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India, nella scuola di Tagore bere sale e urina cura l'enuresi: parola di guru

Vi ricordate della scuola e l’università di Shantiniketan vicino Calcutta del Nobel Tagore, di cui ha parlato anche Amartya Sen – e di Tucci che nel 1925-26 ha insegnato nella sua università, Vishvabharati? La famosa istituzione si è resa protagonista di una vicenda che ha sollevato le proteste dei gruppi di diritti umani e da mesi sta schierando i politici, a cominciare dal Primo ministro dell’India Manmohan Singh, attori e religiosi. Con tanto di causa legale.

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Perché un libro su Giuseppe Tucci e Gentile, Mussolini, Andreotti?

Piccolo aggiornamento: il libro è n. 1 nella classifica di vendite su Amazon sezione Geografia, n. 3 su Ideologie politiche, n. 18 Biografie e Autobiografie e n. 305 nella categoria Bestseller.

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East & West/Oriente e Occidente: quale differenza?

Al fine di attuare una politica indiana a largo spettro, come era il sogno di Mussolini, il 23-29 settembre 1935 (XIII) si tenne a Roma, sotto l’alto patronato di Vittorio Emanuele III, il XIX Congresso internazionale degli Orientalisti. Presidente del Congresso, il nostro più fedele e bona fide servitore del Regime, l’eccellente Indologo e Buddhologo Carlo Formichi, di cui ho già parlato in Duce = Buddha. Nel 1878 si era tenuto il primo congresso e nel 1899 il secondo. Scrisse Formichi nel suo discorso inaugurale:

La frase del poeta che ha avuto tanta fortuna: «East is East and West is West, newer the twain shall meet», ergente una barriera fra Oriente e Occidente, sconfortante, desolata, equivale alla scoperta d’un gas asfissiante. A che pro le conquiste scientifiche ci avranno permesso di raggiungere l’India, la Cina, il Giappone in uno spazio di tempo miracolosamente breve, se poi la distanza risorgerà, e nella sua forma peggiore, la spirituale, tra noi e gli abitanti di quelle remote contrade? Finché crderemo diverso da noi l’Orientale perché invece che il cappello duro o a cenzio porta il turbante o il fez, e invece della bouillabaisse mangia il curry, allora sì, East is East and West is West nella consumazione dei secoli. Ma se avvicinando l’Oriente scopriremo che onora il padre e la madre, ha orrore del furto, non insidia la donna d’altri, aborrisce la menzogna, serve con fedeltà il suo capo, è pronto a far getto della vita per la salvezza della sua patria e adora con abbandono sincero il suo Dio, allora cadranno come per incanto le barriere fra Oriente ed Occidente e, magari, ci sentiremo più fratelli di molti Orientali remotissimi da noi che non di molti Occidentali vicinissimi a noi. A che serve indagare le differenze formali quando le qualità fondamentali umane risultano le medesime? E più si studia l’Oriente e più si scoprono queste qualità fondamentali umane. Bisogna continuare a studiare, studiare l’Oriente.

Non era del tutto sbagliato il Nostro, vero? Si dovrebbe ricordare, di questi tempi…
Le differenze fra Oriente e Occidente ci sono, per fortuna, ma queste non dovrebbero impedire il dialogo e l’amore o, almeno, la collaborazione e la coesistenza pacifica.
Le differenze non dividono ma arricchiscono!