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Il celopiunghismo di India, Pakistan e Corea

Prima la Corea del nord, poi l’India. Stamattina il Pakistan ha lanciato un missile a testata nucleare a lungo raggio.

E’ un test, di quelli che India e Pakistan fanno regolarmente, ma i tre paesi sembra che facciano a gara a chi ce l’ha più lungo.

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L'India lancia Agni V: ora è una potenza nucleare

Con questo lancio l’India ha mandato un messaggio a tutto il mondo che ha la capacità di disegnare, sviluppare, costruire e produrre un missile di questa portata, e ora siamo una potenza missilistica [sottinteso nucleare - nrd]. (K. V. Saraswat, direttore generale dell’Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa)

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Usa, anno nuovo nemico nuovo: da Al Qaeda all'Iran

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: “La “prima minaccia” per la sicurezza degli Usa non è più Al Qaeda, ma il nucleare iraniano”. L’Iran rappresenta la maggiore minaccia per gli Stati Uniti mentre il rischio Al Qaeda si indebolisce.

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Iran, venti di guerra (o di ricatto)

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla condanna a morte a Tehran di Amir Mirzaei Hekmati, di origine iraniana, accusato di essere della CIA. Il fatto che i servizi segreti iraniani dichiarino di avere sempre saputo che Hekmati era una spia e gli abbiano comunque concesso il visto mi fa pensare che l’uomo sia usato come merce di scambio contro le sanzioni finanziarie che Obama ha aggiunto alle già pesanti sanzioni economiche inflitte all’Iran per il suo programma nucleare “a scopi civili.

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Credibilità dei media: se davvero fossero stati gli Usa?

Notizia fresca di scienza con pesanti implicazioni politiche. Un medico statunitense dice che è sempre più chiaro che il virus della terribile malattia, che ha ucciso negli ultimi 20 anni 23 milioni di persone, non è passato dallo scimpanzè all’uomo, ma è stato sviluppato intenzionalmente dagli scienziati che lavoravano per il governo statunitense.

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L'Occidente non dia lezioni di diritti umani: parola di Omar Abdullah

“L’Occidente non dia lezioni di diritti umani.. Sappiamo come voi esportate la gente dall’Iraq e dall’Afghanistanguerr a Guantanamo e che tipi di trattamento gli riservate” – queste le parole del primo ministro del Jammu & Kashmir Omar Abdullah, rispondendo alle accuse di presunte violazioni dei diritti umani nel suo paese mosse dal Parlamento britannico agli inizi di settembre.

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Venti fascisti in Eurasia: Russia e Iran

Iran bombMentre qui a Milano le ronde fasciste con l’aquila sul berretto hanno rimpiazzato i Guardian Angels in rosso che più di una volta mi hanno scortato sulla metro, la riflessione oggi non può essere che su due grandi, potenti nazioni del continente euroasiatico, che stanno radicalizzandosi in una visione fascista e antioccidentale (e, innanzi tutto, anti-americana): la Russia e l’Iran.

In Russia queste idee, propugnate da Aleksandr Dugin, stanno prendendo sempre più piede nel governo, nei media, nelle università e fra la gente comune. Importanti rappresentanti della società russa sono affiliati al suo Movimento Internazionale Eurasiatico, che proclama la “missione russa in Europa e nel mondo del 21esimo secolo“. Idee dichiaratemente imperialiste: in pratica, il movimento vuole che la Russia diventi una seconda Roma.

Sull’argomento vi consiglio due lavori principali: l’eccellente studio di Aleksandr Dugin: A Russian Version of the European Radical Right? di Marlene Laruelle e i lavori di Andreas Umland, specie la tesi di dottorato (tutto nella sua pagina).

A proposito dell’Iran, le elezioni appene avvenute — che hanno visto un’affluenza alle urne impensabile in Occidente — la riconferma del presidente Mahmoud Ahmadinejad alla guida del paese e la conseguente ondata di repressione verso i maggiori esponenti politici e i media, compreso il Web, e il problema del nucleare, vi consiglio due eccellenti articoli: il post di Marco Restelli, giornalista a tutto tondo, specializzato sull’Asia con particolare riguardo alla storia dei Sikh e Bollywood; e l’editoriale su Avvenire di Riccardo Redaelli, professore di politica, storia del Medio Oriente e geopolitica all’Università Cattolica di Milano, specializzato sull’Iran e socio fondatore, come me, di Asia Maior.

