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La Corte Costituzionale appoggia il software libero

linuxStorica sentenza della Corte Costituzionale: è legittimo favorire il software libero.

Un anno fa il Consiglio della Regione Piemonte approvava la legge n. 9 del 26 marzo 2009, che stabiliva che nella scelta dei programmi si dovessero privilegiare quelli appartenenti alla categoria del software libero e i programmi il cui codice è ispezionabile dal titolare della licenza.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha impugnato questa norma chiedendo alla Corte Costituzionale di dichiararla illegittima.

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India, gay e magistratura italiana

Indian gay parade

Dopo il Guy pride di domenica a Delhi, Kolkata e Bangalore, l’Alta Corte di Delhi ha dichiarato l’articolo 377 del Codice Penale indiano una “violazione dei diritti fondamentali”. Questa è la famosa legge contro l’omosessualità entrata in vigore nel 1860, sotto il governo coloniale britannico, che diceva:

I rapporti carnali contro natura fra gli uomini, le donne donne o con gli animali è punibile con l’imprigionamento, anche a vita.

Di fatto, gli anni di prigione erano fino a 10 e la legge era usata fino a ora specialmente contro i pedofili, ma nel 2006 aveva fatto scalpore l’arresto di quattro uomini gay a Luknow. Sono anche noti dei casi in cui la polizia indiana ha usato questo articolo del Codice per ricattare o anche violentare gli omosessuali.

Il verdetto della Corte di Delhi può essere contraddetto dalla Corte Suprema dell’India, che ovviamente regola il funzionamento di tutte le Alte Corti degli stati dell’Unione Indiana, ma non credo che il suo verdetto sarà molto diverso. La Corte Suprema è chiamata “il guardiano della Costituzione” ed è particolarmente attenta al rispetto dei diritti fondamentali, attraverso il ricorso diretto previsto proprio dalla Costituzione.

La Corte Suprema ha un grado di autonomia, previsto dall’ordinamento indiano, che le conferisce un grande prestigio e una grande indipendenza dalla politica e dal Parlamento. E’ in grado di contrapporsi alle decisioni delle Alte Corti locali (come l’Alta Corte di Delhi) o distrettuali e alla violazione delle leggi dei singoli stati dell’Unione. Soprattutto, vigila che i diritti fondamentali, sanciti dalla Costituzione, vengano rispettati.

A proposito della legge contro l’omosessualità maschile in India e anche in Gran Bretagna, è nota una storiella molto carina che forse neanche Culturagay.it conosce. Quando chiesero alla Regina Vittoria perché nel regno i rapporti fra omosessuali uomini fossero stati dichiarati illegali e quelli fra donne no, la regina rispose:

Perché non sapevo che esistessero!

La situazione legale in India fa pensare all’indipendenza della magistratura in Italia. Per dirla chiaramente, alla famosa cena fra Silvio Berlusconi, il Guardasigilli Angelino Alfano e i giudici costituzionali Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, che ieri è stata al centro dell’audizione del ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Il giudice costituzionale Mazzella ha infatti ospitato a casa sua i signori di cui sopra, proprio alla vigilia della riunione della Corte dedicata alla costituzionalità del “lodo Alfano”.

Questo è il testo della lettera aperta del giudice Mazzella a Berlusconi.

Caro Presidente, caro Silvio, ti scrivo una lettera aperta perché cominciando seriamente a dubitare del fatto che le pratiche dell’Ovra (la polizia segreta fascista, ndr) siano definitivamente cessate con la caduta del fascismo, non voglio cadere nel tranello di essere accusato, da parte di chi necessariamente ne ignorerà il contenuto, di averti inviato una missiva ‘carbonara e piduista’, secondo il colorito linguaggio di un parlamentare. Ritenevo in buona fede di essere un uomo libero in un Paese ancora libero e di avere il diritto ‘umano’ di invitare a casa mia un amico di vecchia data quale tu sei”.

