Tag Archives: charlie

Inversione per amore, solo per amore

Charlie ManasProprio così, inversione per amore.

Perché anche se siete stati dei bastardi dentro per tutto l’anno, a Natale potete fare con poca spesa, circa 15 euro compreso le spese di spedizione, un atto veramente bello e comprare il calendario Inversione 2011.

E’ pieno di foto di vari personaggi del mondo dello spettacolo con i nostri fratelli animali. Altro che foto porno ritoccate, qui c’è roba vera e si ama sul serio!

continua


Afghanistan: buone notizie da Kandahar, ma la vittoria ha le ali tarpate

AfghanistanQuesti giorni leggo poco i quotidiani, lavoro molto e la sera sono stanca morta, anche perché la sorellina grande mi dà molto da fare. La notte, lupa com’è, sta sveglia e va su e giù per casa. Ogni tanto però scivola e, dopo vari tentativi di rialzarsi, si arrabbia e mi reclama a gran voce.

Seguo sempre, però, la situazione sul Pakistan e l’Afghanistan. Ho appena letto sullo Washington Post che nell’area di Kandahar, in Afghanistan, 12.000 soldati americani hanno conquistato importanti posizioni tenute dai talebani (non certo con serene discussioni).

Gli obbiettivi della Coalizione sono alti: tenere le posizioni in città e nella provincia di Helmand e rendere sicura l’autostrada che collega le due aree. L’ultimo obbiettivo è forse il più importante, senza il quale neanche tutti gli eserciti del mondo non possono avere una vittoria duratura: dare finalmente inizio ai progetti contro la corruzione e per lo sviluppo, per tirare dalla propria parte una popolazione diffidente e stremata da quelli che, di fatto, sono 9 anni di guerra, affrontata quando erano ancora aperte le ferite della guerra civile contro i sovietici.

continua


Buon compleanno sorellina!

Charlie ManasTra oggi e domani Charlie Manas, la mia cana stupenda, che vedete in foto, compie 14 anni.

Non è perché un pomeriggio di 11 anni fa mi ha salvato da una brutta esperienza, saltando al collo di un tizio senza mollarlo, che la voglio festeggiare.

Non è perché mi ha aperto molte volte, a me perenne distratta, anche quando c’era solo il pomello e la porta si apriva da dentro.

continua


Quel morto costa troppo (Murphy's Law)

Murphy's LawOggi va tutto storto, qualcuno direbbe la legge di Murphy.

Aspetto per uscire con Charlie Manas, ché piove a dirotto, sia io sia lei odiamo visceralmente la pioggia. Quando mi decido sta spiovendo. Appena raggiunto il giardino arriva il classico nuvolone che ci infradicia fino al midollo. Torniamo indietro al volo e appena messo piede nel portone di casa smette.

Accendo il computer per la biblioteca ma non funziona niente. Tutto misteriosamente bloccato. Smanetto un po’ e gli dei del computer mi mandano una notifica: sono spiacenti ma si è verificato un crash di Mozilla. Cercheranno di rimettere le cose a posto il prima possibile. Ovviamente ieri sera ero stanca e, contrariamente al solito, non ho fatto il backup del file su cui sto lavorando – urgente, da mandare entro il 13.

Dulcis in fundo accendo l’altro computer, Federico VI detto “il muletto”, e faccio un giro dei giornali. Leggo così l’ultima notizia del Time, che ovviamente è sull’Afghanistan.

continua


La passione della Chiesa: Clergy Abuse database

pretiQuesti giorni sono impegnata anche più di prima della consegna del libro in questioni di cuore: salvare la vita alla mia sorellina maggiore, Charlie Manas.

Questo però è il mio contributo a una delle discussioni più dolorose e vergognose per la nostra cultura, quella sugli abusi sessuali della Chiesa cattolica. Lo faccio nella speranza che la chiesa si ripulisca un po’ perché, come dice un mio amico giapponese innamorato dell’Italia, noi beviamo il cattolicesimo insieme al latte materno. D’altronde, la Chiesa ha contribuito per millenni a forgiare a conservare la cultura del mondo occidentale e non è una voce che si possa mettere da parte.

Il Clergy Abuse è un database che contiene decine e decine di articoli sugli abusi sessuali perpetrati principalmente da preti e suore della Chiesa cattolica, ma anche da preti protestanti e rabbini ebrei.

continua


Natale d'amore, per i nostri fratelli animali

Charlie ManasCome sappiamo, qualche giorno fa in Nepal si è celebrata la cruenta festa in onore della dea Gadhimai, che si celebra ogni cinque anni e vede milioni di fedeli provenire anche dall’India.

In onore della dea vengono sgozzati fra i 250.000 e i 500.000 animali – alla faccia di chi dice che l’Induismo è una religione pacifica e non violenta -: bufali, capre, pecore, polli, uccelli e topi.

