quindi, stay tuned. Domani telefono all’albergo per sincerarmi che mi abbiano dato la camera che voglio. Dovrei avere una bella camera doppia con connessione, anche se non ci faccio niente perché a fianco della hall c’è l’Internet point. Vorrei anche cambiare il volo Mumbay-Pune in servizio limousine, dato che sono solo 160 Km. Vi racconterò.