“Ho sempre intrattenuto con te – scrive Mazzella – rapporti di grande civiltà e di reciproca e rispettosa stima. Vederti in compagnia di persone a me altrettanto care e conversare tutti assieme in tranquilla amicizia non mi era sembrato un misfatto. A casa mia, come tu sai per vecchia consuetudine, la cena è sempre curata da una domestica fidata (e basta!). Non vi sono cioé possibili ‘spioni’, come li avrebbe definiti Totò. Chi abbia potuto raccontare un fantasioso contenuto delle nostre conversazioni a tavola inventandosi tutto di sana pianta – è sottolineato nella lettera – resta un mistero che i grandi inquisitori del nostro Paese dovrebbero approfondire prima di lanciare accuse e anatemi. La libertà di cronaca è una cosa, la licenza di raccontare frottole ad ignari lettori è ben altra! Soprattutto quando il fine non è proprio nobile”.

Caro Silvio, a parte il fatto che non era quella la prima volta che venivi a casa mia e che non sarà certo l’ultima fino al momento in cui un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà personali, mi sembra doveroso dirti per correttezza che la prassi delle cene con persone di riguardo in casa di persone perbene non è stata certo inaugurata da me ma ha lunga data nella storia civile del nostro Paese. Molti miei attuali ed emeriti colleghi della Corte Costituzionale hanno sempre ricevuto nelle loro case, come è giusto che sia, alte personalità dello Stato e potrei fartene un elenco chilometrico”. “Caro presidente – conclude la lettera -, l’amore per la libertà e la fiducia nella intelligenza e nella grande civiltà degli italiani che entrambi nutriamo ci consente di guardare alla barbarie di cui siamo fatti oggetto in questi giorni con sereno distacco. L’Italia continuerà ad essere, ne sono sicuro, il Paese civile in cui una persona perbene potrà invitare alla sua tavola un amico stimato. Con questa fiducia, un caro saluto. [da Il Salvagente.it]

Sul fatto che alla cena fosse presente anche Alfano, neanche una parola.

Magistrati a concorso all'italiana

law and booksSto parlando del concorso per diventare magistrati o, meglio, uditori giudiziari, che si è concluso ieri nei padiglioni della Fiera di Milano. Ne scrivo grazie al racconto dettagliato di un partecipante, Hermans Joseph Iezzoni (che è stato così carino da portare dall’Abruzzo i fiadoni appena sfornati, qui la ricetta).

Del concorso hanno parlato il Corriere e altri quotidiani ma non dicono la vera particolarità, la stranezza tutta italiana, di come si è svolta questa prova. Roba da non crederci.

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Metti Codice Internet in Galleria

Codice Internet - Milano, Galleria, 10 ottobre 2008 III Oggi sono stata per una mezz’ora alla presentazione di Codice Internet in Galleria, in pieno centro (altre foto su Flickr). Hanno parlato dell’enorme bontà e ragionevolezza di Creative Commons e del perché tutti devono usarlo.

A un certo punto due scozzesi in kilt si sono seduti a bere un superalcolico da una bottiglia nascosta in una busta di carta. Ascoltavano e ridevano come matti, chi sa che avranno capito.

Legge islamica: mentre Londra piange, Parigi ride

donna islamicaInghilterra. La legge della Sharia irrompe nel sistema giudiziario. Cinque corti islamiche sono state fondate nelle città di Londra, Birmingham, Bradford e Manchester e Nuneaton, nella contea di Warwickshire.

La cosa grave è che il governo, tramite l’Alta corte, ha sanzionato che le loro decisioni possono essere implementate dal sistema giudiziario del paese. Insomma, la legge laica inglese riconosce la validità di una legge religiosa.

Di fatto, quindi, finisce il sistema del Codice civile unico e viene accettato il principio della Personal Law, cioè delle leggi civili proprie dei vari sistemi religiosi. Per ora, solo quello islamico.

Contro la Personal Law si sono battute per decenni le organizzazioni per le libertà civili indiane, perché sanziona di fatto delle enormi disparità fra la popolazione di fedi diverse e perché trasforma lo stato laico in uno stato religioso.

Oltre tutto, in caso di disputa — per esempio in un matrimonio misto fra appartenenti a due fedi diverse — non c’è un’autorità superiore in grado di decidere per entrambi ma c’è uno degli sposi, che di solito è la donna per il minore potere economico e sociale, che soccombe alle decisioni della corte di appartenenza dello sposo.