La scelta dell’animale dipende, ovviamente, dalle possibilità economiche del richiediente. Già, perché la tradizione dice che la dea vuole il sacrificio ma, in cambio, esaudirà il desiderio di chi lo compie. Purtroppo è una festa di stato perché viene finanziata anche dall’odierno governo, benché il Nepal ora sia laico e non più induista.

Io volutamente non ne ho voluto parlare, ho preferito rivolgere la mia energia e il mio amore a quelle povere bestie innocenti che vanno alla mattanza solo per esaudire i nostri desideri. A loro, in vista del Natale – che brutto regalare giacche di pelle e pensate se gli animali potessero rivoltarsi e portare addosso la pelle di un umano! – rivolgo il mio pensiero con il ringraziamento di Madre Teresa di Calcutta (che, come sapete, amo molto). E’ una delle cose più belle che ho letto questi ultimi tempi e mi ha ricordato il Cantico di Frate Sole di Francesco d’Assisi.

continua


Se li amiamo davvero: San Silvestro per cani, gatti e uccelli

CharlieSì, sto parlando della notte dell’ultimo dell’anno per i nostri fratelli da proteggere e di cui prendersi cura: cani, gatti e uccelli che stanno in casa, ma anche gli animali nelle stalle.

La notte di San Silvestro, per tradizione, si sparano petardi e botti vari, oltre ai fuochi d’artificio. Si sa quanto siano pericolosi per l’uomo, ma pochi sanno quanto siano pericolosi per loro.

Infatti questa notte vivono momenti di angoscia assoluta a causa dei botti, che provocano ogni anno, solo in Italia, la morte per infarto di almeno 500 cani e altrettanti gatti in età avanzata.

Noi abbiamo due cane, Lili e Charlie (nella foto), che soffrono tutta la notte: per loro questi rumori improvvisi, tuonanti e scopiettanti sono un segnale di pericolo assoluto, una minaccia per la loro vita. Si nascondono in fondo alle scale, al buio, tremano o piangono per ore.

Ma la cosa più brutta, ed evitabilissima, è quando escono. I ragazzini, ché guai a dirgli qualcosa che un nugolo di genitori inveisce e ti maltratta come fossi una criminale che “osa” chiedere ai loro sacri figli di smettere, lanciano “per gioco” sotto i loro musi, o comunque vicino a loro, petardi e moraretti. Oltre a scappare terrorizzate, le mie cane dopo non sono volute più andare in quel parco o in quella strada, mai più mai più.

Sono ormai due i parchi o i giardini qui in centro a Milano (e non ce ne sono tanti) dove non possono più andare, quello di Porta Venezia e quello Fratelli Bandiera, e a nulla vale essere fermi e costringerle perché è terrore puro e irrazionale, e non si supera in alcun modo.

Vi prego, dite ai vostri figli o ai vostri alunni di non sparare i mortaretti per la festività di San Silvestro. Date un segnale di civiltà e di buon senso insegnando loro a rispettare e prendervi cura dei loro amici tutti i giorni dell’anno, e non solo quando fa comodo.

Di seguito trovate il decalogo per cani e gatti fatto circolare dall’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, AIDAA, per questi giorni di festa. In questo periodo l’associazione renderà attivo il “telefono amico AIDAA” nelle giornate del 31 Dicembre e 1 Gennaio, dalle 9 alle 20, fornendo gli indirizzi utili dei pronto soccorsi e ambulanze veterinarie nei maggiori centri d´Italia e raccogliere segnalazioni su animali scomparsi e animali vaganti per le strade: sportelloanimali_at_libero.it, oppure 392-6552051.

Decalogo per i cani:

continua


Di cani, di umani e altri animali

Charlie Manas the BeautifulFinalmente un atto di civiltà e di buon senso. Trenitalia, che aveva deciso che nei vagoni non si potessero portare i cani di peso superiore ai 6 chili, si è ricreduta. L’ordinanza è stata sospesa stamattina.

La grande questione era nata per il problema delle pulci e delle zecche nei vagoni, tornato alla ribalta dopo l’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice.

Ora, io ho fatto per 10 anni su e giù per mezza Italia, per andare e tornare dall’università partendo da Milano, e veramente ho trovato molte persone più sporche della mia cana bianca. In compenso i vagoni sono puliti dal personale addetto in modo così superficiale che chiamarle pulizie è davvero uno scandalo. Svuotano i cestini, danno una spazzata in mezzo (ma solo alla prima corsa della stazione di partenza), nel corridoio, e via, tutto al volo.

Trenitalia dice di ricevere reclami dai clienti sulla presenza dei cani nei treni. Le mie cane neanche si sentono, nessuno si è mai accorto della loro presenza nel vagone e sono più pulite dei jeans di molti viaggiatori.

