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Cultura e alimentazione, il disinteresse di Harvard

Una piccola nota sulla relazione fra cultura e soldi che, anche quando non vengono dati direttamente alle università, o elargiti sottobanco, giocano un ruolo fondamentale nell’indirizzo dato alla ricerca (e sono stata buona).

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Libri: I cento progetti realizzati a Milano, di Letizia Moratti

Letizia MorattiI cento progetti realizzati: per una Milano sempre più bella da vivere, di Letizia Moratti. E’ arrivato stamattina questo bel libro – perché di libro si tratta, non è certo una brochure – per la campagna della signora per le elezioni comunali di Milano, 15-16 maggio 2011.

Ha 160 pagine, carta patinata, decine e decine di foto a colori anche in copertina. Non mi soffermo assolutamente sul contenuto, sulle parole chiave, sul viso perennemente lieto di Letizia.

Mi faccio solo due domande: prima di tutto, fra i cento

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Punito e contento

mano e coltelli

Incredibile caso di consenziente punizione corporale fra studenti cinesi ad Udine. Si lascia ferire con un coltello le mani da un amico come punizione per aver palpeggiato due studentesse.[...]

Il tutto avveniva con l’approvazione degli altri ragazzi e ragazze cinesi presenti che consideravano colpevole il 19enne, mentre il “punitore” godeva di eccezionale reputazione in quanto aveva proceduto a fare giustizia.

Questo fatto, avvenuto nella comunità cinese di Udine, rappresenta un concetto dell’onore e della rispettabilità molto diverso da quello che circola fra i ragazzi italiani o, meglio, occidentali.

Mi ha fatto pensare a Jon, un mio conoscente cinese di Chinatown, qui a Milano. E’ sposato con figli ma quando si è comprato la moto, e gli ho chiesto se non avesse paura, lui mi ha risposto un po’ imbarazzato che anche i suoi genitori l’avevano e lui gli ha disobbedito. Però, diceva, era un suo sogno da quando era bambino, ha osato comprarla solo dopo che è diventato padre e l’avrebbe tenuta poco.

Jon parla benissimo italiano, se non è nato qui ci ha vissuto tutta la vita, i suoi figli hanno dei nomi italiani: ma questo concetto di rispetto verso i genitori qui in Italia c’era solo quando mio padre era piccolo, negli anni Trenta e Quaranta.

Poi è venuta la guerra e il boom economico e hanno sconvolto tutti i valori. Ne ha distrutti alcuni, ne ha introdotti altri, ne ha trasformati troppi.
Io, però, spesso mi chiedo quali siano quelli che ha introdotto…

Il Dalai Lama e la posizione dell'Europa e dell'India sul Tibet (e la posizione di alcuni blogger)

Dalai LamaIeri sono stata al computer ad aspettare le notizie dal Tibet fino all’1 di notte ma dall’est è arrivato un silenzio preoccupante. Una calma piatta, forse dovuta anche alla mancanza di informazioni dirette.
Dove saranno stati portati i monaci e gli studenti che a centinaia, dai vari monasteri intorno a Lhasa, sono stati caricati sui camion militari?

Prima di vedere la situazione in Cina, voglio dire due parole ad alcuni amici blogger. Ho letto dei post su blog e su tumblr con un’ironia pesante sulla supposta moda che farebbe scrivere molti del Tibet, come prima della Birmania o di tutte le crisi ed emergenze che ci sono al mondo. E questo, l’ironia sulla questione tibetana, fatta in nome di un supposto beneficio economico che l’Occidente avrebbe a comprare prodotti cinesi. Voglio rispondere solo con qualche nota, anche se ci sarebbe moltissimo da dire.

1) Il diritto di informazione: un blog fa anche informazione e la fa molto più in fretta di un TG o di un giornale di carta. Qualche volta anche meglio perché io per esempio mi occupo di questa parte dell’Oriente da 20 ani, un giornalista deve per forza occuparsi di tutto: se è agli Esteri, spazia dalla Russia all’Australia, l’Africa, la Cina e i rapporti dell’Europa con l’estero. Che avrei studiato/insegnato a fare le scienze orientali se non mi occupassi anche della situazione contemporanea? La storia passata serve a capire meglio il presente e a immaginare realisticamente il futuro.

