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BlogFest Spettegulèss - III -Indicazioni di voto

Qui la BlogFest di Riva del Garda.
So che nessuno di voi ci crederà e così non posso che appellarmi al poco di auterevolezza che mi sono conquistata sul campo.

Non dirò chi è neanche sotto tortura, ma ieri un amico mi ha detto che un blogger/bloggeressa ha spammato tantissimo, più volte a tambur battente, dando indicazioni di voto per sé e per uno/a in tutte le altre cinquine del Macchianera Blog Awards.

Dato che non ci credevo l’amico ha aperto il computer e mi ha mostrato le email.

Ecco, ora mi spiego un po’ meglio certi fenomeni legati alle classifiche. Ma fare qualcosa di costruttivo per sé e per gli altri no eh?

Anche un buon sugo, che non è facilissimo a farlo buono. Anche questo mi sembra meno patetico di mandare mass mail ripetute con le indicazioni di voto per il Macchianera Blogs Awards.

O sono io che non ho il senso giusto delle cose?

Su Chrome - della serie: vorrei ma non posso

ChromeLa cosa più carina che ho visto è la vignetta su Chrome e l’articolo Chrome vs. the World su PC World.

Tutto il resto, a dire la verità, mi ha stufato parecchio. Sarà che non sono una computer techy. Però anche la maggior parte di quelli che hanno un blog non lo è: fa solo finta.

Immigrazione: due proposte per snellire l'Amministrazione e incentivare l'economia

gerarchiPronto, vorrei denunciare uno alto circa 1.80, nero, belloccio: mi sembra clandestino. No, il nome non lo so, se è clandestino!

Ho appena sentito alla radio che non so quale comune, mi pare quello di Cantù, ha istituito un numero verde per denunciare in modo anonimo gli immigrati clandestini.

Sapevo che a livello sperimentale in un paio di comuni c’era già, ma non funzionava bene.

Vorrei consigliare ai nostri politici e amministratori: bisognerebbe diffondere a livello nazionale, in modo capillare, degli opuscoletti sull’OVRA, la polizia politica segreta di Mussolini. Funzionava benissimo anche senza telefono e computer.

Si potrebbe anche rimettere su una squadretta di intellettuali ben preparati a istruire il popolo. Si combatterebbe anche la fuga dei cervelli.

Senza parole, ma con tanto mare e sole

kotari beachCari tutti, da domattina Orientalia va in vacanza per pochi, indispensabili giorni.

Niente computer, niente cellulare, niente Twitter, niente amici, niente cane e piante, niente libro, niente articoli e niente parole, ma tanto mare, tanto silenzio e tanto sole.

Saluto un amico che non ho avuto modo di sentire e ringrazio tutti voi che mi leggete e che nei mesi passati, talvolta difficili, senza potermi muovere dal letto, mi avete fatto compagnia e mi avete portato tanta gioia, tante discussioni, tante notizie e mi avete strappato tanti sorrisi.

Ciao, a presto!

Noi romantiche donne di Internet

man and womanPrima, facendo la panzanella (chi vuole la mia ricetta lo dica), sentivo un giornalista che commentava a proposito della “nuova” moda di offrire alla ragazza delle romantiche serenate notturne.

Diceva: “E’ una cosa molto romantica, anche se adesso le donne usano Internet“.

E chi l’ha detto che noi donne di Internet non siamo romantiche? Nel 1995-1996 io abitavo ancora negli USA e lui a Milano. Così stava quasi tutta la notte alzato e mi scriveva cose romanticissime. Per me invece era giorno e correvo da una parte all’altra del dipartimento per controllare la posta sul computer.

La sera, quando il direttore se ne era andato, il dipartimento cambiava volto: al posto della musica classica indiana, che di solito aleggiava soffusa in tutte le stanze, mettevo le tre cassette di musica ska e raggae che lui mi aveva mandato. Spesso ballavo da sola.

Poi lui ha stampato tutte le nostre lettere e ne sono venuti fuori tre librini stupendi, rilegati con una bella copertina di tela verde con stampigliato un angelo. Incredibile ma vero! Yes he can.:)

(Peccato che una volta che ci siamo messi a vivere insieme l’abitudine di dirmi le cose da una stanza all’altra via computer per lui non sia finita, ma questa è un’altra storia…)

Ideologia nella rete. Una mappa ragionata (senza donne)

woman at computerNove profili per altrettante “scuole di pensiero” (fortuna che hanno messo le virgolette perché, se alcuni dei nomi citati facessero davvero scuola, sarebbero da eliminare i maestri e pure le scuole).

Una mappa ragionata in tutti i formati possibili. La apro ed è subito ovvio: ma dove sono le donne? Possibile che fra qualcuno dei citati, che conta su Internet meno di zero (che non indico per pietà buddhista — ma parlo a persone intelligenti e sono certa che ai nomi ci arrivate al volo), e 15 anni di Web, non ci sia una, che dico una sola donna il cui pensiero e lavoro nel web abbia dato un contributo di qualsiasi tipo? Nel “variegato manipolo, ogni giorno crescente, di serissimi studiosi, giornalisti, intellttuali e brillanti cialtroni” nessuna donna?

Ho fatto una ricerca su Google di un minuto netto (ché devo uscire) e ho trovato subito questo sito con una lista di donne che hanno dato un contributo importante in informatica e Internet dal 1990. Solo per dire.

E fortuna che la mappa ragionata è stata pubblicato da Chips&Salsa su Il Manifesto! Mi ricorda quando facevo le prime occupazioni del liceo, molti anni fa, e i “compagni” mi prendevano in giro perché avevo i capelli lunghissimi e puliti, dicevano che era troppo borghese. Poi, dato che scrivevo bene, come grande concessione mi volevano mettere a scrivere i discorsi infiammati e un po’ insulsi del bossetto di liceo! Qualche anno più tardi i compagni avrebbero voluto che noi donne andassimo a letto con loro, sempre e solo per compagnitudine.