In Francia, invece, una donna musulmana è stata ripudiata pubblicamente, il giorno del matrimonio, perché non era più illibata. E lei che ha fatto? Si è rivolta alla legge perché anche il marito non era più illibato e vige il principio della non discriminazione in base al sesso.

Ha accettato di separarsi appellandosi alle sue ragioni e ha chiesto al marito un risarcimento per essere stata pubblicamente vilipesa: un euro.

Che stile! Complimenti, mia cara, spero che la sentenza ti dia soddisfazione e insegni qualcosa a Londra.

Fatelo da soli ma pagate la cassiera

supermarketSono andata all’Esselunga di Viale Piave nell’ora in cui è vuota, intorno alle 13, ci ho messo comunque 40 minuti, sono andata alla cassa e c’era una fila lunga un chilometro. Allora ho chiesto se potevano aprire un’altra cassa.

La manager ha fatto aprire ma, gentilmente, mi ha fatto notare che c’è il sistema Prontospesa per cui tu con una macchinetta passi sopra al codice a barre del prodotti, in pratica ti sostituisci alla cassiera, così arrivi alla cassa e paghi soltanto, con un notevole risparmio di tempo.

Tralasciando il fatto che la macchinetta pesa un quintale, che spesso il codice a barre non funziona e allora si deve ricorrere all’essere umano e che se uno sbaglia fanno tirare fuori tutti i prodotti uno per uno, e questo pare che succeda spesso, e quindi tutto sommato il tempo non si risparmia, ma come, io pago anche per il servizio (leggete il Bubbo Grasso) e quelli mi dicono che devo fare tutto da sola?

Online wonderful works: BlogBabel coming back soon

Enrica GarzilliSembra, ma dico sembra, che BBB, the Beautiful BlogBabel, aprirà a breve. Dico sembra perché ho visto, fra un fervore di lavori e di iniziative utilissime, cioè fra una cuffia e l’altra, colla incollata ovunque, taglierini e retine di varia grandezza, saldatori e sfreddatori, dicevo che ho visto qualcuno, intorno all’una di notte, rimettere mano al codice per le ultime ritoccatine.

Forse l’iWordCamp di sabato scorso l’ha ispirato e riappacificato con il versatile mondo dei blogger, visto la location bucolica e l’ottima riuscita, o forse tutte le mail che riceviamo supplicandoci in ginocchio di riaprire, perché nessun altro servizio è come BB, hanno sortito il loro effetto.

Quello che sia non so. Non lo so, ma so che BB riaprirà a brevissimo. Finalmente Corona’s può mettersi l’animo in pace.

Diritto alla privacy: sul Web manca l'indirizzo

Questi giorni ha fatto scalpore, non so perché, il provvedimento del Garante per la Protezione dei Dati Personali che ha bloccato sul sito di Lista Palau del Comune di Palau, in Sardegna, di alcuni dati: la lista degli alunni di scuole medie inferiori, secondarie e superiori che hanno ottenuto un contributo per l’acquisto dei libri di testo.

Il bello è che la pubblicazione comprendeva, oltre al nome e cognome del singolo alunno, i dati identificativi dei genitori, il contributo economico fornito e spesso anche le coordinate del conto corrente bancario (probabilmente a riprova della veridicità delle informazioni). Ovviamente il Garante ha

CONSIDERATO che il trattamento dei menzionati dati personali risulta allo stato effettuato in violazione dei princìpi di liceità, finalità e pertinenza e non eccedenza del trattamento (art. 11, comma 1, lett. a), b) e d), del Codice).

Io credo invece che manchi una cosa in quelle liste: l’indirizzo e il numero di telefono. Eventuali ladri, per esempio, dovrebbero poter accedere immediatamente a questi dati e non perdere tempo: se un mio ex dentista con appartamento in centro storico a Roma, casa estiva in Sardegna, casa in montagna e auto varie (compresa una Range Rover, che non è esattamente economica) ha denunciato nel 2003 solo 8.000 Eu di imponibile, è assolutamente plausibile che le famiglie dei ragazzini beneficiati dal contributo siano fra le più ricche di Palau.

