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Natale d'amore, per i nostri fratelli animali

Charlie ManasCome sappiamo, qualche giorno fa in Nepal si è celebrata la cruenta festa in onore della dea Gadhimai, che si celebra ogni cinque anni e vede milioni di fedeli provenire anche dall’India.

In onore della dea vengono sgozzati fra i 250.000 e i 500.000 animali – alla faccia di chi dice che l’Induismo è una religione pacifica e non violenta -: bufali, capre, pecore, polli, uccelli e topi.

La scelta dell’animale dipende, ovviamente, dalle possibilità economiche del richiediente. Già, perché la tradizione dice che la dea vuole il sacrificio ma, in cambio, esaudirà il desiderio di chi lo compie. Purtroppo è una festa di stato perché viene finanziata anche dall’odierno governo, benché il Nepal ora sia laico e non più induista.

Io volutamente non ne ho voluto parlare, ho preferito rivolgere la mia energia e il mio amore a quelle povere bestie innocenti che vanno alla mattanza solo per esaudire i nostri desideri. A loro, in vista del Natale – che brutto regalare giacche di pelle e pensate se gli animali potessero rivoltarsi e portare addosso la pelle di un umano! – rivolgo il mio pensiero con il ringraziamento di Madre Teresa di Calcutta (che, come sapete, amo molto). E’ una delle cose più belle che ho letto questi ultimi tempi e mi ha ricordato il Cantico di Frate Sole di Francesco d’Assisi.

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Cuore di cane

dogRicevo e faccio circolare con piacere il messaggio di Lucia Cavallo. Per maggiori informazioni ha un cellulare, un’email e un profilo su FB: aiutiamola ad aiutare il bel Rocky.

Stamattina un’auto ha preso in pieno, per le strade di un paese del Salento, un cucciolotto, Rocky. Ha circa 6/7 mesi, taglia medio-piccola, dolcissimo e spaventatissimo. Naturalmente la macchina non si è fermata e nessuno si è fermato per soccorrerlo, anche perchè era al centro della strada.

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Caccia, uno di 18 anni uno di 80 e uno menomato

Codibugnolo

Macché stare tutto il tempo davanti alla playstation! Stamattina ho visto una trasmissione sugli adolescenti che stanno giorno e notte davanti alla TV, che rifiutano le relazioni interpersonali, che si chiudono in una stanza. Un fenomeno dilagante in Giappone ma in aumento anche in Italia.

Il senatore Franco Orsi (orsi_f@posta.senato.it) ci ha pensato lui a risolvere la situazione: ha presentato un disegno di legge (d’iniziativa del senatore Benedetti Valentini) per l’abrogazione della legge 11 febbraio 1992, n. 157 e ha proposto una nuova disciplina dell’attività venatoria (qui il testo completo in pdf) in cui, fra i vari orrori (liberalizzazione dei richiami vivi, caccia nelle zone incendiate, caccia a specie ora protette come i passeri, caccia un’ora dopo il tramonto, caccia alle specie protette, caccia nei periodi e lungo le rotte di migrazione degli uccelli, uso dei pallini di piombo anche nelle zone acquatiche, ecc.), c’è la licenza di caccia ai ragazzi di 18 anni (e non 16 come scrivono tutti!), se accompagnati da un cacciatore in possesso di licenza rilasciata da almeno tre anni.

Ora, la licenza di porto di fucile per uso di caccia ha la durata di sei anni. Se un 75enne è stato ritenuto idoneo dal medico che l’ha visitato per la caccia, è ancora idoneo a 80 anni? E che garanzia dà accompagnando un ragazzo di 18 anni?

Un’altra cosa che colpisce è la depenalizzazione dei reati connessi alla caccia, che passano da reati penali a reati punibili con una multa, e le facilitazioni per la caccia “ai cacciatori anziani e menomati”: ora la caccia è un servizio civile!

Ma voi lo dareste un fucile in mano a un cacciatore menomato, e magari anche anziano? Questa è la lista dei morti e dei feriti dal 1° settembre 2008 al 31 gennaio 2009 messa insieme dall’Associazione vittime della caccia: e sì che ora la caccia è molto più limitata per anziani e menomati e vietata ai ragazzini.

