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I meglio uomini e donne del 2011

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Egitto, la protesta diventa donna

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: in Egitto la protesta diventa donna, dopo che una manifestante è stata brutalmente picchiata, presa a calci e trascinata per strada dalle forze di polizia fino a farle scoprire il reggiseno azzurro. Questo il video e le foto su Facebook.

Non fatevi fuorviare dalla bellissima musica del video: la scena è brutale.

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Dichiarazione universale dei diritti umani, 10 dicembre 1948

Sono 63 anni esatti che la Dichiarazione universale dei diritti umani è stata pubblicata dalle Nazioni Unite. Vi voglio solo segnalare il gioco (sì, un gioco) sugli Eroi dei Diritti umani del sito americano di Amnesty International.

Segnalate il nome del vostro eroe antico o contemporaneo fra personaggi come Gandhi, Martin Luther King, il Dalai Lama e madre Teresa di Calcutta, per dire, ma anche Nabeel Rajab, Hillary Clinton o Peter Gabriel (il cantante) o Noam Chomsky (il linguista)!

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: un nuovo corso di politica estera di Obama basato sui diritti di Lgbt

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul discorso che ieri ha pronunciato il segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton nel palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, in occasione della Giornata dei Diritti Umani. Che fa eco al memorandum di Obama della mattina.

E che dà inizio a un nuovo corso nella politica estera americana: la difesa dei diritti umani di Lgbt, cioè lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, all’estero. La campagna per le presidenziali del 2012 evidentemente è già iniziata.

E ora voglio vedere come fanno gli Stati Uniti con i paesi esteri alleati in cui l’omosessualità è punita! (Questo è il memorandum di Obama, e questa la trascrizione del discorso della Clinton)

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Come cambiano gli Stati Uniti con la riforma sanitaria

Barack ObamaOggi Barack Obama ha festeggiato i sei mesi della nuova legge sulla riforma sanitaria lanciando il sito Health Reform in Action. Include 50 storie di impiegati e persone qualsiasi e un bel resoconto di come la riforma stia cambiando il sistema dell’assistenza sanitaria in ogni stato.

La lotta di Hillary Clinton è diventata la vittoria di Obama.

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Se Google lascia la Cina

Google in CinaGoogle has said it will end the controversial censorship of its search service in China and risk being thrown out of the world’s most populous internet market, following what it claimed were Chinese-based attempts to hack into its systems and those of other international companies.

Bell’articolo sul Financial Times. Pare infatti che il grande Goolge abbia minacciato di lasciare la Cina in seguito ad attacchi al suo sistema di posta, Gmail, da parte di hacker, o meglio cracker cinesi, che avrebbero attentato anche ad altre 20 aziende nella finanza, media e altri settori.

Google è il primo motore di ricerca in Cina dopo Baidu, che ironicamente martedì scorso è stato attaccato dai cracker iraniani, che hanno lasciato sul sito la bandiera dell’Iran e altri simboli con le parole “Iranian Cyber Army”.

Sembra insomma che Google lotti per la libertà di espressione, il diritto alla privacy e così via.

Io ho una visione un po’ meno idealistica di questa vicenda, tenendo anche conto che Google ha cercato in tutti i modi di compiacere la Cina attribuendole su Google Maps dei territori che questa contende all’India.

Secondo me Google ha fatto questo can can, tanto che Hillary Clinton è intervenuta, perché al momento i costi per difendersi sono più alti che in altri paesi e la bilancia rischi-benefici propende per i rischi, con poco ritorno economico. Se i cracker cinesi, che non è detto che siano governativi, riuscissero a entrare in Gmail, la credibilità della privacy di Google crollerebbe e ci sarebbe un’enorme perdita di immagine.

Credo poi che questi attacchi avranno due maggiori conseguenze:

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Che c'è di strano se Bossi jr?

PinocchioPer me non è una notizia sconvolgente: in diverse università americane il preside “consiglia” di dare dei voti alti ai figli di, mogli di, amanti di, di solito perché i rispettivi genitori, mariti e amanti fanno larghe donazioni alla facoltà.

O perché avere, per esempio, il figlio dell’Aga Khan o Chelsea Clinton in classe porta lustro al dipartimento. E ricordo le lotte all’ultimo sangue per accaparrarseli, quando dovevano decidere in quale Ivy League frequentare il college. Ma si sa, lì le università migliori sono private ed è logico che ci tengano all’immagine. Così cercano di accaparrarsi i figli dei potenti, dei famosi o i geni.

Qui i figli di, mogli di, amanti di, all’università spesso hanno la cosiddetta “corsia preferenziale” e alle scuole medie superiori tutti hanno verso di loro un occhio di riguardo. Se però non succede, e se il padre è molto importante, per esempio è un ministro, la cosa diventa un caso nazionale.

Papino Bossi è ricorso al TAR
, quindi dovrebbe esserci qualche vizio procedurale. E’ stata riconvocata dall’ufficio scolastico regionale la stessa commissione che aveva a suo tempo esaminato il pupo, ma vediamo cosa decidono di fare. Io non so perché ma la mia acuta percezione politica mi dice che faranno ripetere l’esame al pupo e che questi andrà bene o molto bene.

Bush purtroppo ci lascia

Bush ha detto che questo è il suo ultimo viaggio in Europa. Non è che poi torna ancora sotto qualche veste a combinare danni in Medio Oriente, magari come Kissinger o come Clinton che girano come delle trottole, vero?
Ci possiamo contare?

Se chi si spoglia su Youtube

paola binettiNon facciamo scherzi ché già la settimana non è cominciata al meglio. Penso all’ultima moda della Naked Vlog Campaign, quelli che si spogliano su Youtube.

Va bene, qui c’è la sosia di Hillary Clinton (in meglio). Qui Obama (stile SL) e Marilyn Monroe (che canta Happy Birthday Mr. President, la canzone più sexy della storia).

Ma che succederà quando sarà il turno di Calderoli? O dell’on. Binetti?

L'agenda dei cittadini e la democrazia

Dato che ho sempre pensato (e scritto) che Internet possa servire a costruire la democrazia, di “buon governo”, il potere della buona informazione anche se micro, fatta dai blog, e dei grandi media (su Internet, carta, TV, ecc.), ho parlato a lungo sin dal 2006 in India come uno dei 25 delegati giuristi della Comunità Europea in “Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens.“. Col motore di ricerca a fianco si possono trovare e leggere i post.

Ora vorrei associarmi all’idea di Luca De Biase di “un’agenda dei cittadini fatta dalla conversazione dei cittadini” (in questi ultimi giorni ha scritto diversi post, peccato non poterli linkare singolarmente). L’idea è che anche in piccolo l’informazione che emerge dal medium che stiamo costruendo in rete, coi nostri siti e i nostri blog, influisce sull’agenda politica del paese.

De Biase ha perfettamente ragione sul potere che riguarda i grandi media, e basta leggere il post di un grande giornalista, editorialista e critico di carta e TV americano, Jeff Jarvis, quando pochi giorni fa notava che la prima pagina del New York Times del 30 gennaio non riportava la vittoria di Hillary Clinton in Florida, e neanche la riportava con un articoletto interno, mentre era bella lì sulla prima dello Washington Post. E si chiedeva come mai.
Dubbio lecito, domanda più che lecita.

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