Tag Archives: comunicazione

"E' tempo di lasciare l'Islam": guerra contro The New York Times per la libertà di stampa e di religione

Un caso di libertà di stampa e di religione scoppiato inizialmente fra una blogger (dicono in cerca di notorietà e forse di una poltrona al Congresso – Grillo docet) e The New York Times, che poi ha coinvolto l’Autorità dei Trasporti pubblici di Manhattan e i giudici e si è allargato alle minoranze religiose americane. Una polemica virale diventata caso nazionale.

Gli antefatti. Lo scorso marzo The New York Times ha pubblicato uno spazio pubblicitario comprato dal gruppo ateista Freedom From Religion Foundation (Fondazione per la Libertà dalla Religione). Il titolo: E’ tempo di considerare di lasciare la Chiesa cattolica“. Che poi è stato ripubblicato dallo Washington Post, senza adolcire il titolo, come: “E’ tempo di lasciare la Chiesa cattolica“.

continua


Quotidiani di carta, dati e ragioni della disfatta

I quotidiani cartacei stanno male, molto male. Secondo l’ADS sono sempre meno i cittadini che si rivolgono alla carta stampata invece che al Web. La diffusione e la vendita effettiva dei quotidiani italiani tocca i minimi assoluti di molti anni.

I dati completi da Wall Street Italia. In Italia i giornali che superano il tetto delle 100.000 copie sono solo sei:

continua


L'Iran prepara una grande Rete interna (da cui forse escluderà Internet)

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. “Non taglieremo l’accesso a internet”. Il governo iraniano si affida a un comunicato per negare la notizia di un imminente intervento contro la Rete libera.

Teheran afferma però che sta sviluppando un suo “information network nazionale” chiuso, che funzionerebbe solo per la Repubblica islamica dell’Iran.

continua


Twitter e il diritto di informare

Il governo del Brasile ha fatto un'ingiunzione legale contro Twitter perché sospenda gli account degli utenti che danno informazioni sull'attività della polizia stradale riguardo ai blocchi, le volanti per il controllo del tasso alcolico e così via, dicendo che impedisce il funzionamento del governo.

continua


Usa, che fa lo spot per la Chrysler di Clint Eastwood?

Grande dibattito in Usa sullo spot pubblicitario commerciale (che vedete qui su Youtube e si intitola “In America siamo a mezza strada”) che ha girato Clint Eastwood per la Chrysler, trasmesso durante la partita di Super Bowl dei professionisti del football americano – più o meno come durante l’incontro decisivo del campionato di calcio da noi.

Il bravo Clint in due minuti di spot parla delle sfide che sta affrontando l’America mentre sia il paese sia la Chrysler lavorano per uscire completamente dalla recessione del 2008-2009.

continua


Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Internet Governance Forum 2011 - Internet non deve appartenere a nessuno

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul sesto Internet Governance Forum, sponsorizzato dalle Nazioni Unite in Kenya. Tra i temi principali: l’uso della banda larga, i cui costi sono ancora proibitivi per molti paesi. L’uso della telefonia mobile e il wireless. L’ammonimento a quei governi che vorrebbero tassare chi usa Google e Facebook, ma anche all’Onu e a quei governi che vorrebbero decidere a chi appartiene Internet.

continua


I nativi digitali e la conoscenza disseminata: mente, linguaggi e apprendimenti delle nuove generazioni

donna al computerVi ho già parlato del bellissimo incontro su Alda Merini organizzato dal Liceo Classico Stelluti di Fabriano, vero? E anche di quello su La politica della Cina e i Diritti umani dei tibetani.

Agli inizi di dicembre, per il terzo Seminario di psicologia, psicoanalisi ed educazione il liceo ha organizzato un incontro su Internet e i nuovi mezzi di comunicazione intitolato I nativi digitali e la conoscenza disseminata: mente, linguaggi e apprendimenti delle nuove generazioni.

continua


Tweet archiviati dalla Library of Congress

Tweet thisLa notizia giunge veramente a ciel sereno e sconvolge un po’ quello che pensavo della preservazione della cultura e dell’utilizzo dei fondi pubblici: l’antica e famosa biblioteca americana Library of Congress, la più grande biblioteca del mondo (che conserva anche gli archivi di Mussolini, per esempio, e molti fondi, documenti e archivi di tutti i paesi dove gli USA sono stati presenti in guerra), raccoglierà e conserverà i tweet, cioè i 55 milioni di messaggi che si mandano gli utenti ogni giorno. Ha già acquistato l’intero archivio di Twitter.

Pare che tutti siano contenti: la Library of Congress perché la collezione dei media digitali comprenderà i tweet, che “stanno diventando parte della storia”; i ricercatori e chi fa cultura perché – ed è stato detto già molti anni fa dal grandissimo Ernesto De Martino – la cultura è quasi soltanto cultura dei famosi, degli scienziati, dei più importanti, o di chi fa scandalo.

continua


Quando Twitter ha il bug fisso: colpa della pubblicità?

twitter errorDa quando sto cercando di vedere i miei “follower request” di Twitter? Due mesi, più o meno, e mi dà sempre errore. Dopo varie peregrinazioni riesco individuare la mia richiesta nella pagina/form giusta e leggo che agli inizi del mese stavano risolvendo il problema ma, di fatto, ancora non è risolto. E in più hanno disabilitato i commenti.

Non è che dato che anche in Italia ora Twitter viene usato per la pubblicità cercano di scoraggiare i tweet protetti? Il problema infatti c’è solo per chi li chiude come me. Qualcuno ne sa qualcosa?

La passione nella ricerca (dei soldi)

EinsteinSe vuoi essere uno di quei ricercatori prenteziosetti e inutili, che forse fanno anche carriera, ma che non lasciano il segno (che per un ricercatore è grave). La realtà è che la ricerca è lotta quotidiana per un finanziamento, collegamenti coi politici, con gli amministratori delegati, e la società, necessità di relazione, obbligo e desiderio di comunicazione scientifica, e di relazioni professionali qualificate. E’ una lotta, una passione, e un sentimento.

Come vedremo, c’è molta passione, non sempre però chi ha la passione del ricercatore occupa le cattedre giuste. Viceversa, chi occupa le cattedre non è detto che ne abbia la stoffa.

Ecco qualcuno che dice cose serie sulla ricerca in Italia. The Catcher quando scrive di queste cose gioca in casa e vince.

Avanti