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La prof. oltraggiata

PPTTFra le norme del ddl sulla sicurezza approvato ieri ce ne sono alcune ovviamente pericolose, come dice Mante, e una che mi inquieta molto:

Carcere fino a tre anni se si oltraggia pubblico ufficiale. Ritorna la norma depenalizzata aumentando la pena. Chi insulta ora un pubblico ufficiale rischia fino a tre anni di carcere.

Ora, la norma c’è sempre stata ma il concetto di pubblico ufficiale è molto ampio e l’oltraggio è facile. Qualche anno fa mi hanno fatto scendere alla stazione di Arezzo, insieme alla mia cana, nel cuore della notte, perché il capotreno era allergico ai cani, specie quelli bianchi. No, non al pelo, ai cani in sé. E io, secondo l’amabile capotreno, l’avevo portata lì solo per fargli dispetto.

Dopo una breve discussione e l’intervento di un ispettore delle ferrovie in incognito, che purtroppo si è rivelato essere un mio corteggiatore respinto del liceo, è saltato fuori che il capotreno stava andando in pensione anticipata per malattia.

Gli ho detto che non faticavo a crederlo, che la sua malattia probabilmente era un disturbo paranoide della personalità e doveva essere rinchiuso non in un treno, ma in una clinica psichiatrica. In due hanno minacciato la denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. In questo caso avrei rischiato fino a tre anni di carcere?

D’altro canto, il risvolto positivo della legge c’è. Anni fa, in una disgraziata università del centro Italia, uno studente bocciato all’esame mi ha insultata, spintonata e sequestrata per oltre 3 ore in una stanza del dipartimento. La soddisfazione è che se lo avessi denunciato avrebbe rischiato fino a tre anni.

Insomma, l’inasprimento di questa norma mi inquieta. Perché se uno dice a un impiegato delle PPTT che non fa niente:

Lei ruba lo stipendio!

Rischia fino a tre anni?

Se li amiamo davvero: San Silvestro per cani, gatti e uccelli

CharlieSì, sto parlando della notte dell’ultimo dell’anno per i nostri fratelli da proteggere e di cui prendersi cura: cani, gatti e uccelli che stanno in casa, ma anche gli animali nelle stalle.

La notte di San Silvestro, per tradizione, si sparano petardi e botti vari, oltre ai fuochi d’artificio. Si sa quanto siano pericolosi per l’uomo, ma pochi sanno quanto siano pericolosi per loro.

Infatti questa notte vivono momenti di angoscia assoluta a causa dei botti, che provocano ogni anno, solo in Italia, la morte per infarto di almeno 500 cani e altrettanti gatti in età avanzata.

Noi abbiamo due cane, Lili e Charlie (nella foto), che soffrono tutta la notte: per loro questi rumori improvvisi, tuonanti e scopiettanti sono un segnale di pericolo assoluto, una minaccia per la loro vita. Si nascondono in fondo alle scale, al buio, tremano o piangono per ore.

Ma la cosa più brutta, ed evitabilissima, è quando escono. I ragazzini, ché guai a dirgli qualcosa che un nugolo di genitori inveisce e ti maltratta come fossi una criminale che “osa” chiedere ai loro sacri figli di smettere, lanciano “per gioco” sotto i loro musi, o comunque vicino a loro, petardi e moraretti. Oltre a scappare terrorizzate, le mie cane dopo non sono volute più andare in quel parco o in quella strada, mai più mai più.

Sono ormai due i parchi o i giardini qui in centro a Milano (e non ce ne sono tanti) dove non possono più andare, quello di Porta Venezia e quello Fratelli Bandiera, e a nulla vale essere fermi e costringerle perché è terrore puro e irrazionale, e non si supera in alcun modo.

Vi prego, dite ai vostri figli o ai vostri alunni di non sparare i mortaretti per la festività di San Silvestro. Date un segnale di civiltà e di buon senso insegnando loro a rispettare e prendervi cura dei loro amici tutti i giorni dell’anno, e non solo quando fa comodo.

Di seguito trovate il decalogo per cani e gatti fatto circolare dall’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, AIDAA, per questi giorni di festa. In questo periodo l’associazione renderà attivo il “telefono amico AIDAA” nelle giornate del 31 Dicembre e 1 Gennaio, dalle 9 alle 20, fornendo gli indirizzi utili dei pronto soccorsi e ambulanze veterinarie nei maggiori centri d´Italia e raccogliere segnalazioni su animali scomparsi e animali vaganti per le strade: sportelloanimali_at_libero.it, oppure 392-6552051.

