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Il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso

donna nera che piangePer il ministro dell’Interno Roberto Maroni gli incidenti avvenuti ieri a Rosarno, il Calabria, dove centinaia di immigrati hanno distrutto auto in sosta e si sono scontrati con la polizia – apparentemente per protestare contro un’aggressione contro due extracomunitari – sono dovuti all’immigrazione clandestina. (Reuters Italia)

Ancora una volta si nota l’oscurantismo culturale, per dirla con un eufemismo, del nostro ministro. Che ha addirittura dichiarato che alla base ci sarebbe l’eccessiva tolleranza verso l’immigrazione clandestina.

Ma quanto siamo buoni noi! Tolleranti. Concediamo a questi uomini di lavorare per anni per 14 ore al giorno e li lasciamo vivere in capannoni dismessi senza le più elementari norme igieniche. Li trattiamo come carne da lavoro. E questo perché? Per la nostra ben nota tolleranza.

Delle due l’una: o in Italia non abbiamo bisogno di questi lavoratori illegali a bassissimo costo, e allora li rimandiamo a casa, oppure se lavorano qui devono farlo a condizioni pari degli italiani (non oso dire condizioni legali perché qui ormai di legale in Italia c’è rimasto ben poco).

Altro che tolleranza signor ministro, comodo!
E oltre al comodo, indifferenza, collusioni, contiguità, complicità con le organizzazioni transnazionali locali (leggi: mafia, camorra, ndrangheta, Sacra Corona Unita). Una classe politica che sa e tace. Un’amministrazione che sa e non fa niente.

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Cuore, cuore e ancora cuore

chiave del cuoreIo non ho nessun tipo di dubbio: il cuore vince sempre. Nel momento delle decisioni finali e delle scelte, quelle davvero importanti, apro la porta – che comunque spesso si apre anche da sola -, al cuore, che per me vuol dire anche intuizioni e sensazioni, e lo lascio occupare la mia vita.

Non ha mai sbagliato, anzi, gli sbagli più grandi li ho fatti solo quando ho mediato con il cervello e il ragionamento.

Quindi, senza esitazioni, rispondo qui alla domanda di Mitì se lasciar vincere il cuore o il cervello: nelle scelte importanti la chiave che apre tutte le porte è quella del cuore, e il cuore non sbaglia mai.
E secondo voi?

Vittoria per gli animali: la Stefanel dice no alle pellicce

cucciolo di focaDalla Campagna AIP Per la Liberazione Animale:

La dirigenza del Gruppo Stefanel ha deciso di adottare una politica “fur-free” per tutti marchi del gruppo in seguito ad un incontro avuto martedì 29 aprile con rappresentanti di Campagna AIP.
Tale politica implica la fine dell’uso di inserti di vero pelo, anche quelli considerati sottoprodotto della carne, per tutti i marchi del Gruppo: Stefanel, Hallhuber e Interfashion.

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I due califfi

Franco CalifanoIo e Berlusconi ci somigliamo, ma ho avuto più donne di lui. Io le donne le ho amate tutte e le ho sempre rispettate. Credo che Berlusconi abbia fatto lo stesso, è una persona seria.(via Diaco)

Il califfo Franco Califano fa a gara con Berlusconi. E così il lo scontro con il premier si è definitivamente spostato dal piano della politica al “celopiunghismo” in carne e ossa.

The offending article, quando gli animali siamo noi

Oggi ho letto il testo che metto dopo questo video. Non lo conoscevo. Mi ha fatto una certa impressione, devo dirlo, forse per le sue verità crude. Come anche la voce della canzone, che era usata dall’Animal Liberation Front.

Sostituisce l’amore per gli uomini.
Meno rischioso di un rapporto umano. E quando la storia è finita

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WordCamp, 9 maggio 2008

WordCampInutile dire che domani si terrà il WordCamp all’Old Fashion Cafè (mappa), qui a Milano.

Saremo 1 + di 1000 perché usiamo quasi tutti WordPress e sarà un’occasione per incontrarsi e, perché no, ascoltare qualcosa di interessante.

E poi nello stesso locale ci sarà la cena (perfetta per chi ama la carne) seguita dalle danze in disco. Qui il Wiki con il menu e qui Paolo, che ha organizzato tutto. A sabato allora!

Maschi vs femmine

L’insanabile differenza l’ho capita da questo: lui ama il lampredotto, shifoso piatto livido e duretto, tipico di Firenze, che quando ci abitavo e passavo a San Lorenzo vicino a un certo baracchino, esalava miasmi terribili. Ci ha scritto un post che è quasi un’ode. E pensare che lui appartiene a una città di antica e sofisticata cultura.

Il lampredotto è livido e coriaceo, maschio.

Quando mangiavo la carne amavo la trippa: rossa, morbida, sugosa, odorosa di aglio, ojo e peperoncino, una spruzzata di pecorino sopra. Femmina.

Sono felice di aver rinunciato alla dicotomia. Sono vegetariana.

A propos di plagio: la netiquette dei giornalisti della RAI

Or ora una giornalista di RAI2 ha detto che non mangiava la carne ecc. ecc. e che lo ha letto questi giorni “in un sito che parla anche del Buddha.
Ma questi giornalisti non citano mai le fonti? Ne ho già parlato in abbondanza a proposito di blog e carta stampata, ora pure alla RAI?

Poi ha parlato della pizza al salame. Ma non echeggia un pochino questo divertente (e verissimo) post? Di un suo collega..

Fasting for Feast? Blogmap, menu di Natale e S. Silvestro e Buddha

Che fare e che mangiare a Natale e San Silvestro? Ieri vagolavo qua e là in rete, stanca morta dopo un articolo spacca-ossa che ho scritto, pensando e scrutando la blogmap di Ludovico, e mi sono messa a pensare alle prossime feste — oddio, pensare è un parolone, a fantasticare. Mi dicevo:

Che faranno i miei amici blogger? Che mangerà e dove andrà questo campione rappresentativo di blogger italiani per Natale?

Guardando quello che scrivono i blog culinari pensavo con disgusto, però, ai milioni di poveri capponi e maiali, sacrificati per il pranzo grasso e per il cenone, come se avessimo ancora bisogno, per rispettare la tradizione, di mangiare carne. Fino agli anni ’50 aveva un senso, di carne sulle tavole italiane ne circolava assai poca ed era un’occasione di fare festa mangiando bene, ma dopo la ricostruzione del dopoguerra e il boom economico, poi i favolosi anni ’60 e ’70, e ora le diete iperproteiche — che prescrivono pochi grassi e carboidrati — di carne ne mangiano sempre tutti, anche due volte al giorno.

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