Sul Diritto alla Privacy su Internet questo blog ha pubblicato diversi post: segnalo solo Milano e i terroni, Indirizzi IP, diritto alla privacy e marketing, Ancora du Pietro Ricca e il diritto alla privacy, Riotta risponde, copyright e lavoro, Emilio, perché non fai il giornalista?, Arriva OpenSocial, il nuovo social network di Google; e aggiungo anche Siete infastiditi da telefonate con numero nascosto? ecco un modo per anticipare i tempi della burocrazia e risalire all’identità del chiamante: perché anche il diritto alla privacy ha un limite, quello dell’illegalità. Attenti cari scocciatori e care scocciatrici!

Amici e sogni

dream yogaMi spiace un po’ ma questi giorni non ho molto tempo per scrivere, non ho tempo per addobbare la casa, albero e il resto, farò solo il Presepe (stasera!): adoro le feste ma sto sempre a fare un certo lavoretto prima che la proprietaria della casa editrice mi faccia fuori per sempre (eheh non ci sperate..:)). Però quest’anno ho avuto una bella sopresa, è venuto a trovarmi un amico che non vedevo dal 2004, vecchio amico ed ex studente — ma cresciutello, perché negli USA quando uno vuole fare una cosa la fa anche quando da noi sarebbe assolutamente fuori tempo massimo. Sta con me 18 giorni, tutte le vacanze. Lo sognavo da tanto e così ora mi sembra che sia stato sempre qui, che non siamo mai stati lontani.

Ci conosciamo da 15 anni e siamo diventati amici quasi da subito. Non speravo più che venisse in Italia e per me la sua visita è un bellissimo regalo di Natale. Non so per lui perché lo lascio sempre solo — e lui è come me, un animale molto sociale — però erano ben 11 anni che lo aspettavo.

Con lui l’altra sera sono andata alla cena di Brescia organizzata da Tiziano. Molto carina. Lì ho conosciuto Luigina e un po’ di altre persone; ma soprattutto ho rivisto Felter. Con lui e una sua amica bionda abbiamo parlato di Second Life. Lei mi stava convincendo che Second Life è una cosa seria, non è solo un gioco. Come se uno ribadisse che i sogni sono veri! Certo che sono veri, lo sanno tutti che sono veri e sono quelli che guidano la nostra vita reale.

Senza sogni non ci sarebbero scienza e scienziati che vanno alla ricerca, artisti che hanno un’immagine o una musica in mente, mamme in attesa che fanno tutto a scatola chiusa, padroni che si vedono nell’aldilà con i propri fratelli animali, restauratori che vedono già prima la bellezza del pezzo pulito, giornalisti che si immaginano con il Pulitzer in mano, docenti che pensano che gli studenti li rispettino, cuochi che aspettano di togliere dal forno il soufflé, programmatori che hanno in mente il codice, insomma, tutta una categoria di persone che senza sogni non funzionerebbe. Senza contare poeti, letterati e scrittori di varia fatta. Sono tutti sognatori di un futuro che stanno creando con le proprie mani, voci, orecchie, mente, corpi e, soprattutto, anime — tutti insieme, in un rapporto di interdipendenza molto libero. Siamo tutti sognatori e visionari perché chi costruisce sogna.

Che poi sia su Second Life o, come era un tempo, IRC, oppure sia davanti a una botte immaginando il vino che ne verrà fuori dopo un po’ di mesi, che differenza fa? C’è solo una cosa, credo, molto diversa: su Second Life c’è la leggerezza di non avere un corpo reale ma di averlo virtuale, esattamente come uno vuole. Anche un’anima. Finalmente io sarei la party girl che sento di essere, sotto mentite spoglie!

Ma la cosa che mi ha divertito è che Granieri, Torriero e Sofi, insieme agli occasionali, si incontrano sulla terra di Granieri, se ho capito bene, e tengono delle piccole conferenze. Una cosa molto carina perché aggiunge a quello che sono e fanno anche nell’altra vita l’elemento ludico. Mi è piaciuto molto.

Tutto diverso invece l’ambiente serioso dei geek di Stacktrace. Ieri uno di loro

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To Sheriff Tim O'Reilly

o_reilly.jpgThank you Tim for sharing your thoughts on blogging with us, and for drafting the Blogger’s Code of Conduct.

We are very grateful for that.

(image by hermansji)

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