Decalogo per i cani:

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The offending article, quando gli animali siamo noi

Oggi ho letto il testo che metto dopo questo video. Non lo conoscevo. Mi ha fatto una certa impressione, devo dirlo, forse per le sue verità crude. Come anche la voce della canzone, che era usata dall’Animal Liberation Front.

Sostituisce l’amore per gli uomini.
Meno rischioso di un rapporto umano. E quando la storia è finita

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Di cani, di umani e altri animali

Charlie Manas the BeautifulFinalmente un atto di civiltà e di buon senso. Trenitalia, che aveva deciso che nei vagoni non si potessero portare i cani di peso superiore ai 6 chili, si è ricreduta. L’ordinanza è stata sospesa stamattina.

La grande questione era nata per il problema delle pulci e delle zecche nei vagoni, tornato alla ribalta dopo l’ultimo caso, segnalato il 17 settembre da una viaggiatrice.

Ora, io ho fatto per 10 anni su e giù per mezza Italia, per andare e tornare dall’università partendo da Milano, e veramente ho trovato molte persone più sporche della mia cana bianca. In compenso i vagoni sono puliti dal personale addetto in modo così superficiale che chiamarle pulizie è davvero uno scandalo. Svuotano i cestini, danno una spazzata in mezzo (ma solo alla prima corsa della stazione di partenza), nel corridoio, e via, tutto al volo.

Trenitalia dice di ricevere reclami dai clienti sulla presenza dei cani nei treni. Le mie cane neanche si sentono, nessuno si è mai accorto della loro presenza nel vagone e sono più pulite dei jeans di molti viaggiatori.

In compenso nei vagoni (sia di prima classe sia di seconda) non si può studiare, scrivere o anche solo riposare perché tutti hanno il cellulare che squilla di continuo con la suoneria al massimo, quando l’ho detto al controllore di solito mi ha risposto che l’altoparlante già avverte tutti, o che dipende dalla buona educazione. E no, mio caro, ci sono delle regole? Falle rispettare!

I bagni, poi, sono un attentato alla salute pubblica, e lì le mie cane non sono mai entrate, lo giuro.

Davvero Trenitalia si preoccupa della “sicurezza, salubrità e igiene dei vagoni” a causa dei cani, come asserisce, o semplicemente se la prende con la presenza dei nostri amati fratelli per non assumersi la responsabilità del disservizio causato principalmente dai suoi dipendenti? Che non puliscono, non controllano, non segnalano i disservizi.

La mafia al servizio del cittadino

ItaliaSi sta verificando quello che mio padre auspicava circa 25 anni fa. Diceva sempre: ma se davvero il governo volesse sconfiggerla, non potrebbe far occupare i territori della mafia dall’esercito?

Il Telegraph nell’articolo Il governo italiano potrebbe usare l’esercito per attaccare la mafia nota che Berlusconi ha un precedente nell’uso delle forze armate.

Stiamo parlando della brutale uccisione di giovedì scorso, probabilmente a opera della camorra, dei sei cittadini africani di Castel Volturno, vicino Napoli. Certo, forse non erano mammolette ma sparare all’impazzata da una macchina, alla Al Capone, ha scosso tutti.

Io non so se far occupare una cittadina dai soldati sia un bene, certo è una decisione forte. Non so giudicare.

Però la camorra e le varie organizzazioni mafiose sono così radicate nel territorio che la gente ci ricorre per i più svariati motivi. Proprio stamattina un cassiere napoletano dell’Unes vicino casa mi ha detto che, grazie alla camorra, è riuscito a riavere il suo amato cane, che gli era stato rapito per riscatto. Sta a vedere che ora dobbiamo pure ringraziarli.

Ma il Governo ci ha pensato? Le conseguenze dei tagli alla scuola e all'università

Charlie Manas the BeautifulDicevo due giorni fa che l’università sta scendendo sul piede di guerra, e con ottime ragioni, per gli enormi tagli progressivi aprovati con la Legge 133/08 (ecco il testo). Mi chiedevo ieri se davvero i ministri Gelmini, Tremonti e il governo tutto hanno pensato all’enorme portata e alle conseguenze della legge.

