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Il trionfo di Berlusconi

Silvio Berlusconi, il Primo ministro italiano, ha sempre avuto un interesse particolare nelle belle donne con esperienza nell’intrattenimento.

Noemi Letizia

Un po’ ambiguamente The Huffington Post parla così delle signore dello spettacolo che il Cavaliere potrebbere far assurgere al rango di candidate al Parlamento di Strasburgo o di future ministre o sottoministre, incluso l’ultima, Barbara Matera, ma anche Eleonora Gaggioli e Camilla Ferranti.

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A Milano Irene non si è accorta

Milano non fa testo, deficiente. questa città è piena di ricchi, te ne sei accorto ora? oppure cosa, pensi forse che qualche mese di crisi economica possa radere al suolo un’intera casta?

Ogni tanto, il martedì o il giovedì sera, incontro un gruppetto di amici a Milano centro. Un apertivo a prezzo concordato e cinema in inglese con lo sconto, 3,5 eu. E’ un insieme di persone, italiane e straniere, che lavorano tutte, età 30-40. Eppure tutti stanno molto attenti a quello che spendono.

Milano ha molti ricchi, ma ricchi davvero, che certo non vanno nel locale XY del centro e poi al cinema in inglese in gruppo, per stare insieme e per spendere meno. Ma non sono così tanti e, soprattutto, sono invisibili, perché navigano in altre acque e si frequentano rigorosamente fra loro. Ricchi, figli di ricchi, fra ricchi. Più o meno sempre i soliti, da generazioni.

Però sono davvero pochi, è una piccola percentuale se paragonata alla stragrande maggioranza di persone in questa città che magari ha un buon lavoro, magari si è integrata bene ma con i soldi arriva stiracchiata alla fine del mese. E intendo avvocati di multinazionali, ingegneri elettronici, capo contabili di grandi istituti, vice direttori di giornali e gente così. La gente del gruppetto.

Non bisogna per forza essere della generazione negata, niente lavoro niente sicurezze niente famiglia niente di niente. Basta essere “normali” per non farcela più e averne le scatole piene.

A' livella

TotòOggi, 2 novembre, si ricordano i nostri cari passati nel mondo dei più. A’ livella di Totò l’ho riletta dall’amico Nello e mi ha intenerito perché mi ricorda mio padre, che me la recitava da bambina con la sua voce pacata e scanzonata.

Io la offro a dei signori di mia conoscenza (sono bel gruppetto!), che hanno la fortuna di essermi parenti, per i quali i soldi e gli interessi, le proprietà, le ville, gli investimenti, le eredità e compagnia bella sono il principio e il fine ultimo della vita.

So che mi leggete e quindi vi prometto una cosa oggi, qui e in pubblico: verrò a trovarvi nel vostro ultimo letto e ve la reciterò, miei cari, senza astio e senza odio, anzi, con grande gioia.

Avete tentato di trasformare questo nel più squallido dei mondi possibili ma a quel tempo, ne sono certa, vi dannerete. Perché, nonostante tutto, i soldi e il resto non ve li porterete nella fossa. E sarete uguali a tutti, senza privilegi, senza snobberie, senza prepotenze e senza le arie ridicole che vi date. E quello sarà il vostro personale Inferno.
Buone Feste!

Ogn’anno, il due novembre, c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

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Il nuovo affare di Murdoch

hijraA Chennai (Madras) sono cominciate le riprese televisive del primo talk show a puntate Ippudikku Rose (Yours, Rose) condotto da un transessuale e The New York Times ci scrive sopra un bell’articolo.

E allora? Gli hijra sono sempre esistiti e agli inizi del 2007 in Nepal sono stati addirittura riconosciuti ufficialmente. Quella degli hijra è una casta speciale di transessuali, eunuchi e androgini che si comportano e vivono da donna, si sposano fra loro e hanno delle regole castali strettissime di endogamia e di lavoro. Si dedicano alle arti e per vivere vengono chiamati a danzare nei matrimoni. Elargiscono benedizioni ma se sono esclusi dalle cerimonie, o se non vengono invitati e non pagati, rendono l’evento immediatamente infausto.

E’ vero, molti si prostituiscono e la sacralità che era loro attribuità nei testi, per essere loro né solo uomo né solo donna e quindi un po’ entrambi, non cè più. Ma c’è un aspetto della vita che sia ancora sacro sotto il sole?

Nei film gli hijra sono stati sempre oggetto di ridicolo o sono stati rappresentati come malvagi e questa è la prima volta che un transessuale è il conduttore di uno spettacolo. Sono sicura che Rupert Murdoch, il proprietario del canale televisivo che produce il programma con Rose, ha fiutato l’affare, come fece con i famosi falsi diari di Hitler, e farà centro anche stavolta.

Guardi io non ho mai con- con- concusso (dice Sandra Lonardo Mastella)

Per esperienza personale so che quando uno tartaglia su di una certa parola è perché mente. Però non si sa mai, forse lei e Clemente (mente mente..) sono delle povere vittime della magistratura corrotta, dei giornalisti cattivi, dell’opinione popolare bastarda. Voglio dire, incluso la mia.

Fra Grillo, Mastella e il Papa

Grillo e MastellaBeppe Grillo si rifiuta di rispondere, che poi con i giornalisti lo ha sempre fatto e tutti i giornalisti lo sanno, però ci fatto la figura di quello che rifiuta il dialogo.