In compenso nei vagoni (sia di prima classe sia di seconda) non si può studiare, scrivere o anche solo riposare perché tutti hanno il cellulare che squilla di continuo con la suoneria al massimo, quando l’ho detto al controllore di solito mi ha risposto che l’altoparlante già avverte tutti, o che dipende dalla buona educazione. E no, mio caro, ci sono delle regole? Falle rispettare!

I bagni, poi, sono un attentato alla salute pubblica, e lì le mie cane non sono mai entrate, lo giuro.

Davvero Trenitalia si preoccupa della “sicurezza, salubrità e igiene dei vagoni” a causa dei cani, come asserisce, o semplicemente se la prende con la presenza dei nostri amati fratelli per non assumersi la responsabilità del disservizio causato principalmente dai suoi dipendenti? Che non puliscono, non controllano, non segnalano i disservizi.

Ma il Governo ci ha pensato? Le conseguenze dei tagli alla scuola e all'università

Charlie Manas the BeautifulDicevo due giorni fa che l’università sta scendendo sul piede di guerra, e con ottime ragioni, per gli enormi tagli progressivi aprovati con la Legge 133/08 (ecco il testo). Mi chiedevo ieri se davvero i ministri Gelmini, Tremonti e il governo tutto hanno pensato all’enorme portata e alle conseguenze della legge.

L’istruzione, a tutti i livelli, e la ricerca, non sono dei beni di un partito o di una corrente politica ma di tutti, di uno stato. Sono di tutti, perché le scuole e le accademie pubbliche sono di tutti. I bambini che ci vanno sono figli di persone che si riconoscono nella destra, nella sinistra, nel centro, nella chiesa cattolica, sono figli di estracomunitari. L’istruzione e la ricerca sono il paradigma dell’andamento presente di uno stato e rappresentano lo sviluppo futuro.

Con questa legge, mentre il costo della vita progressivamente sale, in cinque anni, progressivamente, i soldi erogati per l’istruzione e la ricerca diminuiscono. Con quali conseguenze?

Intanto ne dico tre, enormi, che saltano subito all’occhio:

1) la prima è che non ci saranno soldi, che già sono molto pochi, per finanziari degli studi superiori sulle materie considerate inutili, andamento peraltro auspicato da tempo da diversi intellettualoni di destra e di sinistra: i soldi sono pochi, bisogna impiegarli bene, selettivamente, dare la priorità alla ricerca in discipline cosiddette utili: chimica, fisica e via dicendo.

E così, le materie inutili, cioè quelle che non portano direttamente o indirettamente degli utili, in parole povere soldi, verranno sempre più a morire: tutte le arti, le discipline storiche, l’archeologia, lo studio dell’Asia, le scienze sociologiche per compiere studi sull’immigrazione, per esempio, o le scienze musicali, che sono impiegate anche per la cura di vari disturbi neurologici e psicologici. Perché senza soldi non si allestisce neanche la recita dell’oratorio.

2) Prenderanno sempre più piede i finanziamenti privati sia per sostenere le cattedre universitarie che fanno comodo al donatore, sia per la ricerca, con enormi conseguenze etiche: le ditte farmaceutiche, per esempio, finanziano studi ed esami di laboratorio sui prodotti che vanno a smerciare, con cui fanno montagne di soldi, certo non sui prodotti che usano solo in pochi. Ci sono malattie non di massa, o non di moda, che verranno sempre più trascurate.

3) Ma le farmaceutiche, al momento attuale, non finanziano neanche le medicine per i nostri animali, perché non rendono certo l’investimento di denaro per la ricerca, la produzione e la distribuzione.

continua


Eutanasia per Piergiorgio Welby e reincarnazione

Leggo sul suo blog:

Piergiorgio Welby è morto ieri sera alle 23.40 circa in seguito al distacco del ventilatore polmonare dopo sedazione. Lo hanno riferito esponenti della Rosa nel Pugno, tra i quali Marco Pannella ed Emma Bonino, nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla Camera dei Deputati e alla quale ha partecipato il dott. Mario Rizzo, medico anestesista e rianimatore all’ospedale di Cremona. Lo specialista ha accettato di interrompere la terapia sanitaria alla quale era sottoposto Piergiorgio Welby procedendo al distacco della ventilazione…

Non condanno e non assolvo l’atto, non sono un giudice, ma la notizia mi ha turbato. E’ stata una sua precisa scelta, lo so, anche se non era certo un malato terminale, ma mi chiedo se mai arriveremo che i vecchi che si sentono di troppo chiedono di essere eliminati, e li si accontenta, chi vale più da morto che da vivo — come succede spesso in USA e in Olanda, per esempio, grazie a polizze assicurative da capogiro — viene “fatto” eutanizzare, o chi è fragile e infelice e rompe molto le scatole, come tanti peraltro a questo mondo, viene “invitato” a dipartirsene, e così via. Come succede in India con le neo-spose che vengono istigate al suicidio (c’è un reato apposta del codice civile) per accaparrarsi un’altra dote.

continua