L’istruzione, a tutti i livelli, e la ricerca, non sono dei beni di un partito o di una corrente politica ma di tutti, di uno stato. Sono di tutti, perché le scuole e le accademie pubbliche sono di tutti. I bambini che ci vanno sono figli di persone che si riconoscono nella destra, nella sinistra, nel centro, nella chiesa cattolica, sono figli di estracomunitari. L’istruzione e la ricerca sono il paradigma dell’andamento presente di uno stato e rappresentano lo sviluppo futuro.

Con questa legge, mentre il costo della vita progressivamente sale, in cinque anni, progressivamente, i soldi erogati per l’istruzione e la ricerca diminuiscono. Con quali conseguenze?

Intanto ne dico tre, enormi, che saltano subito all’occhio:

1) la prima è che non ci saranno soldi, che già sono molto pochi, per finanziari degli studi superiori sulle materie considerate inutili, andamento peraltro auspicato da tempo da diversi intellettualoni di destra e di sinistra: i soldi sono pochi, bisogna impiegarli bene, selettivamente, dare la priorità alla ricerca in discipline cosiddette utili: chimica, fisica e via dicendo.

E così, le materie inutili, cioè quelle che non portano direttamente o indirettamente degli utili, in parole povere soldi, verranno sempre più a morire: tutte le arti, le discipline storiche, l’archeologia, lo studio dell’Asia, le scienze sociologiche per compiere studi sull’immigrazione, per esempio, o le scienze musicali, che sono impiegate anche per la cura di vari disturbi neurologici e psicologici. Perché senza soldi non si allestisce neanche la recita dell’oratorio.

2) Prenderanno sempre più piede i finanziamenti privati sia per sostenere le cattedre universitarie che fanno comodo al donatore, sia per la ricerca, con enormi conseguenze etiche: le ditte farmaceutiche, per esempio, finanziano studi ed esami di laboratorio sui prodotti che vanno a smerciare, con cui fanno montagne di soldi, certo non sui prodotti che usano solo in pochi. Ci sono malattie non di massa, o non di moda, che verranno sempre più trascurate.

3) Ma le farmaceutiche, al momento attuale, non finanziano neanche le medicine per i nostri animali, perché non rendono certo l’investimento di denaro per la ricerca, la produzione e la distribuzione.

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Il mostro di Montauk e la falsa lettura della Bibbia

MonsterChi sa perché, a vedere questa foto di un povero animale deforme, strano incrocio fra un rapace e un cane, e a sapere che sarebbe stato trovato su una spiaggia di Montauk, a Long Island, fuori del Plum Island Animal Desease Center (una struttura del governo americano che in teoria si occupa di malattie animali), sono portata a credere che la foto sia vera.

Se anche fosse un fotomontaggio, già il fatto che si possa credere senza fatica che lo strano essere sia il frutto di un esperimento genetico mal riuscito mi sembra agghiacciante, perché so che nel campo dell’ingegneria genetica i veri mostri siamo noi, a cominciare da quando abbiamo clonato la povera pecora, Dolly.

Chi sa se un giorno un qualche essere più intelligente di noi, venuto da un’altra galassia, si divertisse a fare esperimenti clonandoci, mischiando i nostri geni in modo da generare dei mostri, provando su di noi delle medicine con effetti tossici o letali o sottoponendoci a torture di ogni tipo in nome della scienza e della ricerca: ci piacerebbe?

Ecco, a chi fa questo tipo di ricerca, a chi l’autorizza, a chi la finanzia, a chi contribuisce, a chi è d’accordo, farei provare le stesse identiche cose.

Oltre tutto, dato che di solito sono paladini del pensiero laico e laicista, forse non sanno che questo è il frutto più becero di un’etica fondata sull’interpretazione della Bibbia che pone all’inizio la creazione dei più umile, per finire con quella l’uomo. Per questo, dato che è gerarchicamente più in alto, assegna un valore superiore all’uomo, che avrebbe il diritto di disporre di tutto quello che sta più in basso, esseri inanimati, piante e animali.

In nome di questa gerarchia il pianeta si sta rovinando irrimediabilmente, cani, gatti e altri animali domestici ogni estate sono abbandonati e uccisi a migliaia e non è così improbabile la creazione di un essere come quello di Montauk. Ma non chiamiamolo mostro, perché i veri mostri siamo noi.

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