2) Sull’economia e i vantaggi di comprare cose a poco prezzo prodotte in Cina rispondo alcune parole di Fabio: la delocalizzazione è un furbo escamotage per sfruttare il lavoro in condizioni inimmaginabili, con il risultato di impoverire la produzione qui. Ritengo criminale che un effimero aumento della ricchezza di pochi vada a far buttare al vento decenni di conquiste sociali. Adesso gli operai, entro una generazione anche gli impiegati. Forse prima. Il resto seguirà velocemente.

Ecco, a comprare dei prodotti a basso prezzo in paesi come la Cina, ma anche com l’India o il Nepal, prima di tutto non si sa come vengono prodotti e a quel prezzo umano lì, sul posto. Io ho visto come venivano fatti i tappeti nel nord dell’India, per esempio, con i bambini che lavorano 12 ore al giorno per salari da fame, e non credo che comprarli per risparmiare sia una soluzione valida per un Occidente civile.

Inoltre qui non si produce più, a causa dell’alto costo, lì sì. E qui che facciamo, togliamo lavoro agli operai, poi agli impiegati, e poi? L’outsourcing ha i suoi prezzi economici e sociali.

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Ragazze lavavetri al centro di Milano

Andando a comprare i biglietti del treno per lo ZenaCamp in un’agenzia di viaggio a Cinque Giornate c’era un certo ingorgo di traffico. Il semaforo era verde ma il furgone — guidato da un ragazzo — non partiva. Ho visto un uomo in scooter che strabuzzava gli occhi e si aggiustava il casco. Altri guardavano incuriositi.

Due ragazze bionde, finte ma va bene uguale — coda di cavallo, occhiali scuri, maglietta bianca scollata, borsina a tracolla, minigonna davvero a filo, calze fine color carne (effetto nudo) e stivali chiari con tacco — si avvicinavano alle auto, petto fuori e pancia in dentro e, con fare provocante, brandendo una spatola lavavetri, si mettevano a lavare i parabrezza. Sembravano facessero tutt’altro ma l’effetto era carino.

Ovviamente era una pubblicità. Fra questa e le mucche strane che invadono il centro, beh, non sono un’esperta, ma mi sembra molto più azzeccata!

Chi sa se il Sindaco Moratti farà come Cofferati nell’ottobre del 2005, quando a Bologna volle limitare con controlli e multe i lavavetri agli incroci?
Eppure, secondo un sondaggio (serio), i cittadini di Bologna hanno apprezzato il gesto del loro sindaco perché la legge va fatta rispettare sempre a da chiunque, proprio come a Milano la gente ha apprezzato le multe ai carretti dei cinesi a Chinatown. Mi chiedo se apprezzerebbe le multe a SUV, Jeep e così via che dal tardo pomeriggio sono parcheggiate in terza fila in Piazza S. Babila.

Ora e siempre: Chinatown in Cina

China (c) AnanovaSuccederà a Chinatown, qui a Milano, quello che è già successo in Cina? La Chongqing Zhengsheng Real Estate Company vuole trasformare tutta l’area — costruendo appartamenti, negozi, centri commerciali. Il proprietario di questa casa si è riufiutato di venderla a meno di £ 1,3 milioni. Che a me non sembra neanche tanto.
Bel carattere però!

Così, la Chongqing Zhengsheng Real Estate Company si è vendicata.

(qui la foto)

Milano, rivolta a Chinatown: e i soldi?

Ieri pomeriggio tardi dopo gli scontri sono andata a Chinatown, un quartiere di Milano che comprende Via Paolo Sarpi, Via Bramante, Via Niccolini e un altro gruppo di strade abitate quasi esclusivamente da cinesi di prima o seconda generazione.

Sembrava tutto tranquillo, se non fosse stato per una lunga fila di camionette della polizia e, agli incroci, dei gruppetti di poliziotti in tenuta antisommossa. Un paio di fotografi professionisti scattava foto a ripetizione alle vie, alla gente. Delle ragazze cinesi di 15-16 anni, tutte carine ed eleganti, ridevano e scattavano foto ai poliziotti col cellulare.

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