Mastella si rifuta di fare ancora il ministro della Giustizia per solidarietà con le eventuali mazzette dell’amata Sandrina, e ci ha fatto la figura del coinvolto.

Il Papa invece si rifiuta di parlare a La Sapienza e ci ha fatto una splendida figura. Chi ha mostrato più classe e opportunismo politico è senz’altro lui: in duemila anni ha imparato un sacco di cose. E infatti il Magnifico Rettore ci riprova.

Però se Grillo e Mastella davvero scrivessero un libro insieme sulla casta, come hanno detto a settembre, uscirei immediatamente a comprarlo. La coppia vincente sarebbero loro!

p.s. delle h. 17: Sandrina affronta con animo fermo la nuova battaglia e anche lei, ma guarda un po’, rimane al suo posto per combattere: dichiara che non ha alcuna intenzione di dimettersi. Che lezione di stoicismo cattolico!

L'ipocrisia della scienza

Sì o no, sì o no. Molto è già stato scritto sulla vicenda degli studiosi che hanno scritto al Rettore dell’Università La Sapienza di Roma chiedendo che il papa Benedetto XVI non parli all’Inaugurazione dell’Anno Accademico. Stamattina era stato deciso che giovedì parlasse; ora, con buon senso d’opportunità politica, il Papa ha deciso di annullare la visita.

Ho solo una considerazione da fare: se davvero solo gli scienziati laici e non macchiati da posizioni ideaologicamente contrarie alla scienza potessero ufficialmente parlare nell’università più affollata d’Europa, credo che gran parte degli illustri docenti italiani dovrebbe rimanere a casa. Mi chiedo infatti come sono arrivati alla cattedra, e con che titoli, con che qualifiche, con quale produzione scintifica, con quali esperienze estere e con che qualità di insegnamento. Con quali proposte di lavoro, con quali visioni del futuro, con quali obbiettivi e, persino, con quale etica di ricerca.

Basta vedere le tavole rotonde organizzate dalla Massoneria universale Grande oriente d’Italia: sono tutti professori ordinari. In verità ai convegni c’è anche qualche fratello giornalista.

Ora, se è vero che appartenere al Grande Oriente d’Italia non è reato — e, d’altronde, ognuno fa parte delle combriccole che vuole, può anche fare parte della combriccola dei blogger, perché no? — è anche vero che i concorsi si vincono per cooptazione (un concorso per cooptazione è una bella contraddizione in terminis) e i vincitori spesso hanno l’unico merito di essere appartenenti a una qualche potente combriccola o di essere le amanti di, le figlie di, le mogli di, i lacchè di.

Fare vincere qualcuno per l’appartenenza a una “famiglia” è una posizione ideologica che va ben aldilà dei meriti scientifici, anzi, è contro la scienza che ipotizza, prova, verifica, stabilisce, riproduce e, soprattutto, progredisce e apre la strada a nuove ricerche.

Ci sono altri meriti per diventare docente in Italia. Mi disse un preside italiano un po’ di anni fa, quando ero andata da lui a protestare perché mi avevano assegnato, erogato e mai dato dei fondi per una conferenza internazionale con i più bravi studiosi della disciplina, compreso un candidato al Nobel (conferenza che infatti non organizzai più):

Vedi, cara XY, il merito maggiore di un docente è l’affidabilità: stare zitto difronte a certe piccole anomalie, del tutto lecite, sia chiaro, anzi, farsene partecipe e garante. Prima di tutto nella gestione dei fondi.

Uno sguardo al Nepal

Child labourSecondo uno studio, ancora invariato, del marzo 2005 del Jagaran Media Center di Kathmandu sui Dalit, i fuoricasta e i gruppi etnici o tribali, cioè circa il 20% della popolazione del Nepal:

1) l’80% di loro vive sotto il livello di povertà;
2) il loro reddito medio annuo è di $ 39.6;
3) la loro parte di terra coltivabile è dell’1%;
4) l’alfabetizzazione delle donne Dalit è del 3.2 %;
5) l’aspettativa di vita è di 52 anni;
6) il 70% dei Dalit è malnutrito;
7) solo il 43% dei bambini Dalit di 12-13 anni è vaccinato (contro il 60% degli altri bambini nepalesi)

Ricordiamocene, ogni tanto.

La casta di Blogbabel

Enrica GarzilliCome in tutti i programmi, anche BlogBabel ha dei bug. Uno ha colpito proprio me, con il post Anatomia dei blogger: i politici, BlogBabel e la sfida ai giornali, quando è andato nella pagina delle discussioni. Qualcuno lo ha già notato, e io lo confermo. La norma è che i link a un post rimangano lì per 48 ore, due giorni pieni. Il mio post è rimasto solo 12 ore in homepage perché per aggiustare un bug il programma è stato fatto girare e così è scomparso dalla homepage. E con esso 30-50 citazioni (e link) ogni 12 ore, e la scalata alla classifica.

Perché Blogbabel è come la peste: a chi la tocca la tocca!

(Da Alessandro Manzoni, noto blogger di un paio di secoli fa)

Conclusione: i bug di Blogbabel vengono puntualmente corretti ma la casta di Blogbabel, gli editor, non ne ha dei vantaggi. Non sono mai stati fatti favoritismi (certo non per me), anche se qualcuno ha un po’ paranoicamente scritto sulla questione dei link di essere stato “punito” dalla “casta” di BB.

Per la gioia di molti, annuncio che sono in corso delle modifiche alla classifica. Se fate i bravi verranno annunciate.

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