E se proprio volete capire tutto, ma proprio tutto sull’Iran contemporaneo, comprate il suo libro, appena uscito per i tipi della Carocci editore. Riccardo non scrive basandosi solo sui documenti su carta e su Internet: lui va a viene da questo meraviglioso e difficile paese. Non sta in un hotel 5 stelle per 7 giorni e poi scrive il suo bel libro, ma ci lavora. Ha una conoscenza profonda, continua e di prima mano dell’Iran. E sa parlare, spiegare, rendere semplice — senza banalizzare — idee, storie e concetti così affascinanti, così complessi e così apparentemente lontani da noi.

Tutto quello che dici potrà essere usato contro di te

FacebookSono giorni e giorni che mi arrivano a tappeto delle email di Facebook con la pubblicità di eventi, travestite da inviti, come quello di un famoso Show che mi è arrivato, forse per sbaglio, con una media di un annuncio ogni due-tre ore per giorni e giorni. Che mi ha così infastidito che, se anche avessi voluto partecipare, mi è passata totolmente la voglia.

Intendiamoci, io uso Facebook da anni, mi piace, ma lo trovo sempre più invadente. Poi ieri ho letto questo sulla mancanza di privacy su Facebook e mi sono un po’ spaventata. Non ho controllato, ma ci sono ottime probabilità che sia vero.

D’altronde so con certezza che quando ho scritto su America e CBNR, le armi di distruzione di massa, i servizi informativi americani hanno cominciato a seguire questo blog. In realtà è un’operazione normale, scannerizzano a tappeto tutti i siti con delle parole chiave sospette e “USA”, “Falluja” e “CBNR” avevano fatto scattare l’allarme rosso.

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USA in Iraq: ancora bombe al Napalm MK77 su Bagdad? E a Falluja già nel 2004...

E’ di stamattina alle 6 la notizia di un nuovo bombardamento a Bagdad seguito da una nube sospetta. Però, dicono sempre gli americani, il fosforo bianco è “legale”!
Piccola obiezione: anche i coltelli sono legali: quando se ne usa uno per uccidere questo diventa arma di reato o è ancora legale?

Che gli USA abbiano usato ancora le armi di distruzione di massa o CBNR a Bagdad, di cui ho parlato nei miei post precedenti USA a Falluja e armi di distruzione di massa (CBNR) a proposito dell’Iraq e, in generale, in Miss Italia 2005, armi di distruzione di massa (CBNR), il sito della CIA e il Nepal? Che abbiano buttato nuove bombe al Napalm MK77?

E non è tutto: segnala Enrico l’uso di proiettili termobarici a Falluja.

Il fidanzato di un mio amico americano che era stato in Iraq (sì, anche qualche gay si arruola nell’esercito! Specie se è un medico nero e vuole farsi un po’ di soldini..) mi diceva l’anno scorso che, pur essendo un bel macho tutto muscoli e cuoio — macho fuori e macho di testa, ahimé — e moderatamente nazonalista, anche lui non riusciva a sopportare la vista di certe cose unfair fatte dagli USA — ma perché, ci sono cose giuste in guerra?
E si è fatto rimandare a casa con non so che scusa.

Ma gli americani non sono nuovi all’uso delle bombe al Napalm a Falluja, che hanno già buttato nel 2004 (nel silenzio generale della stampa ufficiale). Ormai ci hanno preso gusto.

E in generale, se volete vedere le atrocità USA non permesse, illegali secondo l’ONU, visitate il sito USA: Nuclear, Biological and Chemical. E’ un sito molto educativo — e mi rivolgo specialmente agli amici blogger di destra che difendono l’occupazione americana dell’Iraq e, in genere, le occupazioni militari (ne ho lette delle belle questi giorni fra i blog italiani!).

Nel giugno 2005 lo World Tribunal on Iraq ha stilato una Dichiarazione della giuria di coscienza, sottoscritta dai giurati di coscienza di 10 diversi paesi.