Ora siamo semplicemente scordate, messe da parte, anche da Cronache digitali e Il Manifesto. Poca cosa, sì, ma indicativa. Dopo tanti anni e tante battaglie per riprenderci la metà del cielo che ci spetta siamo ancora lasciate a terra.

Aggiunta delle 20:10: Vincenzo ci segnala questo post con una bella sfilza di donne che hanno contribuito al mondo di Linux e che hanno fondato siti importanti come Gnome Women e Ubuntu Women. Grazie Vincenzo, tantopiù che mancano donne che segnalino nomi o che si facciano sentire (forse sono al mare o forse si stanno riprendendo dalle scampagnate con i Vippps, uomini ovviamente).

FriendFeed a fine luglio a Milano vs l'opera buffa di Bossi

CalderoliSarà che sono un po’ stanca, alle ultime battute della revisione del mio libro sulla politica culturale in Asia da Mussolini ad Andreotti, con i sogni deliranti del Duce in India e il carteggio originale che mi ha dato il senatore (e poi c’è ancora il regesto, le foto, la bibliografia ecc.).

Sarà che ho una pila alta di libri da studiare sul comodino, purtroppo tutti intelligentissimi e pesantissimi.

Sarà che di programmi e social network da imparare ne esce ogni giorno uno, e quasi tutti interessanti e complicati.

Sarà che di tempo ne ho pochissimo e quello che mi avanza lo uso per fare cose strambe (secondo qualcuno) tipo andare al cinema all’aperto, fare una passeggiata al parco, chiacchierare con amici (dal vivo) o addirittura andare dal parrucchiere (forza mia cara!).

Insomma, ho aperto FriendFeed perché ero curiosa, ho visto che era difficilotto e che bisognava applicarcisi un po’ e, dopo aver messo da parte Plurk, ho messo allegramente da parte anche FriendFeed. Delle volte mi sento un dinosauro del computer, uso sempre e solo le cose che mi servono e faccio una fatica immensa a impararne di nuove. Lo faccio solo quando so che mi sono di effettiva utilità e invidio un po’ quelli che provano, sperimentano e gironzolano fra programmi, siti e blog.

Mi spiace ma non ho tempo di imparare e al momento non ho neanche troppa voglia. Mi diverte di più, se non fosse che a tratti mi fa infuriare, seguire le farneticazioni di un ministro (forse) illegale come Bossi, pingue, vivo e onorato

continua


Diventa editore di te stesso: col blog si può, ad Ancona

Enrica GarzilliDomattina, se siete ad Ancona, andate al Blu Mouse Computer, in via Martiri della Resistenza, 32.

Marco Traferri, Vittorio Pasteris, Gaspar Torriero, Luca Lorenzetti, Matteo Marchelli (che è ritornato dal safari), la sottoscritta e altri (qui ho messo solo i più belli) si incontreranno dal vivo o in videoconferenza per parlare su Diventa editore di te stesso: col blog si può.

Questa è la bellissima presentazione che ha fatto Marco dell’incontro e di noi tutti. Se non siete ad Ancona l’incontro andrà in diretta streaming dal blog dei Sabati di Blu Mouse. Mi raccomando, non mancate.

Cosa: Diventa editore di te stesso: col blog si può
Dove: Ancona, Blu Mouse Computer, in via Martiri della Resistenza, 32
Quando: Sabato 21 giugno 2008, ore 9:30

E poi, se siete a Milano e non potete fare a meno di noi, andate allo SportCamp Milano 2008, al Centro Sportivo Bonacossa, in Via Mecenate numero 74. Qualcuno di noi sarà lì.

La vita del blogger è molto faticosa.

YouRank per stare insieme o per stare da soli

YourankOggi mi è arrivato un nuovo programmino da provare. Si chiama YouRank ed è un’estensione di Firefox. E’ una specie di assistente personale del browser che memorizza ed organizza in maniera completamente automatica le ricerche e i migliori siti.

Per scaricarlo: YouRank

La cosa che mi intriga è che installandolo i dati della navigazione rimangono al sicuro. Il database della navigazione è criptato e risiede nel computer di chi lo usa, nella cartella delle estensioni di Firefox. Così, quando guardo i siti proibiti (per esempio quelli dei buddhisti cinesi in Cina), la privacy è assicurata.

E’ una specie di social network privato: tutti i siti che uno cerca può condividerli o può tenerseli per sé. Ovviamente questo serve anche a vedere i trend dei siti in crescita o quelli più cercati della giornata.

NB: solo le prime 2000 persone possono scaricarlo perché è in Alpha pubblica, quindi affrettatevi.

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Storia esemplare di un buddhista dipendente dell'università che scopre Internet e le sue gioie

MonkEra il 1997 e d’inverno insegnavo a un’italica università. C’era un ragazzone attempato, mezzo tonto a dire il vero, che non si sa come aveva ottenuto una laurea in Lettere indirizzo archeologico. In effetti era figlio dell’ex [...] dell’università, e il fatto forse (sic dicunt) un po’ lo ha aiutato. Ma questo al momento è irrilevante ai fini del racconto.

Dicevo che il padre, prima di andarsene nel paradiso Tusita, aveva sistemato il figlio come tecnico di laboratorio nella Facoltà di Lettere. Non che lavorasse o facesse qualcosa, per carità, ma era lo stipendio più alto che potesse prendere senza lavorare e senza combinare danni, e di un certo prestigio.

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