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Chris Anderson copia Free: The Future of a Radical Price da Wikipedia?

FreeNon è ancora uscito e già è famoso. Waldo Jaquith accusa Chris Anderson di aver copiato interi, lunghi passaggi verbatim, incluso citazioni ed errori, nel suo ultimo libro Free: The Future of a Radical Price (Hyperion, $26.99).

La fonte preferita sarebbe Wikipedia.

Anderson è il famoso autore di The Long Tail [La coda lunga] (2006) ed è il direttore editoriale di Wired magazine. La data ufficiale di uscita del libro è il 7 luglio.

L'agenda dei cittadini e la democrazia

Dato che ho sempre pensato (e scritto) che Internet possa servire a costruire la democrazia, di “buon governo”, il potere della buona informazione anche se micro, fatta dai blog, e dei grandi media (su Internet, carta, TV, ecc.), ho parlato a lungo sin dal 2006 in India come uno dei 25 delegati giuristi della Comunità Europea in “Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens.“. Col motore di ricerca a fianco si possono trovare e leggere i post.

Ora vorrei associarmi all’idea di Luca De Biase di “un’agenda dei cittadini fatta dalla conversazione dei cittadini” (in questi ultimi giorni ha scritto diversi post, peccato non poterli linkare singolarmente). L’idea è che anche in piccolo l’informazione che emerge dal medium che stiamo costruendo in rete, coi nostri siti e i nostri blog, influisce sull’agenda politica del paese.

De Biase ha perfettamente ragione sul potere che riguarda i grandi media, e basta leggere il post di un grande giornalista, editorialista e critico di carta e TV americano, Jeff Jarvis, quando pochi giorni fa notava che la prima pagina del New York Times del 30 gennaio non riportava la vittoria di Hillary Clinton in Florida, e neanche la riportava con un articoletto interno, mentre era bella lì sulla prima dello Washington Post. E si chiedeva come mai.
Dubbio lecito, domanda più che lecita.

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Coda lunga e blog Anderson III e Lunch di Nòva

Giovy e io Questo post era rimasto in pancia da ieri sera, è la finale del resoconto dalla conferenza di Chris Anderson. Wow, live blogging! Come i vip. Così metto i link che ieri non potevo.
E fra poco, forse, racconto live dalla redazione del Sole24ore con Nova Lunch, un incontro-festicciola-pranzo in occasione del centesimo numero di Nova insieme a Ferruccio De Bortoli, Bruce Sterling, Luca de Biase.

Intanto ringrazio Patrizia Gaverzi di The Ruling Companies Association, che è stata così carina da invitarmi e da spiegarmi come avvengono queste cose (ho capito una sola cosa: ci vogliono un sacco di soldi, vedete in fondo a questo post le quote associative); e Lele alias Daino Dainesi che dagli USA mi ha telefonato per dirmi che sta benissimo, che “purtroppo” non sarebbe potuto essere lì perché era su di una spiaggia stupenda

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Ecco il punto di Anderson II: la coda lunga

Ancora in diretta dal Four Seasons.

Bella slide colorata, il mercato del 21° secolo: la Coda Lunga. Questo è il vero diagramma.
Dice Anderson che c’è pochissima gente che ha molto e ci sono un grande numero di persone che ha poco. Ecco che si forma la coda lunga. Sarà ingiusta, e non c’è una media per tutti. Non c’è un prodotto che mediamente hanno tutti.

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Lunga presentazione per la coda lunga -- e poi Anderson I

In diretta dal Four Season, alla conferenza di Chris Anderson. E’ una lunghissima presentazione quella del prof Fabris, ma Anderson è carino, accomodante, e comincia a parlare di Milano e l’industria della moda. L’Italia è sempre stata il paese delle imprese piccole e medie e per questo soddisfa la grande maggioranza della gente marginale, che non ha enormi possibilità.

E comincia con le slide. La prima è la New Economy del 1935 e il grande potere della radio. Nasce la cultura di massa, cioè la cultura che soddisfa la un gran numero di persone a bassi costi. Il risultato è una “cultura sincronizzata”.

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Coda lunga e cena lunga

Mi sto preparando per andare al Four Seasons, alla conferenza di Chris Anderson, editor di Wired magazine, inventore della “coda lunga” e scrittore dell’omonimo libro, seguita da cena lunga. Questo è il suo famoso articolo The Long Tail.

Ci sentiremo da lì.