Che fa il nostro governo? Neanche chiede ufficialmente agli USA la veridicità delle informazioni sull’uso della bombe al Napalm MK77.
Sembra accontentarsi della spiegazione già data dall’USA che le bombe sono state usate solo per stanare le persone (i civili). Come animali dalle tane.

Attenzione ragazzi della Diaz, la prossima volta contro di voi useranno il Napalm… Altro che lacrimogeni!

E noi che aspettiamo ad andarcene dall’Iraq???

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

USA a Falluja e armi di distruzione di massa (CBNR)

Sembra che gli USA a Falluja abbiano commesso i tanto deprecati — da loro per primi e dall’ONU, di cui sono la voce principale — crimini di massa usando armi improprie, le cosiddette CBNR di cui ho già parlato lo scorso settembre in Miss Italia 2005, armi di distruzione di massa (CBNR), il sito della CIA e il Nepal. La notizia è di martedì 8 novembre 2005.

Ma perché, esistono crimini legali ed illegali? Sì, certo: per esempio, nella cittadina di Falluja gli americani avrebbero fatto bombardamenti massicci al fosforo bianco sul centro abitato. Questo materiale è illegale. Invece, bombardare una città è legale e le morti dei civili, vecchi donne bambini, sono definite casualties. Basta dire che in una certa zona della città si sarebbero nascosti dei pericolosi terroristi e tutto è permesso.

Ai bombardamenti [di Falluja] sarebbero seguiti la progressiva avanzata di mezzi corazzati e, infine, i rastrellamenti dei marines, con gradualità in modo da non esporre immediatamente i soldati alle pericolosissime polveri del Napalm MK77.

E pensare che nel 2002 il governo americano (la stessa CIA) ha pubblicato un bel libretto intitolato Iraq’s Weapons of Mass Destruction Program, ovverosia il Programma dell’Iraq delle Armi di Distruzione di Massa! Insomma, il bue che dice cornuto all’asino…
Anzi, vi consiglio di scaricarlo e leggerlo, é in PDF.

Che dirà l’ONU di questo nuovo crimine?
E’ stata fatta una guerra “preventiva” contro l’Iraq contro le stesse regole per mantenere la pace nel mondo introdotte dagli USA nell’ONU (che un paese non può preventivamente dichiarare una guerra o occupare un territorio: non si fanno processi alle intenzioni in politica estera!). La scusa? L’Iraq avrebbe le CBNR (Chimical Biological Nuclear Radiological); invece a Falluja le usano loro stessi.
E non devo dire che in Asia odiano gli occidentali con ragione?

Certo, la scusa è che il materiale che gli americani hanno usato a Falluja è permesso perché servirebbe non so a che scopo “buono”, durante la guerra (ma esistono mezzi e fini buoni in guerra?): peccato che l’abbiano già usato nello stesso identico modo in Vietnam!

E’ lo stesso caso delle atrocità di guerra contro i prigionieri di guerra. L’America ha sottoscritto nel 1949 la Convenzione di Ginevra relativa la trattamento dei prigionieri di guerra. In breve, i prigionieri hanno diritto ad un trattamento “umano” (ma io dico sempre che l’uomo è in molti casi una bestia malfatta), non solo vitto alloggio e vestiario decenti, misure igieniche e cure mediche, attività intellettuali e fisiche, ma rispetto: della loro religione, della loro cultura, della loro dignità umana generale e specifica (in quanto, non so, iracheni, vietnamiti, ecc.).

Ma ci siamo scordati i prigionieri iracheni incappucciati nelle gabbie di Guantanamo? Presi a calci, costretti ad esibirsi nudi a carponi, tirati al collo con guinzagli, picchiati, derisi, offesi in tutti i modi lesivi per la dignità umana, degradanti e pericolosi per la stessa salute fisica e mentale?
Se qualcuno è smemorato legga il report di Amnesty International. Nel loro sito c’è anche un video molto educativo (che ho avuto il coraggio di guardare per appena 1 minuto netto).

Insomma, a falluja un nuovo scandalo internazionale, un nuovo crimine commesso dagli USA. In nome della giustizia e della pace.

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

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